{"id":17020,"date":"2023-02-21T12:04:11","date_gmt":"2023-02-21T11:04:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=17020"},"modified":"2023-02-21T12:04:13","modified_gmt":"2023-02-21T11:04:13","slug":"greenpeace-pubblica-una-mappa-dei-danni-ambientali-della-guerra-in-ucraina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/17020\/greenpeace-pubblica-una-mappa-dei-danni-ambientali-della-guerra-in-ucraina\/","title":{"rendered":"Greenpeace pubblica una mappa dei danni ambientali della guerra in Ucraina"},"content":{"rendered":"\n<p>A pochi giorni dall\u2019anniversario del conflitto in Ucraina, Greenpeace e la ONG ucraina Ecoaction pubblicano oggi una \u201c<a href=\"https:\/\/maps.greenpeace.org\/maps\/gpcee\/ukraine_damage_2022\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Mappa&nbsp;dei danni ambientali<\/a>\u201d causati dalla guerra e per denunciare i gravissimi impatti sugli ecosistemi. Le due organizzazioni chiedono inoltre al governo di Kiev e alla Commissione Europea di istituire un fondo per il ripristino dell\u2019ambiente, vittima silenziosa della guerra.<\/p>\n\n<p><a><\/a>I dati, raccolti da Ecoaction e consultabili online, sono stati confermati dalle immagini satellitari e mappati da Greenpeace&nbsp;Central and Eastern Europe (CEE). La&nbsp;mappa&nbsp;illustra 30 dei 900 eventi raccolti, per evidenziare gli impatti ambientali pi\u00f9 gravi. In base alle informazioni ufficiali, dall\u2019inizio delle ostilit\u00e0&nbsp;sono stati&nbsp;danneggiati&nbsp;&nbsp;circa il 20 per cento delle aree naturali protette del Paese,&nbsp;e 3 milioni di ettari di foresta, mentre altri 450 mila ettari si trovano in zone occupate o interessate dai combattimenti.<\/p>\n\n<p>\u201cMappare i danni causati dalla guerra in Ucraina \u00e8 complicato dal fatto che gran parte del territorio liberato potrebbe essere disseminato di mine e altri ordigni esplosivi, mentre le forze russe occupano ancora parti del Paese, rendendo difficile la raccolta dei dati\u201d, dichiara Denys Tsutsaiev di Greenpeace CEE a Kiev. \u201c\u00c8 per\u00f2 necessario evidenziare questi danni, perch\u00e9 il ripristino ambientale deve avere un posto centrale nel dibattito sul futuro dell&#8217;Ucraina. I fondi devono essere stanziati adesso, non quando la guerra sar\u00e0 finita\u201d.<\/p>\n\n<p>La&nbsp;mappa&nbsp;mostra come l&#8217;invasione russa abbia devastato l\u2019ambiente ucraino: la guerra ha provocato incendi, danneggiato gli habitat e inquinato l\u2019acqua, l\u2019aria e il suolo, mentre i bombardamenti dei siti industriali hanno provocato ulteriori contaminazioni. Le esplosioni, inoltre, rilasciano nell\u2019atmosfera un cocktail di composti chimici. Il principale, l\u2019anidride carbonica, non \u00e8 tossico, ma contribuisce al cambiamento climatico. Gli ossidi di zolfo e di azoto possono inoltre provocare piogge acide, modificando il pH del suolo e causando la bruciatura della vegetazione, soprattutto delle conifere. Le piogge acide sono pericolose anche per gli esseri umani e per la fauna, perch\u00e9 hanno un grave impatto sulle mucose e sugli organi respiratori.<\/p>\n\n<p>Anche i frammenti metallici delle granate sono pericolosi per l&#8217;ambiente. La ghisa mista ad acciaio \u00e8 il materiale pi\u00f9 comune per i bossoli delle munizioni e non contiene solo ferro e carbonio, ma anche zolfo e rame. Queste sostanze si infiltrano nel terreno e possono finire&nbsp; nelle acque sotterranee, entrando nelle catene alimentari di esseri umani e animali. L\u2019intera regione \u00e8 a rischio di catastrofe e presenta gravi pericoli per la salute della popolazione circostante.<\/p>\n\n<p>Greenpeace ed Ecoaction chiedono che la ricostruzione delle citt\u00e0 avvenga parallelamente al ripristino ambientale del Paese. La sofferenza e la distruzione ambientale in tempo di guerra sono immense e hanno conseguenze a lungo termine sulla vita delle persone e sugli ecosistemi delle aree colpite. Per questo motivo, Greenpeace chiede che si rendano subito disponibili risorse finanziarie per il ripristino ambientale dell\u2019Ucraina.<\/p>\n\n<p>Consulta la \u201c<a href=\"https:\/\/maps.greenpeace.org\/maps\/gpcee\/ukraine_damage_2022\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Mappa&nbsp;dei danni ambientali causati dalla guerra in&nbsp;<\/a><a href=\"https:\/\/maps.greenpeace.org\/maps\/gpcee\/ukraine_damage_2022\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Ucraina<\/a>\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A pochi giorni dall\u2019anniversario del conflitto in Ucraina, Greenpeace e la ONG ucraina Ecoaction pubblicano una \u201cMappa dei danni ambientali\u201d causati dalla guerra.<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":17021,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,17],"tags":[22,21,36],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-17020","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-proteggi","tag-biodiversita","tag-inquinamento","tag-foreste","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17020","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17020"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17020\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17022,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17020\/revisions\/17022"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/17021"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17020"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17020"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17020"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=17020"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}