{"id":16443,"date":"2022-09-09T10:48:08","date_gmt":"2022-09-09T08:48:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=16443"},"modified":"2025-07-02T09:26:43","modified_gmt":"2025-07-02T07:26:43","slug":"bonus-auto-gli-ambientalisti-ricorrono-al-tar-contro-gli-incentivi-a-combustione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/16443\/bonus-auto-gli-ambientalisti-ricorrono-al-tar-contro-gli-incentivi-a-combustione\/","title":{"rendered":"Bonus auto, gli ambientalisti ricorrono al TAR contro gli incentivi a combustione"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>\u201cI bonus auto non devono supportare tecnologie da abbandonare\u201d: gli ambientalisti ricorrono al TAR contro gli incentivi ai motori a combustione<\/strong><\/p>\n\n<p>I bonus auto in Italia hanno fallito, perch\u00e9 sono stati stanziati anche per le auto con motori a combustione che devono essere abbandonate al pi\u00f9 presto: abbiamo speso 3 miliardi di fondi pubblici in tre anni, ma abbiamo in circolazione il numero pi\u00f9 basso di auto elettriche di tutta Europa (l\u20198% del mercato, contro il 20% continentale). Un fallimento anche dal punto di vista del mercato dei veicoli a combustione tradizionali: si vende, infatti, il 34% in meno di auto rispetto al 2019. Acquistiamo, dunque, meno auto e consumiamo meno carburanti (entrambi sempre pi\u00f9 cari). Al tempo stesso, ci sono meno autobus in circolazione e utilizziamo meno i treni rispetto al 2019. Segno evidente che non stiamo sostenendo la mobilit\u00e0 sostenibile e pulita e nemmeno la libert\u00e0 di movimento degli italiani.<\/p>\n\n<p>Dopo anni di proposte e richieste per ricondurre l\u2019Italia nel solco degli esempi positivi europei, le associazioni <strong>Legambiente, WWF Italia, Greenpeace Italia, Kyoto Club, Cittadini per l\u2019aria<\/strong>, con il supporto e il coordinamento di <strong>Transport &amp; Environment<\/strong>, hanno deciso di ricorrere al TAR contro il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 6 aprile 2022, che ha stabilito il \u201cRiconoscimento degli incentivi per l\u2019acquisto di veicoli non inquinanti\u201d per gli anni 2022, 2023 e 2024.<\/p>\n\n<p><strong>Dal 2020<\/strong>, dopo lo scoppio della pandemia, i governi che si sono succeduti hanno speso circa <strong>2,6 miliardi di euro in bonus per l\u2019acquisto di nuove auto<\/strong>, a cui vanno aggiunti altri 500 milioni circa da parte delle Regioni e di alcuni Comuni. Tutte le leggi e i decreti hanno sempre giustificato l\u2019esborso di denaro pubblico con la motivazione di sostenere la transizione all\u2019auto \u201cnon inquinante\u201d e all\u2019economia circolare. Eppure, <strong>caso unico in Europa, abbiamo impiegato la gran parte dei 3 miliardi spesi in questi tre anni per auto a combustione altamente inquinanti<\/strong>, con emissioni sino a 135 grammi di CO<sub>2<\/sub> per km. In nessun altro Paese europeo si finanziano auto con motore a combustione interna, ad eccezione della Romania che fa comunque meglio dell\u2019Italia, visto che gli incentivi si arrestano ai 120 grammi di CO<sub>2<\/sub> per km. Inoltre, il decreto scritto dal Mise ha contribuito a rendere limitante e complicato l\u2019accesso ai bonus per l\u2019auto elettrica (limiti sui modelli, sui beneficiari, sui redditi e incongruenze relative al tetto massimo).<\/p>\n\n<p>Proviamo a fare un <strong>confronto con la Germania<\/strong>, Paese europeo altrettanto generoso nell\u2019elargire bonus a nuove auto: <strong>anche i tedeschi hanno gi\u00e0 speso circa 3 miliardi in incentivi, ma solo sulle auto completamente elettriche<\/strong> (0-20 grammi di emissioni di CO2 per km) <strong>e plug-in<\/strong> (21-50 grammi). I due terzi delle auto nuove sono state acquistate dalle imprese o dalle societ\u00e0 di noleggio o di sharing, senza indebitare le famiglie. Da noi \u00e8 avvenuto il contrario. Ora, <strong>sulle strade tedesche circolano 660 mila auto elettriche e 550 mila plug-in<\/strong>. <strong>In Italia<\/strong>, invece, <strong>150 mila elettriche e 155 mila plug-in<\/strong>: quattro volte di meno. Abbiamo dunque speso quanto in Germania (che conta 80 milioni di abitanti), le famiglie italiane si sono indebitate e abbiamo molte meno auto pulite rispetto a loro. Dal punto di vista economico, sociale e ambientale, \u00e8 un completo fallimento.<\/p>\n\n<p>Sono altri, invece, gli <strong>investimenti pubblici necessari<\/strong> <strong>per promuovere la mobilit\u00e0 per tutti e la transizione ecologica<\/strong>: bonus solo per i mezzi elettrici (non solo le auto) e, soprattutto, investimenti e aiuti nella riconversione produttiva (comprese misure di economia circolare per batterie o microchip) e nell\u2019offerta di servizi di mobilit\u00e0 sostenibile, elettrica, digitale, pubblica o condivisa (sharing mobility) e per la ciclabilit\u00e0. Altri tipi di \u201cecobonus\u201d esistono: il governo italiano ha appena aperto agli incentivi di 60 euro per gli abbonamenti ai mezzi pubblici per andare al lavoro: una misura positiva, ma lo stanziamento \u00e8 limitato a soli 180 milioni. Inoltre, \u00e8 necessario potenziare l\u2019offerta. In Italia, grazie al PNRR, stiamo acquistando 3.400 bus elettrici e a metano, ma dovremmo aggiungere altri 7.000 bus elettrici all\u2019anno per cambiare tutti quelli in circolazione, entro il 2030. Grazie al PNRR realizzeremo 11 km di nuove metropolitane, ma ne servono altri 200 per raggiungere la media europea. Servono anche nuovi 400 km di linee tranviarie e altrettanti di filovie per eguagliare l\u2019offerta tedesca o francese<em>.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n<p><strong>Le organizzazioni ambientaliste che hanno promosso il ricorso al TAR chiedono<\/strong> quindi al governo <strong>di mettere fine a qualsiasi incentivo all\u2019acquisto di auto con motori a combustione, di privilegiare gli interventi a sostegno della riconversione industriale verso la mobilit\u00e0 elettrica e gli investimenti nelle infrastrutture di mobilit\u00e0 sostenibile a zero emissioni<\/strong>, gli unici che possono garantire sostenibilit\u00e0 sociale e ambientale nei tempi pi\u00f9 brevi possibili.<\/p>\n\n<p>Ecco le principali <strong>motivazioni del ricorso al TAR<\/strong> contro il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 6 aprile 2022 che ha stabilito il \u201cRiconoscimento degli incentivi per l\u2019acquisto di veicoli non inquinanti\u201d per gli anni 2022, 2023 e 2024:<\/p>\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><strong>Incostituzionalit\u00e0 del Decreto Legge<\/strong> in virt\u00f9 del quale \u00e8 stato emanato il DPCM, difettando i requisiti di straordinariet\u00e0 e urgenza necessari ad avocare il potere costituzionalmente riservato alle assemblee legislative. Le misure per il rilancio di politiche industriali del settore \u201cautomotive\u201d italiano, infatti, costituiscono un \u201ccorpo estraneo\u201d in un decreto legge il cui intento principale \u00e8 far fronte alla crisi energetica<\/li><li><strong>Violazione e falsa applicazione di norme nazionali e sovranazionali<\/strong> <strong>che definiscono i livelli di prestazione in materia di emissioni di CO<\/strong><strong><sub>2<\/sub><\/strong><strong> delle autovetture nuove<\/strong> e dei veicoli commerciali leggeri nuovi, nonch\u00e9 relative alla promozione di veicoli puliti e a basso consumo energetico nel trasporto su strada, delle norme nazionali di attuazione di quelle europee e delle disposizioni del decreto legge.<\/li><li><strong>Il fondo destina gran parte dello stanziamento di bilancio agli incentivi di mercato<\/strong>, mentre nessuna risorsa viene individuata per tutti gli altri obiettivi di riconversione produttiva.<\/li><li><strong>Il DPCM incentiva l\u2019acquisto di veicoli nuovi di fabbrica con emissioni comprese in fasce superiori a quelle compatibili con gli obiettivi europei <\/strong>di riduzione delle emissioni nocive per l\u2019ambiente nel periodo 2020-2024.<\/li><li>Le soglie emissive oggetto di incentivi comprese nella fascia 21-60 e 61-135 grammi (g) di anidride carbonica (CO2) per chilometro (Km) risultano arbitrarie e in contrasto con le norme eurounitarie e domestiche che ritengono compatibili con i suddetti obiettivi categorie di autovetture con emissioni non superiori a 50g CO2\/Km.<\/li><\/ul>\n\n<p>Si corre il rischio concreto di spendere ingenti fondi pubblici per l\u2019immatricolazione nel nostro Paese di autovetture pi\u00f9 difficilmente vendibili nei paesi europei rispettosi dei target di emissione cui anche l\u2019Italia \u00e8 vincolata, avendo espressamente recepito la direttiva (UE) n. 2019\/1161.<\/p>\n\n<p>Il ricorso \u00e8 stato reso possibile grazie al generoso impegno degli avvocati Diego Aravini, Daniela Ciancimino, Micaela Chiesa, Emanuela Beacco, Umberto Fantigrossi e Andrea Civati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I bonus auto in Italia hanno fallito, perch\u00e9 sono stati stanziati anche per le auto con motori a combustione che devono essere abbandonate al pi\u00f9 presto: abbiamo speso 3 miliardi&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":7137,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"not set","p4_local_project":"not set","p4_basket_name":"not set","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,24],"tags":[25,21],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-16443","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-scegli","tag-consumi","tag-inquinamento","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16443","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16443"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16443\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":28146,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16443\/revisions\/28146"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7137"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16443"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16443"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16443"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=16443"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}