{"id":16508,"date":"2022-09-21T11:17:07","date_gmt":"2022-09-21T09:17:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=16508"},"modified":"2024-02-22T17:37:21","modified_gmt":"2024-02-22T16:37:21","slug":"nuovo-studio-universita-di-harvard-sul-greenwashing-nei-social-media-greenpeace-serve-una-legge-europea-per-fermare-la-propaganda-dei-responsabili-della-crisi-climatica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/16508\/nuovo-studio-universita-di-harvard-sul-greenwashing-nei-social-media-greenpeace-serve-una-legge-europea-per-fermare-la-propaganda-dei-responsabili-della-crisi-climatica\/","title":{"rendered":"Nuovo studio Universit\u00e0 di Harvard sul greenwashing nei social media. Greenpeace: \u00abServe una legge europea per fermare la propaganda dei responsabili della crisi climatica\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<p>Le pi\u00f9 grandi aziende del petrolio, del gas, e dei settori dell\u2019automotive e dell\u2019aviazione in Europa utilizzano i loro canali social per promuovere falsi impegni green e distrarre l\u2019attenzione del pubblico dalla crisi climatica. \u00c8 quanto emerge dal <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/nl\/natuur\/54362\/fossil-advertising\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">nuovo studio dell\u2019Universit\u00e0 di Harvard commissionato da Greenpeace Olanda \u201c<em>Tre sfumature di green(washing)<\/em>\u201d<\/a>, che analizza pi\u00f9 di 2.300 post delle principali compagnie europee del settore fossile su Twitter, Instagram, Facebook, TikTok e YouTube.<\/p>\n\n<p>Lo studio mostra come solo pochissimi post facciano esplicito riferimento alla crisi climatica, mentre due terzi dei post analizzati (il 67%) sono stati classificati come greenwashing dai ricercatori di Harvard. Un post su cinque si serve di temi come lo sport, la moda o cause sociali di varia natura per distogliere l\u2019attenzione del pubblico dalle responsabilit\u00e0 climatiche delle aziende. Il settore automobilistico \u00e8 il pi\u00f9 attivo nella comunicazione sui social, ma appena un annuncio su cinque pubblicizza un prodotto, tutti gli altri servono solo a dare un tocco di verde al brand aziendale.<\/p>\n\n<p>Geoffrey Supran, ricercatore associato presso il Dipartimento di Storia della Scienza dell&#8217;Universit\u00e0 di Harvard e principale autore dello studio, ha dichiarato: \u00abI social media sono la nuova frontiera dell&#8217;inganno e dei tentativi di ritardare gli interventi contro la crisi climatica. I nostri risultati mostrano che, mentre l&#8217;Europa stava vivendo l&#8217;estate pi\u00f9 calda mai registrata, alcune delle aziende maggiormente responsabili del riscaldamento globale si sono ben guardate dal parlare di crisi climatica e hanno invece sfruttato i social media per posizionarsi strategicamente come marchi sostenibili, innovativi e attenti alle cause sociali\u00bb.<\/p>\n\n<p>Le aziende in questione &#8211; fra cui figurano anche ENI e alcuni marchi automobilistici italiani del gruppo Stellantis &#8211; restano fra i principali responsabili dell\u2019emergenza che stiamo vivendo. Non solo per l\u2019enorme quantit\u00e0 di emissioni di gas serra a loro riconducibili, ma anche perch\u00e9 continuano a puntare su modelli di business che aggravano la nostra dipendenza dal gas e dal petrolio, alimentando cos\u00ec l\u2019emergenza ambientale, le guerre, i conflitti sociali e l\u2019insicurezza energetica.<\/p>\n\n<p>\u00abLa ricerca dell\u2019Universit\u00e0 di Harvard \u00e8 l\u2019ennesima conferma del pericolo che si nasconde dietro il greenwashing delle aziende fossili\u00bb, dichiara Federico Spadini della campagna Clima di Greenpeace Italia. \u00abFinch\u00e9 non si metter\u00e0 fine alla loro propaganda, le persone saranno esposte a messaggi fuorvianti sulla crisi climatica, che ha tra i principali responsabili proprio le aziende che investono nei combustibili fossili. Per questo motivo chiediamo una legge europea che metta fine una volta per tutte alla propaganda delle aziende inquinanti\u00bb.<\/p>\n\n<p>Per fermare il greenwashing delle aziende fossili, Greenpeace sostiene, insieme a pi\u00f9 di trenta organizzazioni internazionali, una Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) per vietare le pubblicit\u00e0 e le sponsorizzazioni delle aziende legate ai combustibili fossili. Se entro ottobre la petizione \u201c<a href=\"http:\/\/basta-spot.greenpeace.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Stop alla pubblicit\u00e0 delle aziende inquinanti<\/a>\u201d raggiunger\u00e0 il traguardo di un milione di firme raccolte, la Commissione europea sar\u00e0 obbligata a discutere una proposta di legge per mettere fine alla propaganda ingannevole delle aziende inquinanti che alimentano la crisi climatica.<\/p>\n\n<p>Lo studio dell\u2019Universit\u00e0 di Harvard commissionato da Greenpeace Olanda \u201c<em>Tre sfumature di green(washing)<\/em>\u201d si pu\u00f2 leggere (in inglese) <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/nl\/natuur\/54362\/fossil-advertising\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">QUI<\/a>.<\/p>\n\n<p>La petizione \u201cStop alla pubblicit\u00e0 delle aziende inquinanti\u201d si pu\u00f2 firmare (fino al 4 ottobre) <a href=\"http:\/\/basta-spot.greenpeace.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">QUI<\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo studio analizza pi\u00f9 di 2.300 post delle principali compagnie europee del settore fossile su Twitter, Instagram, Facebook, TikTok e YouTube.<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":16434,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"not set","p4_local_project":"not set","p4_basket_name":"not set","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,17],"tags":[29,32],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-16508","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-proteggi","tag-clima","tag-energia","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16508","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16508"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16508\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16513,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16508\/revisions\/16513"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/16434"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16508"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16508"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16508"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=16508"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}