{"id":17501,"date":"2023-04-18T16:15:49","date_gmt":"2023-04-18T14:15:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=17501"},"modified":"2023-04-18T16:17:13","modified_gmt":"2023-04-18T14:17:13","slug":"un-anno-di-clima-sui-media-italiani-report-greenpeace-2022-per-giornali-e-tv-crisi-climatica-non-e-emergenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/17501\/un-anno-di-clima-sui-media-italiani-report-greenpeace-2022-per-giornali-e-tv-crisi-climatica-non-e-emergenza\/","title":{"rendered":"Un anno di clima sui media italiani, report 2022 di Greenpeace: \u00abPer giornali e tv la crisi climatica non \u00e8 un&#8217;emergenza\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<p>L\u2019attenzione dei principali media italiani nei confronti della crisi climatica \u00e8 scarsa e sporadica, trascura il legame tra il riscaldamento del pianeta e gli eventi estremi come alluvioni e siccit\u00e0 che colpiscono sempre pi\u00f9 duramente anche l\u2019Italia, e omette le responsabilit\u00e0 delle aziende del gas e del petrolio nella pi\u00f9 grave emergenza ambientale della nostra epoca. \u00c8 quanto emerge dal&nbsp;<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/rapporto\/16330\/crisi-climatica-in-tv-lanalisi-di-greenpeace-su-tg-e-trasmissioni-di-approfondimento\/\" target=\"_blank\"><strong>primo rapporto annuale sull\u2019informazione dei cambiamenti climatici<\/strong><\/a>&nbsp;nel nostro Paese, realizzato per Greenpeace Italia dall\u2019Osservatorio di Pavia, istituto di ricerca specializzato nell\u2019analisi della comunicazione. Lo studio ha esaminato da gennaio a dicembre 2022 come la crisi climatica \u00e8 stata raccontata dai cinque quotidiani nazionali pi\u00f9 diffusi (Corriere della Sera, la Repubblica, Il Sole 24 Ore, Avvenire, La Stampa), dai telegiornali serali delle reti Rai, Mediaset e La7 e da un campione di programmi televisivi di approfondimento.<\/p>\n\n<p>I risultati mostrano che il numero di articoli pubblicati dai principali&nbsp;<strong>quotidiani<\/strong>&nbsp;italiani&nbsp;in cui si parla di crisi climatica&nbsp;si attesta intorno&nbsp;a una media di&nbsp;appena&nbsp;2 articoli al giorno. I principali picchi di attenzione si sono registrati a luglio, in concomitanza con la terribile siccit\u00e0 estiva che ha colpito il Nord Italia, e a novembre, in occasione del summit sul clima di Sharm el Sheik (COP27) e della tragica alluvione che si \u00e8 abbattuta sull\u2019isola di Ischia.<\/p>\n\n<p>L\u2019analisi ha inoltre misurato lo spazio offerto dai quotidiani alle&nbsp;<strong>pubblicit\u00e0<\/strong>&nbsp;dell\u2019industria dei combustibili fossili e delle aziende dell\u2019automotive, aeree e crocieristiche, tra i maggiori responsabili del riscaldamento del pianeta. I risultati mostrano che, nel loro insieme, i cinque quotidiani hanno pubblicato una media di 2 pubblicit\u00e0 al giorno, evidenziando cos\u00ec la forte dipendenza della stampa italiana dai finanziamenti delle aziende inquinanti. L\u2019influenza del mondo economico emerge anche dall\u2019analisi dei soggetti che hanno pi\u00f9 voce nel racconto mediatico della crisi climatica: al&nbsp;primo&nbsp;posto si trovano infatti&nbsp;i rappresentanti dell\u2019economia e della finanza&nbsp;(16%), che superano politici e istituzioni internazionali (15%), esperti (13%) e&nbsp;associazioni ambientaliste (13%). I politici&nbsp;e le istituzioni&nbsp;nazionali&nbsp;si fermano all\u201911%, a conferma del sostanziale disinteresse della politica italiana verso la crisi climatica,&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/rapporto\/16460\/monitoraggio-dei-temi-ambientalinei-primi-15-giorni-di-campagna-elettorale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">documentata anche durante l\u2019ultima campagna elettorale<\/a>.<\/p>\n\n<p>Non fanno meglio&nbsp;i&nbsp;<strong>telegiornali<\/strong>&nbsp;di prima serata, che hanno parlato esplicitamente di crisi climatica in meno del&nbsp;2% delle notizie trasmesse. Studio Aperto&nbsp;e&nbsp;TG1 sono i telegiornali che in percentuale hanno dedicato pi\u00f9 spazio al problema, mentre fanalino di coda si conferma il TG La7 di Enrico Mentana, con appena l\u20191% dei servizi trasmessi.&nbsp;Un approfondimento nei mesi di luglio e agosto 2022, segnati da ondate di calore, siccit\u00e0, incendi e dal crollo della Marmolada, ha infine evidenziato che, persino quando si parla di eventi estremi, la connessione con i cambiamenti climatici \u00e8 riconosciuta in appena un quarto delle notizie trasmesse dai telegiornali.<\/p>\n\n<p>Gli eventi climatici estremi sono stati il principale motivo di attenzione da parte dei&nbsp;<strong>programmi televisivi di approfondimento<\/strong>, che&nbsp;hanno affrontato la crisi climatica in&nbsp;218&nbsp;delle&nbsp;1.223&nbsp;puntate monitorate, pari al&nbsp;18% del totale.&nbsp;<em>Unomattina&nbsp;<\/em>\u00e8 il programma con il maggior numero di puntate dedicate (90),&nbsp;<em>Cartabianca&nbsp;<\/em>quello con la maggior frequenza rispetto alle puntate trasmesse (39%). In fondo alla classifica si trovano le due trasmissioni di La7:&nbsp;<em>L\u2019Aria che tira<\/em>&nbsp;(8%) e&nbsp;<em>Otto e mezzo<\/em>\/<em>In Onda<\/em>&nbsp;(6,5%), a conferma della scarsa attenzione mostrata&nbsp;da&nbsp;questa rete televisiva al riscaldamento globale.<\/p>\n\n<p>\u00abUn anno di rigoroso monitoraggio sui principali media italiani dimostra senza equivoci che, nonostante l\u2019intensificarsi degli eventi estremi sia ormai realt\u00e0 anche in Italia, la crisi climatica non viene raccontata per quello che \u00e8: un\u2019emergenza che minaccia la vita sul pianeta e la sicurezza delle persone\u00bb, dichiara Giancarlo Sturloni, responsabile della comunicazione di Greenpeace Italia. \u00abIl giornalismo ha un ruolo cruciale e una grande responsabilit\u00e0, ma occorre liberare la stampa e la televisione dal ricatto economico delle aziende dei combustibili fossili che, con le loro \u201cgenerose\u201d pubblicit\u00e0 infarcite di greenwashing, inquinano anche l\u2019informazione e ostacolano con ogni mezzo la transizione energetica verso le rinnovabili\u00bb.<\/p>\n\n<p>In base ai risultati dello studio, Greenpeace ha stilato la&nbsp;<strong>classifica per l\u2019anno 2022 dei principali quotidiani italiani<\/strong>, valutati mediante cinque parametri: 1) quanto parlano della crisi climatica; 2) se tra le cause citano i combustibili fossili; 3) quanta voce hanno le aziende inquinanti e 4) quanto spazio \u00e8 concesso alle loro pubblicit\u00e0; 5) se le redazioni sono trasparenti rispetto ai finanziamenti ricevuti dalle aziende inquinanti. Quest\u2019ultimo parametro \u00e8 stato valutato con un questionario che Greenpeace ha inviato ai direttori delle cinque testate, a cui ha risposto parzialmente solo Avvenire.&nbsp;Considerando la media dei cinque parametri, solo Avvenire&nbsp;raggiunge&nbsp;la sufficienza (3 punti su 5);&nbsp;scarsi i punteggi di Repubblica (2,4), Corriere (2,2) e La Stampa (2,2); chiude la classifica&nbsp;Il Sole 24 Ore (2,0), il quotidiano che risente della maggiore influenza da parte delle aziende inquinanti.<\/p>\n\n<p>Il rapporto sar\u00e0 presentato domani al Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia nell\u2019ambito del panel \u201c<a href=\"https:\/\/www.festivaldelgiornalismo.com\/programme\/2023\/how-the-media-treats-the-climate-crisis-the-influence-of-polluting-companies\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Un delitto senza colpevoli: l\u2019influenza delle aziende inquinanti sui media e sul racconto della crisi climatica\u201d<\/a>. Parteciperanno Riccardo Iacona, autore televisivo e conduttore di Presa Diretta, la giornalista climatica e autrice Stella Levantesi, ed Elisa Palazzi, fisica del clima all\u2019Universit\u00e0 di Torino. L\u2019incontro si svolger\u00e0 alle 18:00 a Palazzo dei Priori e sar\u00e0 moderato da Andrea Pinchera, direttore Comunicazione ed engagement di Greenpeace Italia.<\/p>\n\n<p>Il monitoraggio dei media italiani proseguir\u00e0 anche nel 2023 nell\u2019ambito della campagna di Greenpeace Italia \u201cStranger Green\u201d contro il greenwashing e la disinformazione sulla crisi climatica. Con questa campagna l\u2019associazione ambientalista intende contrastare l\u2019influenza dell\u2019industria&nbsp;fossile&nbsp;sul sistema dell\u2019informazione, che minaccia la libert\u00e0 di stampa, impedisce di conoscere la verit\u00e0 sulla crisi climatica e ritarda gli interventi di cui abbiamo urgente bisogno per accelerare la transizione energetica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019attenzione dei principali media italiani nei confronti della crisi climatica \u00e8 scarsa e sporadica e omette le responsabilit\u00e0 delle aziende di gas e petrolio nella pi\u00f9 grave emergenza ambientale della nostra epoca.<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":17517,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"L'attenzione dei principali media italiani alla crisi climatica \u00e8 scarsa e sporadica e omette responsabilit\u00e0 di aziende del gas e petrolio.","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[17,24],"tags":[29,31],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-17501","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-proteggi","category-scegli","tag-clima","tag-volontariato","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17501","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17501"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17501\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17520,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17501\/revisions\/17520"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/17517"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17501"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17501"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17501"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=17501"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}