{"id":15880,"date":"2022-04-20T16:10:27","date_gmt":"2022-04-20T14:10:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=15880"},"modified":"2022-05-24T16:43:26","modified_gmt":"2022-05-24T14:43:26","slug":"il-nostro-futuro-alimentare-nella-morsa-tra-guerra-e-siccita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/15880\/il-nostro-futuro-alimentare-nella-morsa-tra-guerra-e-siccita\/","title":{"rendered":"Il nostro futuro alimentare nella morsa tra guerra e siccit\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<p>Guerra e siccit\u00e0. Sono parole che richiaman<strong>o calamit\u00e0 bibliche<\/strong>, solitamente associate a popoli e terre lontani da noi, ma che mai come in questi mesi sono entrate<strong> <\/strong>nella <strong>nostra realt\u00e0<\/strong>, al punto di influenzare il presente, e soprattutto il futuro, della <strong>nostra agricoltura<\/strong> e quindi della nostra <strong>alimentazione<\/strong>.<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<lite-youtube style=\"background-image: url('https:\/\/i.ytimg.com\/vi\/7ypn06j49bU\/hqdefault.jpg');\" videoid=\"7ypn06j49bU\" params=\"rel=0\"><\/lite-youtube>\n<\/div><\/figure>\n\n<p>La tragica guerra in corso nel cuore dell\u2019Europa ha messo in allarme il settore alimentare in seguito al <strong>blocco delle esportazioni dall\u2019Ucraina<\/strong>, anche se <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/15712\/mais-e-grano-alle-stelle-come-garantire-la-sicurezza-alimentare\/\">i dati<\/a> mostrano che il nostro Paese non rischia una reale <strong>carenza di cibo<\/strong>, ma principalmente una <strong>minore disponibilit\u00e0 di mais&nbsp;p<\/strong>er il settore zootecnico, aggravata dalla siccit\u00e0 nel nostro Paese.<\/p>\n\n<p>L\u2019Italia, in particolare in alcune <strong>zone del Nord<\/strong> in cui si concentra la <strong>produzione agricola e zootecnica<\/strong>, sta infatti fronteggiando una <strong>carenza idrica senza precedenti<\/strong>. Secondo l\u2019ANBI, in <strong>Lombardia<\/strong> le riserve idriche sono al <strong>40% della media storica<\/strong>, mentre in <strong>Emilia Romagna<\/strong> le falde normalmente accessibili alle colture segnano fino a un <strong>200% in meno<\/strong> rispetto alle medie stagionali. Alcune province stanno permettendo il prelievo per fini agricoli dai corsi d\u2019acqua superficiali <strong>in deroga al principio del deflusso minimo vitale<\/strong>, che prevede che i prelievi non debbano superare certe soglie per mantenere l\u2019equilibrio ecologico del fiume. In <strong>Veneto<\/strong> e <strong>Piemonte<\/strong> la situazione non \u00e8 migliore, con una carenza idrica che colpisce addirittura alcuni piccoli <strong>paesi montani<\/strong>, in cui il disgelo dello scarso manto nevoso non ricarica le falde come servirebbe.&nbsp;<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Quando l\u2019agricoltura alimenta la siccit\u00e0<\/strong><\/h2>\n\n<p>Alcune organizzazioni di categoria stimano <strong>un miliardo di euro di danni all\u2019agricoltura<\/strong> causati dalla siccit\u00e0 di questi mesi, mentre la comunit\u00e0 scientifica avverte gi\u00e0 da qualche anno che <strong>circa il 20% del territorio italiano rischia di diventare incoltivabile<\/strong> a causa del progressivo inaridimento e impoverimento dei suoli.<\/p>\n\n<p>L&#8217;agricoltura \u00e8 infatti il settore che ha pi\u00f9 bisogno di pi\u00f9 acqua dolce: in Europa <strong>il consumo si attesta intorno al 59% <\/strong>e l\u2019Italia \u00e8 il secondo Paese europeo (dopo la Spagna) che fa pi\u00f9&nbsp; ricorso all\u2019irrigazione per le proprie <strong>coltivazioni<\/strong>. La maggior parte della superficie irrigata si trova proprio nel Nord flagellato dalla siccit\u00e0: <a href=\"https:\/\/www.istat.it\/it\/files\/\/2019\/10\/Utilizzo-e-qualit%C3%A0-della-risorsa-idrica-in-Italia.pdf\">secondo ISTAT<\/a>, le <strong>quattro Regioni padane<\/strong> totalizzano insieme il <strong>58% del totale<\/strong>, con un 20% nella sola Lombardia.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Questo dipende senz\u2019altro dalle ampie estensioni di superficie coltivata presenti in queste Regioni, ma anche dal tipo di <strong>coltivazioni<\/strong>: esistono colture con un <strong>fabbisogno idrico<\/strong> ridotto, come il <strong>frumento<\/strong> duro sviluppato maggiormente nel <strong>Mezzogiorno<\/strong>, mentre il <strong>mais<\/strong>, presente principalmente in <strong>Pianura Padana<\/strong>, ha un elevato fabbisogno idrico ed \u00e8 la seconda coltivazione italiana, dopo il riso, per volumi irrigui utilizzati (circa il <strong>20% del volume totale<\/strong>).<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/04\/0fc2683a-gp1sx96k_medium_res-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-15881\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/04\/0fc2683a-gp1sx96k_medium_res-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/04\/0fc2683a-gp1sx96k_medium_res-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/04\/0fc2683a-gp1sx96k_medium_res-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/04\/0fc2683a-gp1sx96k_medium_res-510x340.jpg 510w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/04\/0fc2683a-gp1sx96k_medium_res.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n<p>Ed \u00e8 proprio sul <strong>mais<\/strong> che, oltre all\u2019allarme guerra, suona l\u2019allarme siccit\u00e0: la Confederazione Italiana Agricoltori (CIA) avverte che <strong>la resa del mais<\/strong> potrebbe essere cos\u00ec bassa per via dei <strong>terreni aridi<\/strong> da rendere addirittura non conveniente la trebbiatura.<\/p>\n\n<p>Il Presidente di <strong>Coldiretti<\/strong> afferma invece che coltivando 200 mila ettari in pi\u00f9, ovvero i terreni finora lasciati a riposo, potrebbe essere garantita una \u201cproduzione aggiuntiva di circa <strong>15 milioni di quintali di mais<\/strong> <strong>per gli allevamenti<\/strong>, di <strong>grano duro per la pasta<\/strong> e tenero per la panificazione\u201d per sopperire alle mancate importazioni dall\u2019Ucraina.<\/p>\n\n<p>Qualcosa per\u00f2 non torna nelle stime di Coldiretti: il problema infatti non \u00e8 tanto ampliare le superfici coltivabili, ma il fatto che <strong>la siccit\u00e0 mette a rischio anche le superfici gi\u00e0 coltivate<\/strong>, senza contare che sacrificare i terreni a riposo rischia di compromettere la <strong>biodiversit\u00e0 e la salute delle aree agricole<\/strong>. La stessa Commissione Europea, nelle sue <a href=\"https:\/\/www.reterurale.it\/flex\/cm\/pages\/ServeAttachment.php\/L\/IT\/D\/6%252F6%252F2%252FD.a626c1216bc81591779e\/P\/BLOB%3AID%3D23075\/E\/pdf\">osservazioni al piano<\/a> nazionale italiano sulla futura politica agricola, mette in guardia dal proporre interventi che comportino \u201cun aumento delle superfici irrigue\u201d, proprio per <strong>tutelare la preziosa e sempre pi\u00f9 scarsa risorsa idrica<\/strong>.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Cambiare il modo di produrre e consumare anzich\u00e9 aumentare le produzioni<\/strong><\/h2>\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/04\/e2ab9dac-gp1sx96d_medium_res-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-15883\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/04\/e2ab9dac-gp1sx96d_medium_res-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/04\/e2ab9dac-gp1sx96d_medium_res-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/04\/e2ab9dac-gp1sx96d_medium_res-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/04\/e2ab9dac-gp1sx96d_medium_res-453x340.jpg 453w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/04\/e2ab9dac-gp1sx96d_medium_res.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Le immagini mostrano il livello dei fiumi nei pressi del Ponte Della Becca (Italia)<\/figcaption><\/figure>\n\n<p>La domanda da porsi allora forse \u00e8 un\u2019altra: \u00e8 davvero necessario aumentare la produzione e rinunciare alle tutele ambientali, visto che in questo modo si finirebbe per <strong>consumare ancora pi\u00f9 acqua<\/strong>, alimentando la <strong>siccit\u00e0<\/strong> e i <strong>cambiamenti climatici<\/strong>, anzich\u00e9 rendere la nostra agricoltura pi\u00f9 resiliente e meno dipendente da input esterni?&nbsp;<\/p>\n\n<p>Proviamo anche in questo caso a seguire il nostro chicco di mais, tanto piccolo quanto centrale. Secondo ISMEA, <strong>il settore zootecnico-mangimistico assorbe la gran parte della disponibilit\u00e0 nazionale di mais<\/strong>, cos\u00ec come del mais di importazione, ai quali si aggiungono altri cereali ad uso mangimistico: si stima che <strong>il 62% dei cereali utilizzati in Europa sia destinato agli allevamenti<\/strong>. In sintesi, le grandi lobby agricole europee e italiane vorrebbero indebolire o ritardare ulteriormente gli obiettivi ambientali legati al Green Deal europeo &#8211; proprio mentre un <strong>evento climatico estremo come la siccit\u00e0<\/strong> si mostra in tutta la sua potenza &#8211; per mantenere gli attuali livelli di produzione e consumo di carne, che la scienza gi\u00e0 da anni indica come eccessivi e insostenibili. Una scelta che appare suicida non solo per il Pianeta, ma anche e soprattutto per gli stessi <strong>agricoltori, prime vittime dei cambiamenti climatici.&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n<p>Una <strong>soluzione alternativa <\/strong>per sopperire le carenze determinate dalla guerra in realt\u00e0 ci sarebbe, e Greenpeace l\u2019ha indicata alla Commissione Europea, insieme a un set di <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/05\/ffc6d76d-gp_food_policy_demands.docx-1.pdf\">7 richieste<\/a>. Tra queste la pi\u00f9 immediata indica di <strong>ridurre subito del 10% le consistenze zootecniche europee<\/strong>, per destinare una maggiore quantit\u00e0 di cereali al consumo umano e pi\u00f9 terreni agricoli alla produzione di cibo, piuttosto che a coltivazioni per la zootecnia ad alta domanda idrica. Queste sono le proposte che Greenpeace ha ribadito al Ministro Patuanelli durante il tavolo istituzionale del 19 aprile, insieme alla richiesta di non rimandare l\u2019entrata in vigore della nuova PAC, ma piuttosto di <strong>rafforzare le misure ambientali e accelerare la necessaria transizione ecologica del settore<\/strong>.\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come tutelare la nostra agricoltura dalle carenze determinate dalla guerra e dalla siccit\u00e0 in corso.<\/p>\n","protected":false},"author":41,"featured_media":15884,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"not set","p4_local_project":"not set","p4_basket_name":"not set","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,17,24],"tags":[27,26,29],"p4-page-type":[19],"class_list":["post-15880","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-proteggi","category-scegli","tag-agricoltura","tag-cibo","tag-clima","p4-page-type-storia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15880","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/41"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15880"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15880\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16045,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15880\/revisions\/16045"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/15884"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15880"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15880"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15880"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=15880"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}