{"id":17676,"date":"2023-05-05T13:04:24","date_gmt":"2023-05-05T11:04:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=17676"},"modified":"2023-05-05T13:04:26","modified_gmt":"2023-05-05T11:04:26","slug":"salvini-presiede-la-cabina-di-regia-sulla-siccita-e-rischia-di-fare-danni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/17676\/salvini-presiede-la-cabina-di-regia-sulla-siccita-e-rischia-di-fare-danni\/","title":{"rendered":"Salvini presiede la cabina di regia sulla siccit\u00e0 e rischia di fare danni"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Questo articolo \u00e8 stato pubblicato sul quotidiano <a href=\"https:\/\/www.editorialedomani.it\/idee\/commenti\/salvini-presiede-la-cabina-di-regia-sulla-siccita-e-rischia-di-fare-danni-n69lg5o7\">Domani.<\/a><\/em><\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"682\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2023\/03\/16735908-gettyimages-1438874936-1024x682.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-17284\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2023\/03\/16735908-gettyimages-1438874936-1024x682.png 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2023\/03\/16735908-gettyimages-1438874936-300x200.png 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2023\/03\/16735908-gettyimages-1438874936-768x512.png 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2023\/03\/16735908-gettyimages-1438874936-510x340.png 510w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2023\/03\/16735908-gettyimages-1438874936.png 1061w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n<p>La crisi idrica \u00e8 al centro dell\u2019azione dell\u2019esecutivo: ieri sera il Consiglio dei ministri ha nominato Nicola Dell\u2019Acqua nel ruolo di Commissario Straordinario, mentre oggi il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini presieder\u00e0 una nuova riunione della cabina di regia sulla siccit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Un quadro che conferma la linea gi\u00e0 tracciata dal Decreto Siccit\u00e0: accentramento di poteri nelle mani del Governo, opere e infrastrutture. Nessuna messa in discussione di un modello basato su eccessivi consumi d\u2019acqua, nessun piano per affrontare le cause dei cambiamenti climatici, responsabili non solo della siccit\u00e0, ma anche di eventi come quelli che hanno colpito l\u2019Emilia-Romagna. Del resto, lo stesso Salvini ha incolpato i \u201csignori del no\u201d che secondo lui avrebbero impedito la costruzione di dighe risolutrici. Una visione pericolosa, che pu\u00f2 portare a provvedimenti emergenziali non solo poco utili, ma potenzialmente dannosi.&nbsp;<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un bilancio che non quadra<\/h2>\n\n<p>Se in un bilancio si riducono le entrate \u00e8 necessario analizzare con occhio critico le uscite, e solo dopo decidere se intaccare i risparmi di riserva o lanciarsi in nuovi investimenti con l\u2019auspicio di nuove entrate.<\/p>\n\n<p>Lo stesso vale per i bilanci idrici, ma il Decreto Siccit\u00e0 sembra seguire l\u2019approccio inverso: pochissima importanza alla riduzione sistemica dei consumi d\u2019acqua e grande enfasi a nuove (o vecchie) opere che dovrebbero, nelle intenzioni del Governo, aumentare la disponibilit\u00e0 della risorsa idrica.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cibo, non mangimi<\/h2>\n\n<p>Nel decreto, il tema consumi \u00e8 menzionato in termini di monitoraggio degli impieghi idrici (tramite l\u2019istituzione di osservatori, peraltro gi\u00e0 operativi da anni) e in un articolo dedicato al \u201cpiano di comunicazione\u201d per fornire a cittadini e operatori le \u201cinformazioni necessarie sul corretto utilizzo\u201d dell\u2019acqua\u2026 Informazioni che probabilmente i cittadini possiedono gi\u00e0 da anni.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Neanche una parola sui settori che usano pi\u00f9 acqua, a partire dal comparto agricolo che in Italia consuma circa il 60% di quella disponibile, ancora largamente basato su metodi di irrigazione sempre meno compatibili con la crisi idrica. Attualmente gran parte dell\u2019acqua \u00e8 inoltre usata per irrigare coltivazioni destinate alla mangimistica come il mais, seconda coltivazione in Italia per volumi d&#8217;acqua utilizzati.<\/p>\n\n<p>Ridurre la produzione e il consumo di prodotti animali \u00e8 quindi una soluzione \u201cwin win\u201d: sia per il clima, sia per il settore che potrebbe cos\u00ec puntare pi\u00f9 sulla qualit\u00e0, anzich\u00e9 sulla quantit\u00e0.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Semplificazioni rischiose<\/h2>\n\n<p>Cuore del provvedimento sono invece le semplificazioni e i commissariamenti per la realizzazione di nuove opere come invasi, bacini o impianti di desalinizzazione.<\/p>\n\n<p>Ma quali saranno le modalit\u00e0 d\u2019individuazione degli interventi di \u201curgente realizzazione\u201d? Quali i parametri scelti e i dati di riferimento? Quale partecipazione e trasparenza saranno garantite, se il decreto colpisce esplicitamente la partecipazione pubblica per tali opere? Il rischio \u00e8 un proliferare di opere potenzialmente impattanti, scarsamente efficaci se non dannose.&nbsp;<\/p>\n\n<p>La scarsit\u00e0 di piogge (o la loro concentrazione) e l\u2019aumento dell\u2019evaporazione fanno degli invasi una soluzione sempre pi\u00f9 incerta rispetto al volume di acqua che possono raccogliere e conservare. Per di pi\u00f9, negli anni gli sbarramenti dei fiumi hanno ostacolato la funzionalit\u00e0 dei reticoli idrografici, fondamentale per la ricarica delle falde sotterranee: gli invasi pi\u00f9 efficienti che esistano.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Se il governo non punta a proteggere le riserve di acqua dolce, promuove d\u2019altro canto con entusiasmo la trasformazione di quella salata, facendo scomparire la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) per la realizzazione d\u2019impianti di desalinizzazione inferiori ai 200 litri al secondo. Valutazione necessaria, dati il grande consumo energetico e l\u2019esigenza di smaltire la cosiddetta \u201csalamoia\u201d prodotta dalla trasformazione dell\u2019acqua salata: aspetti che rendono questa tecnologia costosa dal punto di vista ambientale ed economico, inadatta a rappresentare una soluzione sistemica ad ampio spettro in Italia.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Meno fonti fossili, pi\u00f9 acqua<\/h2>\n\n<p>In un testo che sembra puntare molto sul cemento, mancano misure per rafforzare le soluzioni che la natura gi\u00e0 offre, riconosciute dalla normativa europea in materia di suolo, acqua e biodiversit\u00e0. Sono infatti proprio gli ecosistemi naturali che permettono ai suoli di raccogliere e trattenere pi\u00f9 umidit\u00e0 e all\u2019acqua piovana di infiltrarsi, evitando anche i danni legati a \u201ceventi estremi\u201d sempre pi\u00f9 frequenti. Lo stesso vale in agricoltura: le tecniche agroecologiche e il mantenimento di aree naturali nei terreni agricoli sono essenziali per rendere i suoli pi\u00f9 resilienti alla siccit\u00e0 e garantirne la produttivit\u00e0 sul lungo periodo.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Infine, la grande assente: la lotta ai cambiamenti climatici, sebbene questi siano proprio la causa principale della scarsit\u00e0 idrica.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n<p>Ridurre i nostri consumi idrici e le emissioni dei gas serra, liberandoci dalla dipendenza da petrolio, gas e carbone, sono azioni necessarie \u2013 richiamate nelle <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2023\/03\/0656ad27-proposte_contro_siccita.pdf\">otto proposte<\/a> diffuse da Greenpeace per combattere la siccit\u00e0 \u2013 senza le quali non ci sar\u00e0 nessuna \u201copera\u201d efficace per proteggerci dalle conseguenze di \u201ccrisi\u201d sempre pi\u00f9 frequenti ed estreme.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel piano del governo mancano la riduzione dei consumi idrici e la lotta ai cambiamenti climatici.<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":17284,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,17,24],"tags":[29,26,27],"p4-page-type":[19],"class_list":["post-17676","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-proteggi","category-scegli","tag-clima","tag-cibo","tag-agricoltura","p4-page-type-storia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17676","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17676"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17676\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17677,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17676\/revisions\/17677"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/17284"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17676"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17676"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17676"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=17676"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}