{"id":16207,"date":"2022-06-24T14:16:34","date_gmt":"2022-06-24T12:16:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=16207"},"modified":"2022-06-24T17:26:33","modified_gmt":"2022-06-24T15:26:33","slug":"contro-la-siccita-occorre-fermare-i-cambiamenti-climatici-e-cambiare-modello-agricolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/16207\/contro-la-siccita-occorre-fermare-i-cambiamenti-climatici-e-cambiare-modello-agricolo\/","title":{"rendered":"Contro la siccit\u00e0 occorre fermare i cambiamenti climatici e cambiare modello agricolo"},"content":{"rendered":"\n<p>Se vogliamo affrontare il problema <strong>siccit\u00e0<\/strong>, ormai diventato un fenomeno strutturale e <strong>non pi\u00f9 solo emergenziale<\/strong>, dobbiamo intervenire sui due fattori che incidono principalmente sulla scarsit\u00e0 idrica. Dobbiamo <strong>ottimizzare<\/strong> al meglio le nostre <strong>risorse idriche<\/strong> a disposizione, a partire dai consumi per l\u2019agricoltura, e dobbiamo <strong>accelerare nella lotta alla crisi climatica in corso.<\/strong><\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/06\/05758a77-gp1sx961_medium_res-3-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16211\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/06\/05758a77-gp1sx961_medium_res-3-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/06\/05758a77-gp1sx961_medium_res-3-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/06\/05758a77-gp1sx961_medium_res-3-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/06\/05758a77-gp1sx961_medium_res-3-510x340.jpg 510w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/06\/05758a77-gp1sx961_medium_res-3.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption> Il livello dei fiumi nei pressi del Ponte Della Becca a marzo 2022.<\/figcaption><\/figure>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Ridurre il numero di animali allevati \u00e8 parte della soluzione<\/strong> <strong>alla crisi idrica<\/strong><\/h2>\n\n<p>In Europa <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.eea.europa.eu\/data-and-maps\/indicators\/use-of-freshwater-resources-3\/assessment-4\" target=\"_blank\">circa il 59% dell\u2019acqua dolce \u00e8 utilizzato per l&#8217;agricoltura <\/a>, con l\u2019Italia secondo Paese del continente per <strong>ricorso all\u2019irrigazione <\/strong>per le proprie coltivazioni. Non a caso, le stime delle organizzazioni di categoria sui <strong>danni all\u2019agricoltura<\/strong> previsti a causa della siccit\u00e0 nel 2022 oscillano tra <strong>uno e tre miliardi di euro<\/strong>. <\/p>\n\n<p>In particolare nel bacino del Po \u00e8<strong> a rischio circa il 50% della produzione agricola<\/strong>.\u00a0Sono a rischio soprattutto colture come <strong>mais e soia,<\/strong> la cui reperibilit\u00e0 sul mercato \u00e8 gi\u00e0 complicata a causa della guerra in <strong>Ucraina<\/strong>. Queste materie prime per\u00f2 non sono destinate al consumo umano, perch\u00e9 vengono quasi interamente indirizzate alla <strong>filiera zootecnica<\/strong>.<\/p>\n\n<p>Il sistema degli <strong>allevamenti intensivi<\/strong>, oltre ad avere impatti importanti sul clima del Pianeta, consuma <strong>oltre un terzo di tutta l\u2019acqua usata dal settore agricolo<\/strong>, anche per le grandi estensioni di terreni irrigui dedicati alla produzione di mangimi. Queste percentuali mostrano che stiamo utilizzando in modo <strong>poco efficace<\/strong> risorse naturali sempre pi\u00f9 scarse come l\u2019acqua, e proprio per questo \u00e8 urgente ripensare il sistema degli allevamenti intensivi e ridurre subito il numero di animali allevati. <\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Le tutele ambientali proteggono la salute e la fertilit\u00e0 dei suoli: non indeboliamole.<\/strong><\/h2>\n\n<p>Il mais, dopo il riso, \u00e8 la seconda coltivazione italiana per consumi irrigui (circa il 20% del volume totale). Per questo, sono <strong>preoccupanti le intenzioni del MIPAAF<\/strong> e di alcune organizzazioni di categoria, come <strong>Coldiretti<\/strong>, di seminare mais sui terreni cosiddetti \u201ca riposo\u201d, approfittando delle deroghe concesse dall\u2019Unione Europea in risposta alla crisi connessa al conflitto in Ucraina.\u00a0<\/p>\n\n<p>E&#8217; necessario <strong>proteggere i terreni agricoli<\/strong> da ulteriori stress, affinch\u00e9 possano continuare a essere produttivi negli anni a venire. Questo significa <strong>rafforzare e non derogare <\/strong>a quelle misure ambientali che, proteggendo l\u2019ambiente, tutelano anche la salute e la fertilit\u00e0 dei suoli e delle aree agricole, ad esempio aumentando la loro <strong>capacit\u00e0 di trattenere umidit\u00e0<\/strong>. Continuare a usare terreni, risorse naturali e acqua per alimentare un sistema di produzione zootecnica intensiva \u00e8 un errore che non va pi\u00f9 commesso.\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se vogliamo affrontare il problema siccit\u00e0, ormai diventato un fenomeno strutturale e non pi\u00f9 solo emergenziale, dobbiamo intervenire sui due fattori che incidono principalmente sulla scarsit\u00e0 idrica. 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