{"id":16495,"date":"2022-09-16T13:16:49","date_gmt":"2022-09-16T11:16:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=16495"},"modified":"2024-03-21T15:15:49","modified_gmt":"2024-03-21T14:15:49","slug":"diritto-al-cibo-sano-e-sostenibile-chi-ne-parla-in-campagna-elettorale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/16495\/diritto-al-cibo-sano-e-sostenibile-chi-ne-parla-in-campagna-elettorale\/","title":{"rendered":"Diritto al cibo sano e sostenibile: chi ne parla in campagna elettorale?"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/09\/5c4b057f-gp0stomh0-1024x683.jpg\" title=\"Chicken Fattening in North Germany.\" alt=\"Chicken Fattening in North Germany.\" class=\"wp-image-16496\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/09\/5c4b057f-gp0stomh0-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/09\/5c4b057f-gp0stomh0-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/09\/5c4b057f-gp0stomh0-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/09\/5c4b057f-gp0stomh0-510x340.jpg 510w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/09\/5c4b057f-gp0stomh0.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Chicken farm in Northern Germany. 30,000 male and female chickens of the breed &#8220;Ross&#8221; are fattened in this north German farm within 35 days to a weight of 2kg.<\/figcaption><\/figure>\n\n<p>C\u2019\u00e8 un tema che in questa campagna elettorale rimane sullo sfondo, ma che \u00e8 una questione vitale, nel vero senso della parola. Si tratta del <strong>cibo<\/strong>: cosa mangiamo, come e dove lo produciamo e a quale costo.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>L\u2019aumento dei prezzi delle materie prime, perch\u00e9 mangiare costa di pi\u00f9<\/strong><\/h2>\n\n<p>Chi tra pochi giorni andr\u00e0 a votare sa benissimo che i prezzi di alcuni alimenti sono andati alle stelle in questi ultimi mesi, e indicarne le cause ci spinge ad affrontare la complessit\u00e0 del nostro sistema agroalimentare.<\/p>\n\n<p>Forse \u00e8 per questo che nei <strong>dibattiti<\/strong> <strong>elettorali<\/strong> se ne parla poco e male, perch\u00e8 farlo in modo serio, nell\u2019interesse dei consumatori, dei piccoli produttori e dell\u2019ambiente (senza il quale non esiste agricoltura possibile), significa promuovere un cambiamento strutturale in un sistema costruito su misura per imprese grandi e intensive, in cui i gruppi della grande distribuzione organizzata dettano le regole e in cui il commercio internazionale di <strong>materie<\/strong> <strong>prime<\/strong> <strong>alimentari<\/strong> si intreccia con la speculazione finanziaria sul prezzo dei <strong>cereali<\/strong>. Un sistema in cui la tutela ambientale \u00e8 vista come un fastidioso ostacolo alla \u201cproduttivit\u00e0\u201d, salvo poi tradursi in fenomeni come la siccit\u00e0 nella quale siamo ancora immersi, o come \u201ceventi estremi\u201d sempre pi\u00f9 frequenti, che abbattono le produzioni (e i produttori) in modo drammatico.&nbsp;<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Oltre il 60% dei cereali in Europa finisce negli allevamenti intensivi<\/strong><\/h2>\n\n<p>Ci sono per\u00f2 alcuni ingranaggi in questo meccanismo cos\u00ec complesso dai quali partire per costruire un <strong>sistema<\/strong> <strong>agroalimentare<\/strong> pi\u00f9 sostenibile, pi\u00f9 equo e pi\u00f9 sicuro.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Una parte importante ruota intorno alla <strong>zootecnia<\/strong>, sulla base di dati oggettivi: oltre il 60% dei cereali commercializzati in Europa non \u00e8 destinato a diventare pane o pasta, ma mangime per gli <strong>allevamenti<\/strong> <strong>intensivi<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La produzione di carne&nbsp;<\/strong><\/h2>\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"600\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/05\/7be5acb8-gp0stttd6_web_size_with_credit_line.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-11581\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/05\/7be5acb8-gp0stttd6_web_size_with_credit_line.jpg 800w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/05\/7be5acb8-gp0stttd6_web_size_with_credit_line-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/05\/7be5acb8-gp0stttd6_web_size_with_credit_line-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/05\/7be5acb8-gp0stttd6_web_size_with_credit_line-453x340.jpg 453w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption>Sows in the small, narrow gestation cages at factory farms for pigs<\/figcaption><\/figure>\n\n<p>Allo stesso scopo vengono utilizzati circa \u2154 dei terreni agricoli europei, con relativo consumo irriguo e circa \u2154 dei fondi comunitari della Politica Agricola Comune finanziano l\u2019attuale sistema di produzione di <strong>carne<\/strong> e latticini in Europa.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Il tutto per sostenere un <strong>consumo di carne<\/strong> che in Europa (e in Italia) \u00e8 circa il doppio della media mondiale, mentre gli scienziati ne raccomandano una riduzione drastica (il 70% entro il 2030) per proteggere la salute pubblica, l\u2019ambiente e il clima, a causa degli impatti che la <strong>zootecnia<\/strong> <strong>intensiva<\/strong> ha sul Pianeta.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Cosa dovremmo fare per mangiare meglio<\/strong><\/h2>\n\n<p>Sulla base di questi numeri, lo spauracchio di una riduzione delle produzioni a causa delle misure ambientali contenute nella Farm to Fork (\u201ccostola agricola\u201d del Green Deal), agitato anche in questa campagna elettorale da una parte di associazioni di categoria e di forze politiche, assume contorni diversi. Da un lato perch\u00e9 le cause della riduzione di alcune produzioni vanno ricercate proprio nella mancata tutela dell\u2019ambiente e della salute dei suoli, dovuta ad un <strong>sistema agricolo intensivo<\/strong> e fortemente basato su input esterni come <strong>fertilizzanti<\/strong> e <strong>pesticidi<\/strong> di sintesi, che ha gi\u00e0 da tempo iniziato a presentare il conto. Dall\u2019altro perch\u00e9 il mantra di aumentare le produzioni ad ogni costo non affronta una domanda cruciale: a quale scopo?<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Come usiamo l\u2019acqua?<\/strong><\/h2>\n\n<p>&nbsp;In una fase in cui in tutti i campi si impone un utilizzo misurato di <strong>risorse<\/strong> <strong>naturali<\/strong> sempre pi\u00f9 scarse, \u00e8 doveroso chiederci se ha senso utilizzare la maggior parte dei <strong>terreni<\/strong> <strong>agricoli<\/strong> e delle riserve irrigue (pensiamo alle monocolture di mais), compromettendone gli equilibri naturali, per promuovere un consumo eccessivo di <strong>prodotti<\/strong> <strong>animali<\/strong> o per conquistare nuovi mercati&nbsp; (anche qui, con l\u2019aiuto di fondi pubblici) nei quali esportare prodotti che spesso non fanno parte della dieta originale di quei Paesi o che sono a beneficio solo della fasce sociali pi\u00f9 ricche della popolazione.<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"533\" height=\"800\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/03\/8089d85c-gp0strtdr_web_size_with_credit_line.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-15714\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/03\/8089d85c-gp0strtdr_web_size_with_credit_line.jpg 533w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/03\/8089d85c-gp0strtdr_web_size_with_credit_line-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/03\/8089d85c-gp0strtdr_web_size_with_credit_line-227x340.jpg 227w\" sizes=\"auto, (max-width: 533px) 100vw, 533px\" \/><figcaption>Stock image of maize, a typical crop grown in North Germany.\nMais.<\/figcaption><\/figure>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>L\u2019efficienza alimentare<\/strong><\/h2>\n\n<p>Una nuova \u201c<strong>efficienza<\/strong> <strong>alimentare<\/strong>\u201d dovrebbe invece basarsi su <strong>diete<\/strong> maggiormente a <strong>base<\/strong> <strong>vegetale<\/strong> e su una riduzione del numero di animali allevati, alleggerendo cos\u00ec la pressione sulla produttivit\u00e0 dei <strong>suoli<\/strong> <strong>agricoli<\/strong> che potrebbero essere coltivati per il consumo diretto umano, invece che per quello <strong>animale<\/strong>, con tecniche pi\u00f9 rispettose dell\u2019ambiente che ne garantiscano la resilienza ad eventi climatici sempre pi\u00f9 estremi.<\/p>\n\n<p>Un calcolo di Greenpeace ha ad esempio stimato che sarebbe sufficiente una riduzione di appena l\u20198% dell\u2019uso di <strong>cereali<\/strong> attualmente destinati a diventare mangime in Unione europea, per rendere immediatamente disponibili 13 milioni di tonnellate di frumento, in grado di compensare&nbsp; la met\u00e0 di tutta la produzione Ucraina.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>I 10 punti per la transizione ecologica del sistema agroalimentare<\/strong><\/h2>\n\n<p>Di seguito elenchiamo i punti&nbsp; che, su queste basi,&nbsp; dovrebbero essere al centro dei programmi e di un serio dibattito elettorale, per affrontare il diritto al cibo e la <strong>transizione<\/strong> <strong>ecologica<\/strong> del nostro <strong>sistema<\/strong> <strong>agroalimentare<\/strong>, troppo spesso nominata in modo vago o delegata a false soluzioni.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Ma gli stessi punti sono anche al centro della <strong>tutela dei produttori e del lavoro agricolo<\/strong>, schiacciati tra <strong>crisi<\/strong> <strong>geopolitica<\/strong>, <strong>cambiamenti<\/strong> <strong>climatici<\/strong> e regole di <strong>mercato<\/strong> che li spingono a produrre sempre di pi\u00f9, a prezzi sempre pi\u00f9 bassi. <a href=\"https:\/\/fridaysforfutureitalia.it\/appello-degli-ecologisti-agli-agricoltori-uniamo-le-forze-contro-la-crisi-climatica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">E\u2019 quindi particolarmente condivisibile l\u2019appello dei FFF al mondo agricolo per scendere in piazza insieme in occasione del climate strike il prossimo 23 settembre<\/a>: perch\u00e9 non pu\u00f2 esserci agricoltura sana in un ambiente malato.\u00a0<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table><tbody><tr><td><strong>I 10 PUNTI DI GREENPEACE PER IL DIRITTO AL CIBO SANO E SOSTENIBILE<\/strong><br><br><em>RICONVERSIONE DEGLI ALLEVAMENTI INTENSIVI, CON RIDUZIONE DEL 50% DEGLI ANIMALI ALLEVATI E DEGLI IMPATTI AMBIENTALI<br><\/em><br>Non destinare pi\u00f9 sussidi agli <strong>allevamenti<\/strong> <strong>intensivi<\/strong> a meno che questi non siano vincolati a efficaci misure di riduzione degli impatti ambientali, a partire dalla riduzione delle consistenze zootecniche.<br><br>Un\u2019immediata moratoria sull\u2019aumento del numero dei capi allevati a partire dalle province con maggiore densit\u00e0 di UBA (Unit\u00e0 di Bovino adulto) per km\u00b2<br><br>Ridurre del 50% il numero di <strong>animali<\/strong> <strong>allevati<\/strong> al 2050, usando i fondi pubblici gi\u00e0 destinati al settore zootecnico per apposite misure che accompagnino il settore in questa transizione.<br><br>Non destinare fondi pubblici a campagne promozionali che incoraggino il consumo di prodotti di origine animale provenienti da <strong>allevamenti<\/strong> <strong>intensivi<\/strong> ma adottare misure che favoriscano l\u2019adozione di diete pi\u00f9 ricche di <strong>alimenti<\/strong> di <strong>origine<\/strong> <strong>vegetale<\/strong> e meno di <strong>carne<\/strong> e prodotti lattiero-caseari, anche attraverso meccanismi di sostegno pubblico e di regolazione dei prezzi che rendano ampiamente disponibili e accessibili per tutta la popolazione alimenti sani, ecologici e di origine vegetale.<br><br>Migliorare l\u2019attuale proposta di <strong>certificazione volontaria sul benessere animale<\/strong> in modo da veicolare informazioni chiare e corrette ai consumatori e poter accompagnare efficacemente la transizione verso sistemi di allevamento pi\u00f9 rispettosi del benessere animale. Una certificazione con standard poco ambiziosi e senza un adeguato numero di livelli, soprattutto al coperto, non permetterebbe l\u2019effettiva transizione agli allevatori che, volontariamente, scelgono questo percorso, sarebbe un inganno per i cittadini-consumatori e un boomerang per le piccole, medie e grandi aziende italiane di qualit\u00e0.<br><br><em>PROMOZIONE DELL\u2019AGRICOLTURA BIOLOGICA E TUTELA DELLA BIODIVERSITA\u2019 AGRICOLA<br><\/em><br>Drastico incremento di pratiche biologiche e agroecologiche per arrivare ad avere almeno il<strong> 40% di superficie agricola dedicata all&#8217;agricoltura biologica entro il 2030<\/strong>;&nbsp;<br><br>Raggiungere e superare l&#8217;obiettivo del 10% delle aree agricole da destinare alla <strong>tutela della biodiversit\u00e0<\/strong> indicato dalla Strategia Europea Biodiversit\u00e0 2030, senza ulteriori deroghe sulle norme ambientali della condizionalit\u00e0 della PAC, che prevede l\u2019obbligo di rotazione delle colture e il mantenimento di aree naturali o con caratteristiche non produttive.&nbsp;<br><br>Adottare misure finalizzate al risparmio e alla <strong>tutela della risorsa idrica in agricoltura<\/strong>, anche attraverso una pianificazione che riduca l\u2019estensione delle colture pi\u00f9 idroesigenti, in particolare se destinate alla filiera mangimistica e non al consumo diretto umano.&nbsp;<br><br>Fissare obiettivi vincolanti per ridurre la quantit\u00e0 di pesticidi di sintesi del 50% entro il 2025 e dell&#8217;80% entro il 2030, compreso il divieto degli erbicidi a base di glifosato;<br><br>&nbsp;Nessuna deregolamentazione dei cosiddetti &#8220;nuovi&#8221; <strong>OGM<\/strong>. Tutte le nuove tecnologie (gene-editing, TEA, NGT), devono sottostare alle attuali norme UE sugli OGM e conseguente solida valutazione del rischio, tracciabilit\u00e0 ed etichettatura, al fine di evitare conseguenze incontrollabili&nbsp; dal punto di vista ambientale, sociale, sanitario e finanziario. Le cosiddette nuove tecniche di modifica genetica consentono di apportare modifiche significative agli organismi, modifiche non presenti in natura e fondamentalmente diverse dalle tecniche di selezione tradizionali. Le evidenze che le nuove tecniche OGM possono avere effetti non voluti e imprevisti sono in aumento e un loro rilascio in ambiente non permetterebbe una coesistenza con coltivazioni biologiche o convenzionali.<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un periodo di speculazione, siccit\u00e0 e fenomeni climatici estremi, la transizione ecologica dell\u2019agricoltura \u00e8 assente dal dibattito<\/p>\n","protected":false},"author":41,"featured_media":16496,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"not set","p4_local_project":"not set","p4_basket_name":"not set","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,17,24,1],"tags":[27,29,26],"p4-page-type":[19],"class_list":["post-16495","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-proteggi","category-scegli","category-uncategorized","tag-agricoltura","tag-clima","tag-cibo","p4-page-type-storia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16495","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/41"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16495"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16495\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16500,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16495\/revisions\/16500"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/16496"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16495"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16495"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16495"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=16495"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}