{"id":16715,"date":"2022-11-18T11:52:48","date_gmt":"2022-11-18T10:52:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=16715"},"modified":"2025-07-02T09:26:38","modified_gmt":"2025-07-02T07:26:38","slug":"rilevazioni-greenpeace-il-mare-italiano-sempre-piu-caldo-in-estate-nel-mar-ligure-2-gradi-di-aumento-medio-della-temperatura-superficiale-dellacqua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/16715\/rilevazioni-greenpeace-il-mare-italiano-sempre-piu-caldo-in-estate-nel-mar-ligure-2-gradi-di-aumento-medio-della-temperatura-superficiale-dellacqua\/","title":{"rendered":"Rilevazioni Greenpeace: \u00abIl mare italiano sempre pi\u00f9 caldo. In estate nel mar ligure 2 gradi di aumento medio della temperatura superficiale dell\u2019acqua\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<p>I sensori posizionati quest\u2019estate da Greenpeace Italia a Portofino e sul versante settentrionale dell\u2019Isola d\u2019Elba hanno registrato un\u2019anomalia termica, positiva di circa 2 gradi Centigradi, con temperature superficiali che hanno raggiunto, e in alcuni casi superato, i 27 gradi in entrambe le stazioni e quindi, verosimilmente, in tutto il Mar Ligure. \u00c8 quanto emerge&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/16708\/dati-preliminari-progetto-mare-caldo-2021-2022\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">dai dati preliminari raccolti dall\u2019organizzazione ambientalista nell\u2019ambito del progetto&nbsp;Mare&nbsp;Caldo<\/a>, una rete di monitoraggio attiva in dieci Aree Marine Protette italiane e all\u2019Isola&nbsp;d\u2019Elba, in collaborazione con il DiSTAV dell\u2019Universit\u00e0 di Genova e ElbaTech.<\/p>\n\n<p>I dati raccolti nel Mar Ligure evidenziano un significativo assorbimento di calore nei mesi di luglio e agosto con una notevole stratificazione della colonna d\u2019acqua. Nei mesi successivi, il calore si \u00e8 distribuito pi\u00f9 in profondit\u00e0, con temperature che tra 30 e 40 metri hanno raggiunto i 22 gradi Centigradi (Isola d\u2019Elba) fino a ottobre. Un segnale allarmante ma evidentemente ignorato dal nostro governo, che invece di proteggere l\u2019ambiente e le persone dai cambiamenti climatici ha deciso di incentivare le trivellazioni, anche in&nbsp;mare, e l\u2019uso di gas fossile.<\/p>\n\n<p>Il rapido riscaldamento della temperatura del&nbsp;mare&nbsp;ha portato a una veloce stratificazione delle masse d\u2019acqua superficiali fino a 15 metri di profondit\u00e0, che si sono mantenute ben separate dalle acque pi\u00f9 profonde, dove sono state registrate temperature inferiori alla norma. Nei mesi successivi il calore assorbito dagli strati superficiali si \u00e8 distribuito nella colonna d\u2019acqua. In particolare, nella stazione all\u2019Isola d\u2019Elba per tutto il mese di ottobre sono state registrate temperature anomale di 21-22 gradi Centigradi fino a 40 metri di profondit\u00e0.<\/p>\n\n<p>\u00abQuanto rivelano questi dati preliminari non \u00e8 certo una buona notizia per il Santuario dei Cetacei del Mar Ligure. Una stratificazione eccessiva delle acque pu\u00f2 ridurre la produttivit\u00e0 del&nbsp;mare, mentre temperature anomale hanno effetti negativi sugli organismi marini dei fondali che, purtroppo, abbiamo gi\u00e0 cominciato a vedere\u00bb, dichiara Alessandro Giann\u00ec, Direttore delle Campagne di Greenpeace Italia.<\/p>\n\n<p>I precedenti monitoraggi eseguiti nell\u2019ambito del progetto&nbsp;Mare&nbsp;Caldo&nbsp;avevano gi\u00e0 mostrato impatti evidenti causati dalle temperature elevate degli ultimi anni. Oltre alla continua espansione delle specie aliene, o comunque adatte a temperature pi\u00f9 elevate (come, ad esempio, il pesce pappagallo del Mediterraneo, ormai \u00e8 presente anche nella costa settentrionale dell\u2019Isola d\u2019Elba), si registrano fenomeni di necrosi e mortalit\u00e0 di organismi che vivono sui fondali, come le gorgonie e le spugne.<\/p>\n\n<p>Si osservano inoltre eventi di sbiancamento di altri organismi ospitanti alghe simbionti che vengono espulse, come succede alle scogliere coralline tropicali in condizioni di stress. Infine, nel corso degli ultimi monitoraggi \u00e8 sempre pi\u00f9 evidente la desolante situazione del grande mollusco bivalve&nbsp;<em>Pinna nobilis<\/em>&nbsp;\u2013 sterminato da agenti patogeni che probabilmente si sono diffusi a causa delle temperature elevate \u2013 ormai assente da ampi tratti dei nostri fondali.<\/p>\n\n<p>\u00abLe ondate di calore registrate quest\u2019anno da molte delle stazioni aderenti al progetto sono della stessa entit\u00e0 di quanto avvenuto nella famosa estate&nbsp;calda&nbsp;del 2003, a cui sono seguiti eventi di mortalit\u00e0 di massa di moltissimi organismi marini vulnerabili allo stress termico\u00bb, dichiara Monica Montefalcone, responsabile del progetto&nbsp;Mare&nbsp;Caldo&nbsp;per il DiSTAV dell\u2019Universit\u00e0 di Genova. \u00abCi sono gi\u00e0 arrivate diverse segnalazioni di nuovi eventi di mortalit\u00e0 di massa da varie zone del Mediterraneo e questo, purtroppo, ci fa presagire che nei prossimi mesi si osserver\u00e0 un impatto significativo sugli ecosistemi marini\u00bb.<\/p>\n\n<p>Il progetto&nbsp;Mare&nbsp;caldo&nbsp;\u00e8 iniziato a fine 2019 con una stazione pilota installata da Greenpeace Italia nel&nbsp;mare&nbsp;dell\u2019Isola d\u2019Elba. Al monitoraggio oggi aderiscono altre dieci Aree Marine Protette: Portofino e Cinque Terre in Liguria; Capo Carbonara, Tavolara-Punta Coda Cavallo e Isola dell\u2019Asinara in Sardegna; Isole di Ventotene e Santo Stefano nel Lazio; Plemmirio in Sicilia; Torre Guaceto e Isole Tremiti in Puglia; Miramare in Friuli-Venezia Giulia.<\/p>\n\n<p>Leggi&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/16708\/dati-preliminari-progetto-mare-caldo-2021-2022\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">il rapporto<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I dati preliminari (2021-2022) raccolti da Greenpeace nell&#8217;ambito del progetto Mare Caldo.<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":13897,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"not set","p4_local_project":"not set","p4_basket_name":"not set","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[17],"tags":[29,18],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-16715","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-proteggi","tag-clima","tag-mare","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16715","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16715"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16715\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":28145,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16715\/revisions\/28145"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/13897"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16715"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16715"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16715"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=16715"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}