{"id":15919,"date":"2022-05-05T11:55:41","date_gmt":"2022-05-05T09:55:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=15919"},"modified":"2022-05-05T11:55:44","modified_gmt":"2022-05-05T09:55:44","slug":"greenpeace-i-mari-italiani-colpiti-dai-cambiamenti-climatici-lo-dimostra-il-progetto-mare-caldo-a-cui-aderisce-anche-larea-marina-protetta-delle-cinque-terre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/15919\/greenpeace-i-mari-italiani-colpiti-dai-cambiamenti-climatici-lo-dimostra-il-progetto-mare-caldo-a-cui-aderisce-anche-larea-marina-protetta-delle-cinque-terre\/","title":{"rendered":"Greenpeace: i mari italiani colpiti dai cambiamenti climatici, lo dimostra il progetto Mare Caldo, a cui aderisce anche l&#8217;Area Marina Protetta delle Cinque Terre"},"content":{"rendered":"\n<p>L\u2019Area Marina Protetta delle Cinque Terre aderisce alla rete \u201cMare Caldo\u201d, promossa da Greenpeace, che in soli due anni \u00e8 riuscita a istituire ben 11 stazioni per il monitoraggio degli impatti dei cambiamenti climatici sui mari italiani. Greenpeace si \u00e8 immersa in questi giorni nelle acque delle Cinque Terre con il supporto dell\u2019AMP dove si sta lavorando all\u2019installazione di sensori per la misurazione delle temperature marine lungo la colonna d\u2019acqua.<\/p>\n\n<p>I dati raccolti durante i primi due anni di monitoraggio insieme al Dipartimento di Scienze della Terra, dell\u2019Ambiente e della Vita (DiSTAV) dell\u2019Universit\u00e0 di Genova, partner scientifico del progetto, e al laboratorio tecnico ElbaTech, indicano chiaramente come i nostri mari si stiano scaldando fino in profondit\u00e0 con gravi impatti sulla biodiversit\u00e0 marina, dalla scomparsa delle specie autoctone pi\u00f9 vulnerabili all\u2019invasione di altre specie, spesso aliene, che meglio si adattano a un mare sempre pi\u00f9 caldo.<\/p>\n\n<p>\u201cSi tratta di un progetto unico a livello nazionale che \u00e8 stato capace di far collaborare diversi soggetti su una problematica urgente e attuale. Anche dal punto di vista scientifico questo progetto ha un valore enorme: solo tramite l\u2019adozione di protocolli comuni, la condivisione e il confronto dei dati \u00e8 possibile valutare gli impatti dei cambiamenti climatici ad ampia scala sui nostri mari e promuovere politiche di conservazione e gestione\u201d dichiara Monica Montefalcone, responsabile del progetto \u201cMare Caldo\u201d per il DiSTAV dell\u2019Universit\u00e0 di Genova.<\/p>\n\n<p>Il progetto \u201cMare caldo\u201d \u00e8 iniziato a fine 2019 con una stazione pilota per la misurazione delle temperature fino a 40 metri di profondit\u00e0 installata da Greenpeace nel mare dell\u2019Isola d\u2019Elba. Dopo l\u2019adesione nel 2020 di quattro AMP (Portofino in Liguria, Plemmirio in<br>Sicilia, Capo Carbonara e Tavolara-Punta Coda Cavallo in Sardegna), nel 2021 si sono aggiunte l\u2019AMP di Torre Guaceto in Puglia, Miramare in Friuli-Venezia-Giulia, Isola dell\u2019Asinara in Sardegna e Isole di Ventotene e Santo Stefano nel Lazio. Oggi con l&#8217;adesione dell\u2019AMP delle Cinque Terre e dell\u2019AMP delle Isole Tremiti sono ben dieci le<br>Aree Marine Protette che hanno deciso di entrare nella rete e lavorare insieme a Greenpeace.<\/p>\n\n<p>\u201cL&#8217;obiettivo dell&#8217;Italia di tutelare il 30% dei nostri mari entro il 2030 evidenzia quanto sia fondamentale ampliare la salvaguardia di questa grande risorsa, anche garantendo una gestione efficace delle nostre aree marine protette. Per farlo \u00e8 necessario investire in<br>azioni di sistema, in progetti che possano dar vita ad una rete e ad un confronto, proprio come avviene con il progetto Mare Caldo. Monitorare i cambiamenti climatici, fotografare la situazione attuale e divulgare le informazioni raccolte \u00e8 oggi fondamentale per portare i<br>decisori politici a compiere scelte giuste ed efficaci. Il funzionamento della rete delle AMP ha un ruolo chiave nella conservazione e ripristino dell\u2019ecosistema marino, importantissimo per la mitigazione dei cambiamenti climatici, ma estremamente fragile\u201d dichiara Donatella Bianchi, Presidente dell\u2019AMP delle Cinque Terre.<\/p>\n\n<p>\u201cIl progetto Mare Caldo mostra che anche i nostri mari soffrono l&#8217;impatto dei cambiamenti climatici. Per affrontare questa crisi oggi pi\u00f9 che mai \u00e8 necessario liberarci dalla nostra dipendenza dai combustibili fossili e tutelare gli ecosistemi marini pi\u00f9 sensibili.<br>Si \u00e8 visto che laddove proteggiamo la biodiversit\u00e0 dall&#8217;impatto di attivit\u00e0 umane distruttive gli organismi marini sono in grado di riprendersi e adattarsi a un cambiamento che purtroppo \u00e8 gi\u00e0 in atto\u201d, conclude Giorgia Monti, responsabile della campagna mare di<br>Greenpeace.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Greenpeace si \u00e8 immersa nelle acque delle Cinque Terre con il supporto dell\u2019AMP dove si sta lavorando all\u2019installazione di sensori per la misurazione delle temperature marine.<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":15920,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"not set","p4_local_project":"not set","p4_basket_name":"not set","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[17],"tags":[22,29,18],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-15919","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-proteggi","tag-biodiversita","tag-clima","tag-mare","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15919","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15919"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15919\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15921,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15919\/revisions\/15921"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/15920"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15919"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15919"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15919"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=15919"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}