{"id":16122,"date":"2022-06-06T17:28:32","date_gmt":"2022-06-06T15:28:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=16122"},"modified":"2024-02-22T17:32:49","modified_gmt":"2024-02-22T16:32:49","slug":"la-nostra-spedizione-in-adriatico-per-difendere-il-mare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/16122\/la-nostra-spedizione-in-adriatico-per-difendere-il-mare\/","title":{"rendered":"La nostra spedizione in Adriatico per difendere il mare!"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"543\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/06\/7e5e13cc-gp1sxiva_web_size_with_credit_line.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16124\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/06\/7e5e13cc-gp1sxiva_web_size_with_credit_line.jpg 800w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/06\/7e5e13cc-gp1sxiva_web_size_with_credit_line-300x204.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/06\/7e5e13cc-gp1sxiva_web_size_with_credit_line-768x521.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/06\/7e5e13cc-gp1sxiva_web_size_with_credit_line-501x340.jpg 501w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption>The Greenpeace ship MY Rainbow Warrior sailing in the Adriatic Sea in Italy.\nLa Rainbow Warrior nel Mar Adriatico.<\/figcaption><\/figure>\n\n<p><strong>L\u2019Adriatico<\/strong> \u00e8 un mare a s\u00e9. Stretto e lungo, battuto da venti talvolta devastanti, per i greci era un golfo e Adria, lass\u00f9 in cima, uno snodo fondamentale del commercio (soprattutto, stagno e ambra). Questo \u00e8<strong> il mare pi\u00f9 produttivo <\/strong>tra quelli che circondano la penisola italiana grazie all\u2019apporto di nutrienti del Po e degli altri fiumi e ai bassi fondali sui quali essi si depositano. Luce e nutrienti promuovono una grande crescita di fitoplancton che sostiene una robusta rete alimentare. Purtroppo \u00e8 un mare colpito da impatti multipli come <strong>pesca<\/strong> eccessiva, trasporti, estrazione di <strong>idrocarburi<\/strong>, inquinamento da fiumi e altre fonti terrestri. E, per finire, nell\u2019Alto <strong>Adriatico<\/strong>, in particolare la costa \u201cpadana\u201d, \u00e8 in prima fila per gli impatti del cambiamento climatico. Secondo ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l&#8217;energia e lo sviluppo economico sostenibile) \u00e8 qui che si concentra oltre il 95% \u00a0dei 5.686,4 km<sup>2<\/sup> di territorio italiano a rischio inondazione, a fine secolo, a causa dell\u2019innalzamento del livello del mare.<\/p>\n\n<p>La nostra <strong>Rainbow Warrior <\/strong>ha navigato nell\u2019Alto Adriatico perch\u00e9 qui pi\u00f9 che altrove si percepisce la fragilit\u00e0 del nostro Paese rispetto agli <strong>impatti del cambiamento climatico<\/strong> a lungo ignorati o negati (come testimonia una raccomandazione al Governo votata a maggioranza dal Senato, alla vigilia del G8 de L\u2019Aquila nel 2009).\u00a0<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<lite-youtube style=\"background-image: url('https:\/\/i.ytimg.com\/vi\/MSbo4ophh1E\/hqdefault.jpg');\" videoid=\"MSbo4ophh1E\" params=\"rel=0\"><\/lite-youtube>\n<\/div><\/figure>\n\n<p>Adesso, negare questi impatti \u00e8 difficile ma per continuare a fare affari, non c\u2019\u00e8 nulla di meglio che darsi una bella verniciata di verde. Ad esempio con la bufala del <strong>gas<\/strong> fossile \u201camico del clima\u201d che sostiene ormai da anni le politiche energetiche del nostro Paese.<\/p>\n\n<p>Contro questa deriva, Greenpeace ha presentato <strong>una proposta di legge popolare europea per vietare le pubblicit\u00e0 delle fonti fossili<\/strong> (non sono forse pi\u00f9 pericolose delle sigarette?) e <a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/p\/Cd6AK8Oq704\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">a<strong> Venezia <\/strong>ha inscenato l\u2019ultimo giro turistico<\/a> di una citt\u00e0 c<a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/05\/aa8117f3-venezia-non-affonda-per-caso.docx-1.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">he non affonda per caso<\/a>, ma perch\u00e9 qualcuno ha deciso che delle fonti fossili non possiamo fare a meno.<\/p>\n\n<p>Non contenti di esserci legati al gas russo, piuttosto che avviare finalmente una transizione ecologica seria, stiamo cercando <strong>gas<\/strong> fossile (che sul <strong>clima<\/strong> ha impatti equivalenti a quelli del carbone) ovunque, compresi i fondali dell\u2019Alto <strong>Adriatico<\/strong>. Che da queste parti di gas ce ne sia tantissimo non \u00e8 un mistero: si stima 90 miliardi di metri cubi. E certo le estrazioni non sono una novit\u00e0: cominciate nei primi decenni dello scorso secolo, proseguirono fino agli inizi degli anni \u201960 quando ci si accorse che, a causa di quelle estrazioni, il terreno di compattava e sprofondava. Sono passati oltre sessant\u2019anni da quello stop, e ancora il terreno \u2013 ad esempio nel Delta del Po &#8211; continua a sprofondare con costi economici e ambientali non indifferenti. Servono le idrovore per tenere i campi all\u2019asciutto.<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"533\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/06\/f91eda8b-gp1sxi9z_web_size_with_credit_line.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16125\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/06\/f91eda8b-gp1sxi9z_web_size_with_credit_line.jpg 800w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/06\/f91eda8b-gp1sxi9z_web_size_with_credit_line-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/06\/f91eda8b-gp1sxi9z_web_size_with_credit_line-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/06\/f91eda8b-gp1sxi9z_web_size_with_credit_line-510x340.jpg 510w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption>Research conducted onboard the Rainbow Warrior during the tour in the Adriatic Sea.<\/figcaption><\/figure>\n\n<p>Anche in mare c\u2019\u00e8 una \u201czona vietata\u201d alle estrazioni di idrocarburi, sempre per il rischio subsidenza, ma da queste parti il timore che le trivelle ripartano \u00e8 grande. Sarebbe un disastro: per il clima, ma anche per questo ecosistema marino unico. &nbsp;Per testimoniare la ricchezza di questo mare, Greenpeace ha offerto la<strong> Rainbow Warrior <\/strong>come piattaforma di ricerca al Dipartimento di Biomedicina Comparata e Alimentazione dell\u2019Universit\u00e0 di Padova che ha il compito di monitorare la popolazione di delfini e tartarughe in un\u2019area da poco protetta proprio di fronte al Parco del Delta del Po. I risultati sono andati oltre le attese e confermano l\u2019assurdit\u00e0 di un progetto di trivellazione (per ora bloccato) che se dovesse partire avrebbe effetti devastanti.<\/p>\n\n<p>Resistere a questi progetti vuol dire avere un\u2019idea diversa del nostro futuro, un futuro che \u00e8 possibile e realizzabile. Ci sono comunit\u00e0, settori economici, persone che sono in prima fila rispetto a queste minacce e la <strong>Rainbow<\/strong> <strong>Warrior<\/strong> ha voluto lanciare anche un messaggio di speranza e di forza: uniti, possiamo fare la differenza e contrastare chi ha deciso che \u2013 pur di sfruttare le fonti fossili fino all\u2019ultimo \u2013 possiamo fare a meno della bellezza di <strong>Venezia<\/strong> come dei <strong>delfini<\/strong>, delle <strong>tartarughe<\/strong> o di quel complesso di attivit\u00e0 umane che nei secoli hanno forgiato il Delta del Po.<\/p>\n\n<p>Noi ci siamo, in mare per il <strong>mare<\/strong> (e non solo).<\/p>\n\t\t\t<section\n\t\t\tclass=\"boxout post-5144 \"\n\t\t\t\n\t\t>\n\t\t\t<a\n\t\t\t\tdata-ga-category=\"Take Action Boxout\"\n\t\t\t\tdata-ga-action=\"Image\"\n\t\t\t\tdata-ga-label=\"n\/a\"\n\t\t\t\tclass=\"cover-card-overlay\"\n\t\t\t\thref=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/attivati\/proteggi-gli-oceani\/\" \n\t\t\t><\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t<img\n\t\t\t\t\t\tsrc=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/04\/9b422b65-proteggiamo-gli-oceani-1024x557.jpg\"\n\t\t\t\t\t\tsrcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/04\/9b422b65-proteggiamo-gli-oceani-300x163.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/04\/9b422b65-proteggiamo-gli-oceani-768x418.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/04\/9b422b65-proteggiamo-gli-oceani-1024x557.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/04\/9b422b65-proteggiamo-gli-oceani-510x278.jpg 510w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/04\/9b422b65-proteggiamo-gli-oceani.jpg 1200w\"\n\t\t\t\t\t\tsizes=\"(min-width: 1000px) 358px, (min-width: 780px) 313px, 88px\"\n\t\t\t\t\t\talt=\"\" title=\"\"\n\t\t\t\t\/>\n            \t\t\t<div class=\"boxout-content\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a\n\t\t\t\t\t\tclass=\"boxout-heading medium\"\n\t\t\t\t\t\tdata-ga-category=\"Take Action Boxout\"\n\t\t\t\t\t\tdata-ga-action=\"Title\"\n\t\t\t\t\t\tdata-ga-label=\"n\/a\"\n\t\t\t\t\t\thref=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/attivati\/proteggi-gli-oceani\/\"\n\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t>\n\t\t\t\t\t\tProteggi gli Oceani\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p class=\"boxout-excerpt\">Cambiamenti climatici, pesca eccessiva, estrazioni minerarie, trivellazioni, plastica: i nostri oceani subiscono di tutto per colpa dell\u2019avidit\u00e0 umana. Spesso sono proprio le zone d\u2019Alto Mare, al di fuori della giurisdizione degli Stati costieri,  a diventare prede degli interessi di pochi Stati ricchi e potenti o di aziende spregiudicate. Lontano dagli occhi, lontano dal cuore? Non possiamo accettarlo: per difendere il fragile e meraviglioso ecosistema marino, serve creare una rete di Santuari d\u2019Alto mare su scala planetaria.<\/p>\n\t\t\t\t                                    <a\n                        class=\"btn btn-primary\"\n                        data-ga-category=\"Take Action Boxout\"\n                        data-ga-action=\"Call to Action\"\n                        data-ga-label=\"n\/a\"\n                        href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/attivati\/proteggi-gli-oceani\/\"\n                        \n                    >\n                        Partecipa\n                    <\/a>\n                \t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/section>\n\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In tour con la Rainbow Warrior, un viaggio per documentare la crisi climatica sott&#8217;acqua<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":16124,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"not set","p4_local_project":"not set","p4_basket_name":"not set","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,17,24],"tags":[29,18,32],"p4-page-type":[19],"class_list":["post-16122","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-proteggi","category-scegli","tag-clima","tag-mare","tag-energia","p4-page-type-storia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16122","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16122"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16122\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16154,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16122\/revisions\/16154"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/16124"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16122"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16122"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16122"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=16122"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}