{"id":16170,"date":"2022-06-16T15:16:00","date_gmt":"2022-06-16T13:16:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=16170"},"modified":"2022-06-17T17:02:34","modified_gmt":"2022-06-17T15:02:34","slug":"greenpeace-al-ministro-cingolani-serve-una-legge-europea-ambiziosa-contro-la-deforestazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/16170\/greenpeace-al-ministro-cingolani-serve-una-legge-europea-ambiziosa-contro-la-deforestazione\/","title":{"rendered":"Greenpeace al ministro Cingolani: serve una legge europea ambiziosa contro la deforestazione"},"content":{"rendered":"\n<p>A una decina di giorni dall\u2019incontro in cui i ministri dell\u2019Ambiente dei 27 Paesi dell\u2019Unione Europea discuteranno la bozza della nuova normativa che potrebbe finalmente impedire di importare deforestazione, previsto il 28 giugno, Greenpeace ha inscenato una protesta creativa per esprimere preoccupazione per la mancanza di ambizione dimostrata finora dall\u2019Italia nel colmare le lacune dell\u2019attuale bozza.<\/p>\n\n<p>Il ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani \u00e8 stato fermato all\u2019ingresso di un convegno a piazza Montecitorio. Gli \u00e8 stato chiesto di scegliere se prendere una posizione ambiziosa, rappresentata da una statuina a forma di tucano, oppure proseguire su una strada che mette in pericolo la natura, rappresentata da una statuina a forma di motosega. Il ministro ha scelto il tucano, assicurando l\u2019impegno del nostro Paese.&nbsp;<\/p>\n\n<p>\u201cNella normativa risulta ancora inadeguata la tutela dei diritti umani, bisogna includere anche altri importanti ecosistemi diversi dalle foreste (come le savane e le zone umide), mancano obblighi per il settore finanziario e non sono stati inseriti nella lista di materie prime e prodotti interessati dalla normativa prodotti come gomma, mais e carne di maiale e pollo, la cui produzione ha gravi impatti su foreste e biodiversit\u00e0. Ma durante gli incontri preliminari al voto finale della Commissione, l\u2019Italia non ha assunto posizioni decise su questi punti, preferendo anche rimandare decisioni importanti ai prossimi anni. Abbiamo chiesto&nbsp; al Ministro pi\u00f9 ambizione da parte del nostro Paese e confidiamo che il 28 giugno l\u2019Italia faccia la sua parte per evitare che la normativa venga annacquata o aggirata\u201d, afferma Martina Borghi, Campagna Foreste di Greenpeace Italia.<\/p>\n\n<p>L\u2019iniziativa di Greenpeace Italia segue la notizia del crudele assassinio dell\u2019esperto di culutre indigene Bruno Pereira e del giornalista inglese Dom Phillips, brutalmente uccisi nell\u2019Amazzonia brasiliana dove svolgevano attivit\u00e0 di ricerca. \u201cLa loro morte ci addolora profondamente e rappresenta l\u2019ennesimo capitolo dell\u2019agenda anti-ambientalista che il governo Bolsonaro sta promuovendo\u201d, prosegue Borghi: \u201cParliamo di politiche che hanno reso l\u2019Amazzonia pi\u00f9 pericolosa sia per i Popoli Indigeni e le comunit\u00e0 tradizionali, sia per chi difende l\u2019ambiente, i diritti umani e la libera informazione. La domanda europea di mangimi, carne, legname pregiato, minerali e metalli preziosi rischia di esasperare questa situazione gi\u00e0 gravissima, per questo chiediamo a gran voce una normativa europea per smettere di importare deforestazione e violazioni dei diritti umani\u201d.<\/p>\n\n<p>Nel frattempo, l\u2019associazione di categoria che rappresenta l\u2019industria dell\u2019olio di palma e quattro delle pi\u00f9 grandi aziende agroalimentari al mondo (Bunge, Cargill, ADM e Viterra) stanno cercando delle scappatoie per aggirare uno degli obblighi principali previsti dalla normativa, ovvero l\u2019obbligo di trasparenza e tracciabilit\u00e0 delle filiere di prodotti e materie prime importati in UE. Vorrebbero cio\u00e8 evitare di dover indicare con precisione l\u2019appezzamento di terreno dove sono state coltivate le materie prime (nel caso della palma da olio e della soia e derivati, come i mangimi) o dove hanno pascolato gli animali (nel caso della carne e del cuoio).&nbsp;<\/p>\n\n<p>\u201cParliamo di una parte cruciale della proposta: se salta l\u2019obbligo di indicare l\u2019appezzamento di terreno sul quale sono state piantate la soia o le palme dai cui frutti si ottiene l\u2019olio di palma, non sapremo mai se per fare spazio alle piantagioni, siano state invase terre indigene o stata distrutta la natura\u201d, conclude Borghi: \u201cSe l\u2019attuale bozza venisse approvata, invece, la normativa richiederebbe per la prima volta alle aziende che immettono determinati prodotti e materie prime sul mercato UE, di rintracciarne l\u2019origine e dimostrare che non sono collegate alla distruzione o al degrado delle foreste. Bisogna agire con urgenza\u201d.<\/p>\n\n<p>Tra il 2015 e il 2020, il mondo ha perso circa 51 milioni di ettari di foreste, pari a un\u2019area delle dimensioni di un campo da calcio ogni due secondi, soprattutto a causa dell\u2019espansione dell\u2019agricoltura industriale. Greenpeace chiede al ministro Roberto Cingolani e ai ministri competenti dei Paesi membri di colmare le lacune dell\u2019attuale normativa.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A una decina di giorni dall\u2019incontro in cui i ministri dell\u2019Ambiente dei 27 Paesi dell\u2019Unione Europea discuteranno la bozza della nuova normativa che potrebbe finalmente impedire di importare deforestazione, previsto&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":16158,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"not set","p4_local_project":"not set","p4_basket_name":"not set","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[17],"tags":[36],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-16170","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-proteggi","tag-foreste","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16170","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16170"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16170\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16171,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16170\/revisions\/16171"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/16158"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16170"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16170"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16170"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=16170"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}