{"id":18113,"date":"2023-06-08T15:56:29","date_gmt":"2023-06-08T13:56:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=18113"},"modified":"2023-06-08T15:56:31","modified_gmt":"2023-06-08T13:56:31","slug":"nuovo-rapporto-mare-caldo-di-greenpeace-la-crisi-climatica-impoverisce-i-mari-italiani-e-aumenta-gli-eventi-estremi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/18113\/nuovo-rapporto-mare-caldo-di-greenpeace-la-crisi-climatica-impoverisce-i-mari-italiani-e-aumenta-gli-eventi-estremi\/","title":{"rendered":"Nuovo rapporto \u00abMare caldo\u00bb di Greenpeace: la crisi climatica impoverisce i mari italiani e aumenta gli eventi estremi"},"content":{"rendered":"\n<p>Greenpeace Italia pubblica oggi&nbsp;il&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2023\/06\/f898e31e-distav_relazione-mare-caldo-terzo-anno-2021-2022-1.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">terzo rapporto del progetto Mare caldo<\/a>,&nbsp;condotto dalle ricercatrici del Dipartimento di Scienze della Terra, dell\u2019Ambiente e della Vita (DISTAV) dell\u2019Universit\u00e0 di Genova, per monitorare gli impatti della crisi climatica sui mari italiani. Il rapporto conferma un aumento generalizzato delle temperature con conseguenze evidenti sulla flora e la fauna del Mediterraneo e un\u2019intensificazione degli eventi climatici estremi.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Nei primi tre anni del progetto Mare caldo sono stati&nbsp;analizzati oltre un milione di dati di temperatura in nove aree di studio, dove sono stati osservati diversi periodi particolarmente&nbsp;caldi. Le analisi dei dati relativi ai monitoraggi biologici, condotti in sette aree di studio, hanno evidenziato vari segnali riconducibili agli effetti del riscaldamento globale e cambiamenti, con ogni probabilit\u00e0 irreversibili, in tutte le comunit\u00e0 di scogliera indagate.&nbsp;<\/p>\n\n<p>\u00abL&#8217;aumento delle temperature sta causando drammatici cambiamenti nella biodiversit\u00e0 marina, dalla scomparsa delle specie pi\u00f9 sensibili caratteristiche del nostro mare all\u2019invasione di altre, spesso aliene, che meglio si adattano a un mare sempre pi\u00f9 caldo\u00bb, dichiara Monica Montefalcone, ricercatrice del Seascape Ecology Lab del DISTAV.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Nei mesi tra giugno e settembre 2022&nbsp;all&#8217;Isola d&#8217;Elba e nell\u2019area marina protetta di Portofino, le due aree per le quali si dispone di tre anni di dati, sono state registrate anomalie termiche fino a 2\u00b0C in pi\u00f9 a 10-15 m di profondit\u00e0 rispetto alle medie mensili degli anni precedenti. In tutte le aree monitorate sono stati osservati segni di sbiancamento e necrosi in varie specie come le gorgonie, la madrepora&nbsp;<em>Cladocora caespitosa<\/em>&nbsp;e le alghe corallinacee incrostanti, attribuibili al riscaldamento delle acque.<\/p>\n\n<p>L\u2019area marina protetta di Capo Carbonara e l\u2019Isola d\u2019Elba sono le aree dove si sono osservati i maggiori impatti sulle gorgonie. A Capo Carbonara, in particolare, il 50% delle colonie di gorgonie rosse hanno mostrato segni di necrosi. All\u2019Isola d\u2019Elba \u00e8 inoltre aumentata la frequenza di mortalit\u00e0 della madrepora&nbsp;<em>Cladocora caespitosa.<\/em>&nbsp;Infine, nelle aree marine protette di Capo Carbonara e Torre Guaceto i segni di sbancamento delle alghe corallinacee incrostanti hanno raggiunto rispettivamente percentuali preoccupanti del 65% e del 45%.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Sul versante Adriatico, nell\u2019area marina protetta di Miramare, a Trieste, la pi\u00f9 a nord della rete del progetto Mare caldo, sono stati registrati eventi di moria di massa del mollusco bivalve&nbsp;<em>Pinna nobilis<\/em>, che ha coinvolto tutte le popolazioni mediterranee di questa specie a partire dal 2018. Nelle aree marine protette pi\u00f9 meridionali \u00e8 stato registrato il maggior numero di specie termofile (adattate ad acque calde), il cui potenziale aumento, unito alla diffusione di specie aliene, potrebbe portare a un impoverimento delle comunit\u00e0 autoctone.&nbsp;<\/p>\n\n<p>\u00abIl nostro mare sta pagando un prezzo elevato: diventa sempre pi\u00f9 povero ma anche sempre pi\u00f9 pericoloso, perch\u00e9 il calore che si accumula in mare contribuisce ad alimentare fenomeni climatici sempre pi\u00f9 estremi\u00bb,&nbsp;ha dichiarato Alessandro Giann\u00ec, responsabile delle Campagne di Greenpeace Italia.&nbsp;\u00abGli effetti della crisi climatica e delle anomalie termiche sono evidenti in tutte le aree di monitoraggio, indipendentemente dalla localizzazione geografica o dal livello di conservazione dei siti\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n<p>La mitigazione e la corretta gestione delle attivit\u00e0 umane (pesca, turismo, urbanizzazione, sviluppo costiero, ecc.) che possono avere un impatto locale, anche grazie all\u2019istituzione di aree marine protette, sono le migliori strategie per aumentare la resilienza degli ecosistemi marini. Ma questi interventi devono essere accompagnati da politiche climatiche ed energetiche in grado di abbattere velocemente le emissioni di gas serra perch\u00e9 anche le aree protette subiscono gli effetti della crisi climatica.<\/p>\n\n<p>Leggi il rapporto completo&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2023\/06\/f898e31e-distav_relazione-mare-caldo-terzo-anno-2021-2022-1.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">QUI<\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Greenpeace pubblica oggi\u00a0il\u00a0terzo rapporto del progetto Mare caldo per monitorare gli impatti della crisi climatica sui mari italiani<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":15920,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,17],"tags":[21,22,18],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-18113","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-proteggi","tag-inquinamento","tag-biodiversita","tag-mare","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18113","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18113"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18113\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18114,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18113\/revisions\/18114"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/15920"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18113"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18113"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18113"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=18113"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}