{"id":16737,"date":"2022-11-23T18:01:08","date_gmt":"2022-11-23T17:01:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=16737"},"modified":"2022-11-23T18:01:12","modified_gmt":"2022-11-23T17:01:12","slug":"indagine-greenpeace-sugli-abiti-del-marchio-di-ultra-fast-fashion-shein-inquinati-da-sostanze-chimiche-pericolose-anche-oltre-i-livelli-consentiti-in-ue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/16737\/indagine-greenpeace-sugli-abiti-del-marchio-di-ultra-fast-fashion-shein-inquinati-da-sostanze-chimiche-pericolose-anche-oltre-i-livelli-consentiti-in-ue\/","title":{"rendered":"Indagine Greenpeace sugli abiti del marchio di ultra-fast fashion Shein: \u00abInquinati da sostanze chimiche pericolose, anche oltre i livelli consentiti in Ue\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<p>Il 15 per cento dei capi del marchio di ultra-fast fashion SHEIN, analizzati in laboratorio da Greenpeace Germania nell\u2019ambito di un\u2019indagine su 47 prodotti acquistati in Italia, Austria, Germania, Spagna e Svizzera, ha fatto registrare quantit\u00e0 di sostanze chimiche pericolose superiori ai livelli consentiti dalle leggi europee e sono da considerarsi illegali a tutti gli effetti. In altri quindici prodotti (32 per cento) le concentrazioni di queste sostanze si sono attestate a livelli comunque preoccupanti. \u00c8 quanto rivela\u00a0<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/rapporto\/16726\/taking-the-shine-off-sheina-business-model-based-onhazardous-chemicals-andenvironmental-destruction\/\" target=\"_blank\">un rapporto diffuso oggi dall\u2019organizzazione ambientalista<\/a>, i cui dati dimostrano il disinteresse di SHEIN nei confronti dei rischi ambientali e per la salute umana.<\/p>\n\n<p>\u00abL&#8217;uso di sostanze chimiche pericolose \u00e8 alla base del modello di business di SHEIN, con alcuni prodotti illegali che stanno invadendo i mercati europei. Chi paga il prezzo pi\u00f9 alto della dipendenza chimica di SHEIN sono i lavoratori che operano nelle filiere produttive del colosso cinese e sono esposti a seri rischi sanitari, ma anche le popolazioni che vivono in prossimit\u00e0 dei siti produttivi\u00bb dichiara Giuseppe Ungherese, responsabile campagna inquinamento di Greenpeace Italia. \u00abIl fast fashion, per via dei suoi notevoli impatti ambientali, \u00e8 da considerarsi incompatibile con un futuro rispettoso del pianeta e dei suoi abitanti. L&#8217;ultra-fast fashion addirittura aggrava gli impatti del settore e accelera la catastrofe climatica e ambientale. Per questo, deve essere fermato subito\u00bb.<\/p>\n\n<p>Negli ultimi due anni il marchio SHEIN \u00e8 cresciuto in modo esponenziale. Basandosi su un modello di business fondato sulla produzione di capi di bassa qualit\u00e0 e letteralmente usa e getta, immette in commercio ogni giorno migliaia di nuovi modelli, confezionati in meno di una settimana e destinati per lo pi\u00f9 a un pubblico giovane. Di conseguenza si generano enormi quantit\u00e0 di rifiuti tessili inquinanti, che si aggiungono alle frequenti segnalazioni di casi di sfruttamento dei lavoratori. L&#8217;ultra-fast fashion porta agli estremi il fast fashion, gi\u00e0 noto per gli enormi volumi di vestiti venduti e prodotti principalmente con fibre derivanti dal petrolio, la velocit\u00e0 con cui vengono immessi sul mercato e la quasi totale assenza di riciclo.<\/p>\n\n<p>I regolamenti europei sulla presenza di sostanze chimiche pericolose nei prodotti importati stabiliscono severi limiti di concentrazione per un\u2019ampia gamma di composti in capi di abbigliamento, accessori e scarpe. Come pi\u00f9 volte dimostrato dalla campagna Detox di Greenpeace, l\u2019inquinamento prodotto non resta confinato nelle aree di produzione e, data la persistenza nell\u2019ambiente di numerose sostanze impiegate, si estende a ogni angolo del globo. Inoltre, l\u2019inquinamento degli abiti ostacola la nascita di una vera economia circolare del settore tessile, un problema di cui si parla molto anche in Italia.&nbsp;<\/p>\n\n<p>\u00abGreenpeace chiede all&#8217;Unione Europea di applicare le leggi vigenti sulle sostanze chimiche pericolose, un requisito fondamentale per lo sviluppo di una vera economia circolare, e di attivarsi per eliminare il fast fashion, come peraltro indicato nella strategia europea sul tessile\u00bb, continua Ungherese. \u00ab\u00c8 inoltre necessario intervenire sullo sfruttamento della manodopera, sulle gravi conseguenze ambientali nelle fasi produttive e, infine, sulla gestione dei rifiuti a fine vita. Tutti questi aspetti devono essere affrontati urgentemente con un trattato globale e un approccio simile a quello attualmente in discussione sulla plastica, che affronti finalmente la gigantesca impronta ecologica dei settori del tessile e della moda\u00bb.<\/p>\n\n<p>Scarica&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.greenpeace.de\/publikationen\/S04261_Konsumwende_StudieEN_Mehr%20Schein_v9.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">il report completo<\/a>&nbsp;(in inglese)<\/p>\n\n<p>Scarica&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/rapporto\/16726\/taking-the-shine-off-sheina-business-model-based-onhazardous-chemicals-andenvironmental-destruction\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">la sintesi<\/a>&nbsp;(in italiano)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il rapporto diffuso oggi da Greenpeace Italia dimostra il disinteresse di SHEIN nei confronti dei rischi ambientali e per la salute umana.<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":16732,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"not set","p4_local_project":"not set","p4_basket_name":"not set","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[17],"tags":[25,21,30],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-16737","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-proteggi","tag-consumi","tag-inquinamento","tag-salute","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16737","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16737"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16737\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16738,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16737\/revisions\/16738"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/16732"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16737"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16737"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16737"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=16737"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}