{"id":16858,"date":"2023-01-11T17:39:11","date_gmt":"2023-01-11T16:39:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=16858"},"modified":"2023-01-12T19:22:36","modified_gmt":"2023-01-12T18:22:36","slug":"vittoria-contro-maxi-allevamento-in-spagna-serve-una-moratoria-anche-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/16858\/vittoria-contro-maxi-allevamento-in-spagna-serve-una-moratoria-anche-in-italia\/","title":{"rendered":"Vittoria contro maxi-allevamento in Spagna. Serve una moratoria anche in Italia!"},"content":{"rendered":"\n<p>Alla fine del 2022 il <strong>governo spagnolo<\/strong> ha approvato un decreto che stabilisce <strong>nuove norme per la gestione degli allevamenti di bovini<\/strong>, tra cui un <strong>tetto massimo<\/strong> al numero di animali allevati per i progetti di nuova costruzione o per l\u2019ampliamento di allevamenti gi\u00e0 esistenti. Un primo effetto \u00e8 stato quello di <strong>bloccare un nuovo maxi-allevamento<\/strong> che avrebbe portato in <strong>Novierca<\/strong> (piccolissimo comune agricolo della Regione Castilla y Leon) <strong>oltre 20.000 bovini da latte<\/strong>, che aveva gi\u00e0 visto l\u2019opposizione di associazioni e delle comunit\u00e0 locali. In Spagna nuovi limiti prevedono infatti un <strong>massimo di capi<\/strong> pari a 725 vacche adulte.<\/p>\n\n<p>Una <strong>vittoria<\/strong> non solo per Greenpeace, che da anni conduce insieme a tante altre realt\u00e0 una campagna contro gli allevamenti intensivi e contro questo specifico progetto spagnolo. Ma soprattutto per la <strong>popolazione locale<\/strong>, che sarebbe stata la prima a subire le conseguenze dell\u2019<strong>inquinamento dell\u2019aria, del suolo e delle acque<\/strong> legato a un\u2019attivit\u00e0 come questa.&nbsp;<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lh5.googleusercontent.com\/XuGkouZFSAIwkLhOk7eV1mBGLw3WLQx-D9P2gUmu_i-ArYCvR14gFDQO4tINwYfRpmAl15lPl0sAX9T5aJ9hxean6vDJYAEfXEnkcCLmbskDieP94H5rhj9n8PAADlhjwGSykTNJ2ifxUH4XEhZ_CB68tw6xUeUFVMumLqknzjt4WlG2yLVuukt74V2kyA\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n<p>Proprio in virt\u00f9 degli <strong>impatti ambientali<\/strong> degli allevamenti intensivi, all\u2019inizio del 2022 anche la <strong>Regione di Castiglia-La Mancha<\/strong> aveva varato una <strong>moratoria sugli allevamenti di suini<\/strong> in base alla quale non possono essere accettate nuove domande o concesse nuove autorizzazioni fino al 31 dicembre 2024, in attesa di regolare adeguatamente il settore.<\/p>\n\n<p>Entrambi i provvedimenti sono un <strong>importante passo avanti<\/strong> per la realt\u00e0 spagnola, anche se il tetto previsto dall\u2019ultimo decreto \u00e8 ancora troppo alto rispetto alla consistenza media degli allevamenti nazionali. La moratoria sarebbe inoltre pi\u00f9 efficace se applicata anche alle altre specie allevate e se prevedesse regole pi\u00f9 stringenti su eventuali deroghe.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La situazione in Italia<\/strong><\/h2>\n\n<p>Passi in avanti che in Italia non sembrano essere neanche presi in considerazione dai decisori politici nazionali o locali, sebbene la situazione dei territori a maggiore densit\u00e0 di allevamenti intensivi, come la <strong>Pianura Padana<\/strong>, avrebbe immediato bisogno di uno <strong>stop all\u2019aumento del numero dei capi allevati<\/strong>. Per tutelare non solo l\u2019ambiente, ma anche la salute dei residenti.&nbsp; Gli allevamenti intensivi sono infatti la seconda causa di formazione di <strong>polveri fini (PM 2,5)<\/strong> e, in alcuni periodi dell\u2019anno, nelle <strong>regioni padane<\/strong> possono causare la formazione di quasi il 50% di questo <strong>pericoloso inquinante<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Un tipo di inquinamento che, secondo l\u2019Agenzia europea per l\u2019ambiente (EEA), nel 2019 \u00e8 stato responsabile di quasi <strong>50 mila morti premature in Italia<\/strong>, in particolare proprio in Pianura Padana, e che deve essere contenuto anche attraverso la <strong>riduzione del numero dei capi allevati<\/strong>, essendo strettamente connesso ai loro processi fisiologici.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Maxi-allevamenti crescono<\/strong><\/h2>\n\n<p>Ci\u00f2 nonostante, in quegli stessi territori gi\u00e0 al limite per il carico zootecnico presente, vengono <strong>rilasciate<\/strong> <strong>autorizzazioni per allevamenti di nuova costruzione<\/strong> o, sempre pi\u00f9 spesso, per ampliamenti di allevamenti gi\u00e0 esistenti, a volte dismessi da anni. \u00c8 il caso di piccoli comuni come <strong>Schivenoglia in provincia di Mantova<\/strong>, che gi\u00e0 \u201cospitava\u201d a livello provinciale oltre due suini per abitante e dove il grande <strong>gruppo Cascone<\/strong> ha ricevuto i permessi per un <strong>allevamento di 4 mila suini<\/strong> (portando a 9 il numero di suini per abitante a livello comunale su base annuale), nonostante la centralina locale registri gi\u00e0 <strong>alte concentrazioni di polveri sottili in atmosfera<\/strong>. O quello nel comune di <strong>Tromello (Pavia)<\/strong>, dove lo stesso gruppo ha recentemente ricevuto i permessi per l\u2019ampliamento di un allevamento gi\u00e0 esistente che porter\u00e0 nel territorio <strong>altri 30 mila suini<\/strong>.\u00a0<\/p>\n\n<p>Ma se i <strong>maxi allevamenti crescono<\/strong>, le piccole realt\u00e0, che spesso usano metodi pi\u00f9 sostenibili, arrancano; tra il 2004 e il 2016 l\u2019Italia ha perso il 38 per cento delle sue aziende agricole, ma ha visto aumentare il numero di quelle grandi e molto grandi. Del resto sono queste ultime a ricevere la maggior parte dei <strong>fondi pubblici<\/strong> destinati a sostenere il settore, dal momento che l\u201980% dei fondi europei per l\u2019agricoltura italiana finisce nelle casse del 20% dei beneficiari.<\/p>\n\n<p>Nel festeggiare questa <strong>importante vittoria<\/strong> ottenuta in Spagna, non possiamo quindi che denunciare l\u2019urgenza di <strong>cambiare un sistema iniquo e inquinante<\/strong>, costruito su misura di grandi aziende a discapito delle comunit\u00e0 locali. Un\u2019immediata <strong>moratoria<\/strong> che anche in Italia <strong>impedisca la realizzazione o la crescita di nuovi allevamenti intensivi<\/strong>, a partire dalle aree a maggiore densit\u00e0 di animali allevati, \u00e8 un passo necessario e non pi\u00f9 rimandabile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il governo spagnolo ha approvato un decreto che stabilisce nuove norme per la gestione degli allevamenti di bovini, tra cui un tetto massimo al numero di capi allevati.<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":16865,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"not set","p4_local_project":"not set","p4_basket_name":"not set","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,17,24],"tags":[27,29,21,31,30],"p4-page-type":[19],"class_list":["post-16858","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-proteggi","category-scegli","tag-agricoltura","tag-clima","tag-inquinamento","tag-volontariato","tag-salute","p4-page-type-storia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16858","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16858"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16858\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16878,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16858\/revisions\/16878"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/16865"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16858"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16858"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16858"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=16858"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}