{"id":18026,"date":"2023-05-30T17:47:36","date_gmt":"2023-05-30T15:47:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=18026"},"modified":"2023-05-31T16:49:53","modified_gmt":"2023-05-31T14:49:53","slug":"intervista-a-ramona-magno-coordinatrice-scientifica-dellosservatorio-siccita-del-cnr-ibe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/rapporto\/18026\/intervista-a-ramona-magno-coordinatrice-scientifica-dellosservatorio-siccita-del-cnr-ibe\/","title":{"rendered":"Intervista a Ramona Magno, coordinatrice scientifica dell\u2019Osservatorio Siccit\u00e0 del CNR-IBE"},"content":{"rendered":"\n<p>La crisi climatica ci sta mettendo di fronte a un\u2019altra stagione di eventi estremi, con l\u2019alternarsi di lunghi periodi siccitosi (come quelli che hanno caratterizzato buona parte della primavera) a precipitazioni violente e intense accompagnate da frane ed esondazioni, come quelle che hanno colpito appena poche settimane fa l\u2019Emilia-Romagna. Sono fenomeni correlati tra loro pi\u00f9 quanto si pensi e che fanno emergere, una volta di pi\u00f9, la necessit\u00e0 di affrontare in maniera strutturale e con soluzioni veramente sostenibili le cause del cambiamento climatico in atto.<br>Intanto, le previsioni dell\u2019agenzia europea Copernicus raccontano di un\u2019altra estate con temperature di molto superiori alla media. Che scenari dovremo attenderci, dunque, per il prossimo futuro in Italia? Lo abbiamo chiesto a Ramona Magno, coordinatrice scientifica dell\u2019Osservatorio Siccit\u00e0 del CNR-IBE.<\/p>\n\n<p><strong>Cosa rende la siccit\u00e0 degli ultimi anni cos\u00ec diversa dalle altre?<\/strong><\/p>\n\n<p><em>La siccit\u00e0 degli ultimi due anni \u00e8 molto particolare rispetto a quelle del passato: nei mesi invernali ha giocato il fattore grande caldo, la scarsit\u00e0 di piogge e la scarsit\u00e0 di neve. In generale, per\u00f2, sono anni che siamo soggetti a fenomeni siccitosi. Tuttavia, si continua ancora ad agire attraverso una gestione della crisi piuttosto che con una pi\u00f9 proattiva del rischio. E anche in questo caso siamo nettamente in ritardo. Abbiamo conoscenza e le tecnologie, ma spesso vengono a mancare una concertazione politica e una programmazione a lungo termine.<\/em><\/p>\n\n<p><strong>Siamo di fronte a un trend? Quali conseguenze a lungo termine si potrebbero avere?<\/strong><\/p>\n\n<p><em>Dai dati che abbiamo si nota un certo trend. Dall\u2019inizio di questo secolo, per far riferimento al periodo a noi pi\u00f9 vicino, ogni tre-quattro anni circa si assiste a fenomeni siccitosi intensi e prolungati. Quel che sta cambiando \u00e8 la frequenza e l&#8217;intensit\u00e0 di questi fenomeni, ma anche la concomitanza di fenomeni estremi che amplificano gli impatti sul territorio. \u00c8 ormai chiaro che questo trend \u00e8 legato ai cambiamenti climatici. L\u2019aumento di concentrazione di gas serra determina un aumento della temperatura. Temperature pi\u00f9 alte vogliono dire maggiore energia nel sistema atmosfera-acqua-suolo e quindi un\u2019intensificazione del ciclo dell\u2019acqua, che comporta eventi estremi quali siccit\u00e0 e precipitazioni pi\u00f9 intense.<\/em><\/p>\n\n<p><strong>Quindi la siccit\u00e0 \u00e8 una delle prove che ci porta a tastare con mano il cambiamento climatico?<\/strong><\/p>\n\n<p><em>Certamente. Il bacino del Mediterraneo \u00e8 considerato un \u201chot spot\u201d, un\u2019area dove i cambiamenti climatici sono pi\u00f9 evidenti, e dovremo affrontare siccit\u00e0, ondate di calore, ma anche precipitazioni che diventeranno sempre pi\u00f9 intense. Siamo gi\u00e0 testimoni di questa intensificazione, e se continua questo processo questi fenomeni diventeranno sempre pi\u00f9 frequenti ed estesi. Purtroppo, i cambiamenti climatici sono in atto e, oltre ad azioni di mitigazione, dobbiamo imparare ad adattarci, cambiando le nostre abitudini e cercando di risparmiare le risorse finite di cui disponiamo.<\/em><\/p>\n\n<p><strong>In Italia quali sono le zone pi\u00f9 colpite?<\/strong><\/p>\n\n<p><em>Il deficit in alcune zone del Nord Ovest \u00e8 abbastanza importante. Non potrebbe essere diversamente, visto che siamo al secondo anno di una scarsissima stagione nevosa.<br>Turnazioni irrigue molto pi\u00f9 rigorose potrebbero diventare la norma; si potrebbe arrivare anche a razionamenti di acqua per uso idropotabile in diversi comuni.<\/em><\/p>\n\n<p><strong>Colpisce il dato delle risaie e culture irrigue diffuso a marzo, in cui si evidenzia che il 38% di questi terreni sono soggetti a deficit di pioggia da ben due anni\u2026<\/strong><\/p>\n\n<p><em>La Pianura Padana \u00e8 un\u2019area colpita da severit\u00e0 idrica, e di conseguenza lo sono anche le sue coltivazioni, tra cui spiccano risaie e mais, colture estive che hanno bisogno di molta acqua per crescere. Ma non solo riso e mais, se non vi sar\u00e0 un\u2019inversione di tendenza saranno fortemente colpite anche altre colture, tra cui quelle orticole come insalata o pomodori che, rispetto alle colture tipicamente invernali, richiedono un uso maggiore di acqua per far fronte alla stagione estiva.<\/em><\/p>\n\n<p><strong>Come dobbiamo immaginarci i nostri campi, la nostra agricoltura, le nostre tavole, nel prossimo futuro?<\/strong><\/p>\n\n<p><em>Si dovr\u00e0 ripensare il modo di coltivare, attraverso tecniche che permettano di ottimizzare la risorsa idrica e l\u2019utilizzo di variet\u00e0 colturali pi\u00f9 adatte al \u201cnuovo clima&#8221; e pi\u00f9 resistenti a periodi di siccit\u00e0 prolungate.<br>In Sicilia, per esempio, ora si coltivano il mango e le banane, prodotti che fino a qualche decennio fa erano impensabili per quel territorio.<br>Ma alcuni cambiamenti li stiamo vedendo anche nel Nord Italia: diversi risicoltori sono costretti a destinare parte dei loro campi a seminativi invernali, per evitare di perdere il raccolto.<br>Da non trascurare, inoltre, il fatto che la Pianura Padana \u00e8 una delle zone a rischio desertificazione (intesa come impoverimento della fertilit\u00e0 del suolo), dovuta al cambiamento climatico, alla salinizzazione delle falde e alla gestione antropica non sempre sostenibile.<\/em><\/p>\n\n<p><strong>Quali comportamenti dovremmo modificare per affrontare la siccit\u00e0?<\/strong><\/p>\n\n<p><em>La parola chiave \u00e8 il risparmio idrico, anche programmando un uso diverso dell\u2019acqua in ambito agricolo. Si deve tenere presente che l\u2019acqua non \u00e8 infinita e nei prossimi decenni ne avremo a disposizione sempre meno. C\u2019\u00e8 un bilancio tra precipitazioni e ci\u00f2 che preleviamo. Se questi apporti tendono a ridursi, non possiamo pensare che i prelievi continuino con la stessa intensit\u00e0.<\/em><\/p>\n\n<p><\/p>\n\n<p><strong>Per contrastare la siccit\u00e0 sempre pi\u00f9 evidente anche in Italia, Greenpeace propone 8 azioni concrete al governo Meloni.<\/strong><br><strong>Leggi le nostre proposte\u00a0<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2023\/03\/0656ad27-proposte_contro_siccita.pdf\" target=\"_blank\">QUI<\/a>.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La crisi climatica ci sta mettendo di fronte a un\u2019altra stagione di eventi estremi e siccit\u00e0. La parola chiave \u00e8 risparmio idrico.<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":15883,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[17],"tags":[29],"p4-page-type":[34],"class_list":["post-18026","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-proteggi","tag-clima","p4-page-type-rapporto"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18026","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18026"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18026\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18040,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18026\/revisions\/18040"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/15883"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18026"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18026"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18026"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=18026"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}