{"id":17078,"date":"2023-02-27T15:32:53","date_gmt":"2023-02-27T14:32:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=17078"},"modified":"2024-02-23T10:15:35","modified_gmt":"2024-02-23T09:15:35","slug":"la-resurrezione-del-gasdotto-eastmed","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/17078\/la-resurrezione-del-gasdotto-eastmed\/","title":{"rendered":"La resurrezione del gasdotto Eastmed"},"content":{"rendered":"\n<p><em><strong>Ha senso nel 2023 investire in un\u2019infrastruttura fossile che minaccia il clima e la pace?<\/strong><\/em><\/p>\n\n<p>Del progetto <strong>EastMed<\/strong>, il gasdotto che dovrebbe trasportare in Europa le riserve di gas del <strong>Mediterraneo orientale<\/strong>, si vagheggia da pi\u00f9 di dieci anni, fin dai tempi delle prime importanti scoperte di giacimenti nell\u2019area (a cominciare da quelle targate ENI). Il progetto prevede circa <strong>1.900 chilometri di tubi sottomarini da Israele alla Grecia<\/strong>, con una profondit\u00e0 che in alcuni tratti raggiungerebbe addirittura i <strong>3 mila metri<\/strong>, per collegarsi poi al <strong>tratto offshore del gasdotto Poseidon<\/strong> (altri 210 chilometri) dalla Grecia all\u2019Italia (<strong>Otranto<\/strong>). Assieme le due condutture costituirebbero una mega infrastruttura fossile, promossa dall\u2019italiana <strong>Edison<\/strong> (controllata dalla francese EDF) e dalla greca DEPA, unite nella joint venture IGI Poseidon. Con il sostegno di Roma e Bruxelles.<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2023\/02\/ed6ed244-progetto-senza-titolo-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-17084\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2023\/02\/ed6ed244-progetto-senza-titolo-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2023\/02\/ed6ed244-progetto-senza-titolo-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2023\/02\/ed6ed244-progetto-senza-titolo-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2023\/02\/ed6ed244-progetto-senza-titolo-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2023\/02\/ed6ed244-progetto-senza-titolo-510x287.jpg 510w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2023\/02\/ed6ed244-progetto-senza-titolo.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Infrastrutture energetiche strategiche?<\/h2>\n\n<p>La <strong>Commissione UE<\/strong> ha inserito i gasdotti EastMed e Poseidon nell\u2019elenco delle <strong>infrastrutture energetiche strategiche dell\u2019Unione<\/strong> sin dalla prima edizione della lista \u201cProgetti di Interesse Comune\u201d (PCI) del 2013. Nonostante il nuovo regolamento europeo escluda i progetti <strong>connessi alle fonti fossili<\/strong> dalla PCI list, le due opere sono lo stesso in corsa per entrare nella nuova lista: il tratto EastMed grazie a una <strong>deroga per Cipro<\/strong>, il tratto Poseidon perch\u00e9 si presenta come infrastruttura per l\u2019idrogeno anche se inizialmente verr\u00e0 utilizzato per il gas. I progetti inclusi nella lista PCI possono beneficiare di <strong>finanziamenti UE<\/strong> (Bruxelles, infatti, ha gi\u00e0 finanziato uno studio di fattibilit\u00e0 per l\u2019EastMed). La decisione finale sul gasdotto ha continuato a slittare per i <strong>dubbi sulla sua sostenibilit\u00e0 ambientale ed economica<\/strong> (con costi stimati tra i 5-7 miliardi di euro), ma la crisi energetica scatenata dalla guerra in Ucraina ha riportato in auge il progetto.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un progetto a tutto gas, su spinta di ENI<\/h2>\n\n<p>L\u2019EastMed sar\u00e0 una<strong> infrastruttura fossile<\/strong>, almeno nella prima fase, poi si ipotizza una sua conversione ad <strong>idrogeno<\/strong>. Ma ha senso investire nel 2023 in una infrastruttura fossile? La risposta \u00e8 senza ombra di dubbio no. La comunit\u00e0 scientifica non ha alcun dubbio sul fatto che, se vogliamo salvarci, dobbiamo <strong>smettere di utilizzare i combustibili fossili<\/strong>. Gli scenari redatti dall\u2019IPCC sono chiari: il picco delle emissioni deve essere raggiunto entro il 2025 e successivamente si deve puntare ad una <strong>rapida decarbonizzazione<\/strong>. E invece, cosa fa l\u2019industria fossile con il beneplacito delle istituzioni europee? Decide di costruire un gasdotto capace di <strong>trasportare 10 miliardi di metri cubi di gas fossile all&#8217;anno<\/strong> al mercato europeo, con una possibile <strong>estensione<\/strong> a 20 miliardi di metri cubi all&#8217;anno in una fase successiva. Tra le aziende coinvolte nelle esplorazioni nel bacino del Mediterraneo orientale, per estrarre il gas che dovrebbe essere trasportato dall\u2019infrastruttura, ci sono <strong>Chevron Corporation, ExxonMobil, TotalEnergies e l\u2019italiana ENI<\/strong>, che spinge per trasformare il nostro Paese in un hub del gas europeo anche attraverso progetti come l\u2019EastMed-Poseidon. Peccato per\u00f2 che il progetto di ENI di fare del nostro Paese un hub del gas significher\u00e0 senza dubbio<strong> violare l\u2019accordo di Parigi<\/strong>, rallentare la transizione energetica e vincolarci ulteriormente ad un <strong>combustibile inquinante<\/strong>.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I possibili impatti ambientali e climatici<\/h2>\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"533\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/09\/5bff3386-gp0sttjh8_web_size.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-12345\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/09\/5bff3386-gp0sttjh8_web_size.jpg 800w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/09\/5bff3386-gp0sttjh8_web_size-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/09\/5bff3386-gp0sttjh8_web_size-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/09\/5bff3386-gp0sttjh8_web_size-510x340.jpg 510w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/figure>\n\n<p>Il problema di una pipeline che trasporta gas \u00e8 legato anche alle <strong>fuoriuscite di sostanze inquinanti (emissioni fuggitive),<\/strong> che hanno un <strong>impatto sul clima<\/strong> ottanta volte maggiore rispetto all\u2019anidride carbonica. Usare, ma anche trasportare gas \u00e8, quindi, un <strong>crimine nei confronti dell\u2019ambiente<\/strong>. L\u2019etichetta verde di questa infrastruttura \u00e8 legata al fatto che sar\u00e0 (forse) convertita per trasportare <strong>idrogeno<\/strong>, ma dipende dal tipo di idrogeno utilizzato: l\u2019unico veramente green \u00e8 quello prodotto da <strong>fonti rinnovabili<\/strong> e a poca distanza dall\u2019utilizzatore finale. Identificare, quindi, l\u2019EastMed come infrastruttura per l\u2019idrogeno rischia di essere solo una <strong>operazione di greenwashing <\/strong>per promuovere una infrastruttura voluta dalle compagnie fossili.<\/p>\n\n<p>Continuare a promuovere l\u2019uso di un pericoloso <strong>gas serra<\/strong> come il metano ovviamente causer\u00e0 impatti indiretti anche sugli<strong> ecosistemi del Mediterraneo<\/strong>, un mare chiuso le cui <strong>temperature<\/strong> stanno raggiungendo livelli mai visti con conseguenze gi\u00e0 evidenti: <strong>sparizione di specie autoctone, invasione di specie aliene, fenomeni di necrosi, sbiancamento<\/strong> e altro su vari organismi dei fondali. A questo naturalmente va aggiunto l\u2019impatto di ulteriori infrastrutture da piazzare sul <strong>fondale<\/strong> in aree profonde che sono sempre state classificate come un deserto ma che invece sempre pi\u00f9 oggi sono considerate di grande importanza anche, ad esempio, per i <strong>processi di assorbimento della CO<sub>2<\/sub> <\/strong>nei sedimenti marini. Che questi fondali poi non siano affatto un deserto lo conferma, tra l\u2019altro, la definizione di Ecologically or Biologically Significant Areas (<a href=\"https:\/\/www.cbd.int\/ebsa\/\">EBSA<\/a>) attribuita a varie <strong>aree del Mediterraneo lungo il tracciato EastMed-Poseidon<\/strong>.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I rischi geopolitici e per la pace<\/h2>\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2023\/02\/f1885a8f-gas-russo-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-17081\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2023\/02\/f1885a8f-gas-russo-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2023\/02\/f1885a8f-gas-russo-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2023\/02\/f1885a8f-gas-russo-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2023\/02\/f1885a8f-gas-russo-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2023\/02\/f1885a8f-gas-russo-510x340.jpg 510w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2023\/02\/f1885a8f-gas-russo.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n<p>Il progetto <strong>EastMed<\/strong> non rappresenta solo una <strong>micidiale minaccia<\/strong> per l\u2019ambiente e la crisi climatica, ma anche per la <strong>pace<\/strong>. La regione, infatti, \u00e8 caratterizzata da conflitti mai sopiti come quello tra Turchia e Grecia &#8211; sulla <strong>questione Cipro<\/strong>, ma non solo &#8211; e da innumerevoli <strong>controversie territoriali e marittime<\/strong>. L\u2019attuale corsa all&#8217;estrazione di petrolio e gas offshore ha reso ancora pi\u00f9 tese le relazioni tra gli Stati rivieraschi e in alcuni casi \u00e8 stato sfiorato lo <strong>scontro armato<\/strong>, arrivando al dispiegamento di <strong>mezzi militari.<\/strong> Non \u00e8 un caso che quasi tutti gli Stati che si affacciano nell\u2019area hanno aumentato le spese militari, con <a href=\"https:\/\/www.nato.int\/nato_static_fl2014\/assets\/pdf\/2022\/6\/pdf\/220627-def-exp-2022-en.pdf\">la Grecia che ha quasi raddoppiato il suo budget per la difesa dal 2014 a oggi<\/a>. Poich\u00e9 il tracciato della sezione greco-cipriota dell\u2019EastMed attraverserebbe zone marittime contese da Ankara &#8211; esclusa dal progetto &#8211; il <strong>rischio di un\u2019escalation<\/strong> \u00e8 molto alto.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La posizione del nostro governo<\/h2>\n\n<p>Nonostante tutte queste problematiche, l\u2019Italia si \u00e8 dimostrata subito interessata al progetto. Nel 2017 l\u2019allora ministro dello Sviluppo Economico, <strong>Carlo Calenda<\/strong>, ha siglato una <strong>dichiarazione congiunta <\/strong>con i colleghi di Grecia, Cipro e Israele a <strong>favore del progetto<\/strong>, mentre nel 2020 Roma \u00e8 entrata nell\u2019<strong>East Mediterranean Gas Forum<\/strong>, assieme a <strong>Cipro, Egitto, Francia, Grecia, Giordania e Palestina<\/strong>. Nell\u2019aprile 2022, <a href=\"https:\/\/aic.camera.it\/aic\/scheda.html?core=aic&amp;numero=5\/07851&amp;ramo=CAMERA&amp;leg=18\">il governo Draghi ha dato un mezzo ok al progetto<\/a>, dichiarando che, \u201cal netto delle <strong>criticit\u00e0 di carattere politico ed economico<\/strong>, il progetto EastMed si porrebbe in linea con la nostra strategia di <strong>diversificazione delle rotte del gas<\/strong>, con la nostra azione di rafforzamento verso i Paesi gi\u00e0 fornitori e con l&#8217;idea di fare dell&#8217;Italia un vero hub europeo dell&#8217;energia, valorizzando il bacino mediterraneo e, in particolare, la sua sponda meridionale\u201d. Al momento alla Commissione Esteri della Camera dei Deputati sono in discussione due risoluzioni per rilanciare il progetto EastMed, presentate dai <strong>partiti di maggioranza<\/strong> (<a href=\"https:\/\/aic.camera.it\/aic\/scheda.html?core=aic&amp;numero=7\/00009&amp;ramo=CAMERA&amp;leg=19\">una dalla Lega<\/a>, la <a href=\"https:\/\/aic.camera.it\/aic\/scheda.html?numero=7\/00012&amp;ramo=CAMERA&amp;leg=19\">seconda da Fratelli d\u2019Italia<\/a>). Sempre senza alcun riferimento ai <strong>danni climatici e geopolitici<\/strong>. \u00c8 questa la ricetta del Governo italiano per garantire la nostra \u201csicurezza\u201d energetica?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ha senso nel 2023 investire in un\u2019infrastruttura fossile che minaccia il clima e la pace?<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":17084,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,17],"tags":[22,29,18,32,49],"p4-page-type":[19],"class_list":["post-17078","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-proteggi","tag-biodiversita","tag-clima","tag-mare","tag-energia","tag-pace","p4-page-type-storia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17078","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17078"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17078\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17085,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17078\/revisions\/17085"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/17084"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17078"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17078"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17078"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=17078"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}