{"id":17332,"date":"2023-03-29T11:43:22","date_gmt":"2023-03-29T09:43:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=17332"},"modified":"2023-03-29T11:48:33","modified_gmt":"2023-03-29T09:48:33","slug":"nuovo-studio-greenpeace-su-media-e-clima-meno-attenzione-per-crisi-climatica-ma-sui-giornali-raddoppiano-pubblicita-di-aziende-inquinanti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/17332\/nuovo-studio-greenpeace-su-media-e-clima-meno-attenzione-per-crisi-climatica-ma-sui-giornali-raddoppiano-pubblicita-di-aziende-inquinanti\/","title":{"rendered":"Nuovo studio Greenpeace su media e clima: \u00abMeno attenzione per crisi climatica, ma sui giornali raddoppiano pubblicit\u00e0 di aziende inquinanti\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<p>Mentre sulla stampa e in televisione la crisi climatica continua ad avere scarsa visibilit\u00e0, sui principali quotidiani italiani aumentano le pubblicit\u00e0 delle aziende maggiormente responsabili del riscaldamento globale, a conferma della pericolosa influenza dell\u2019industria dei combustibili fossili sul mondo dell\u2019informazione. \u00c8 quanto emerge dal&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/rapporto\/16330\/crisi-climatica-in-tv-lanalisi-di-greenpeace-su-tg-e-trasmissioni-di-approfondimento\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">nuovo rapporto che Greenpeace Italia ha commissionato all\u2019Osservatorio di Pavia<\/a>, istituto di ricerca specializzato nell\u2019analisi della comunicazione. Lo studio ha esaminato, nel periodo fra settembre e dicembre 2022, come la crisi climatica \u00e8 stata raccontata dai cinque quotidiani nazionali pi\u00f9 diffusi (Corriere della Sera, la Repubblica, Il Sole 24 Ore, Avvenire, La Stampa), dai telegiornali serali delle reti Rai, Mediaset e La7 e da un campione di programmi televisivi di approfondimento.<\/p>\n\n<p>La ricerca pubblicata oggi completa il monitoraggio sulla copertura mediatica dei cambiamenti climatici realizzata nel corso del 2022. I risultati mostrano che nell\u2019ultima parte dell\u2019anno il numero di articoli pubblicati dai principali&nbsp;<strong>quotidiani<\/strong>&nbsp;italiani&nbsp;in cui si parla esplicitamente di crisi climatica \u00e8 diminuito rispetto al quadrimestre precedente, attestandosi a una media di appena 2,5 articoli al giorno. Il picco si \u00e8 registrato nel mese di novembre, in occasione del summit sul clima di Sharm el Sheik (COP27) e della tragica alluvione che si \u00e8 abbattuta sull\u2019isola di Ischia.<\/p>\n\n<p>In contrasto, aumenta invece lo spazio offerto dai giornali alle&nbsp;<strong>pubblicit\u00e0<\/strong>&nbsp;dell\u2019industria dei combustibili fossili e delle aziende dell\u2019automotive, aeree e crocieristiche, tra i maggiori responsabili del riscaldamento del pianeta:&nbsp;la media \u00e8 di oltre 6 pubblicit\u00e0 a settimana, cio\u00e8 quasi una al giorno e circa il doppio rispetto al quadrimestre precedente. L\u2019influenza del mondo economico sulla stampa emerge anche dall\u2019analisi dei soggetti che hanno pi\u00f9 voce nel racconto della crisi climatica: al secondo posto si trovano infatti le aziende (15%), che superano associazioni ambientaliste (14%),&nbsp;esperti (10%) e politici&nbsp;e istituzioni&nbsp;nazionali (10%), precedute solo dai politici e dalle istituzioni internazionali (21%) in virt\u00f9 della COP27.<\/p>\n\n<p>Per quanto riguarda invece la televisione, si osserva un lieve incremento della copertura da parte dei&nbsp;<strong>telegiornali<\/strong>&nbsp;di prima serata, che tuttavia hanno parlato di crisi climatica in meno del 3% delle notizie trasmesse. Il TG1 e il TG3 sono i telegiornali che hanno dedicato pi\u00f9 spazio al problema, mentre fanalino di coda si conferma il TG La7 di Enrico Mentana, con appena l\u20191,4% dei servizi trasmessi.<\/p>\n\n<p>Nei&nbsp;<strong>programmi televisivi di approfondimento<\/strong>&nbsp;si \u00e8 infine dato spazio alla crisi climatica in 116 delle 450 puntate monitorate, pari al 26% del totale, in leggero calo rispetto al quadrimestre precedente. La trasmissione pi\u00f9 virtuosa \u00e8&nbsp;<em>Unomattina<\/em>&nbsp;di Rai1, mentre in fondo alla classifica si trovano le due trasmissioni di La7:&nbsp;<em>L\u2019Aria che tira<\/em>&nbsp;e&nbsp;<em>Otto e mezzo<\/em>. La scarsa attenzione al problema mostrata dai programmi di La7 rispecchia una linea editoriale che privilegia il racconto della politica, in cui la crisi climatica, come&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/rapporto\/16460\/monitoraggio-dei-temi-ambientalinei-primi-15-giorni-di-campagna-elettorale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">documentato anche durante l\u2019ultima campagna elettorale<\/a>, \u00e8 un argomento assai trascurato.<\/p>\n\n<p>\u00abGli ultimi mesi del 2022 confermano la sconcertante indifferenza dei media e dei politici italiani nei confronti della pi\u00f9 grave emergenza ambientale della nostra epoca\u00bb, dichiara Giancarlo Sturloni, responsabile della comunicazione di Greenpeace Italia. \u00abTutto questo non cambier\u00e0 finch\u00e9 i principali organi di informazione continueranno a dipendere dalle pubblicit\u00e0 delle aziende inquinanti, e finch\u00e9 la classe politica preferir\u00e0 assecondare gli interessi dell\u2019industria dei combustibili fossili anzich\u00e9 quelli di cittadine e cittadini. Viviamo in un Paese dove le aziende hanno un\u2019enorme influenza sul racconto mediatico della crisi climatica e dove un colosso come ENI pu\u00f2 dettare le politiche energetiche al governo\u00bb.<\/p>\n\n<p>In base ai risultati dello studio, Greenpeace ha aggiornato la&nbsp;<strong>classifica dei principali quotidiani italiani<\/strong>, valutati mediante cinque parametri: 1) quanto parlano della crisi climatica; 2) se tra le cause citano i combustibili fossili; 3) quanta voce hanno le aziende inquinanti e 4) quanto spazio \u00e8 concesso alle loro pubblicit\u00e0; 5) se le redazioni sono trasparenti rispetto ai finanziamenti ricevuti dalle aziende inquinanti. Quest\u2019ultimo parametro \u00e8 stato valutato con un questionario che Greenpeace ha inviato ai direttori delle cinque testate, a cui ha risposto parzialmente solo Avvenire.&nbsp;Considerando la media dei cinque parametri, solo Avvenire supera la sufficienza (3,4 punti su 5), scarsi invece i punteggi de Il Sole 24 Ore (2,6) e La Stampa (2,4), bocciati invece il Corriere (2,2) e la Repubblica (2,0).<\/p>\n\n<p>Il monitoraggio dei media italiani proseguir\u00e0 anche nel 2023 nell\u2019ambito della campagna di Greenpeace Italia \u201cStranger Green\u201d contro il greenwashing e la disinformazione sulla crisi climatica. Con questa campagna l\u2019associazione ambientalista intende contrastare l\u2019influenza dell\u2019industria del gas e del petrolio sul sistema dell\u2019informazione, che minaccia la libert\u00e0 di stampa, impedisce di conoscere la verit\u00e0 sulla crisi climatica e ritarda gli interventi di cui abbiamo urgente bisogno per accelerare la transizione energetica verso le fonti rinnovabili.<\/p>\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mentre sulla stampa e in televisione la crisi climatica continua ad avere scarsa visibilit\u00e0, sui principali quotidiani italiani aumentano le pubblicit\u00e0 delle aziende maggiormente responsabili del riscaldamento globale.<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":17333,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"Studio Greenpeace su media e clima: \"Meno attenzione a crisi climatica\"","p4_og_description":"Mentre su stampa e tv la crisi climatica continua ad avere scarsa visibilit\u00e0, sui principali quotidiani italiani aumentano le pubblicit\u00e0 delle aziende maggiormente responsabili del riscaldamento globale.","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[17],"tags":[29],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-17332","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-proteggi","tag-clima","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17332","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17332"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17332\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17340,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17332\/revisions\/17340"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/17333"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17332"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17332"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17332"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=17332"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}