{"id":18096,"date":"2023-06-06T11:16:46","date_gmt":"2023-06-06T09:16:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=18096"},"modified":"2023-06-09T12:16:45","modified_gmt":"2023-06-09T10:16:45","slug":"pfas-greenpeace-italia-chiede-il-riesame-per-il-mancato-riscontro-sullaccesso-agli-atti-da-parte-di-regione-lombardia-serve-piu-trasparenza-per-la-sicurezza-e-la-tranquillita-della-ci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/18096\/pfas-greenpeace-italia-chiede-il-riesame-per-il-mancato-riscontro-sullaccesso-agli-atti-da-parte-di-regione-lombardia-serve-piu-trasparenza-per-la-sicurezza-e-la-tranquillita-della-ci\/","title":{"rendered":"PFAS, Greenpeace Italia chiede il riesame per il mancato riscontro sull\u2019accesso agli atti da parte di regione Lombardia: \u00abServe pi\u00f9 trasparenza per la sicurezza e la tranquillit\u00e0 della cittadinanza\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<p>Nelle scorse ore Greenpeace Italia ha presentato al Responsabile per la prevenzione e la trasparenza della Regione Lombardia un\u2019istanza di riesame in merito alla richiesta di accesso agli atti (FOIA) presentata pi\u00f9 volte dall\u2019organizzazione ambientalista e a cui la Regione non ha mai dato riscontro. Nei mesi scorsi, nello specifico il 27 ottobre 2022 e il 21 dicembre 2022, Greenpeace Italia ha inviato alla Regione due richieste ufficiali per conoscere gli esiti delle analisi effettuate allo scopo di individuare la presenza di PFAS nelle acque potabili lombarde. La richiesta di riesame arriva dopo che il termine di legge di trenta giorni dalla presentazione dell\u2019istanza concesso alla Regione affinch\u00e9 si pronunci in merito \u00e8 abbondantemente scaduto.<\/p>\n\n<p>\u00abLa Regione Lombardia, insieme a pochi altri gestori, non ha mai risposto alle nostre istanze di accesso agli atti riguardo la presenza di PFAS nelle acque potabili, violando le normative vigenti. Se per la Regione \u00e8 tutto sotto controllo, perch\u00e9 non fa un\u2019operazione di trasparenza, cos\u00ec come da anni avviene in Veneto per garantire a tutta la cittadinanza l\u2019accesso alle informazioni?\u00bb, chiede Giuseppe Ungherese, responsabile della campagna Inquinamento di Greenpeace Italia. \u00abRicordiamo che siamo stati costretti a fare una richiesta di accesso agli atti proprio perch\u00e9 alcuni enti preposti non hanno pubblicato spontaneamente i risultati delle analisi, come si dovrebbe fare per garantire la trasparenza amministrativa\u00bb.<\/p>\n\n<p>L\u2019associazione ambientalista, inoltre, ha pubblicato oggi sul proprio sito internet <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2023\/06\/403ce5d9-briefing_gp_pfas_06.06.23.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">un approfondimento per fare chiarezza sulle polemiche seguite alla pubblicazione dei dati sulla presenza di PFAS nelle acque lombarde a uso potabile<\/a>. Da un attento riesame di tutti i dati consegnati a Greenpeace da ATS e dai gestori emerge che 262 campioni (ovvero il 6,5% del totale di circa 4 mila) possono essere considerati con ragionevole certezza assimilabili alle acque di rubinetto, e quindi destinate al consumo umano, e indicavano la presenza di PFAS da un minimo 5 nanogrammi per litro (ng\/l) a un massimo di 1146 ng\/l.<\/p>\n\n<p>Questi dati, secondo le informazioni fornite dagli enti stessi (ATS e gestori), sono accompagnati da diciture come ad esempio \u201cacqua destinata al consumo umano: potabile\u201d, \u201cacqua pozzo post trattamento\u201d \u201cacqua trattata\u201d, \u201cpost trattamento\u201d, \u201cuscita filtro\u201d o \u201cuscita impianto\u201d. Il conteggio effettuato da Greenpeace \u00e8 molto conservativo ed esclude non solo campioni per cui si ha la ragionevole certezza che si tratti di acqua di rubinetto (ad esempio \u201crete\u201d o \u201cacquedotto\u201d), ma anche campioni etichettati come \u201cmiscela\u201d, \u201cpozzo\u201d, \u201cuscita vasca\u201d, \u201cserbatoio\u201d, \u201cgrezza\u201d, \u201cpompa\u201d, \u201cfalda\u201d, \u201csorgente\u201d o, in moltissimi casi, addirittura non etichettati.<\/p>\n\n<p>Greenpeace Italia ricorda inoltre che, in base alle pi\u00f9 recenti evidenze scientifiche, i PFAS sono pericolosi per la salute umana anche a concentrazioni molto basse; pertanto, l\u2019unico valore cautelativo \u00e8 la loro completa assenza nell\u2019acqua destinata al consumo umano, negli alimenti, nel suolo e nell\u2019aria. Un approccio di questo tipo ha di recente indotto l\u2019Agenzia per la protezione dell\u2019ambiente statunitense (EPA) a indicare come limite lo zero tecnico, ovvero il valore pi\u00f9 basso che le attuali strumentazioni sono in grado di rilevare, mettendo in pratica il concetto che per i PFAS non esistono soglie di sicurezza.<\/p>\n\n<p>Anche la Danimarca ha adottato da alcuni anni valori estremamente cautelativi per l\u2019acqua potabile pari a 0,002 microgrammi per litro e 2 nanogrammi per litro per la somma di quattro PFAS. Si tratta di valori limite ricavati partendo dall\u2019indicazione dell\u2019Agenzia europea sulla sicurezza alimentare (EFSA), che ha stimato una soglia massima di ingestione di PFAS pari a 4,4 nanogrammi per chilo di peso corporeo alla settimana (ovvero 0,0044 microgrammi per chilo) per la somma di quattro molecole (PFOA, PFOS, PFNA e PFHxS).<\/p>\n\n<p>Greenpeace chiede al governo, al parlamento e ai ministeri competenti di assumersi le proprie responsabilit\u00e0 e varare in tempi brevi un provvedimento che vieti l\u2019uso e la produzione di tutti i PFAS in Italia, insieme all\u2019adozione di adeguati provvedimenti di bonifica delle aree contaminate e all\u2019individuazione di tutti i responsabili dell\u2019inquinamento.<\/p>\n\n<p>Leggi il media briefing &#8220;<a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2023\/06\/403ce5d9-briefing_gp_pfas_06.06.23.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">PFAS NELLE ACQUE A USO POTABILE DELLA LOMBARDIA: FACCIAMO CHIAREZZA<\/a>&#8221; <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nei mesi scorsi Greenpeace Italia ha inviato alla Regione Lombardia due richieste ufficiali per conoscere gli esiti delle analisi effettuate allo scopo di individuare la presenza di PFAS nelle acque potabili lombarde.<br \/>\nA queste istanze non \u00e8 mai stata data risposta. 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