{"id":17647,"date":"2023-04-28T16:01:09","date_gmt":"2023-04-28T14:01:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=17647"},"modified":"2024-02-22T17:34:08","modified_gmt":"2024-02-22T16:34:08","slug":"tutto-il-gas-di-cui-non-abbiamo-bisogno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/17647\/tutto-il-gas-di-cui-non-abbiamo-bisogno\/","title":{"rendered":"Tutto il gas di cui non abbiamo bisogno"},"content":{"rendered":"\n<p><strong><em>Perch\u00e9 il gas non \u00e8 la scelta giusta per la transizione ecologica<\/em><\/strong><\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"533\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/09\/5bff3386-gp0sttjh8_web_size.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-12345\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/09\/5bff3386-gp0sttjh8_web_size.jpg 800w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/09\/5bff3386-gp0sttjh8_web_size-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/09\/5bff3386-gp0sttjh8_web_size-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/09\/5bff3386-gp0sttjh8_web_size-510x340.jpg 510w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/figure>\n\n<p>A seguito dello scoppio della <strong>guerra tra Ucraina e Russia<\/strong> tutti gli stati dell&#8217;Unione Europea hanno iniziato a <strong>diversificare<\/strong> la provenienza delle loro <strong>importazioni di combustibili fossili,<\/strong> in particolare di <strong>gas<\/strong>. Questa scelta di sostituire il gas russo con quello proveniente da altri Paesi &#8211; dall\u2019<strong>Algeria<\/strong> al <strong>Congo<\/strong>, fino ad arrivare all\u2019import di Gas Naturale Liquefatto (GNL) dagli <strong>Stati Uniti<\/strong> &#8211; \u00e8 stata fortemente voluta e guidata dalle <strong>industrie fossili<\/strong> che hanno colto l\u2019opportunit\u00e0 di <strong>salvaguardare i loro interessi<\/strong> \u201cgrazie\u201d alla guerra.\u00a0<\/p>\n\n<p>Se fino al 24 febbraio 2022 in Europa si parlava, anche se con difficolt\u00e0, di <strong>transizione energetica<\/strong>, con il tempo la parola \u201csicurezza\u201d ha sostituito il termine \u201ctransizione\u201d. Nel nostro Paese questo cambio di prospettiva \u00e8 stato suggellato dalla <strong>scelta del governo Meloni<\/strong> di trasformare il Ministero della Transizione Ecologica nel <strong>Ministero dell&#8217;Ambiente e della Sicurezza Energetica<\/strong>. Facile ipotizzare che l\u2019obiettivo primario di questo governo non sia pi\u00f9 quello di effettuare la giusta transizione ecologica di cui la nostra societ\u00e0 ha un estremo bisogno, ma di <strong>garantire l\u2019arrivo di sempre pi\u00f9 gas fossile<\/strong> nel nostro Paese. Una decisione che <strong>ignora completamente i moniti della comunit\u00e0 scientifica<\/strong>, dati gli attuali livelli di CO<sub>2<\/sub> in atmosfera.<\/p>\n\n<p>In particolare, gli <strong>investimenti<\/strong> che il nostro continente sta portando avanti per l\u2019<strong>import e l\u2019utilizzo di gas dagli Stati Uniti<\/strong> non sono limitati &#8211; come ci viene raccontato dai principali media e dalla politica &#8211; a un periodo emergenziale bens\u00ec pi\u00f9 <strong>a lungo termine<\/strong>, sia a livello infrastrutturale, sia con la sottoscrizione di <strong>contratti pluriennali<\/strong>. Attualmente in Europa sono stati proposti <strong>38 terminali di rigassificazione<\/strong> e ne sono <strong>in costruzione otto<\/strong>; solo in Italia ce ne sono tre (<strong>Panigaglia<\/strong> in Liguria, <strong>Livorno<\/strong> in Toscana e <strong>Porto Viro<\/strong> in Veneto) e due in attivazione (<strong>Ravenna<\/strong> e <strong>Piombino<\/strong>). Secondo il nuovo studio di Greenpeace USA \u201c<a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/international\/who-profits-from-war\/\"><em>Who Profits From War &#8211; How Gas Corporations Capitalise on War in Ukraine<\/em><\/a>\u201d, con l\u2019entrata in funzione di tutti e 38 i terminali le <strong>emissioni<\/strong> dell\u2019Europa potrebbero potenzialmente <strong>aumentare di 950 milioni di tonnellate di CO<sub>2<\/sub> equivalenti all\u2019anno.<\/strong>\u00a0<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I costi ambientali ed economici del gas <\/h2>\n\n<p>Se da un lato l\u2019<strong>IPCC<\/strong> e la comunit\u00e0 scientifica\u00a0 concordano sulla necessit\u00e0 di non utilizzare pi\u00f9 i combustibili fossili, dall\u2019altro anche l&#8217;<strong>Agenzia internazionale dell&#8217;energia<\/strong>, lo scorso dicembre, ha lanciato un <strong>monito sul GNL<\/strong>. Nel report \u201c<a href=\"https:\/\/iea.blob.core.windows.net\/assets\/96ce64c5-1061-4e0c-998d-fd679990653b\/HowtoAvoidGasShortagesintheEuropeanUnionin2023.pdf\"><em>How avoid gas shortages in the European Union<\/em><\/a>\u201d, l\u2019agenzia avverte che le forniture di GNL non sono illimitate e che con l\u2019aumento previsto dell\u2019import cinese a causa della ripresa delle attivit\u00e0 produttive, <strong>il gas a disposizione potrebbe essere insufficiente per coprire tutte le richieste<\/strong> e si rischiano nuovi aumenti dei prezzi.\u00a0<\/p>\n\n<p>Legarci al gas statunitense potrebbe dunque far <strong>aumentare le emissioni climalteranti<\/strong>. Si rischia inoltre un <strong>aumento dei prezzi <\/strong>(strettamente legato all\u2019aumento della domanda), che potrebbe finire per gravare sulle bollette di cittadine e cittadini.<\/p>\n\n<p>Nonostante queste previsioni, <strong>anche l\u2019Italia ha deciso di<\/strong> <strong>legarsi al gas statunitense<\/strong>. Una scelta suffragata da una <strong>massiccia campagna comunicativa<\/strong> dell\u2019industria fossile, che <strong>presenta questo gas<\/strong> (e quindi i rigassificatori che ci permetteranno di usarlo) <strong>come la \u201csalvezza energetica\u201d per l\u2019Europa.\u00a0<\/strong><\/p>\n\n<p>Il gas <strong>non \u00e8 la scelta giusta per la transizione ecologica<\/strong>. Qualunque sia la sua provenienza, il suo impiego per il riscaldamento o per la produzione di energia elettrica, <strong>il gas fossile ha un elevato impatto in termini di emissioni di gas serra<\/strong>. Se oltre al suo impiego si prende in considerazione l\u2019intero processo di estrazione e di trasporto (tramite gasdotti o navi gasiere), si hanno <strong>elevate emissioni <\/strong>(comprese quelle accidentali) <strong>di metano <\/strong>in atmosfera. Le cosiddette <strong>emissioni fuggitive<\/strong> del metano devono essere prese in considerazione e contabilizzate poich\u00e9, in un arco di tempo di vent\u2019anni, il potere climalterante del metano (GWP 20) \u00e8 <strong>85 volte superiore a quello dell&#8217;anidride carbonica<\/strong>. Aumentare le estrazioni, il trasporto e l\u2019uso del gas fossile \u00e8 quindi un crimine nei confronti dell\u2019ambiente e delle future generazioni.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L&#8217;impronta carbonica del GNL (Gas Naturale Liquefatto)<\/h2>\n\n<p>Se<strong> il gas \u00e8 dannoso per il nostro futuro<\/strong>, quello statunitense, seppur venduto come \u201csalvifico\u201d per il nostro continente, <strong>\u00e8 ancora pi\u00f9 dannoso per il clima.<\/strong> La sua impronta di carbonio \u00e8 molto pi\u00f9 alta rispetto al gas fossile che arriva in Europa tramite i gasdotti. L\u2019<strong>intensit\u00e0 di carbonio del GNL<\/strong> che giunge ai rigassificatori \u00e8 quasi <strong>quattro volte superiore al gas trasportato tramite pipeline<\/strong>, questo perch\u00e9 vanno presi in considerazione anche le emissioni legate al trasporto, alla liquefazione e alla rigassificazione. Se l\u2019impronta di carbonio media europea del gas commercializzato tramite gasdotto \u00e8 di 35 kg CO<sub>2<\/sub>eq\/boe (barile di petrolio equivalente), <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/international\/who-profits-from-war\/\">quella del gas proveniente dagli Stati Uniti ha un valore medio di 75 kg CO<sub>2<\/sub>eq\/boe<\/a>. Quindi non solo<strong> abbiamo ceduto alle industrie fossili dimenticando la transizione<\/strong> per i loro interessi, ma stiamo anche legando il nostro Paese a un <strong>combustibile pi\u00f9 impattante di quello che avremmo gi\u00e0 dovuto abbandonare.<\/strong><\/p>\n\n<p>Ma tutto questo gas ci serve e ci salver\u00e0 o <strong>ci condanner\u00e0 all\u2019inferno climatico<\/strong>? Nella sola prima met\u00e0 del 2022, gli <strong>Stati Uniti sono risultati il \u200b\u200bprincipale fornitore di GNL dell&#8217;Unione Europea<\/strong>, con<a href=\"https:\/\/www.consilium.europa.eu\/en\/infographics\/lng-infrastructure-in-the-eu\/\"> quasi il 50% delle importazioni totali<\/a>. Negli ultimi quattro anni l\u2019aumento di import di GNL statunitense da parte dell\u2019UE <a href=\"https:\/\/www.eia.gov\/dnav\/ng\/NG_MOVE_EXPC_S1_M.htm\">\u00e8 stato pari al 1767%<\/a>, e del 140% nel solo 2021.\u00a0<\/p>\n\n<p>La situazione italiana \u00e8 del tutto analoga a quella dell\u2019Europa: nel 2022 <strong>il nostro Paese \u00e8 stato il quarto Stato europeo per import di gas americano <\/strong>(quinto se si considera anche il Regno Unito); prima di noi solo Francia, Spagna e Paesi Bassi. L\u2019import dagli Stati Uniti \u00e8 aumentato del 630% in 5 anni e <a href=\"https:\/\/www.eia.gov\/dnav\/ng\/ng_move_expc_s1_a.htm\">del 240% nel solo 2022<\/a>; di tutto il GNL proveniente dagli Stati Uniti, il 4% (3,25 miliardi di metri cubi) arriva in Italia.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L&#8217;alternativa rinnovabile<\/h2>\n\n<p><strong>Questo gas non ci serve e potremmo farne a meno.<\/strong> Nell\u2019ultimo anno i consumi di gas in Italia <a href=\"https:\/\/dgsaie.mise.gov.it\/bilancio-gas-naturale\">sono diminuiti del 9,8%<\/a> e, secondo dati di Elettricit\u00e0 Futura, <strong>sbloccando le autorizzazioni per le nuove rinnovabili<\/strong> <a href=\"https:\/\/www.elettricitafutura.it\/News-\/Comunicati-Stampa\/Piano-2030-del-settore-elettrico-360-miliardi-di-benefici-economici-e-540-000-nuovi-posti-di-lavoro-in-Italia_4972.html\">potremmo installare 85 GW in otto anni riducendo le importazioni di gas di 160 miliardi di metri cubi e risparmiando 110 miliardi di euro<\/a>. Il gas non \u00e8 quindi la soluzione di cui abbiamo bisogno: <strong>serve sbloccare le rinnovabili, incentivare le installazioni e puntare sul risparmio energetico<\/strong>. Legarci ancora una volta a un combustibile altamente climalterante proveniente dall\u2019estero dimostra che<strong> non abbiamo imparato dal passato e non crediamo veramente nella transizione energetica<\/strong>. Gli studi lo dimostrano: un futuro senza combustibili fossili \u00e8 possibile, ma <strong>si deve agire ora con coraggio<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ecco perch\u00e9 il gas non \u00e8 la scelta giusta per la transizione ecologica.<\/p>\n","protected":false},"author":71,"featured_media":12345,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,17,24],"tags":[29,32],"p4-page-type":[19],"class_list":["post-17647","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-proteggi","category-scegli","tag-clima","tag-energia","p4-page-type-storia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17647","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/71"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17647"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17647\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17648,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17647\/revisions\/17648"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/12345"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17647"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17647"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17647"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=17647"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}