{"id":16175,"date":"2022-06-20T11:24:37","date_gmt":"2022-06-20T09:24:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=16175"},"modified":"2022-06-20T11:24:42","modified_gmt":"2022-06-20T09:24:42","slug":"stop-auto-benzina-e-diesel-greenpeace-anticipare-al-2028-farebbe-risparmiare-piu-di-600-miliardi-di-euro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/16175\/stop-auto-benzina-e-diesel-greenpeace-anticipare-al-2028-farebbe-risparmiare-piu-di-600-miliardi-di-euro\/","title":{"rendered":"Stop auto benzina e diesel, Greenpeace: \u00abAnticipare al 2028 farebbe risparmiare pi\u00f9 di 600 miliardi di euro\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<p>Anticipando lo stop alle vendite dei veicoli a diesel e benzina al 2028 si ridurrebbe il consumo europeo di petrolio di 540 milioni di tonnellate e le emissioni di CO\u2082 di 1,7 miliardi di tonnellate. \u00c8 quanto emerge dal <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/06\/14fdf54b-drivingchange_analysis_greenpeace-germany.pdf\">nuovo studio di Greenpeace Germania \u201cDrive change\u201d<\/a>, che esamina la differenza rispetto allo scenario proposto dalla Commissione Europea, recentemente approvato dal Parlamento UE, di <em>phase-out<\/em> dei motori termici al 2035. Anticipare la data al 2028 porterebbe inoltre a un risparmio di 635 miliardi di euro per i consumatori europei.<\/p>\n\n<p>Anche in Italia, fermare la vendita delle auto fossili nel 2028 &#8211; come richiede Greenpeace &#8211; farebbe risparmiare 51 milioni di tonnellate di petrolio, 162 milioni di tonnellate di CO\u2082 e 66 miliardi di euro. Un <em>phase-out<\/em> nel 2030, come proposto dai Paesi europei pi\u00f9 progressisti, comporterebbe risparmi inferiori, ma comunque significativi rispetto alla proposta della Commissione.<\/p>\n\n<p>\u00abI prezzi dell\u2019energia sono alle stelle, in Europa \u00e8 in corso una guerra finanziata dalle importazioni europee di combustibili fossili, e la comunit\u00e0 scientifica avverte che con l\u2019attuale livello di emissioni non rispetteremo gli obiettivi dell\u2019Accordo di Parigi sul clima. L\u2019industria automobilistica, con la sua dipendenza dal petrolio, \u00e8 al centro di queste molteplici crisi, perci\u00f2 non possiamo continuare a rimandare la sua riconversione, che avrebbe enormi benefici ambientali, sociali ed economici\u00bb, dichiara Federico Spadini, campagna trasporti di Greenpeace Italia. \u00abIl governo italiano si \u00e8 dimostrato troppo timido rispetto alla data di stop delle auto inquinanti. Ma rinviare la transizione non far\u00e0 altro che aumentarne i costi sociali e ambientali: \u00e8 ora che i governi europei si impegnino per una data molto pi\u00f9 ambiziosa di quella in discussione, per il bene del Pianeta e di cittadine e cittadini europei\u00bb.<\/p>\n\n<p>Il prossimo 28 giugno, in occasione della riunione del Consiglio Ambiente, gli Stati Membri dell\u2019UE dovranno concordare una posizione comune sugli obiettivi di CO\u2082 a partire dal 2025 e sul divieto di vendita di nuove auto alimentate da combustibili fossili. La posizione dell\u2019Italia \u00e8 ancora incerta: il Comitato interministeriale per la transizione ecologica (CITE), con una <a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2021\/12\/11\/transizione-energetica-litalia-si-prende-5-anni-in-piu-su-furgoni-e-veicoli-commerciali-ambientalisti-ministri-si-inventano-rinvii-senza-speranza\/6422902\/\">posizione gi\u00e0 di per s\u00e9 problematica<\/a>, si \u00e8 dichiarato in favore del 2035 per le auto e del 2040 per i furgoni, ma il ministro Cingolani continua a mettere in dubbio la transizione del settore automotive all\u2019elettrico e spinge per posizioni ancora pi\u00f9 di retroguardia, mettendo in serio pericolo gli obiettivi climatici dell\u2019Italia e la tenuta di un settore produttivo gi\u00e0 in estremo ritardo su una transizione che non pu\u00f2 pi\u00f9 essere rimandata.<\/p>\n\n<p>\u00abLe voci meno progressiste all\u2019interno del governo Draghi e le lobby dell\u2019auto continuano a sollevare lo spauracchio della perdita di posti di lavoro e di competitivit\u00e0 per l\u2019industria italiana, ma vengono puntualmente smentite da studi che dimostrano come <a href=\"https:\/\/www.bcg.com\/it-it\/is-e-mobility-a-green-boost-for-european-automotive-jobs\">questo rischio sia pressoch\u00e9 inesistente<\/a>. Il vero danno economico e occupazionale sar\u00e0 invece causato proprio dal ritardo che si tenta ancora di imporre alla transizione all\u2019elettrico, allo sviluppo delle fonti rinnovabili e delle relative infrastrutture e a forme di mobilit\u00e0 alternativa. \u00c8 il momento che il governo italiano smetta di farsi influenzare dall\u2019industria dei combustibili fossili e scelga ci\u00f2 che \u00e8 davvero giusto per l&#8217;ambiente e l\u2019economia del Paese\u00bb, conclude Spadini.<\/p>\n\n<p><br>Il report di Greenpeace Germania \u201cDriving change\u201d (in inglese) si pu\u00f2 leggere <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/06\/14fdf54b-drivingchange_analysis_greenpeace-germany.pdf\">QUI<\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anticipando lo stop alle vendite dei veicoli a diesel e benzina al 2028 si ridurrebbe il consumo europeo di petrolio di 540 milioni di tonnellate e le emissioni di CO\u2082&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":7137,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"not set","p4_local_project":"not set","p4_basket_name":"not set","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,24],"tags":[],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-16175","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-scegli","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16175","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16175"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16175\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16177,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16175\/revisions\/16177"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7137"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16175"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16175"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16175"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=16175"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}