{"id":16200,"date":"2022-06-24T13:10:39","date_gmt":"2022-06-24T11:10:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=16200"},"modified":"2022-06-24T13:10:44","modified_gmt":"2022-06-24T11:10:44","slug":"siccita-greenpeace-e-un-problema-strutturale-occorre-fermare-i-cambiamenti-climatici-e-cambiare-modello-agricolo%ef%bf%bc","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/16200\/siccita-greenpeace-e-un-problema-strutturale-occorre-fermare-i-cambiamenti-climatici-e-cambiare-modello-agricolo%ef%bf%bc\/","title":{"rendered":"Siccit\u00e0, Greenpeace: \u00e8 un problema strutturale, occorre fermare i cambiamenti climatici e cambiare modello agricolo\ufffc"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00abSe vogliamo affrontare il problema siccit\u00e0, ormai diventato un fenomeno strutturale e non pi\u00f9 solo emergenziale, dobbiamo intervenire sui due fattori che incidono principalmente sulla scarsit\u00e0 idrica. Dobbiamo ottimizzare al meglio le risorse idriche a disposizione, mettendo in discussione come e per quali scopi utilizziamo questo bene sempre pi\u00f9 scarso, a partire dai consumi per l\u2019agricoltura, e dobbiamo accelerare nella lotta alla crisi climatica in corso\u00bb. Cos\u00ec Simona Savini, della campagna agricoltura di Greenpeace Italia, commenta la mancanza di acqua che sta ormai da mesi colpendo il Paese da nord a sud.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Secondo i dati dell\u2019European Environment Agency, l&#8217;agricoltura \u00e8 il settore che pi\u00f9 necessita di risorse idriche: in Europa <a href=\"https:\/\/www.eea.europa.eu\/data-and-maps\/indicators\/use-of-freshwater-resources-3\/assessment-4\">circa il 59% dell\u2019acqua dolce \u00e8 utilizzato per questa attivit\u00e0<\/a>, con l\u2019Italia secondo Paese del continente per ricorso all\u2019irrigazione per le proprie coltivazioni. Non a caso, le stime delle organizzazioni di categoria sui danni all\u2019agricoltura previsti a causa della siccit\u00e0 nel 2022 oscillano tra uno e tre miliardi di euro. In particolare nel bacino del Po \u00e8 a rischio circa il 50% della produzione agricola.&nbsp;<\/p>\n\n<p>\u00abSono a rischio soprattutto colture come mais e soia, la cui reperibilit\u00e0 sul mercato \u00e8 gi\u00e0 complicata a causa della guerra in Ucraina. Queste materie prime per\u00f2 non sono destinate al consumo umano, perch\u00e9 vengono quasi interamente indirizzate alla filiera zootecnica\u00bb, continua Savini. \u00abC\u2019\u00e8 dunque bisogno di ripensare il sistema degli allevamenti intensivi che, oltre ad avere impatti importanti sul clima del Pianeta, consuma oltre un terzo di tutta l\u2019acqua usata dal settore agricolo, anche per le grandi estensioni di terreni irrigui dedicati alla produzione di mangimi. Queste percentuali mostrano che stiamo utilizzando in modo poco efficace risorse naturali sempre pi\u00f9 scarse come l\u2019acqua, e proprio per questo \u00e8 urgente ridurre subito il numero di animali allevati\u00bb, conclude Savini.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Il mais \u00e8 infatti, dopo il riso, la seconda coltivazione italiana per consumi irrigui (circa il 20% del volume totale). Greenpeace ritiene perci\u00f2 preoccupanti le intenzioni del MIPAAF e di alcune organizzazioni di categoria, come Coldiretti, di seminare mais sui terreni cosiddetti \u201ca riposo\u201d, approfittando delle deroghe concesse dall\u2019Unione Europea in risposta alla crisi connessa al conflitto in Ucraina.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Per l\u2019organizzazione ambientalista \u00e8 necessario proteggere i terreni agricoli da ulteriori stress, affinch\u00e9 possano continuare a essere produttivi negli anni a venire. Questo significa rafforzare e non derogare a quelle misure ambientali che, proteggendo l\u2019ambiente, tutelano anche la salute e la fertilit\u00e0 dei suoli e delle aree agricole, ad esempio aumentando la loro capacit\u00e0 di trattenere umidit\u00e0. Continuare a usare terreni, risorse naturali e acqua per alimentare un sistema di produzione zootecnica intensiva \u00e8 un errore che non va pi\u00f9 commesso.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abSe vogliamo affrontare il problema siccit\u00e0, ormai diventato un fenomeno strutturale e non pi\u00f9 solo emergenziale, dobbiamo intervenire sui due fattori che incidono principalmente sulla scarsit\u00e0 idrica. 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