{"id":18115,"date":"2023-06-08T18:00:37","date_gmt":"2023-06-08T16:00:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=18115"},"modified":"2025-07-02T09:26:06","modified_gmt":"2025-07-02T07:26:06","slug":"i-mari-italiani-registrano-fino-a-2c-in-piu-anche-il-mediterraneo-soffre-gli-impatti-della-crisi-climatica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/18115\/i-mari-italiani-registrano-fino-a-2c-in-piu-anche-il-mediterraneo-soffre-gli-impatti-della-crisi-climatica\/","title":{"rendered":"I mari italiani registrano fino a 2\u00b0C in pi\u00f9: anche il Mediterraneo soffre gli impatti della crisi climatica"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00abL&#8217;aumento delle temperature sta causando drammatici cambiamenti nella biodiversit\u00e0 marina, dalla scomparsa delle specie pi\u00f9 sensibili caratteristiche del nostro mare all\u2019invasione di altre, spesso aliene, che meglio si adattano a un mare sempre pi\u00f9 caldo\u00bb, dichiara <strong>Monica Montefalcone, ricercatrice del Seascape Ecology Lab del Dipartimento di Scienze della Terra, dell\u2019Ambiente e della Vita (DISTAV) dell\u2019Universit\u00e0 di Genova<\/strong>.<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"591\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/06\/68971e73-bilancio2020marecaldo-1024x591.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13897\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/06\/68971e73-bilancio2020marecaldo-1024x591.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/06\/68971e73-bilancio2020marecaldo-300x173.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/06\/68971e73-bilancio2020marecaldo-768x444.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/06\/68971e73-bilancio2020marecaldo-510x295.jpg 510w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/06\/68971e73-bilancio2020marecaldo.jpg 1380w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n<p>Quanto affermato dalla ricercatrice emerge dal <strong><a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2023\/06\/f898e31e-distav_relazione-mare-caldo-terzo-anno-2021-2022-1.pdf\" target=\"_blank\">terzo rapporto del progetto Mare caldo<\/a> che conferma un aumento generalizzato delle temperature con conseguenze evidenti sulla flora e la fauna del Mediterraneo e un\u2019intensificazione degli eventi climatici estremi.<\/strong> Il<strong> progetto Mare caldo<\/strong>, che abbiamo <strong>avviato nel 2019<\/strong> insieme al DISTAV dell\u2019Universit\u00e0 di Genova, <strong>studia l\u2019impatto dei cambiamenti climatici lungo le nostre coste e monitora, grazie ad una rete che oggi conta ben 13 aree marine protette (AMP) italiane, cosa sta succedendo sotto la superficie del mare<\/strong>. Negli ultimi tre anni abbiamo analizzato oltre un milione di dati di temperatura in nove aree di studio, dove sono stati osservati diversi periodi particolarmente caldi. Le analisi dei dati relativi ai monitoraggi biologici, condotti in sette aree di studio, hanno evidenziato inoltre <strong>vari segnali riconducibili agli effetti del riscaldamento globale e cambiamenti, con ogni probabilit\u00e0 irreversibili, in tutte le comunit\u00e0 di scogliera indagate<\/strong>.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un mare pi\u00f9 caldo e pericoloso<\/strong><\/h2>\n\n<p><strong>Nei mesi tra giugno e settembre 2022<\/strong>, i soli sensori posizionati all&#8217;Isola d&#8217;Elba e nell\u2019area marina protetta di Portofino, le due aree per le quali si dispone di tre anni di dati, sul versante settentrionale dell\u2019Isola d\u2019Elba hanno registrato <strong>anomalie termiche fino a 2\u00b0C in pi\u00f9 a 10-15 m di profondit\u00e0 rispetto alle medie mensili degli anni precedenti<\/strong>.<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<blockquote class=\"twitter-tweet\" data-width=\"500\" data-dnt=\"true\"><p lang=\"it\" dir=\"ltr\">\ud83c\udf0aAnche il mare soffre gli impatti della <a href=\"https:\/\/twitter.com\/hashtag\/crisiclimatica?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw\">#crisiclimatica<\/a>. Dal 2019 abbiamo analizzato pi\u00f9 di un milione di dati di temperature in 9 aree del Mediterraneo. I dati confermano che \u00e8 sempre pi\u00f9 caldo \ud83d\udc47<a href=\"https:\/\/t.co\/G0GN84AenZ\">https:\/\/t.co\/G0GN84AenZ<\/a><\/p>&mdash; Greenpeace Italia (@Greenpeace_ITA) <a href=\"https:\/\/twitter.com\/Greenpeace_ITA\/status\/1666838662275817473?ref_src=twsrc%5Etfw\">June 8, 2023<\/a><\/blockquote><script async src=\"https:\/\/platform.twitter.com\/widgets.js\" charset=\"utf-8\"><\/script>\n<\/div><\/figure>\n\n<p>Ma gli effetti della crisi climatica e delle anomalie termiche sono evidenti in tutte le aree di monitoraggio, indipendentemente dalla localizzazione geografica o dal livello di conservazione dei siti. <strong>Il nostro mare sta pagando un prezzo elevato: diventa sempre pi\u00f9 povero ma anche sempre pi\u00f9 pericoloso, perch\u00e9 il calore che si accumula in mare contribuisce ad alimentare fenomeni climatici sempre pi\u00f9 estremi.<\/strong><\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tutte le aree marine protette hanno specie a rischio<\/strong><\/h2>\n\n<p>In tutte le aree monitorate abbiamo osservato segni di<strong> sbiancamento e necrosi in varie specie come le gorgonie, la madrepora <em>Cladocora caespitosa<\/em> e le alghe corallinacee incrostanti, attribuibili al riscaldamento delle acque<\/strong>.<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"664\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2023\/06\/0cd33663-gp1su5vg_medium_res-1024x664.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-18118\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2023\/06\/0cd33663-gp1su5vg_medium_res-1024x664.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2023\/06\/0cd33663-gp1su5vg_medium_res-300x195.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2023\/06\/0cd33663-gp1su5vg_medium_res-768x498.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2023\/06\/0cd33663-gp1su5vg_medium_res-510x331.jpg 510w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2023\/06\/0cd33663-gp1su5vg_medium_res.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n<p><strong>L\u2019area marina protetta di Capo Carbonara e l\u2019Isola d\u2019Elba sono le aree dove si sono osservati i maggiori impatti sulle gorgonie<\/strong>. A Capo Carbonara, in particolare, il 50% delle colonie di gorgonie rosse hanno mostrato segni di necrosi. All\u2019Isola d\u2019Elba \u00e8 inoltre <strong>aumentata la frequenza di mortalit\u00e0 della madrepora <em>Cladocora caespitosa<\/em><\/strong><em>.<\/em> Infine, nelle aree marine protette di Capo Carbonara e Torre Guaceto i segni di sbancamento delle alghe corallinacee incrostanti hanno raggiunto rispettivamente percentuali preoccupanti del 65% e del 45%.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Sul versante Adriatico, <strong>nell\u2019area marina protetta di Miramare<\/strong>, a Trieste, sono stati registrati eventi di <strong>moria di massa del mollusco bivalve <em>Pinna nobilis<\/em><\/strong>, che ha coinvolto tutte le popolazioni mediterranee di questa specie a partire dal 2018. Nelle aree marine protette pi\u00f9 meridionali \u00e8 stato registrato il <strong>maggior numero di specie termofile <\/strong>(adattate ad acque calde), il cui potenziale aumento, unito alla diffusione di specie aliene, potrebbe portare a un impoverimento delle comunit\u00e0 autoctone.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Salviamo il Mediterraneo con una rete di aree marine protette<\/strong><\/h2>\n\n<p>Solo attraverso la <strong>mitigazione<\/strong> e la <strong>corretta gestione delle attivit\u00e0 umane<\/strong> (pesca, turismo, urbanizzazione, sviluppo costiero, ecc.) possiamo mitigare gli impatti dei cambiamenti climatici sui nostri mari. <strong>L\u2019istituzione di aree marine protette \u00e8 sicuramente tra le strategie migliori per aumentare la resilienza degli ecosistemi marini<\/strong>.&nbsp; Questi interventi devono essere inoltre accompagnati da <strong>politiche climatiche ed energetiche <\/strong>in grado di <strong>abbattere velocemente le emissioni di gas serra<\/strong>.<\/p>\n\n<p>Chiedi con noi al Governo di istituire una rete di <strong>aree marine protette che coprano almeno il 30% dei nostri mari entro il 2030. <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/attivati.greenpeace.it\/petizioni\/scegli-il-mare\/?utm_source=greenpeace.org&amp;utm_medium=os&amp;utm_campaign=mare&amp;_gl=1*be00jy*_ga*MTc5MzEwMDY0My4xNjg0MTY1NTMz*_ga_YY7FES8KL3*MTY4NjIxNjUxMC40OC4xLjE2ODYyMTkwNTEuMC4wLjA.*_fplc*b3ZYWmIyN3dyZXFCb2FXc01Dbzd6NUtkYUI5VVNCOExLMGp0b25OYjQyd0NkWHhkNXdhOTRqMkpoVTJpSFQ3b1FlUzM2d3lKV2g4dDZnN1MzbWY2WFFQc1hxWjNoMk00TXkwN25SZUxwTDFhMkthZzg2JTJGVDRSdVllOUQxNXclM0QlM0Q.&amp;_ga=2.12781682.49277766.1686129252-1793100643.1684165533\" target=\"_blank\">Firma la petizione<\/a>, c\u2019\u00e8 di mezzo il mare<\/strong>!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il nostro mare sta pagando un prezzo elevato: diventa sempre pi\u00f9 povero ma anche sempre pi\u00f9 pericoloso, perch\u00e9 il calore che si accumula in mare contribuisce ad alimentare fenomeni climatici sempre pi\u00f9 estremi<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":18123,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,17],"tags":[21,18,22],"p4-page-type":[19],"class_list":["post-18115","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-proteggi","tag-inquinamento","tag-mare","tag-biodiversita","p4-page-type-storia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18115","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18115"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18115\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":28136,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18115\/revisions\/28136"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/18123"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18115"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18115"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18115"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=18115"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}