{"id":17639,"date":"2023-04-27T18:09:50","date_gmt":"2023-04-27T16:09:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=17639"},"modified":"2023-04-27T18:09:52","modified_gmt":"2023-04-27T16:09:52","slug":"greenwashing-nel-settore-moda-greenpeace-dietro-le-etichette-verdi-marchi-come-benetton-calzedonia-e-intimissimi-nascondono-linsostenibilita-del-fast-fashion","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/17639\/greenwashing-nel-settore-moda-greenpeace-dietro-le-etichette-verdi-marchi-come-benetton-calzedonia-e-intimissimi-nascondono-linsostenibilita-del-fast-fashion\/","title":{"rendered":"Greenwashing nel settore moda. Greenpeace: \u201cDietro le etichette verdi, marchi come Benetton, Calzedonia e Intimissimi nascondono l\u2019insostenibilit\u00e0 del fast fashion\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p>Le aziende del fast fashion promuovono la loro presunta sostenibilit\u00e0 e il rispetto di migliori condizioni di lavoro dichiarando nelle etichette che i loro capi d\u2019abbigliamento sono prodotti in modo&nbsp; sostenibile. Spesso si tratta per\u00f2 solo di greenwashing, come rivela <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2023\/04\/9b2be581-pericolo-greenwashing.docx.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">il nuovo rapporto di Greenpeace Germania \u201cGreenwash danger zone. 10 years after Rana Plaza fashion labels conceal a broken system\u201d<\/a>. Il rapporto \u00e8 stato diffuso nei giorni scorsi in occasione del decimo anniversario del disastro di Rana Plaza in Bangladesh, in cui persero la vita pi\u00f9 di mille persone, svelando al mondo cosa si cela dietro la moda a basso costo.<\/p>\n\n<p>&#8220;Dieci anni dopo la tragedia di Rana Plaza, l&#8217;industria della moda continua a sfruttare i lavoratori e a generare enormi impatti ambientali&#8221;, dichiara Giuseppe Ungherese, responsabile della campagna Inquinamento di Greenpeace Italia. &#8220;Oggi proliferano sul mercato vestiti che le stesse aziende del fast fashion etichettano come eco, green, sostenibili, giusti, ma il pi\u00f9 delle volte \u00e8 solo greenwashing. Si&nbsp; pubblicizza una sostenibilit\u00e0 inesistente mentre in realt\u00e0 sono in costante aumento gli abiti fatti di plastica usa e getta derivante dal petrolio, non riciclabili e per lo pi\u00f9 prodotti in condizioni di lavoro inaccettabili\u201d.<\/p>\n\n<p>Il rapporto di Greenpeace Germania ha svelato quel che si nasconde dietro la presunta sostenibilit\u00e0 di alcune etichette di noti marchi internazionali, controllando la veridicit\u00e0 delle informazioni riportate nelle etichette dei capi d\u2019abbigliamento. Nell\u2019indagine sono state controllate le iniziative di ventinove aziende (H&amp;M, Zara, Benetton, Mango etc.) che aderiscono alla <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/international\/act\/detox\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">campagna Detox<\/a> &#8211; lanciata nel 2011 da Greenpeace per azzerare le emissioni di sostanze chimiche pericolose nelle filiere tessili &#8211; e quelle di marchi internazionali come Decathlon e Calzedonia\/Intimissimi.<\/p>\n\n<p>Solo le iniziative di COOP \u201cNaturaline\u201d e Vaude \u201cGreen Shape\u201d hanno ottenuto buoni risultati, al contrario di quelle di tutte le altre aziende esaminate. I marchi si vendono quindi per quello che non sono, ed evitano di pubblicare informazioni che permettano di valutare l\u2019effettivo impatto ambientale. Ci\u00f2 genera confusione nelle persone, spinte a credere di acquistare prodotti sostenibili ma che in realt\u00e0 non lo sono.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Benetton e Calzedonia\/Intimissimi, i marchi italiani presi in esame nell\u2019indagine, non ottengono buoni risultati. Il primo deve fornire molte pi\u00f9 informazioni per riuscire realmente a \u201cprodurre meno e meglio\u201d, oltre a dover rivedere la propria definizione di \u201ccotone sostenibile\u201d. Calzedonia invece deve passare dalle parole ai fatti rendendo veritiere le dichiarazioni sulla tracciabilit\u00e0 delle filiere e adottare un sistema che permetta di gestire le sostanze chimiche pericolose.<\/p>\n\n<p>\u201cIl fast fashion non pu\u00f2 essere definito sostenibile. Le aziende hanno il dovere di allontanarsi da modelli di business basati su un\u2019economia lineare e promuovere una vera economia circolare che riduca gli impatti sociali e ambientali. Allungare il ciclo di vita dei vestiti deve essere la priorit\u00e0 del settore, solo cos\u00ec eviteremo una moda basata sul greenwashing\u201d, conclude Ungherese.<\/p>\n\n<p>Leggi il media briefing e il rapporto <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/rapporto\/17623\/pericolo-greenwashing-nel-settore-moda\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">QUI<\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il nuovo rapporto di Greenpeace svela cosa si nasconde dietro le iniziative green delle aziende del fast fashion.<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":17629,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,24],"tags":[25,21],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-17639","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-scegli","tag-consumi","tag-inquinamento","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17639","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17639"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17639\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17640,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17639\/revisions\/17640"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/17629"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17639"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17639"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17639"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=17639"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}