{"id":16400,"date":"2022-08-02T11:35:00","date_gmt":"2022-08-02T09:35:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=16400"},"modified":"2022-08-10T11:41:03","modified_gmt":"2022-08-10T09:41:03","slug":"incendi-una-piattaforma-web-di-greenpeace-mostra-i-dati-satellitari-dal-2000-a-oggi-e-consente-di-mappare-i-roghi-in-tempo-reale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/16400\/incendi-una-piattaforma-web-di-greenpeace-mostra-i-dati-satellitari-dal-2000-a-oggi-e-consente-di-mappare-i-roghi-in-tempo-reale\/","title":{"rendered":"Incendi, una piattaforma web di Greenpeace mostra i dati satellitari dal 2000 a oggi e consente di mappare i roghi in tempo reale"},"content":{"rendered":"\n<p>Greenpeace Italia rende oggi disponibile la <a href=\"https:\/\/maps.greenpeace.org\/fire_dashboard\/?lang=it\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Mappa degli incendi nel pianeta<\/a>, che consente di visualizzare in tempo reale i focolai attivi nel mondo, inclusi quelli che colpiscono il nostro Paese, evidenziando se interessano un\u2019area boschiva, agricola o di altro genere. Si tratta di uno strumento pensato non solo per gli addetti ai lavori, ma per chiunque voglia conoscere sia la situazione attuale sia i dati storici sugli incendi, grazie a una piattaforma web che permette di andare indietro nel tempo fino al 2000 sfruttando i dati satellitari acquisiti dal sensore MODIS a bordo dei satelliti Terra e Aqua della Nasa.&nbsp;<\/p>\n\n<p>\u201cNon \u00e8 solo l\u2019Europa che brucia: dalla mappa si vede chiaramente come dall&#8217;Australia alla Russia fino agli Stati Uniti e l\u2019Italia, gli incendi siano sempre pi\u00f9 frequenti e intensi, a causa della crisi climatica e&nbsp; dalle attivit\u00e0 umane\u201d, afferma Martina Borghi, campagna Foreste di Greenpeace Italia.&nbsp;\u201d\u00c8 fondamentale dedicare pi\u00f9 risorse non solo al controllo, ma soprattutto alla prevenzione degli incendi, che provocano ingenti emissioni di gas serra e drammatiche perdite di vite umane e di biodiversit\u00e0. Per farlo, dobbiamo innanzitutto rafforzare, su scala globale, la resistenza e resilienza degli ecosistemi forestali, proteggendoli e favorendone la capacit\u00e0 di trattenere e assorbire carbonio. \u00c8 inoltre necessario aggiornare e migliorare il modello di lotta agli incendi, passando da un approccio emergenziale a uno di prevenzione e governo dei roghi\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Nelle zone dove abitazioni e aree naturali sono attigue, \u00e8 fondamentale concentrarsi sulla gestione del territorio (per esempio, migliorando la progettazione delle strutture abitative a contatto con le zone boschive) e sulla diminuzione dei rischi per la popolazione, rafforzando l\u2019educazione e l\u2019informazione. \u00c8 altrettanto importante migliorare gli strumenti di raccolta dati, analisi e reportistica sugli incendi, che nel nostro Paese sono ancora insufficienti.<\/p>\n\n<p>In tutto il Pianeta, la stagione degli incendi si sta allungando: ci troviamo a fronteggiare un crescente numero di incendi, che interessano anche territori dove prima non si verificavano, come l&#8217;Artico. Incendi e cambiamenti climatici operano in un circolo vizioso: pi\u00f9 incendi portano pi\u00f9 emissioni di gas serra, quindi innalzamento della temperatura media del Pianeta ed eventi meteorologici estremi come periodi prolungati di siccit\u00e0. E pi\u00f9 il clima \u00e8 secco e caldo, pi\u00f9 \u00e8 facile che gli incendi si propaghino rapidamente e diventino sempre pi\u00f9 difficili da domare.&nbsp;<\/p>\n\n<p><br>A livello globale, le attivit\u00e0 umane sono attualmente responsabili della stragrande maggioranza degli incendi. Spesso vengono appiccati per rimuovere in maniera rapida ed economica la foresta o altri ecosistemi e fare spazio a pascoli&nbsp; e piantagioni, in gran parte monoculture di alberi per la produzione di carta, di palma da olio, oppure di soia per la produzione di mangimi. Inoltre, miniere e megaprogetti (dighe, autostrade, ferrovie per trasporto merci, ecc.) frammentano la foresta e alterano l&#8217;ambiente rendendolo pi\u00f9 vulnerabile ai cambiamenti climatici e quindi a incendi sempre pi\u00f9 frequenti e intensi. Pi\u00f9 una foresta \u00e8 degradata, maggiore \u00e8 il rischio che possa bruciare.<\/p>\n\n<p>Guarda la Mappa degli incendi nel pianeta <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/maps.greenpeace.org\/fire_dashboard\/?lang=it\" target=\"_blank\">QUI<\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Greenpeace Italia rende oggi disponibile la Mappa degli incendi nel pianeta, che consente di visualizzare in tempo reale i focolai attivi nel mondo, inclusi quelli che colpiscono il nostro Paese,&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":16375,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"not set","p4_local_project":"not set","p4_basket_name":"not set","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[17],"tags":[],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-16400","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-proteggi","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16400","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16400"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16400\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16401,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16400\/revisions\/16401"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/16375"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16400"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16400"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16400"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=16400"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}