{"id":16685,"date":"2022-11-14T17:12:05","date_gmt":"2022-11-14T16:12:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=16685"},"modified":"2024-02-22T17:36:39","modified_gmt":"2024-02-22T16:36:39","slug":"lascio-la-conduzione-della-mia-unita-di-ricerca-non-accetto-che-luniversita-faccia-accordi-con-eni-per-la-ricerca-sulla-transizione-energetica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/16685\/lascio-la-conduzione-della-mia-unita-di-ricerca-non-accetto-che-luniversita-faccia-accordi-con-eni-per-la-ricerca-sulla-transizione-energetica\/","title":{"rendered":"&#8220;Lascio la conduzione della mia unit\u00e0 di ricerca: non accetto che l&#8217;universit\u00e0 faccia accordi con ENI per la ricerca sulla transizione energetica&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/05\/caf05071-gp1sv5vo_medium_res_with_credit_line-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13668\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/05\/caf05071-gp1sv5vo_medium_res_with_credit_line-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/05\/caf05071-gp1sv5vo_medium_res_with_credit_line-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/05\/caf05071-gp1sv5vo_medium_res_with_credit_line-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/05\/caf05071-gp1sv5vo_medium_res_with_credit_line-510x340.jpg 510w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/05\/caf05071-gp1sv5vo_medium_res_with_credit_line.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">On the eve of the shareholders\u2019 meeting of ENI, activists of Greenpeace climb the headquarters of the Italian oil giant.<\/figcaption><\/figure>\n\n<p>Lo scorso 15 febbraio, l\u2019<strong>Universit\u00e0 di Milano-Bicocca<\/strong> e <strong>Eni<\/strong> hanno firmato un \u201c<strong><em>Joint Research Agreement<\/em><\/strong>\u201d (<strong>accordo di ricerca congiunta<\/strong>) della durata di cinque anni, in cui si sono impegnate a collaborare su \u201c<em>progetti di ricerca di interesse comune<\/em>\u201d relativi alla <strong>transizione energetica<\/strong> (batterie, geotermia, geo-bio-idro-chimica di <em>reservoir<\/em> fratturati, e fusione magnetica, tra le altre cose).<\/p>\n\n<p>Dopo diversi tentativi infruttuosi di ottenere chiarimenti su questa partnership, ho deciso di dimettermi dall\u2019incarico di direttore dell&#8217;<strong>unit\u00e0 di ricerca<\/strong> \u201c<em><strong>Antropocene<\/strong><\/em>\u201d del Centro di Studi Interdisciplinari in Economia, Psicologia e Scienze Sociali (CISEPS) dell\u2019Universit\u00e0 Bicocca.<\/p>\n\n<p>L\u2019unit\u00e0 \u201c<em>Antropocene<\/em>\u201d si occupa, tra l\u2019altro, di questioni legate alla <strong>transizione energetica<\/strong>, che \u00e8 appunto al centro dell\u2019accordo fra l\u2019universit\u00e0 e <strong>ENI<\/strong>. Con le dimissioni da questo incarico intendo prendere le distanze ufficialmente dall\u2019accordo che non condivido fra la mia universit\u00e0 e il gigante italiano dei <strong>combustibili<\/strong> <strong>fossili<\/strong>.<\/p>\n\n<p>I motivi di questa non condivisione sono diversi e non derivano da pregiudizi ideologici, quanto piuttosto dalla mia conoscenza della questione che deriva da anni di ricerca e di pubblicazioni scientifiche sul ruolo e le<strong> responsabilit\u00e0 dell\u2019industria petrolifera nei cambiamenti climatici<\/strong>. In generale, sono preoccupato da tale collaborazione in un ambito di ricerca \u2013 la <strong>transizione<\/strong> <strong>energetica<\/strong> \u2013 che aspira a risolvere i problemi che <strong>ENI<\/strong>, e il resto <strong>dell\u2019industria<\/strong> <strong>petrolifera<\/strong> mondiale, causa e continua a esacerbare. Ritengo che questo rapporto sia antitetico ai valori accademici e sociali fondamentali delle <strong>universit\u00e0<\/strong>, che ne possa addirittura compromettere la capacit\u00e0 di affrontare <strong>l\u2019emergenza<\/strong> <strong>climatica<\/strong>.<\/p>\n\n<p>A mio parere questo tipo di collaborazioni contravvengono agli impegni dichiarati dalle universit\u00e0 \u2013 e anche dalla mia universit\u00e0 \u2013 per la <strong>sostenibilit\u00e0<\/strong>. Le compagnie dei <strong>combustibili<\/strong> <strong>fossili<\/strong> hanno nascosto, banalizzato e distorto la scienza dei <strong>cambiamenti<\/strong> <strong>climatici<\/strong> per decenni. Oggi, nonostante la <strong>scienza<\/strong> ci dica incontrovertibilmente che nessun investimento in nuovi progetti fossili sia possibile se vogliamo limitare il riscaldamento globale a 1,5\u00b0C, le maggiori compagnie di <strong>combustibili<\/strong> <strong>fossili<\/strong> \u2013 e anche <strong>ENI<\/strong> \u2013&nbsp;continuano a pianificare nuovi progetti di estrazione incompatibili con gli obiettivi dell&#8217;accordo sul clima di Parigi.<\/p>\n\n<p>Sebbene le <strong>compagnie<\/strong> <strong>fossili<\/strong> si presentino come leader della sostenibilit\u00e0, i loro investimenti fossili continuano a essere enormemente maggiori di quelli in energie rinnovabili, che rappresentano solo una piccola percentuale del totale delle loro spese in conto capitale. Perci\u00f2 ritengo che la pretesa <strong>dell\u2019industria<\/strong> <strong>fossile<\/strong> di essere leader della transizione energetica non dovrebbe essere presa sul serio: collaborare con questa industria \u00e8 contrario agli impegni delle istituzioni accademiche per il <strong>clima<\/strong>.<\/p>\n\n<p>I <strong>partenariati di ricerca<\/strong> delle <strong>universit\u00e0<\/strong> con le compagnie dei <strong>combustibili<\/strong> fossili giocano un ruolo chiave nel <em><strong>greenwashing<\/strong><\/em> della reputazione di queste compagnie. Essi forniscono loro la tanto necessaria <strong>legittimit\u00e0<\/strong> scientifica e culturale. Legittimit\u00e0 preziosa, poich\u00e9 permette a queste compagnie di presentarsi all\u2019opinione pubblica, alla politica, ai media e ai loro azionisti come agenti che collaborano con istituzioni accademiche pubbliche autorevoli su soluzioni per la transizione, rendendo pi\u00f9 verde la loro reputazione e offuscando il loro coinvolgimento <strong>nell\u2019ostruzionismo<\/strong> <strong>climatico<\/strong>, nonch\u00e9 avvallando le \u2018false soluzioni\u2019 che sostengono.<\/p>\n\n<p>Infine, temo che le universit\u00e0 che mantengono stretti legami con l&#8217;industria dei <strong>combustibili<\/strong> <strong>fossili<\/strong> possano incorrere in un sostanziale rischio reputazionale. Collaborando con <strong>l\u2019industria<\/strong> <strong>fossile<\/strong>, oltre a violare le loro stesse politiche e i loro principi, minano la loro missione sociale e accademica. Sempre pi\u00f9 spesso, la partnership con l\u2019industria dei <strong>combustibili<\/strong> <strong>fossili<\/strong> sta erodendo la fiducia negli impegni delle istituzioni scientifiche per <strong>l\u2019azione<\/strong> sul <strong>clima<\/strong>, portando un certo numero di esse \u2013 tra cui, per esempio, le Universit\u00e0 di Oxford nel Regno Unito e di Princeton negli Stati Uniti \u2013 a tagliare ogni legame con l&#8217;industria, e moltissime altre in giro per il mondo a<strong> disinvestire dai fossili<\/strong>.<\/p>\n\n<p>In sintesi, ritengo che le universit\u00e0 siano vitali per pensare una <strong>transizione<\/strong> <strong>ecologica<\/strong> rapida e giusta. Tuttavia, i nostri sforzi a me sembrano minati dalla prossimit\u00e0 al mondo dei <strong>combustibili<\/strong> <strong>fossili<\/strong>. L\u2019accademia e la scienza non dovrebbero aiutare, neanche involontariamente, il <em><strong>greenwashing<\/strong><\/em> fossile; piuttosto dovrebbero impegnarsi, almeno per quanto riguarda le <strong>questioni<\/strong> <strong>climatiche<\/strong>, per cambiare radicalmente una situazione che non \u00e8 pi\u00f9 accettabile, che \u00e8 diventata, come dice il segretario generale delle Nazioni Unite Guterres, una \u2018<em>pazzia morale ed economica<\/em>\u2019, che ci potrebbe portare al \u2018<em>suicidio collettivo<\/em>\u2019.<\/p>\n\n<p>Sottolineo che le mie dimissioni dalla conduzione dell\u2019unit\u00e0 di ricarica Antrhopocene del centro di ricerca CISEPS non hanno nulla a che vedere con le posizione del CISEPS stesso, che non \u00e8 in nessun modo coinvolto nell\u2019accordo di ricerca congiunto fra l\u2019Universit\u00e0 di Milano-Bicocca e l\u2019ENI in materia di transizione energetica<\/p>\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n<p><em>Marco Grasso \u00e8 professore ordinario di geografia economica e politica all\u2019Universit\u00e0 di Milano-Bicocca e si occupa di politiche ambientali e di governance del clima. Ha lavorato presso Birkbeck, University of London ed \u00e8 stato Visiting Scholar in universit\u00e0 e centri di ricerca in Europa, Stati Uniti e Australia. Ha pubblicato numerosi lavori scientifici in materia: il suo ultimo libro \u2018From Big Oil to Big Green. Holding the Oil Industry to Account for the Climate Crisis\u2019 \u00e8 stato pubblicato lo scorso maggio da MIT Press ed liberamente scaricabile al seguente indirizzo: <\/em><a href=\"https:\/\/direct.mit.edu\/books\/oa-monograph\/5313\/From-Big-Oil-to-Big-GreenHolding-the-Oil-Industry\"><em>https:\/\/direct.mit.edu\/books\/oa-monograph\/5313\/From-Big-Oil-to-Big-GreenHolding-the-Oil-Industry<\/em><\/a><\/p>\n<div class=\"EmptyMessage\">Block content is empty. Check the block&#8217;s settings or remove it.<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La decisione del prof. 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