{"id":16186,"date":"2022-06-22T17:01:46","date_gmt":"2022-06-22T15:01:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=16186"},"modified":"2022-06-22T17:04:33","modified_gmt":"2022-06-22T15:04:33","slug":"nuovo-sondaggio-greenpeace-la-maggioranza-degli-italiani-e-contraria-alle-pubblicita-della-carne-finanziata-con-soldi-pubblici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/16186\/nuovo-sondaggio-greenpeace-la-maggioranza-degli-italiani-e-contraria-alle-pubblicita-della-carne-finanziata-con-soldi-pubblici\/","title":{"rendered":"Nuovo sondaggio Greenpeace: la maggioranza degli italiani \u00e8 contraria alle pubblicit\u00e0 della carne finanziata con soldi pubblici"},"content":{"rendered":"\n<p>Oltre la met\u00e0 dei cittadini europei, italiani inclusi, ritiene che le campagne che promuovono il consumo di carne non dovrebbero essere finanziate con fondi pubblici. \u00c8 quanto rivela un sondaggio commissionato da Greenpeace Francia e realizzato in otto paesi europei, compresa l\u2019Italia, proprio mentre la Commissione europea sta valutando se continuare a finanziare campagne pubblicitarie per prodotti a base di carne nell\u2019ambito della politica di promozione dei prodotti agricoli. Solo negli ultimi cinque anni, la Commissione ha speso 143 milioni di euro di fondi europei per promuovere prodotti a base di carne.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Quasi il 51 per cento degli intervistati ritiene che questo non debba pi\u00f9 avvenire. Nel nostro Paese questa percentuale sale al 53 per cento. In Italia, circa il 48 per cento ritiene inoltre che i supermercati non dovrebbero essere autorizzati a promuovere la &#8220;carne a basso costo&#8221; o a pubblicizzare forti sconti sui prodotti a base di carne, mentre il 58 per cento pensa che sarebbero opportune delle misure per ridurre il consumo di carne. Un cittadino italiano su due ritiene inoltre che si debba produrre meno carne, proprio a causa degli impatti ad essa legati.<\/p>\n\n<p>&#8220;Gli impatti della produzione intensiva di carne sui cambiamenti climatici sono gi\u00e0 un motivo pi\u00f9 che sufficiente per produrre e mangiare meno carne, ma la crisi legata alla siccit\u00e0 e alla guerra in Ucraina rendono questo obiettivo ancora pi\u00f9 urgente. Proprio mentre cresce la preoccupazione per la sicurezza alimentare, soprattutto per le popolazioni pi\u00f9 dipendenti dalle esportazioni di cereali, l\u2019Europa continua a usare enormi quantit\u00e0 di terreni irrigui per produrre cereali destinati a diventare mangime per gli animali, sottraendoli al consumo umano. Mangiare meno carne non solo \u00e8 meglio per la nostra salute, per l\u2019ambiente, per il clima, ma \u00e8 anche il modo pi\u00f9 semplice per assicurare che ci sia cibo per tutti. \u00c8 grave che l&#8217;UE e i governi nazionali continuino a spendere i soldi dei contribuenti per far crescere il consumo di carne, soprattutto in questa fase storica&#8221;, dichiara Federica Ferrario, responsabile campagna agricoltura di Greenpeace Italia.<\/p>\n\n<p>L&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina da parte della Russia ha suscitato molte preoccupazioni per la disponibilit\u00e0 di cereali, dei quali l\u2019Ucraina \u00e8 un importante esportatore a livello europeo. Un contesto che ha innescato da un lato forti dinamiche speculative e <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/15857\/guerra-in-ucraina-e-crisi-sulle-materie-prime-cosa-deve-fare-lue-per-garantire-la-sicurezza-alimentare\/\">dall\u2019altro interrogativi su come vengono utilizzate le risorse europee<\/a>. Attualmente, pi\u00f9 del 60 per cento dei cereali commercializzati in Europa \u00e8 destinato all\u2019alimentazione animale, e solo il 22 per cento a quella delle persone. <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/15760\/greenpeace-ridurre-la-zootecnia-intensiva-a-livello-europeo-per-compensare-il-deficit-di-grano-dellucraina\/\">Secondo i calcoli di Greenpeace<\/a>, con una riduzione dell&#8217;8 per cento degli animali allevati in Unione Europea si potrebbe risparmiare abbastanza frumento da compensare il deficit previsto in Ucraina a seguito dell&#8217;invasione russa.<\/p>\n\n<p>Per quanto riguarda l\u2019altro grande rischio per la sicurezza alimentare globale, ossia i cambiamenti climatici, il 52 per cento degli intervistati riconosce l\u2019impatto negativo sul clima della produzione industriale di carne e latticini, mentre uno su due vede un legame con la deforestazione e la distruzione della natura, sia a livello locale che globale.&nbsp;<\/p>\n\n<p>\u201cLa siccit\u00e0 e la situazione geopolitica indicano alla politica la direzione da intraprendere con urgenza. Misure e finanziamenti vanno orientati verso un\u2019agricoltura meno dipendente da input esterni, pi\u00f9 in equilibrio con la natura e, per questo, pi\u00f9 resiliente a eventi climatici estremi ormai sempre pi\u00f9 frequenti. In questo nuovo modello, il sistema degli allevamenti intensivi va drasticamente ridotto\u201d, conclude Federica Ferrario.<\/p>\n\n<p>**I risultati completi del sondaggio sono disponibili su richiesta**<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oltre la met\u00e0 dei cittadini europei, italiani inclusi, ritiene che le campagne che promuovono il consumo di carne non dovrebbero essere finanziate con fondi pubblici. \u00c8 quanto rivela un sondaggio&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":16116,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"not set","p4_local_project":"not set","p4_basket_name":"not set","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,17,24],"tags":[27,26,29,30],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-16186","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-proteggi","category-scegli","tag-agricoltura","tag-cibo","tag-clima","tag-salute","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16186","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16186"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16186\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16190,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16186\/revisions\/16190"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/16116"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16186"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16186"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16186"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=16186"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}