{"id":18106,"date":"2023-06-07T17:10:17","date_gmt":"2023-06-07T15:10:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=18106"},"modified":"2024-02-22T17:33:23","modified_gmt":"2024-02-22T16:33:23","slug":"trattato-sulla-plastica-ecco-cosa-ci-ha-detto-il-second-round-di-negoziati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/18106\/trattato-sulla-plastica-ecco-cosa-ci-ha-detto-il-second-round-di-negoziati\/","title":{"rendered":"Trattato sulla plastica: ecco cosa ci ha detto il second round di negoziati"},"content":{"rendered":"\n<p>*<em>Questo articolo \u00e8 stato pubblicato su <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/economiacircolare.com\/trattato-globale-plastica-parigi\/\" target=\"_blank\">EconomiaCircolare.com<\/a><\/em><\/p>\n\n<p>Si \u00e8 appena conclusa <strong>a Parigi la seconda riunione<\/strong> del comitato intergovernativo di negoziazione (INC2), l\u2019appuntamento del lungo percorso che dovrebbe portare i leader mondiali a definire entro il 2024 un <strong>Trattato globale sulla plastica<\/strong>. Il mandato affidato al panel \u00e8 molto chiaro, sin dalla risoluzione delle Nazioni Unite approvata a marzo 2022 che ha avviato il processo: <strong>alla plastica sono associati numerosi impatti in ogni fase del suo ciclo di vita<\/strong>; pertanto, bisogna affrontare il problema fin dalla produzione del materiale, oltre che nella fase del suo utilizzo e in quella di smaltimento (<em>full lifecycle approach<\/em>). Per questo <strong>serve uno strumento (Trattato) legalmente vincolante che provi ad arginare uno dei problemi ambientali pi\u00f9 gravi dei nostri tempi.<\/strong> Eppure, come gi\u00e0 successo nella precedente riunione svoltasi in Uruguay (INC1), c\u2019\u00e8 chi continua a tentare di forzare la mano cercando di ricondurre il problema solo ed esclusivamente a una migliore gestione di questo materiale a fine vita.<\/p>\n\n<p>Durante la riunione di Parigi, una coalizione non strutturata, poco ambiziosa ed eterogenea ha preso forma. Il suo obiettivo era chiaro: rallentare il processo usando questioni procedurali. <strong>Quasi due giorni interi su cinque sono trascorsi a discutere sul regolamento e sulle modalit\u00e0 con cui prendere le decisioni<\/strong>.<strong> A guidare<\/strong> questo fronte, un gruppo di Paesi tra cui <strong>Arabia Saudita, Russia, Cina e India<\/strong>, le <strong>nazioni produttrici di petrolio e i lobbisti dell\u2019industria dei combustibili fossili<\/strong>. A conferma, ancora una volta, di come la plastica sia realmente il piano B dell\u2019intero settore.<\/p>\n\n<p>I giorni successivi hanno fatto emergere i veri interessi di questo gruppo: evitare qualsiasi limitazione alla produzione di plastica, limitare gli obblighi del trattato solo ad azioni (volontarie) a livello nazionale, concentrarsi sulla gestione dei rifiuti e opporsi al divieto o alla graduale eliminazione di determinati prodotti. Insomma, per questo gruppo il problema si risolve incrementando il riciclo.<\/p>\n\n<p>Ma proprio perch\u00e9 ci siamo sempre e solo affidati all\u2019economia del riciclo, cosa ben diversa dall\u2019economia circolare, il problema plastica ci \u00e8 letteralmente sfuggito di mano a livello planetario. Come dimostrano numerose evidenze scientifiche, i pareri di eminenti scienziati e i dati pi\u00f9 recenti delle stesse Nazioni Unite, infatti, <strong>il riciclo da solo non baster\u00e0<\/strong>. <strong>Lo hanno ben chiaro diverse nazioni come la Norvegia, la Svizzera, la Nuova Zelanda, l\u2019Equador e tanti altri Stati africani <\/strong>che dai tavoli di Parigi hanno chiesto un limite alla produzione di plastica. A loro si affiancano numerose nazioni europee. Ma non l\u2019Italia:<strong> il nostro Paese risulta quasi sempre non pervenuto ai tavoli di negoziazione che affrontano i grandi temi globali.<\/strong><\/p>\n\n<p>\u00c8 in vista, per\u00f2, un passaggio fondamentale. <strong>Il prossimo round di negoziazione, in programma in Kenya in autunno, dovrebbe segnare infatti un importante cambio di passo<\/strong>. In quella sede <strong>dovr\u00e0 essere presentato il cosiddetto \u201cZero Draft\u201d<\/strong>, la \u201cbozza zero\u201d da cui cominciare a fare sul serio e<strong> dentro cui inserire proposte e contenuti.<\/strong> Come dice la scienza, s<strong>erve un graduale <em>phasedown<\/em> della plastica<\/strong> ed \u00e8 su questa progressiva riduzione della produzione che misureremo realmente le ambizioni dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Parigi si \u00e8 palesata una coalizione informale di chi punta a rallentare il processo appellandosi a questioni procedurali. Ma c\u2019\u00e8 chi ha obiettivi ambiziosi e vuole ridurre la produzione globale di plastica. E l\u2019Italia? Non pervenuta<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":2627,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20],"tags":[21,32],"p4-page-type":[19],"class_list":["post-18106","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","tag-inquinamento","tag-energia","p4-page-type-storia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18106","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18106"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18106\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18107,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18106\/revisions\/18107"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2627"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18106"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18106"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18106"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=18106"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}