{"id":16253,"date":"2022-07-01T11:43:13","date_gmt":"2022-07-01T09:43:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=16253"},"modified":"2022-07-01T11:43:17","modified_gmt":"2022-07-01T09:43:17","slug":"massiccio-inquinamento-da-granuli-di-plastica-su-alcune-spiagge-pugliesi-greenpeace-italia-presenta-un-esposto-in-procura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/16253\/massiccio-inquinamento-da-granuli-di-plastica-su-alcune-spiagge-pugliesi-greenpeace-italia-presenta-un-esposto-in-procura\/","title":{"rendered":"Massiccio inquinamento da granuli di plastica su alcune spiagge pugliesi, Greenpeace Italia presenta un esposto in procura"},"content":{"rendered":"\n<p>Le spiagge limitrofe al petrolchimico di Brindisi sono caratterizzate da un\u2019elevata presenza di granuli di plastica: microplastiche della dimensione di una lenticchia prodotte dalla raffinazione di idrocarburi come petrolio e gas fossile. Lo rivela il report \u201c<a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/rapporto\/16249\/inquinamento-silenzioso\/\">Inquinamento silenzioso<\/a>\u201d, diffuso oggi da Greenpeace Italia, in cui vengono illustrati i risultati dei campionamenti effettuati nel 2021 in dodici spiagge lungo le coste pugliesi. A seguito dei risultati dell\u2019indagine, l\u2019organizzazione ambientalista ha presentato un esposto in procura, chiedendo alla magistratura di investigare sull\u2019inquinamento e verificare se sussistano le condizioni affinch\u00e9 si proceda al sequestro delle attivit\u00e0 industriali presenti nell\u2019area specializzate nella produzione di granuli.<\/p>\n\n<p>Dei 7938 granuli raccolti nell\u2019indagine, circa il 67 per cento proviene dai tre siti di campionamento pi\u00f9 vicini al petrolchimico. Al contrario, nelle aree pi\u00f9 distanti i livelli di contaminazione sono risultati, quasi ovunque, nettamente inferiori. Dal rapporto emerge che gran parte dei granuli raccolti e analizzati nel corso dell\u2019indagine, pari a circa il 70 per cento del totale, \u00e8 traslucido e trasparente: un\u2019evidenza che la letteratura scientifica collega a rilasci recenti nell\u2019ambiente. Inoltre, di tutti i granuli raccolti, il 78 per cento \u00e8 in polietilene (un tipo di plastica prodotto in loco dall\u2019azienda Versalis, di propriet\u00e0 di ENI), mentre poco pi\u00f9 del 17 per cento \u00e8 in polipropilene (un polimero plastico prodotto nell\u2019area da Basell Poliolefine Italia).<\/p>\n\n<p>\u00abI dati che diffondiamo oggi dimostrano che la plastica inquina gi\u00e0 dalle prime fasi del suo ciclo di vita\u00bb, dichiara Giuseppe Ungherese, responsabile campagna inquinamento di Greenpeace. \u00abIn un pianeta gi\u00e0 soffocato da plastiche e microplastiche, \u00e8 necessario azzerare tutte le fonti di contaminazione, inclusa la dispersione dei granuli, il cui rilascio nell\u2019ambiente rappresenta un grave pericolo per gli ecosistemi marini ed \u00e8 riconducibile alla filiera logistico-produttiva delle materie plastiche. Chiediamo alla magistratura di intervenire, e a Versalis e Basell Poliolefine Italia, le due societ\u00e0 specializzate nella produzione di granuli nell\u2019area brindisina, di rendere pubbliche le prove in loro possesso che dimostrino la loro estraneit\u00e0 a questo inquinamento\u00bb.<\/p>\n\n<p>I granuli, detti anche <em>pellet<\/em> o <em>nurdles<\/em>, rappresentano il materiale di partenza da cui si ricavano gli oggetti in plastica di uso comune impiegati, ad esempio, nel packaging, nel settore automobilistico, in edilizia e in agricoltura. Soltanto in Europa, il loro rilascio nell\u2019ambiente pu\u00f2 superare le 167 mila tonnellate annue, pari a circa 265 mila granuli al secondo. Come tutte le microplastiche, entrano nella catena alimentare degli organismi marini, accumulandosi negli animali che si trovano al vertice, esseri umani compresi.<\/p>\n\n<p>Nonostante da anni esistano iniziative volontarie da parte dell\u2019industria per azzerare questa contaminazione (come Operation Clean Sweep, a cui aderiscono anche le due aziende che operano a Brindisi), numerose evidenze mostrano che la dispersione di questa pericolosa tipologia di microplastiche prosegue. Analisi recenti hanno mostrato un\u2019elevata presenza di <em>pellet<\/em> nelle aree portuali vicine agli impianti petrolchimici specializzati nella produzione di plastica (come Anversa e Rotterdam). In alcuni casi, a seguito di vertenze legali, le aziende responsabili dell\u2019inquinamento sono state costrette a farsi carico dei costi di pulizia dell\u2019ambiente.<\/p>\n\n<p>Leggi il report integrale \u201c<a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/rapporto\/16249\/inquinamento-silenzioso\/\">Inquinamento silenzioso<\/a>\u201d<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le spiagge limitrofe al petrolchimico di Brindisi sono caratterizzate da un\u2019elevata presenza di granuli di plastica: microplastiche della dimensione di una lenticchia prodotte dalla raffinazione di idrocarburi come petrolio e&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":16247,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"not set","p4_local_project":"not set","p4_basket_name":"not set","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,24],"tags":[21,25,18],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-16253","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-scegli","tag-inquinamento","tag-consumi","tag-mare","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16253","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16253"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16253\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16254,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16253\/revisions\/16254"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/16247"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16253"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16253"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16253"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=16253"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}