{"id":16342,"date":"2022-07-27T10:32:30","date_gmt":"2022-07-27T08:32:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=16342"},"modified":"2024-02-22T17:32:05","modified_gmt":"2024-02-22T16:32:05","slug":"crisi-climatica-in-tv-nuovo-studio-di-greenpeace-nei-tg-le-notizie-sul-clima-sono-meno-dell1-male-anche-le-trasmissioni-di-approfondimento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/16342\/crisi-climatica-in-tv-nuovo-studio-di-greenpeace-nei-tg-le-notizie-sul-clima-sono-meno-dell1-male-anche-le-trasmissioni-di-approfondimento\/","title":{"rendered":"Crisi climatica in TV, nuovo studio di Greenpeace: nei Tg le notizie sul clima sono meno dell\u20191%, male anche le trasmissioni di approfondimento"},"content":{"rendered":"\n<p>Sebbene la crisi climatica sia considerata dagli scienziati la pi\u00f9 grave emergenza ambientale della nostra epoca, nelle edizioni serali dei principali telegiornali trova spazio in meno dell\u20191% delle notizie trasmesse, ed \u00e8 in buona sostanza ignorata anche dai programmi televisivi di approfondimento. \u00c8 quanto emerge da un <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=16330\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">nuovo studio pubblicato oggi da Greenpeace Italia e realizzato dall\u2019Osservatorio di Pavia<\/a>, istituto di ricerca specializzato nell\u2019analisi della comunicazione. Lo studio ha esaminato nel periodo gennaio-aprile 2022 tutte le edizioni di prima serata dei telegiornali andati in onda su Rai, Mediaset e La7, e un campione di sei trasmissioni televisive di approfondimento: <em>Unomattina<\/em> e <em>Cartabianca<\/em> per la Rai, <em>Mattino 5 news<\/em> e <em>Quarta Repubblica<\/em> per Mediaset, <em>L\u2019Aria che tira<\/em> e <em>Otto e mezzo<\/em> per La7.&nbsp;<\/p>\n\n<p>I risultati mostrano che nei quattro mesi in cui \u00e8 stata condotta l\u2019indagine, i telegiornali esaminati hanno trasmesso 14.211 notizie, ma solo 96 hanno trattato la crisi climatica, pari ad appena lo 0,7% del totale. Persino le testate pi\u00f9 attente al riscaldamento del pianeta, cio\u00e8 il TG5, il TG1 e il TG3, non hanno trasmesso pi\u00f9 di 6 servizi al mese esplicitamente dedicati alla crisi climatica. Fanalino di coda il TG La7 e il TG4, che in media hanno parlato di cambiamenti climatici appena una volta ogni due mesi.<\/p>\n\n<p>Non molto pi\u00f9 confortante l\u2019operato delle trasmissioni televisive di approfondimento, in cui si \u00e8 parlato della crisi climatica in appena 24 puntate delle 388 andate in onda nei quattro mesi dell\u2019indagine, pari al 6% del totale. Il programma pi\u00f9 virtuoso \u00e8 <em>Cartabianca<\/em> (Rai), che ha affrontato il tema in un terzo delle puntate trasmesse e sempre in modo esplicito, mentre <em>Unomattina<\/em> (Rai) \u00e8 la trasmissione che ha parlato di crisi climatica<strong> <\/strong>nel maggior numero di puntate, pari a 12. In fondo alla classifica le due trasmissioni di La7: <em>L\u2019Aria che tira<\/em> non ha mai parlato della crisi climatica, mentre <em>Otto e mezzo<\/em> l\u2019ha fatto soltanto una volta e in modo implicito.&nbsp;<\/p>\n\n<p>\u00abQuesto studio evidenzia come la crisi climatica non sia ancora riuscita a farsi strada in televisione, che resta il principale mezzo di informazione per la maggioranza degli italiani\u00bb, dichiara Giancarlo Sturloni, responsabile della comunicazione di Greenpeace Italia. \u00abLa scarsa attenzione dei principali telegiornali e delle trasmissioni televisive di approfondimento conferma quanto gi\u00e0 avevamo riscontrato sulla stampa: il riscaldamento del pianeta trova poco spazio nell\u2019agenda mediatica e politica, impedendo ai cittadini di percepire la gravit\u00e0 della minaccia e ritardando gli interventi di cui avremmo urgente bisogno per evitare gli scenari peggiori del riscaldamento globale. La siccit\u00e0, le ondate di calore e gli incendi che stiamo vivendo mostrano che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 tempo: se non vogliamo bruciare insieme al pianeta, dobbiamo smettere di nascondere la testa sotto la sabbia e augurarci che la crisi climatica trovi pi\u00f9 spazio in tv e nei programmi elettorali delle prossime elezioni politiche\u00bb.<\/p>\n\n<p>Nelle scorse settimane Greenpeace aveva pubblicato uno studio analogo condotto sui cinque quotidiani pi\u00f9 letti in Italia (Corriere della Sera, la Repubblica, Il Sole 24 Ore, Avvenire, La Stampa), svelando la profonda dipendenza della stampa dai finanziamenti dell\u2019industria dei combustibili fossili. I giornali esaminati, infatti, pubblicano in media appena un articolo al giorno in cui si tratta esplicitamente della crisi climatica, raccontata essenzialmente come un problema economico. Al contrario, sulla stampa italiana trovano ampio spazio le pubblicit\u00e0 dell\u2019industria dei combustibili fossili e delle aziende dell\u2019automotive, aeree e crocieristiche, tra i maggiori responsabili del riscaldamento del pianeta: sul Sole 24 Ore si contano pi\u00f9 di cinque pubblicit\u00e0 di queste aziende inquinanti a settimana.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Sebbene la dipendenza dell\u2019informazione televisiva appaia meno marcata \u2013 in tv la crisi climatica \u00e8 raccontata principalmente come un problema ambientale e il soggetto che ha pi\u00f9 voce sono gli esperti, anzich\u00e9 le aziende come avviene sulla stampa \u2013 nei telegiornali i combustibili fossili sono citati fra le cause appena una volta su dieci e non viene mai indicato alcun colpevole del riscaldamento globale. In modo analogo, nei programmi televisivi le compagnie petrolifere sono citate solo una volta tra i responsabili. Infine, il problema del greenwashing non viene mai menzionato n\u00e9 dai telegiornali n\u00e9 dalle trasmissioni di approfondimento.<\/p>\n\n<p>Il monitoraggio dei media promosso da Greenpeace Italia rientra nella campagna \u201cStranger Green\u201d dell\u2019associazione ambientalista contro il greenwashing e la pericolosa dipendenza del mondo dell\u2019informazione e della cultura dai finanziamenti delle aziende inquinanti. L\u2019analisi della stampa e della televisione continuer\u00e0 per l\u2019intero 2022 e i risultati saranno resi pubblici ogni quattro mesi, con l\u2019intento di sollevare un dibattito pubblico sulla necessit\u00e0 di liberare il giornalismo italiano dai condizionamenti dell\u2019industria del gas e del petrolio e offrire a cittadine e cittadini un\u2019informazione corretta sui cambiamenti climatici.<\/p>\n\n<p>Insieme a pi\u00f9 di trenta organizzazioni internazionali, Greenpeace sostiene inoltre una Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) per vietare le pubblicit\u00e0 e le sponsorizzazioni delle aziende legate ai combustibili fossili, che minacciano la libert\u00e0 di stampa e la salute delle persone e del pianeta. Se entro ottobre la petizione \u201c<a href=\"https:\/\/attivati.greenpeace.it\/petizioni\/basta-spot-aziende-inquinanti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Stop alla pubblicit\u00e0 delle aziende inquinanti<\/a>\u201d raggiunger\u00e0 il traguardo di un milione di firme raccolte, la Commissione europea sar\u00e0 obbligata a discutere una proposta di legge per mettere fine alla propaganda ingannevole delle aziende inquinanti che alimentano la crisi climatica.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Scarica il report dei telegiornali <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/07\/c76ff448-report-telegiornali.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">QUI<\/a>.<\/p>\n\n<p>Scarica il report delle trasmissioni televisive <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/07\/c4f6ccf5-report-programmi-di-approfondimento.pptx\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">QUI<\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo studio ha esaminato da gennaio ad aprile 2022 tutte le edizioni di prima serata dei tg su Rai, Mediaset e La7.<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":5859,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"not set","p4_local_project":"not set","p4_basket_name":"not set","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,17],"tags":[29,32],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-16342","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-proteggi","tag-clima","tag-energia","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16342","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16342"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16342\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16343,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16342\/revisions\/16343"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5859"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16342"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16342"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16342"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=16342"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}