{"id":16666,"date":"2022-11-09T10:54:51","date_gmt":"2022-11-09T09:54:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=16666"},"modified":"2022-11-09T10:54:53","modified_gmt":"2022-11-09T09:54:53","slug":"nuovo-studio-su-media-e-clima-di-greenpeace-piu-attenzione-per-gli-eventi-estremi-ma-giornali-e-tv-nascondono-i-responsabili-della-crisi-climatica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/16666\/nuovo-studio-su-media-e-clima-di-greenpeace-piu-attenzione-per-gli-eventi-estremi-ma-giornali-e-tv-nascondono-i-responsabili-della-crisi-climatica\/","title":{"rendered":"Nuovo studio su media e clima di Greenpeace: \u00abPi\u00f9 attenzione per gli eventi estremi, ma giornali e tv nascondono i responsabili della crisi climatica\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<p>Nonostante un\u2019estate flagellata dagli eventi estremi, sui quotidiani e in televisione la crisi climatica continua a trovare poco spazio e viene raccontata dai media italiani come se non avesse responsabili, a riprova dell\u2019enorme influenza esercitata dall\u2019industria dei combustibili fossili sul mondo dell\u2019informazione. \u00c8 quanto emerge dal <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/rapporto\/16650\/media-e-crisi-climatica-lanalisi-di-greenpeace-italia-da-maggio-ad-agosto-2022\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">nuovo studio che Greenpeace Italia ha affidato all\u2019Osservatorio di Pavia<\/a>, un istituto di ricerca specializzato nell\u2019analisi della comunicazione, pubblicato oggi mentre \u00e8 in corso il vertice sul clima di Sharm el-Sheik (COP27). Lo studio ha esaminato come, nel periodo fra maggio e agosto 2022, la crisi climatica \u00e8 stata raccontata dalle edizioni cartacee dei cinque quotidiani nazionali pi\u00f9 diffusi (Corriere della Sera, la Repubblica, Il Sole 24 Ore, Avvenire, La Stampa), dai telegiornali serali delle reti Rai, Mediaset e La7 e da un campione di programmi televisivi di approfondimento.&nbsp;<\/p>\n\n<p>La ricerca aggiorna i risultati del monitoraggio sulla copertura mediatica della crisi climatica che Greenpeace e l\u2019Osservatorio di Pavia hanno avviato lo scorso gennaio. I risultati mostrano come nel secondo quadrimestre dell\u2019anno i principali <strong>quotidiani<\/strong> italiani abbiano pubblicato in media tre articoli al giorno in cui si parla esplicitamente della crisi climatica (si va dai 2,5 articoli al giorno di Repubblica e La Stampa, ai 3,5 di Avvenire). Si tratta di <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/rapporto\/16330\/crisi-climatica-in-tv-lanalisi-di-greenpeace-su-tg-e-trasmissioni-di-approfondimento\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">un aumento significativo rispetto al primo quadrimestre<\/a>, con un picco nel mese di luglio, dovuto soprattutto alle preoccupazioni per la siccit\u00e0 e per le ondate di calore che hanno colpito l\u2019Italia, ma ancora distante dall\u2019attenzione che meriterebbe l\u2019emergenza ambientale pi\u00f9 importante della nostra epoca.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Si conferma invece l\u2019ampio spazio offerto dai giornali alle <strong>pubblicit\u00e0<\/strong> dell\u2019industria dei combustibili fossili e delle aziende dell\u2019automotive, aeree e crocieristiche, tra i maggiori responsabili del riscaldamento del pianeta: sul Sole 24 Ore si contano quasi 5 pubblicit\u00e0 di queste aziende inquinanti a settimana, mentre la media su tutti i giornali \u00e8 di oltre 3 pubblicit\u00e0 a settimana. L\u2019influenza del mondo economico sulla stampa emerge anche esaminando il modo in cui i principali quotidiani italiani raccontano la crisi climatica. Negli articoli dedicati al riscaldamento del pianeta, infatti, le aziende si confermano il soggetto che ha pi\u00f9 voce in assoluto (16,3%), superando gli esperti (15,3%), i politici (12,8%) e le associazioni ambientaliste (12,2%).&nbsp;<\/p>\n\n<p>Per quanto riguarda invece la televisione, le immagini drammatiche della siccit\u00e0 e della tragedia della Marmolada hanno favorito la crescente copertura da parte dei <strong>telegiornali<\/strong> di prima serata, dove si \u00e8 parlato di crisi climatica in circa il 2,5% delle notizie trasmesse. Il TG1 \u00e8 il telegiornale che ha dedicato pi\u00f9 attenzione al problema, mentre peggio di tutti ha fatto il TG La7 di Enrico Mentana, che ha trattato di cambiamenti climatici appena una volta a settimana.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Pi\u00f9 confortante l\u2019operato dei <strong>programmi televisivi di approfondimento<\/strong>, in cui si \u00e8 dato spazio alla crisi climatica in 104 delle 385 puntate monitorate nei quattro mesi dell\u2019indagine, pari al 27% del totale. Si tratta di un deciso incremento rispetto al primo quadrimestre dell\u2019anno, quando si era parlato di crisi climatica in appena il 6% delle puntate. La trasmissione pi\u00f9 virtuosa \u00e8 <em>Unomattina<\/em> di Rai1, mentre in fondo alla classifica si piazzano le due trasmissioni di La7 monitorate: <em>L\u2019Aria che tira<\/em> e <em>Otto e mezzo\/In onda<\/em>. Considerando che i risultati peggiori sono ottenuti dal TG e dai programmi di approfondimento di La7, e che la linea editoriale di questo canale televisivo privilegia il racconto della politica, i risultati appaiono come una conferma indiretta che i politici italiani si disinteressano del riscaldamento del pianeta, come gi\u00e0 dimostrato dalla sostanziale <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/rapporto\/16460\/monitoraggio-dei-temi-ambientalinei-primi-15-giorni-di-campagna-elettorale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">assenza della crisi climatica dai discorsi dei leader di partito durante l\u2019ultima campagna elettorale<\/a>.&nbsp;<\/p>\n\n<p>\u00abLa maggiore attenzione mediatica osservata nel secondo quadrimestre dell\u2019anno \u00e8 un segnale positivo, ma purtroppo si deve in gran parte agli impatti ormai visibili che la crisi climatica ha sul fragile territorio italiano, in un crescendo di danni e vittime che risulta ancora pi\u00f9 insopportabile al cospetto dell\u2019inazione della politica\u00bb, dichiara Giancarlo Sturloni, responsabile della comunicazione di Greenpeace Italia. \u00abSi conferma inoltre un problema strutturale l\u2019influenza che le aziende del gas e del petrolio esercitano sulla stampa italiana, pericolosamente dipendente da inserzioni pubblicitarie infarcite di <em>greenwashing<\/em> che inquinano l\u2019informazione e impediscono all\u2019opinione pubblica di conoscere la verit\u00e0 sull\u2019emergenza climatica. Lo dimostra anche il fatto che le fonti fossili e le aziende del gas e del petrolio sono citate raramente tra le cause del riscaldamento globale, pur essendone i principali responsabili: nel racconto dei media, la crisi climatica resta in gran parte un delitto senza colpevoli\u00bb.<\/p>\n\n<p>In base ai risultati dello studio, Greenpeace ha aggiornato la <strong>classifica dei principali quotidiani italiani<\/strong>, valutati mediante cinque parametri: 1) quanto parlano della crisi climatica; 2) se tra le cause citano i combustibili fossili; 3) quanta voce hanno le aziende inquinanti e 4) quanto spazio \u00e8 concesso alle loro pubblicit\u00e0; 5) se le redazioni sono trasparenti rispetto ai finanziamenti ricevuti dalle aziende inquinanti. Quest\u2019ultimo parametro \u00e8 stato valutato con un questionario che Greenpeace ha inviato ai direttori delle cinque testate, a cui ha risposto parzialmente solo Avvenire. Considerando la media dei cinque parametri, Avvenire raggiunge la sufficienza (3,2 punti su 5), scarsi invece i punteggi di La Stampa (2,6) e Repubblica (2,4), mentre in fondo alla classifica si trovano il Corriere e Il Sole 24 Ore (2,2).<\/p>\n\n<p>La classifica dei quotidiani e il monitoraggio dei media fanno parte della campagna \u201cStranger Green\u201d promossa da Greenpeace Italia contro il greenwashing e le false soluzioni che ritardano le azioni necessarie per affrontare la crisi ecologica e climatica. L\u2019associazione ambientalista considera cruciale il ruolo del giornalismo, che deve essere libero dai condizionamenti delle aziende inquinanti, per informare correttamente i cittadini sulla gravit\u00e0 dell\u2019emergenza ambientale e stimolare politiche pi\u00f9 ambiziose a difesa delle persone e del pianeta.<\/p>\n\n<p>Scarica i report e la classifica dei quotidiani <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/rapporto\/16650\/media-e-crisi-climatica-lanalisi-di-greenpeace-italia-da-maggio-ad-agosto-2022\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">QUI<\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nonostante un\u2019estate flagellata dagli eventi estremi, sui quotidiani e in televisione la crisi climatica continua a trovare poco spazio e viene raccontata dai media italiani come se non avesse responsabili,&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":14438,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"not set","p4_local_project":"not set","p4_basket_name":"not set","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[17],"tags":[29],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-16666","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-proteggi","tag-clima","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16666","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16666"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16666\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16667,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16666\/revisions\/16667"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/14438"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16666"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16666"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16666"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=16666"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}