{"id":16393,"date":"2022-08-09T12:52:52","date_gmt":"2022-08-09T10:52:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=16393"},"modified":"2022-08-09T12:52:55","modified_gmt":"2022-08-09T10:52:55","slug":"nuovi-allevamenti-crescono-ma-quali-sono-i-rischi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/16393\/nuovi-allevamenti-crescono-ma-quali-sono-i-rischi\/","title":{"rendered":"Nuovi allevamenti crescono, ma quali sono i rischi?"},"content":{"rendered":"\n<p>Dopo la comunit\u00e0 scientifica e la societ\u00e0, anche la <strong>politica<\/strong> sta lentamente (e spesso faticosamente) prendendo <strong>coscienza<\/strong> degli <strong>impatti degli allevamenti intensivi<\/strong> su ambiente e salute. Ma il passaggio da una generica consapevolezza a delle <strong>scelte politiche e amministrative concrete<\/strong> \u00e8 un terreno sul quale c\u2019\u00e8 ancora moltissimo da lavorare.<\/p>\n\n<p>Lo sanno bene le <strong>comunit\u00e0 locali<\/strong> che vivono nelle zone in cui si concentrano gli allevamenti intensivi, come diversi comuni della <strong>Pianura Padana<\/strong>, dove il <strong>numero di animali allevati supera quello degli abitanti<\/strong>, e dove i parametri ambientali legati all\u2019inquinamento di origine zootecnica sono spesso a livelli di guardia. Una situazione al limite, che rischia di peggiorare quando si affacciano <strong>progetti di costruzione di nuovi allevamenti intensivi<\/strong>, o di ampliamento di quelli esistenti.<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/08\/2e05944a-0033_dji_0018-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16394\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/08\/2e05944a-0033_dji_0018-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/08\/2e05944a-0033_dji_0018-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/08\/2e05944a-0033_dji_0018-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/08\/2e05944a-0033_dji_0018-453x340.jpg 453w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/08\/2e05944a-0033_dji_0018.jpg 1180w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>A Schivenoglia una battaglia emblematica<\/strong><\/h2>\n\n<p>\u00c8 questo il caso del comune di <strong>Schivenoglia<\/strong>, in provincia di <strong>Mantova<\/strong>, dove un piccolo comitato ha prima vinto un <strong>referendum cittadino<\/strong> contro l\u2019apertura di un nuovo <strong>maxi-allevamento di oltre 10.000 suini del grande gruppo Cascone<\/strong>, e da circa due anni sta bloccando <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/12810\/schivenoglia-la-maxi-porcilaia-cresce-senza-un-v-i-a\/\">l\u2019ampliamento e l\u2019avvio di un altro allevamento di oltre 4.000 suini<\/a>, sempre di propriet\u00e0 dello stesso gruppo.<\/p>\n\n<p>Gli allevamenti intensivi, oltre un certo numero di animali allevati, sono considerati \u201c<strong>attivit\u00e0 insalubri di prima classe<\/strong>\u201d, proprio a causa dei loro impatti, e per questo sottoposti a procedure di valutazione e monitoraggio. In questo caso, <strong>superando i 3.000 suini<\/strong>, la procedura avrebbe dovuto essere una vera e propria <strong>Valutazione di Impatto Ambientale (VIA),<\/strong> dalla quale per\u00f2 il progetto del gruppo Cascone \u00e8 stato esentato, seguendo quindi una <strong>procedura semplificata<\/strong>.<\/p>\n\n<p>Un <strong>precedente pericoloso<\/strong> che non ha preso in considerazione il <strong>totale degli animali allevati<\/strong> nel nuovo impianto, bens\u00ec la differenza rispetto a precedenti autorizzazioni ottenute per lo stesso sito, talmente datate da essere <strong>precedenti alle attuali normative in merito di valutazione ambientale<\/strong>, comprese le distanze di legge che questo tipo di allevamenti devono avere rispetto alle aree abitate. Un piccolo <strong>artifizio matematico,<\/strong> che per\u00f2 non cambia il risultato finale: gli <strong>impatti ambientali e sanitari sul territorio<\/strong> sono dovuti proprio al totale, non solo dell\u2019allevamento in questione, ma anche degli altri presenti sul territorio, le cui <strong>emissioni inquinanti<\/strong> vanno valutate complessivamente\u2026 o meglio, andrebbero!<br><\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"533\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/08\/3851ed30-gp0stqmxg_web_size_with_credit_line.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16395\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/08\/3851ed30-gp0stqmxg_web_size_with_credit_line.jpg 800w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/08\/3851ed30-gp0stqmxg_web_size_with_credit_line-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/08\/3851ed30-gp0stqmxg_web_size_with_credit_line-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/08\/3851ed30-gp0stqmxg_web_size_with_credit_line-510x340.jpg 510w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/figure>\n\n<p>Il comitato di Schivenoglia ha infatti dato battaglia per due anni, sottolineando ogni mancanza, ogni inesattezza, ogni \u201cleggerezza\u201d emersa dai pareri delle autorit\u00e0 locali, apparse pi\u00f9<strong> preoccupate di difendere il proprio operato, piuttosto che di tutelare la salute dei cittadini e del territorio<\/strong>. Il risultato \u00e8 una Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), che di fatto d\u00e0 il <strong>via libera a portare migliaia di suini<\/strong> nei capannoni costruiti nel frattempo dal gruppo Cascone grazie all\u2019<strong>autorizzazione del Comune<\/strong>, nonostante questa fosse in contrasto con il PGT (Piano di Governo del Territorio) vigente e priva del parere di conformit\u00e0 al Regolamento locale d\u2019Igiene. Una AIA basata su <strong>valutazioni parziali<\/strong>, come quella numerica gi\u00e0 illustrata, ma anche su <strong>affermazioni palesemente false<\/strong>, come quella che ha portato a escludere dalla valutazione degli inquinanti le <strong>PM2,5 (le pi\u00f9 piccole e pericolose tra le polveri fini)<\/strong>, dato che <em>\u201cil PM2,5 \u00e8 scarsamente presente nelle emissioni degli allevamenti zootecnici\u201d<\/em>, come si afferma nella relazione tecnica presentata dalla ditta.\u00a0<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Polveri fini \u201cdimenticate\u201d e salute a rischio<\/strong><\/h2>\n\n<p>Desta forte preoccupazione che tali affermazioni siano state prese per buone da autorit\u00e0 di controllo come le <strong>sezioni mantovane di ARPA<\/strong> (Agenzia Regionale Protezione Ambiente) e <strong>ATS<\/strong> (Agenzia di Tutela della Salute), che non possono non conoscere tutti gli studi che dimostrano come sia proprio l\u2019<strong>ammoniaca<\/strong> originata dagli allevamenti intensivi la <strong>seconda causa di formazione delle polveri fini in Italia<\/strong>, in particolare proprio del PM2,5, e come questo sia <strong>pericoloso per la salute umana<\/strong>, data la capacit\u00e0 di penetrare pi\u00f9 profondamente nell\u2019organismo per le piccolissime dimensioni.\u00a0<\/p>\n\n<p>Un contributo che, secondo ARPA Lombardia, \u00e8 ancora pi\u00f9 significativo nelle zone e nei periodi in cui si concentrano le attivit\u00e0 zootecniche, come lo <strong>spandimento sui campi dei<\/strong> <strong>liquami derivanti dagli allevamenti<\/strong>, altra \u201cfase\u201d del progetto che non \u00e8 stata presa in considerazione nella valutazione degli impatti, pur essendo una di quelle che origina maggiori <strong>emissioni di ammoniaca e polveri fini<\/strong>. Non a caso in altre province e regioni tali parametri sono stati considerati in procedimenti simili e anche in questo caso la stessa ATS Val Padana ne aveva formalmente richiesto la valutazione, salvo poi rilasciare un parere positivo nonostante la <strong>mancata risposta su questo importante punto<\/strong>.<\/p>\n\n<p>Una \u201cleggerezza\u201d particolarmente grave, soprattutto in un comune in cui <strong>la concentrazione di PM10 supera il valore limite giornaliero<\/strong> rispetto a quanto previsto dalla normativa e dove la concentrazione delle<strong> PM2,5 \u00e8 di quattro volte superiore alla soglia<\/strong> indicata nelle linee guida dall\u2019OMS (Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0) sulla qualit\u00e0 dell\u2019aria. I monitoraggi delle stesse autorit\u00e0 sanitarie destano infatti pi\u00f9 di una preoccupazione proprio per le <strong>patologie legate all\u2019inquinamento atmosferico<\/strong>, che andrebbe quindi ridotto drasticamente, e non aumentato come prevede la stessa relazione presentata dai consulenti della ditta Cascone, per quanto ne sottostimi l\u2019impatto. \u00c8 dunque particolarmente grave che gli enti preposti accettino e autorizzino <strong>un aumento di parametri inquinanti in un\u2019area gi\u00e0 sotto pressione<\/strong>, senza aver inserito nella valutazione i cosiddetti valori \u201cdi fondo ambientale\u201d, vale a dire i parametri che descrivono il contesto ambientale a cui rapportare gli impatti del progetto proprio per poterne <strong>valutare i rischi per la salute dell\u2019ambiente e delle persone<\/strong>.\u00a0<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"534\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/07\/4b86950d-gp1svam0_web_size_with_credit_line.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16260\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/07\/4b86950d-gp1svam0_web_size_with_credit_line.jpg 800w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/07\/4b86950d-gp1svam0_web_size_with_credit_line-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/07\/4b86950d-gp1svam0_web_size_with_credit_line-768x513.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/07\/4b86950d-gp1svam0_web_size_with_credit_line-510x340.jpg 510w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption>Attivisti di Greenpeace protestano davanti al Ministero delle Politiche Agricole e Forestali<\/figcaption><\/figure>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Dal locale al nazionale<\/strong><\/h2>\n\n<p>Del resto la drastica riduzione delle <strong>emissioni nazionali di ammoniaca<\/strong>, alle quali gli <strong>allevamenti intensivi contribuiscono per circa due terzi del totale <\/strong>e che sono all\u2019origine dell\u2019inquinamento locale di acqua, aria e suolo, \u00e8 un impegno che l\u2019Italia \u00e8 chiamata a rispettare in tempi brevi da una specifica <strong>Direttiva europea (2016\/2284)<\/strong>, citata anche nella <a href=\"https:\/\/www.europarl.europa.eu\/doceo\/document\/E-9-2021-002078-ASW_IT.html\">risposta che la Commissione<\/a> ha fornito a un\u2019interrogazione presentata sul caso specifico di Schivenoglia.<\/p>\n\n<p>\u00c8 evidente dunque come il caso di Schivenoglia sia emblematico, come lo sono tanti altri casi di piccoli <strong>comitati che si oppongono agli allevamenti intensivi<\/strong>, spesso senza nessun sostegno e per i quali Greenpeace ha realizzato un<a href=\"http:\/\/greenpeace.it\/kit_allevamenti\/KIT-StopAllevamentiIntensivi.pdf\"> kit di attivazione contro gli allevamenti intensivi<\/a>, che racchiude informazioni e consigli.<\/p>\n\n<p>Comitati ai quali le autorit\u00e0 locali dovrebbero dare maggior ascolto, per avviare politiche territoriali che puntino a un <strong>immediato stop all\u2019aumento del numero degli animali allevati<\/strong> e una progressiva riduzione a partire dalle zone a maggiore densit\u00e0 zootecnica. Come pi\u00f9 volte ricordato anche da ISPRA, non esistono infatti soluzioni tecniche in grado di <strong>ridurre in modo significativo l\u2019inquinamento<\/strong> causato dalla grande concentrazione di allevamenti intensivi che si trova in alcune zone della Pianura Padana: <strong>\u00e8 necessaria una riduzione delle densit\u00e0.\u00a0<\/strong><\/p>\n\n<p>Su questi temi la politica locale si deve intrecciare con quella nazionale, per fare in modo che gli <strong>ingenti fondi pubblici spesi a sostegno della zootecnia<\/strong> non continuino a supportare un <strong>modello inquinante<\/strong> e spesso svilente per gli stessi allevatori, ma che servano ad avviare un piano di progressiva <strong>riduzione delle quantit\u00e0 di produzione e consumi<\/strong>, puntando a un <strong>aumento della qualit\u00e0<\/strong> dei modelli produttivi e dei prodotti alimentari, a prezzi accessibili per tutta la popolazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Italia tanti comitati stanno lottando per frenare l&#8217;espansione degli allevamenti intensivi. Schivenoglia (Mantova) \u00e8 un caso emblematico.<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":16394,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"not set","p4_local_project":"not set","p4_basket_name":"not set","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,17,24],"tags":[27,26,21,30],"p4-page-type":[19],"class_list":["post-16393","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-proteggi","category-scegli","tag-agricoltura","tag-cibo","tag-inquinamento","tag-salute","p4-page-type-storia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16393","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16393"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16393\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16396,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16393\/revisions\/16396"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/16394"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16393"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16393"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16393"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=16393"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}