{"id":17090,"date":"2023-02-28T11:37:51","date_gmt":"2023-02-28T10:37:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=17090"},"modified":"2024-03-21T15:15:32","modified_gmt":"2024-03-21T14:15:32","slug":"guerre-fame-e-profitti-chi-ci-guadagna-dalla-crisi-alimentare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/17090\/guerre-fame-e-profitti-chi-ci-guadagna-dalla-crisi-alimentare\/","title":{"rendered":"<strong>Guerre, fame e profitti: chi ci guadagna dalla crisi alimentare?<\/strong>"},"content":{"rendered":"\n<p>A un anno dall\u2019invasione russa in Ucraina e dopo oltre due anni dall\u2019inizio della pandemia da Covid-19 sono molte le analisi che concordano su un aggravarsi delle situazioni socio-economiche delle fasce pi\u00f9 povere delle popolazioni anche europee.<\/p>\n\n<p>Ma in questi ultimi tempi abbiamo familiarizzato anche con <strong>il concetto di extra-profitti<\/strong>: quelli che si generano in seguito ad uno shock che altera gli equilibri di mercato, per cui chi \u00e8 in posizione di forza (perch\u00e9 detiene risorse strategiche, o brevetti vitali) vede impennarsi i propri guadagni.<\/p>\n\n<p>Nel dibattito pubblico poche volte questo termine \u00e8 stato associato alle aziende agroalimentari: un settore che forse rimane pi\u00f9 in ombra rispetto a quello dell\u2019energia o della farmaceutica ma che, in quanto a dinamiche speculative, non ha nulla da invidiare ai big pi\u00f9 \u201ccelebri\u201d.<\/p>\n\n<p>Una nuova <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2023\/02\/d8ea75a5-food-injustice-2020-2022-report-design.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">inchiesta di Greenpeace<\/a> ha svelato che negli ultimi due anni l<strong>e 20 multinazionali pi\u00f9 grandi del settore agroalimentare<\/strong> hanno realizzato oltre <strong>53 miliardi di dividendi<\/strong>, una cifra maggiore di quella che servirebbe a salvare 230 milioni di persone dalla povert\u00e0 estrema.<\/p>\n\n<p>Come in una spietata bilancia, mentre poche grandi multinazionali (e i loro azionisti) si sono arricchite, nel mondo sono&nbsp;<strong>aumentate la povert\u00e0 e l\u2019insicurezza alimentare<\/strong>, in parte a causa dei cambiamenti climatici, in parte in seguito alla pandemia da Covid-19 e, in Europa ma non solo, alla guerra in Ucraina, che ha causato l\u2019impennata dei prezzi di alcuni generi alimentari essenziali.<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lh3.googleusercontent.com\/zIleUH9zsgvsLkq7J3GLTEyW4dzpgdhJdo-xOQrW6l7TrYyW_xi9LRs8ye5ZVDlJdf3awHm7UEEeVMQRkRf8ZJtZutpZWpOQZ8l9SUUgb-N_mJPZ2y_TX6V3kNRbD7I7W4UtgnE0mR4nCuCXTqMylw\" alt=\"\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Figura 1: variazione del numero di persone denutrite nel mondo dal 2005 al 2021<\/figcaption><\/figure>\n\n<div style=\"height:51px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n<p>Ed \u00e8 proprio in questa congiuntura che si inserisce l\u2019analisi fatta da Greenpeace sui bilanci di 20 multinazionali leader nei settori dei cereali, dei fertilizzanti, della carne e dei prodotti lattiero-caseari e sui profitti da esse realizzati nel corso del 2021 fino ad agosto 2022.<\/p>\n\n<div style=\"height:56px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n<figure class=\"wp-block-table is-style-regular\"><table><thead><tr><th scope=\"col\"><strong>Settore<\/strong><\/th><th scope=\"col\"><strong>Compagnia<\/strong><\/th><th scope=\"col\"><strong>Ricavi su 12 mesi (1000 Dollari)<\/strong><\/th><\/tr><tr><th scope=\"col\"><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0);color:#eafee7\" class=\"has-inline-color\">Cereali e semi oleosi<\/mark><\/strong><\/th><th scope=\"col\"><\/th><th scope=\"col\"><\/th><\/tr><tr><th><strong>Archer-Daniels Midland<\/strong><\/th><th><strong>98,707,000<\/strong><\/th><th>United States<\/th><\/tr><tr><th scope=\"col\">Bunge Ltd<\/th><th scope=\"col\">67,255,000<\/th><th scope=\"col\">United States<\/th><\/tr><tr><th scope=\"col\">Cargill Inc.<\/th><th scope=\"col\">165,000,000<\/th><th scope=\"col\">United States<\/th><\/tr><tr><th scope=\"col\">Louis Dreyfus Company<\/th><th scope=\"col\">Unavailable (49,600,000 in 2021)<\/th><th scope=\"col\">Netherlands<\/th><\/tr><tr><th scope=\"col\">COFCO Group<\/th><th scope=\"col\">Unavailable<\/th><th scope=\"col\">China<\/th><\/tr><tr><th scope=\"col\"><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0);color:#eafee7\" class=\"has-inline-color\">Fertilizzanti<\/mark><\/strong><\/th><th scope=\"col\"><\/th><th scope=\"col\"><\/th><\/tr><tr><th><strong>Nutrien Ltd<\/strong><\/th><th><strong>35,454,000<\/strong><\/th><th>Canada<\/th><\/tr><tr><th scope=\"col\">Yara International ASA<\/th><th scope=\"col\">21,899,000<\/th><th scope=\"col\">Norway<\/th><\/tr><tr><th scope=\"col\">CF Industries Holdings Inc<\/th><th scope=\"col\">10,159,000<\/th><th scope=\"col\">United States<\/th><\/tr><tr><th scope=\"col\">The Mosaic Company<\/th><th scope=\"col\">16,555,000<\/th><th scope=\"col\">United States<\/th><\/tr><tr><th scope=\"col\"><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0);color:#eafee7\" class=\"has-inline-color\">Carne<\/mark><\/strong><\/th><th scope=\"col\"><\/th><th scope=\"col\"><\/th><\/tr><tr><th><strong>JBS S.A.<\/strong><\/th><th><strong>71,626,085<\/strong><\/th><th>Brazil<\/th><\/tr><tr><th scope=\"col\">Tyson Foods<\/th><th scope=\"col\">52,356,000<\/th><th scope=\"col\">United States<\/th><\/tr><tr><th scope=\"col\">WH Group\/Smithfield Foods<\/th><th scope=\"col\">27,293,000<\/th><th scope=\"col\">China<\/th><\/tr><tr><th scope=\"col\">Marfrig Global Foods<\/th><th scope=\"col\">20,055,365<\/th><th scope=\"col\">Brazil<\/th><\/tr><tr><th scope=\"col\">BRF S.A.<\/th><th scope=\"col\">9,814,858<\/th><th scope=\"col\">Brazil<\/th><\/tr><tr><th scope=\"col\">NH Foods Ltd<\/th><th scope=\"col\">8,869,073<\/th><th scope=\"col\">Japan<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td><strong>Lattiero &#8211; caseario<\/strong><\/td><td><\/td><td><\/td><\/tr><tr><td>Lactalis<\/td><td>Unavailable (26,000,000 in 2021)<\/td><td>France<\/td><\/tr><tr><td>Nestl\u00e9<\/td><td>87,174,297<\/td><td>Switzerland<\/td><\/tr><tr><td>Danone<\/td><td>27,035,447<\/td><td>France<\/td><\/tr><tr><td>Dairy Farmers of America<\/td><td>Unavailable (19,300,000 in 2021)<\/td><td>United States<\/td><\/tr><tr><td>Yili Industrial Group<\/td><td>17,830,166<\/td><td>China<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><figcaption class=\"wp-element-caption\">Tabella 1: ricavi sui 12 mesi (agosto 2021 &#8211; agosto 2022) delle venti multinazionali oggetto della ricerca di Greenpeace International<\/figcaption><\/figure>\n\n<div style=\"height:64px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Ma com\u2019\u00e8 stato possibile?<\/h2>\n\n<p>Anche nel \u201cfood\u201d, le grandi aziende multinazionali godono di tre grandi privilegi: pochi controlli, poche regole, poche responsabilit\u00e0.<\/p>\n\n<p>Un esempio lampante \u00e8 quello del <strong>commercio dei cereali<\/strong>: una delle materie prime per eccellenza, alla base dell\u2019alimentazione &nbsp; di quasi tutte le persone nel mondo. Solo quattro aziende &#8211; Archer-Daniels Midland, Bunge, Cargill e Dreyfus &#8211; &nbsp;note anche come ABCD controllano pi\u00f9 del 70% del commercio mondiale di cereali, ma non hanno alcun obbligo di rivelare informazioni cruciali per gli equilibri dei mercati globali come, ad esempio, l\u2019entit\u00e0 delle scorte di cereali in loro possesso. Un fattore che si \u00e8 rivelato chiave per alimentare i processi speculativi che hanno fatto schizzare i prezzi del grano dopo l&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina da parte della Russia, letteralmente affamando intere popolazioni, principalmente in nord Africa e Medio Oriente.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Come ogni bene quotato in borsa, le quotazioni del grano aumentano quando la sua disponibilit\u00e0 sul mercato diminuisce, anche se la scarsit\u00e0, come avvenuto con i cereali nei primi mesi del conflitto, \u00e8 pi\u00f9 percepita come un rischio futuro che un reale pericolo immediato o reale. In questo contesto \u00e8 evidente che le quattro \u201cgrandi sorelle dei cereali\u201d hanno tutto l\u2019interesse a trattenere le proprie scorte &#8211; o a non far sapere a quanto ammontano &#8211; fino a quando i prezzi non raggiungono il picco. E se le loro scorte rappresentano una fetta ampia di quelle totali, l\u2019effetto pu\u00f2 essere devastante. Nella prima settimana di conflitto la compravendita dei <em>futures <\/em>(strumenti finanziari) sul grano, solo nel mercato ufficiale \u00e8 cresciuta tra il 40 e il 60%, e il prezzo della farina macinata alla borsa di Parigi \u00e8 schizzato al livello record di 400 euro la tonnellata. Per comprendere l\u2019impatto di questi numeri basti pensare che, secondo la <a href=\"https:\/\/blogs.worldbank.org\/opendata\/pandemic-prices-and-poverty\">Banca Mondiale<\/a>, per ogni aumento di un punto percentuale dei prezzi alimentari, 10 milioni di persone nel mondo oltrepassano la soglia della povert\u00e0 estrema.&nbsp;<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lh6.googleusercontent.com\/NDf6F3-10Pyg-K7PojsvqC7QoW3g0cumJSQ8S8k4GZeuweknU_OkVU2SMAnVI-KTBJ1N6O2Hzcw2dvZBh3kzs1PzDwFXmV-HSNKcy74Hr9l_5auad3KwslcWzAhBJRi8Ce9u5vWCW_x9A20YJfJbVg\" alt=\"\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Novembre 2021. Attiviste e attivisti di Greenpeace davanti alla sede italiana di Bunge (Ravenna) protestano contro l\u2019importazione della soia destinata agli allevamenti intensivi, principale causa di deforestazione in Sud America.<\/figcaption><\/figure>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">\u201cMade in Italy\u201d<\/h2>\n\n<p>Si potrebbe pensare che il sistema agroalimentare italiano sia distante anni luce dalle grandi multinazionali che dominano l\u2019alimentazione (o a volte la fame) nel Mondo, ma aprendo il meccanismo di scatole cinesi di queste grandi corporation, scopriamo che non sempre \u00e8 cos\u00ec.<\/p>\n\n<p>Al primo posto per profitti nel <strong>settore della carne<\/strong> troviamo il gruppo brasiliano JBS, con oltre 71 miliardi di dollari di ricavi nel 2022, che in Italia controlla Rigamonti, marchio conosciuto in particolare per la bresaola della Valtellina (fatta per\u00f2 in gran parte con carne di zeb\u00f9 brasiliano). Proprio a dicembre 2021 JBS ha concluso l\u2019acquisto del gruppo King\u2019s, primo operatore italiano nella produzione di Prosciutto di San Daniele D.O.P. e player di spicco nella produzione di Prosciutto di Parma D.O.P,&nbsp; riconosciuto dal governo italiano come &#8220;Marchio Storico di Interesse Nazionale&#8221;. L\u2019obiettivo dichiarato da JBS \u00e8 di raggiungere \u201cricavi netti per ca. \u20ac110 milioni di euro entro la fine dell&#8217;anno grazie ad un\u2019operazione strategica per l&#8217;espansione di JBS negli Stati Uniti e in Europa\u201d grazie alla possibilit\u00e0 di produrre e distribuire \u201cautentiche specialit\u00e0 italiane in tutto il mondo&#8221;, come si legge dal <a href=\"https:\/\/bebeez.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Brera-Financial-Advisory_Comunicato-Stampa_Rigamonti-Kings.pdf\">comunicato stampa<\/a> sull\u2019acquisizione. Dichiarazioni importanti per capire pi\u00f9 a fondo quali realt\u00e0 finiscono per beneficiare, pi\u00f9 o meno direttamente, delle politiche di sostegno del Made in Italy finanziate anche con fondi pubblici.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Nella classifica troviamo anche marchi italiani del <strong>settore dei latticini<\/strong>: la francese Lactalis controlla infatti Galbani e Parmalat, prodotti diffusi in tutti i supermercati e in molte tavole italiane, e ha realizzato nel 2021 ricavi per 26 miliardi di dollari, posizionandosi al primo posto tra le big dei latticini. Questo non ha impedito al gruppo di firmare <a href=\"https:\/\/finanza.lastampa.it\/News\/2022\/09\/01\/appello-di-granarolo-e-lactalis-al-governo-intervenga-subito-settore-allo-stremo-\/NzdfMjAyMi0wOS0wMV9UTEI\">un appello<\/a>, insieme alla \u201crivale\u201d Granarolo, per chiedere aiuti economici al Governo italiano a favore del settore del lattiero-caseario, richiamando, tramite le parole dell\u2019AD di Lactalis in Italia, alla \u201cresponsabilit\u00e0 pubblica&#8221; per contrastare il rischio dell\u2019aumento dei prezzi al consumo in una fase di crisi. A guardare i bilanci dei marchi italiani del settore per\u00f2 non sembra si possa parlare di crisi, e proprio Granarolo, Galbani e Parmalat risultano sul podio per maggiori ricavi netti conseguiti nel 2021, con poco meno di un miliardo di euro a testa .<\/p>\n\n<p>Ma le grandi multinazionali del food entrano nel made in Italy anche in modo pi\u00f9 indiretto: ad esempio, attraverso le milioni di <strong>tonnellate di soia<\/strong> che viaggiano dal Sud America fino agli allevamenti intensivi italiani, o di cereali, in particolare mais e frumento, destinati alla mangimistica. Il principale porto di ingresso della soia in Italia \u00e8 il porto di Ravenna, dove, non a caso, \u00e8 situata la sede italiana di Bunge con i suoi giganteschi silos dove sono stivati cereali e semi oleosi. Ma anche il gruppo Cargill vanta in Italia 9 sedi distribuite lungo tutto lo stivale e detiene una fetta importante del commercio di cereali nel nostro Paese<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">\u201cResponsabilit\u00e0 Pubblica\u201d<\/h2>\n\n<p>Un maggior ruolo delle istituzioni pubbliche e politiche \u00e8 senz\u2019altro necessario per garantire l\u2019accesso a cibo sano e a prezzi equi, tanto per i consumatori che per i piccoli produttori. \u00c8&nbsp;infatti evidente come un modello agroalimentare in cui poche grandi multinazionali controllano intere filiere strategiche finisca per tagliare fuori dal mercato i piccoli produttori locali che sono al centro di quella <strong>sovranit\u00e0 alimentare<\/strong> che recentemente \u00e8 entrata nella denominazione del nostro Ministero dell\u2019Agricoltura.<\/p>\n\n<p>I governi a livello internazionale, nazionale e locale hanno un ruolo chiave per limitare il monopolio delle grandi corporation nei sistemi alimentari, promuovendo, ad esempio, misure che garantiscano una <strong>maggiore trasparenza e regolamenti pi\u00f9 rigorosi<\/strong> sulle operazioni finanziarie al fine di frenare la speculazione e, laddove sia chiara la realizzazione di extraprofitti a seguito di inattesi cambiamenti del mercato, come avvenuto in seguito al conflitto in Ucraina, applicando una altrettanto \u201cextra\u201d tassazione.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Ma i Governi possono avere un ruolo attivo anche nel <strong>ridurre la forbice tra grandi ricchi e nuovi poveri<\/strong>: l&#8217;imposta sui dividendi, ad esempio, dovrebbe essere almeno pari a quella sul reddito da lavoro dipendente, cos\u00ec come dovrebbe essere applicata una tassa patrimoniale di solidariet\u00e0 una tantum sull&#8217;1% dei redditi pi\u00f9 alti, in riconoscimento del massiccio trasferimento di ricchezza globale provocato dalle recenti crisi.<\/p>\n\n<p>Tali misure sono tanto pi\u00f9 urgenti in un contesto in cui i <strong>cambiamenti climatici<\/strong> stanno mettendo a rischio le produzioni agricole in tutto il Mondo, anche a causa dell&#8217;impoverimento dei suoli e delle risorse idriche da imputare&nbsp; all\u2019agricoltura e zootecnia intensive, dominate proprio da quelle grandi multinazionali che continuano a macinare profitti. Ora pi\u00f9 che mai abbiamo bisogno di un sistema agricolo basato su tecniche agroecologiche che metta al centro la qualit\u00e0 del lavoro e del reddito dei piccoli produttori, garantisca cibo sano e di qualit\u00e0 per le persone, senza distruggere l\u2019ambiente.&nbsp;<\/p>\n\n<p><em>Un elenco pi\u00f9 dettagliato delle richieste di Greenpeace a sostegno di un modello agroalimentare pi\u00f9 equo sono reperibili nella versione completa del <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2023\/02\/d8ea75a5-food-injustice-2020-2022-report-design.pdf\">report<\/a><\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La nuova inchiesta di Greenpeace svela che negli ultimi due anni le 20 multinazionali pi\u00f9 grandi del settore food hanno realizzato oltre 53 miliardi di dividendi.<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":17098,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,24],"tags":[27,26],"p4-page-type":[19],"class_list":["post-17090","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-scegli","tag-agricoltura","tag-cibo","p4-page-type-storia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17090","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17090"}],"version-history":[{"count":13,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17090\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17111,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17090\/revisions\/17111"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/17098"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17090"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17090"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17090"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=17090"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}