{"id":17283,"date":"2023-03-22T11:01:24","date_gmt":"2023-03-22T10:01:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=17283"},"modified":"2024-03-21T15:15:26","modified_gmt":"2024-03-21T14:15:26","slug":"giornata-mondiale-dellacqua-come-possiamo-affrontare-la-siccita-che-colpisce-anche-litalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/17283\/giornata-mondiale-dellacqua-come-possiamo-affrontare-la-siccita-che-colpisce-anche-litalia\/","title":{"rendered":"<strong>Giornata mondiale dell\u2019acqua: come possiamo affrontare la siccit\u00e0 che colpisce anche l\u2019Italia?<\/strong>"},"content":{"rendered":"\n<p><strong><em>Le nostre 8 proposte concrete al governo Meloni<\/em><\/strong><\/p>\n\n<p><strong>Fiumi in secca, laghi ai minimi storici, scarsissima quantit\u00e0 di neve<\/strong>. La crisi climatica ci sta mettendo di fronte a un nuovo anno di <strong>drammatica siccit\u00e0<\/strong>, mentre \u00e8 ancora <strong>inverno<\/strong>. \u201c<em>Senza una primavera fresca e piovosa dobbiamo prepararci ad affrontare una siccit\u00e0 pari, se non peggiore, rispetto allo scorso anno<\/em>\u201d, racconta <strong>Ramona Magno, coordinatrice scientifica dell&#8217;Osservatorio Siccit\u00e0 del CNR-IBE.<\/strong> \u201c<em>Turnazioni irrigue molto pi\u00f9 rigorose potrebbero diventare la norma; si potrebbe arrivare anche a razionamenti di acqua per uso idropotabile in diversi Comuni<\/em>\u201d. Un quadro che purtroppo in alcune zone si \u00e8 gi\u00e0 concretizzato: in <strong>Piemonte<\/strong> questo inverno alcuni comuni sono stati riforniti di acqua tramite <strong>autobotti<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Guardando i dati forniti dagli enti preposti al monitoraggio del fenomeno, spicca la <strong>sofferenza del Nord Italia<\/strong>, in particolare la severit\u00e0 idrica che ha colpito la <strong>Pianura Padana <\/strong>e di conseguenza le <strong>coltivazioni<\/strong> che quest&#8217;area ospita, soprattutto quelle che richiedono pi\u00f9 acqua come <strong>riso e mais<\/strong>. Perch\u00e9 questa siccit\u00e0 potrebbe ovviamente avere <strong>conseguenze<\/strong> anche in <strong>agricoltura<\/strong> e su quanto potremo in futuro portare sulle nostre tavole.<\/p>\n\n<p><strong>I prodotti pi\u00f9 colpiti?<\/strong> La produzione di <em>riso<\/em> \u00e8 a rischio perch\u00e9 le risaie stanno affrontando la crisi peggiore degli ultimi dieci anni. I numeri sono impressionanti: stando ai dati del CNR, gi\u00e0 a marzo<strong> il 38% delle risaie e delle colture irrigue italiane <\/strong>\u00e8 affetto da siccit\u00e0 severo-estrema, ovvero <strong>soffre per un<\/strong> <strong>deficit di pioggia<\/strong> che dura da ben due anni. Ma non solo riso e mais sono a rischio. \u201c<em>Se non vi sar\u00e0 un\u2019inversione di tendenza saranno fortemente colpite anche tutte le orticole estive, come insalata o pomodori, che, rispetto alle colture tipicamente invernali, richiedono un uso maggiore di acqua<\/em>\u201d, precisa <strong>Magno del CNR<\/strong>. \u201cP<em>robabilmente si dovr\u00e0 ripensare il modo di coltivare ottimizzando l\u2019uso di acqua e concimi, nonch\u00e9 cambiare alcune tipologie colturali che non saranno pi\u00f9 cos\u00ec adatte al \u2018nuovo clima\u2019<\/em>\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Alcuni cambiamenti nei nostri campi stanno gi\u00e0 avvenendo: mango e banane coltivati in <strong>Sicilia<\/strong>, mentre nel <strong>Nord Italia<\/strong> diverse risaie stanno lasciando posto ai seminativi invernali. Si cambia per non rischiare di <strong>perdere il raccolto di nuovo<\/strong>.<\/p>\n\n<p class=\"has-text-align-center has-small-font-size\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"470\" height=\"451\" src=\"https:\/\/lh5.googleusercontent.com\/picMFhbKuK4YbN6YVur1ppO7e6bNjvooh4S5laI3JmBOt60L_fSRrz1K78Q9-GgkCLtxQq4ndTruQSW4Nl_V_xzIylYpRqwIAEy3A14ABrZaZNMAIc7aqyOu5wXG0gea-Vu5FL_Ot_BWmjcE0ieGHCI\"><\/p>\n\n<p>Se da un lato \u00e8 vero che dal Duemila ogni tre-quattro anni abbiamo assistito a <strong>fenomeni siccitosi intensi e prolungati<\/strong>, non \u00e8 possibile negare come la siccit\u00e0 di questi ultimi due anni sia \u201c<em>molto particolare rispetto a quelle del passato<\/em>\u201d, conferma <strong>Magno del CNR<\/strong>. Quel che sta cambiando \u00e8 <strong>la frequenza e l&#8217;intensit\u00e0 di questi fenomeni<\/strong>, ma anche la sovrapposizione di fenomeni estremi come <strong>deficit di pioggia e ondate di calore<\/strong>. Un trend ascendente la cui velocit\u00e0 \u00e8 inasprita e legata a doppio filo con i <strong>cambiamenti climatici<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"602\" height=\"315\" src=\"https:\/\/lh5.googleusercontent.com\/Grr-zjSihmB4SVuAuuPfsX6kN3XjvEk1VdW36TwkipgiGBeBGMLyvdyHTmqhqcf6ZR-ogjC506QUnUQc0moDkUuBzlcDW1k3B-_6sE7iglchXXWj77LubXNYldv3dxioINHF8jejJA3bAY-j8GYThBE\"><\/p>\n\n<p class=\"has-text-align-center\"> <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/drought.climateservices.it\/\" target=\"_blank\"><em>Fonte Osservatorio siccit\u00e0 \u2013 CNR IBE\u00a0<\/em><\/a><\/p>\n\n<p>Guardando la mappa, la <strong>mancanza di acqua<\/strong> \u00e8 preoccupante soprattutto in alcune zone del <strong>Nord Ovest<\/strong>, dove oltre alle <strong>scarse piogge<\/strong> ha giocato il fattore <strong>caldo<\/strong>, <a href=\"https:\/\/drought.climateservices.it\/bollettino-italia\/bollettino-dicembre-2022\/\">con temperature sopra la media 9 mesi su 12 nel 2022<\/a>, e la <strong>scarsit\u00e0 di neve<\/strong>, con un <a href=\"https:\/\/www.cimafoundation.org\/en\/news\/italian-snow-deficit-increases-to-63-in-march\/\">deficit nevoso del 63% rispetto alla media degli ultimi 10 anni<\/a>. Tutto il <strong>distretto del Po<\/strong> \u00e8 gi\u00e0 da mesi in stato di <strong>severit\u00e0 idrica media<\/strong>, proprio dove si trova buona parte della superficie irrigata in agricoltura: secondo <strong>ISTAT<\/strong>, infatti, le quattro regioni padane totalizzano <a href=\"https:\/\/www.istat.it\/it\/files\/2019\/10\/Utilizzo-e-qualit%C3%A0-della-risorsa-idrica-in-Italia.pdf\">il 58% del superficie irrigata nazionale, con un 20% nella sola Lombardia<\/a>.&nbsp;<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lh5.googleusercontent.com\/xX4HdKM-4Ig6Uazru3Vmve2f5mbW9bBjVQvXfx-KiNSioFze-Xcg3Q8Wjw_k_495eBCtj0QmbKeTSHmUfCN0bU5930adI-vbPeJVQCuMSSbfCVaTkvLUCmdFLWTnEcf6-7YoT27rzAdHdo0ilqEcL7c\" alt=\"\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Scenario realizzato da CNR IBE e anticipato a Greenpeace Italia: come sar\u00e0 la situazione in Italia, ovvero quali territori saranno colpiti da siccit\u00e0, se fino a fine marzo dovesse continuare a non piovere. <\/em><a href=\"https:\/\/drought.climateservices.it\/\"><em>Fonte Osservatorio siccit\u00e0 &#8211; CNR IBE&nbsp;<\/em><\/a><\/figcaption><\/figure>\n\n<p><strong>Come soddisfare la domanda di acqua per i campi a fronte di precipitazioni cos\u00ec scarse? <\/strong>Parte dell\u2019acqua usata in agricoltura viene dalle acque superficiali: <strong>laghi e fiumi<\/strong>, anch\u2019essi colpiti dalla siccit\u00e0. L\u2019estate \u00e8 lontana, ma il<strong> fiume Po<\/strong> sta gi\u00e0 rivelando i suoi fondali, mentre le acque dei laghi, tra cui il <strong>Lago Maggiore e il Lago di Como, si stanno ritirando<\/strong>. Dati alla mano, <a href=\"https:\/\/laghi.net\/homepage.aspx\">tutti i grandi laghi che alimentano il Po sono vicini ai minimi storici degli ultimi ottant\u2019anni<\/a> e anche i principali bacini artificiali del <strong>bacino Padano<\/strong> mostrano un livello di riempimento pari a un quinto del volume totale che potrebbero raccogliere.<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table><tbody><tr><td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lh5.googleusercontent.com\/bXqOlelfVXA6aEY7ixSfWkeMjMxf93r13S9N0VXeRFUfGMm9yMIpEdW-C6ofa0Oxno3_zxzigachy97MWEN39wRYK2qfIYrFu2tgiWlh5mzUBtI-Btw29p_w0aq_oQoJDuZd0huKp5b17teZRO7LKmw\" width=\"298\" height=\"451\"><\/td><td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lh5.googleusercontent.com\/Ho_i_IOPLdX-SyCz8X1DwHkYtTAjfBDRf1FnHTxb6nHzJs7kl7WLJiSX__Mz_vRngMfpoPTxXm1hKEazJ_BX1mRl6fr8yYDfXTH1zCLpsgaYd6aVHtWdTNUGxHr_f3j-MdKZbT8QOMjlRs_UB3C-tN8\" width=\"298\" height=\"451\"><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n<p>Per sconfiggere la <strong>siccit\u00e0<\/strong> sono quindi necessarie <strong>soluzioni sistemiche e non emergenziali<\/strong>, che affrontino insieme le cause dei <strong>cambiamenti climatici <\/strong>e i nostri consumi idrici.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Poich\u00e9 lo <strong>sfruttamento delle fonti fossili<\/strong> \u00e8 il principale responsabile del cambiamento climatico, \u00e8 necessario adottare da subito <strong>politiche ambiziose<\/strong> <strong>per liberarci dalla dipendenza da petrolio, gas e carbone<\/strong> e ridurre le emissioni dei gas serra.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L\u2019 agricoltura intensiva \u00e8 vittima e carnefice<\/h2>\n\n<p>Il settore agricolo \u00e8 il <strong>maggiore utilizzatore di acqua dolce<\/strong>: <a href=\"https:\/\/www.istat.it\/it\/files\/2019\/10\/Utilizzo-e-qualit%C3%A0-della-risorsa-idrica-in-Italia.pdf\">assorbe circa il 50% dell\u2019acqua impiegata in Italia ogni anno<\/a>. I <strong>sistemi intensivi <\/strong>inoltre impoveriscono i terreni agricoli, compromettendo anche la loro <strong>resilienza<\/strong> e la capacit\u00e0 di trattenere l\u2019umidit\u00e0. Per poter pianificare il <strong>risparmio idrico<\/strong> in modo efficace \u00e8 dunque necessario <strong>ripensare l\u2019uso dell\u2019acqua in agricoltura<\/strong>, anche modificando la superficie dedicata ad alcune tipologie di colture.<\/p>\n\n<p>Il <strong>mais<\/strong>, ad esempio, seconda coltivazione italiana per volumi di acqua utilizzati, \u00e8 quasi interamente <strong>assorbito dalla filiera mangimistica,<\/strong> e pi\u00f9 del 45% dell\u2019<a href=\"https:\/\/waterfootprint.org\/en\/\">impronta idrica<\/a> dei prodotti agricoli \u00e8 imputabile a <strong>carne, latte e derivati<\/strong>. \u00c8 innegabile che gli attuali livelli di produzione e consumo di alimenti di origine animale mettono le riserve idriche ulteriormente sotto pressione. In una fase in cui le risorse naturali sono sempre pi\u00f9 scarse ed \u00e8 a rischio la stessa <strong>disponibilit\u00e0 di cibo<\/strong>, \u00e8 necessario agire in un\u2019ottica di maggiore \u201c<strong>efficienza alimentare<\/strong>\u201d adeguata alle attuali condizioni climatiche. Anche attraverso la <strong>riduzione di coltivazioni pi\u00f9 idroesigenti<\/strong>, in particolare se non destinate al consumo diretto umano, e di produzioni che comportano un maggior consumo idrico, come quelle di origine animale.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le soluzioni (incomplete) del governo<\/h2>\n\n<p>Le dichiarazioni, istituzionali e non, sul tema della siccit\u00e0, ruotano quasi tutte intorno alla stessa ipotetica soluzione: <strong>costruire nuovi invasi e bacini artificiali<\/strong>, nonostante le <strong>possibili minori precipitazioni future<\/strong> e l\u2019aumento dell\u2019evapotraspirazione a causa del riscaldamento globale, che&nbsp; dovrebbero spingere invece alla <strong>cautela su questo tipo di infrastrutture.&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n<p>Un piano per la costruzione di nuovi invasi non pu\u00f2 prescindere dall\u2019<strong>analisi dei trend di riempimento di quelli gi\u00e0 esistenti<\/strong>, e da proiezioni future che permettano di pianificarne correttamente il numero, la tipologia e la localizzazione. Andranno inoltre valutate con attenzione le<strong> implicazioni ambientali<\/strong> e come questi nuovi invasi possano addirittura avere un <strong>impatto negativo sulla resilienza idrica dei territori<\/strong>. Canalizzazioni forzate e <strong>cementificazione<\/strong> hanno infatti ridotto le aree naturali in grado di &#8220;assorbire&#8221; l\u2019acqua in eccesso durante gli eventi climatici estremi, <strong>impoverendo i corsi d\u2019acqua e le falde,<\/strong> che rimangono sempre gli \u201cinvasi\u201d migliori per immagazzinare le risorse idriche, pi\u00f9 efficienti di qualsiasi infrastruttura.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le nostre 8 proposte per mitigare la siccit\u00e0<\/h2>\n\n<p>Per cercare di contrastare questo fenomeno sempre pi\u00f9 evidente, proponiamo di:&nbsp;<\/p>\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Velocizzare il processo di decarbonizzazione dell\u2019Italia<\/strong>, riducendo e poi azzerando le emissioni climalteranti, attraverso un aggiornamento del Piano Nazionale Integrato per l\u2019Energia e il Clima (PNIEC) con obiettivi realmente in linea con l\u2019Accordo di Parigi sul clima e la posizione dell\u2019Unione Europea.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Smettere di investire sulle fonti fossili e le relative infrastrutture<\/strong>, abbandonando al pi\u00f9 presto lo sfruttamento di petrolio, gas e carbone e puntando su energia rinnovabile ed efficienza energetica.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Ridurre a monte i consumi idrici in agricoltura<\/strong>, rendendo prioritario l\u2019uso di terreni e acqua per la produzione di alimenti destinati al consumo umano diretto anzich\u00e9 alla filiera mangimistica o alla produzione di biocarburanti.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Ridurre a monte la domanda mangimistica<\/strong>, riducendo gradualmente il numero degli animali allevati e adottando misure per incoraggiare l\u2019adozione di diete a base principalmente vegetale.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Adottare misure per incoraggiare l&#8217;utilizzo di tecniche agroecologiche<\/strong> che migliorano la salute dei suoli, inclusa la capacit\u00e0 di trattenere l\u2019umidit\u00e0.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Ridurre drasticamente il consumo di suolo e la cementificazione<\/strong>, incrementando le superfici di boschi e aree naturali.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Pianificare l\u2019eventuale costruzione di nuovi invasi e laghetti in base ai dati di riempimento<\/strong> storici degli invasi esistenti e agli scenari meteo-climatici futuri, senza procedere a \u201csemplificazioni\u201d che rischiano di far nascere opere dannose oltre che inefficaci.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Adottare un grande piano di ristrutturazione della rete idrica<\/strong> e di messa in sicurezza idrogeologica, aumentando le risorse dedicate nel PNRR anche con il contributo degli enti gestori del servizio idrico integrato.<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le nostre 8 proposte concrete al governo Meloni per mitigare la siccit\u00e0<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":17284,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,17,24],"tags":[42,26,27,29],"p4-page-type":[19],"class_list":["post-17283","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-proteggi","category-scegli","tag-allevamenti","tag-cibo","tag-agricoltura","tag-clima","p4-page-type-storia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17283","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17283"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17283\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17289,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17283\/revisions\/17289"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/17284"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17283"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17283"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17283"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=17283"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}