{"id":17254,"date":"2023-03-17T16:41:02","date_gmt":"2023-03-17T15:41:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=17254"},"modified":"2023-03-17T17:07:43","modified_gmt":"2023-03-17T16:07:43","slug":"ue-allevamenti-intensivi-tra-industrie-inquinanti-greenpeace-scandaloso-il-no-dellitalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/17254\/ue-allevamenti-intensivi-tra-industrie-inquinanti-greenpeace-scandaloso-il-no-dellitalia\/","title":{"rendered":"Allevamenti intensivi inclusi tra le industrie inquinanti dall&#8217;UE. Greenpeace: &#8220;Scandaloso il no dell&#8217;Italia&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"600\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2023\/03\/7202ae60-gp0sttc5w_web_size.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-17255\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2023\/03\/7202ae60-gp0sttc5w_web_size.jpg 800w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2023\/03\/7202ae60-gp0sttc5w_web_size-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2023\/03\/7202ae60-gp0sttc5w_web_size-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2023\/03\/7202ae60-gp0sttc5w_web_size-453x340.jpg 453w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/figure>\n\n<p>\u201cRiteniamo molto preoccupante che l\u2019Italia sia tra i pochi Paesi europei a non avere accolto la revisione della direttiva europea che include per la prima volta gli allevamenti intensivi di bovini tra le industrie inquinanti, continuando a minimizzare gli impatti sul clima. Ancor pi\u00f9 se pensiamo che <strong>gli <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/16610\/allevamenti-intensivi-emettono-ammoniaca-inquinano-laria-e-ricevono-soldi-pubblici\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">enormi quantitativi di ammoniaca<\/a> prodotti dagli allevamenti sono la seconda causa di formazione di polveri fini nel nostro Paese<\/strong>, uno degli inquinanti atmosferici che ogni anno miete pi\u00f9 vittime. Soprattutto in Pianura Padana, considerata la \u2018camera a gas d\u2019Europa\u2019\u201d. Cos\u00ec commenta Simona Savini, campagna Agricoltura di Greenpeace Italia, <strong>l\u2019isolamento del governo italiano sulla direttiva sulle emissioni inquinanti, discussa ieri al Consiglio dei ministri dell\u2019Ambiente UE<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Nonostante il voto contrario dell\u2019Italia, i ministri dell\u2019Ambiente europei hanno infatti deciso di includere gli allevamenti intensivi di bovini nel campo di applicazione della direttiva europea sulle emissioni industriali (IED), escludendo espressamente gli allevamenti &#8220;estensivi\u201d con meno capi per ettaro. <strong>Per la prima volta, i ministri dell&#8217;Ambiente europei hanno<\/strong> infatti <strong>preso in considerazione non solo il numero di animali allevati, ma anche la loro densit\u00e0<\/strong>, per distinguere le attivit\u00e0 zootecniche intensive da inserire tra gli impianti industriali inquinanti e quelli che invece rimangono fuori. Sebbene l&#8217;accordo dei ministri fornisca maggiore chiarezza su cosa si intende per allevamento intensivo, consentir\u00e0 comunque a questi allevamenti di continuare a inquinare.<\/p>\n\n<p>&#8220;I ministri europei hanno finalmente riconosciuto il cuore del problema della zootecnia intensiva: <strong>troppi animali allevati in aree agricole insufficienti per&nbsp;nutrirli in modo sostenibile e assorbire adeguatamente i loro rifiuti<\/strong>. Identificare il problema \u00e8 un buon inizio, <strong>ma i ministri sembrano temere ancora troppo l\u2019ira delle lobby del settore<\/strong> per indurli a ridurre effettivamente l&#8217;inquinamento prodotto da queste attivit\u00e0&#8221;, dichiara Marco Contiero, direttore delle politiche agricole di Greenpeace UE.<\/p>\n\n<p>Un\u2019ira che in Italia si era gi\u00e0 espressa attraverso le parole del Segretario generale di Coldiretti, Vincenzo Gesmundo, che lo scorso novembre aveva letteralmente dato del \u201cgran cornuto\u201d a Frans Timmermans, vicepresidente della Commissione Europea, per avere appunto avanzato questa proposta.<\/p>\n\n<p><strong>L\u2019accordo raggiunto prevede che gli allevamenti con pi\u00f9 di 350 &#8220;unit\u00e0 di bestiame adulto&#8221;(280 per gli avicoli) e con una densit\u00e0 superiore a due unit\u00e0 di bestiame per ettaro siano classificati come allevamenti intensivi e inseriti nella direttiva sulle emissioni industriali<\/strong>. Il numero di animali da considerare come &#8220;unit\u00e0 di bestiame adulto&#8221; dipende dalla specie allevata. Lo studio alla base della valutazione d&#8217;impatto della Commissione Europea traduce, in media, un capo di bestiame in 1,4 mucche, 4,3 maiali o 48 polli. Ci\u00f2 significa che la proposta lascia fuori dalla direttiva i grandi allevamenti con meno di 490 mucche da latte, 1.500 maiali o 13.500 polli. <strong>I ministri dell&#8217;Ambiente chiedono inoltre di prevedere la sola registrazione per gli allevamenti che rientrano nel campo di applicazione della direttiva, e non la richiesta di specifici permessi per avviare l\u2019attivit\u00e0<\/strong>. Ci\u00f2 significherebbe che anche i pi\u00f9 grandi allevamenti di suini e avicoli, che sono gi\u00e0 da anni inseriti nella direttiva come attivit\u00e0 industriali, non avrebbero pi\u00f9 bisogno di un&#8217;autorizzazione.<\/p>\n\n<p>\u201cUn passo indietro molto grave sulla tutela della salute e dell\u2019ambiente\u201d, aggiunge Savini. \u201cIn questo quadro, <strong>l\u2019Italia sembra avere l\u2019intenzione di costituire un blocco di minoranza per indebolire ulteriormente le ambizioni ambientali della direttiva<\/strong>. L\u2019auspicio \u00e8 che prevalga la tutela degli interessi della collettivit\u00e0, piuttosto che di quelli di alcune lobby dell\u2019agroindustria\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n<p><strong>Il voto della Commissione Ambiente del Parlamento Europeo sulla revisione della direttiva <\/strong>\u00e8 previsto per il prossimo 28 aprile, mentre quello in plenaria si attende per maggio o giugno, prima che i negoziati a tre tra Parlamento Europeo, governi nazionali e Commissione Europea arrivino a un compromesso finale.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per la prima volta gli allevamenti intensivi di bovini vengono inclusi tra le industrie inquinanti dai ministri dell&#8217;Ambiente UE. Ma gli stessi sembrano temere ancora troppo l\u2019ira delle lobby del settore. Mentre l&#8217;Italia dice no alla revisione della direttiva europea e prova a indebolirne le ambizioni ambientali<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":17255,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"UE, allevamenti intensivi tra le industrie inquinanti. \"Scandaloso no dell'Italia\"","p4_og_description":"Il commento di Greenpeace al voto contrario dell'Italia sulla revisione direttiva europea che include gli allevamenti intensivi bovini tra le industrie inquinanti","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,24,1],"tags":[42,21,26],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-17254","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-scegli","category-uncategorized","tag-allevamenti","tag-inquinamento","tag-cibo","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17254","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17254"}],"version-history":[{"count":11,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17254\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17266,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17254\/revisions\/17266"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/17255"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17254"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17254"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17254"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=17254"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}