{"id":16000,"date":"2022-05-18T11:12:32","date_gmt":"2022-05-18T09:12:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=16000"},"modified":"2022-05-18T11:25:58","modified_gmt":"2022-05-18T09:25:58","slug":"la-truffa-della-plastica-compostabile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/16000\/la-truffa-della-plastica-compostabile\/","title":{"rendered":"Greenpeace: la truffa della plastica compostabile, gran parte finisce in discarica o in inceneritore. Gli impianti dell\u2019organico la degradano con difficolt\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<p>Siamo ormai abituati a gettare nell\u2019umido i prodotti monouso in plastica compostabile, tanto che i consumatori credono di essere di fronte a un materiale capace di decomporsi facilmente come la buccia di una mela. Peccato che la realt\u00e0 sia ben diversa. Infatti, stando <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/rapporto\/15994\/plastica-compostabile-difficile-degradi-negli-impianti-dellumido-altro-che-compost\/\">all\u2019ultima indagine dell\u2019Unit\u00e0 Investigativa di Greenpeace Italia<\/a>, la maggior parte dei rifiuti organici in Italia finisce in impianti che non sono in grado di trattare efficacemente i materiali in plastica compostabile, che cos\u00ec finiscono in inceneritore o in discarica, in barba alla presunta sostenibilit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n<p>In Italia i prodotti monouso in plastica compostabile come piatti, posate e imballaggi rigidi devono essere smaltiti insieme agli scarti alimentari. Tuttavia, stando ai dati del Catasto rifiuti di ISPRA, il 63 per cento della frazione organica \u00e8 inviato a impianti che difficilmente riescono a degradare le plastiche compostabili, che quindi finiscono per essere scartate. Il resto finisce in impianti di compostaggio che abitualmente operano con tempistiche troppo brevi per garantire la compostabilit\u00e0. Una conseguenza dell&#8217;impiantistica non sempre adeguata, ma anche dell\u2019evidente scollamento tra le condizioni previste nei test per ottenere le certificazioni sulla compostabilit\u00e0 e le reali condizioni con cui operano gli impianti. Sono queste alcune delle criticit\u00e0 scoperte da Greenpeace intervistando numerosi imprenditori del settore e il personale tecnico dei laboratori che rilasciano le certificazioni.<\/p>\n\n<p>I risultati dell\u2019inchiesta gettano ancora pi\u00f9 dubbi sull\u2019operato dell\u2019Italia, che da anni incentiva la sostituzione delle plastiche ricavate dagli idrocarburi con quelle compostabili, lasciando per\u00f2 inalterata la logica del monouso, i cui impatti ambientali risultano sempre pi\u00f9 devastanti. A ci\u00f2 si aggiungono le recenti deroghe ed esenzioni introdotte dal governo nel recepimento della Direttiva europea sulle plastiche monouso (SUP). Per i prodotti in plastica destinati a entrare in contatto con gli alimenti (ad esempio piatti e posate), la legge italiana consente infatti di aggirare il divieto europeo ricorrendo ad alternative in plastica compostabile. In base alla norma comunitaria, tuttavia, queste dovrebbero essere vietate al pari delle stoviglie realizzate con plastiche derivate da petrolio e gas fossile. Per queste ragioni il nostro Paese rischia seriamente di essere sottoposto a una procedura d\u2019infrazione che Greenpeace, insieme ad altre ONG europee, aveva gi\u00e0 avuto modo di denunciare alle autorit\u00e0 europee nei mesi scorsi.<\/p>\n\n<p>\u201cConsiderato i problemi di trattamento delle plastiche compostabili, \u00e8 incomprensibile che l\u2019Italia continui a incentivare questi materiali. Siamo di fronte a un <em>greenwashing<\/em> di Stato, che si trasforma in una truffa nei confronti della collettivit\u00e0. Mentre il resto dell\u2019Europa va verso soluzioni basate sulla dematerializzazione del packaging e sull\u2019impiego di prodotti durevoli e riutilizzabili, in conformit\u00e0 con la gerarchia europea di gestione dei rifiuti, in Italia si incentiva il monouso in plastica compostabile. Come dimostra la letteratura scientifica internazionale, i maggiori benefici ambientali si ottengono abbandonando l\u2019usa e getta, indipendentemente dalla tipologia di materiale\u201d, commenta Giuseppe Ungherese, responsabile campagna inquinamento di Greenpeace.<\/p>\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/rapporto\/15994\/plastica-compostabile-difficile-degradi-negli-impianti-dellumido-altro-che-compost\/\">Scarica e leggi il report<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Siamo ormai abituati a gettare nell\u2019umido i prodotti monouso in plastica compostabile, tanto che i consumatori credono di essere di fronte a un materiale capace di decomporsi facilmente come la&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":16004,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"not set","p4_local_project":"not set","p4_basket_name":"not set","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,24],"tags":[21],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-16000","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-scegli","tag-inquinamento","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16000","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16000"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16000\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16089,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16000\/revisions\/16089"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/16004"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16000"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16000"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16000"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=16000"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}