{"id":18200,"date":"2023-06-16T16:47:46","date_gmt":"2023-06-16T14:47:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=18200"},"modified":"2023-06-26T17:13:54","modified_gmt":"2023-06-26T15:13:54","slug":"litalia-e-a-rischio-desertificazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/18200\/litalia-e-a-rischio-desertificazione\/","title":{"rendered":"L\u2019Italia \u00e8 a rischio desertificazione?"},"content":{"rendered":"\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><\/h3>\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"534\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2023\/06\/441c5f35-gp0stswx9_web_size.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-18201\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2023\/06\/441c5f35-gp0stswx9_web_size.jpg 800w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2023\/06\/441c5f35-gp0stswx9_web_size-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2023\/06\/441c5f35-gp0stswx9_web_size-768x513.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2023\/06\/441c5f35-gp0stswx9_web_size-510x340.jpg 510w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/figure>\n\n<p>Dopo lunghi mesi di precipitazioni scarsissime, sono cadute piogge fin troppo abbondanti, innescando anche fenomeni alluvionali come avvenuto in Romagna. <\/p>\n\n<p>Ma questa abbondanza di piogge ha invertito la rotta della scarsit\u00e0 idrica nel nostro Paese?<\/p>\n\n<p>Per rispondere, \u00e8 utile fare ricorso all\u2019<strong>indice di<\/strong> <strong>stress idrico<\/strong> che misura <strong>il rapporto tra prelievi idrici totali e disponibilit\u00e0 di acqua dolce (superficiale e sotterranea) <\/strong>in un dato territorio, indicando se questi sono in equilibrio, o se la bilancia rischia di pendere dalla parte sbagliata.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il calo delle nostre riserve idriche<\/strong><\/h2>\n\n<p>Confrontando <a href=\"https:\/\/www.fao.org\/3\/cc5037en\/cc5037en.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">la risorsa idrica rinnovabile disponibile<\/a> in media nel trentennio 1951-1980 con quella dell\u2019ultimo trentennio (1991-2020), si nota che <strong>l\u2019Italia ha perso il 13% della sua risorsa idrica, pari a 19 miliardi di metri cubi di acqua<\/strong>: poco meno del volume dell\u2019intero Lago di Garda e circa due terzi di tutta l\u2019acqua che ogni anno viene prelevata dall\u2019ambiente per sostenere le attivit\u00e0 umane.<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lh5.googleusercontent.com\/g36y2Zb6QdayFMcUPLneHErnoz-Pt5v6SQMOAtjVklir_qlc65MYLvtfjAJ8WP_YgNTAM0UYCd4bJmLHVofY4sl0RFA44i8-S2_Qh2rv6aBdWyoiko1WuhpSA2toUy9-WClHWxQG7gWHBHyvwHDVmW8\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n<p><strong>Un calo che<\/strong> interessa in maniera variabile le diverse aree del nostro Paese, ma che inequivocabilmente <strong>si lega a fenomeni climatici di lungo periodo<\/strong>: precipitazioni minori o pi\u00f9 concentrate, incremento delle temperature medie con conseguente aumento dell\u2019evaporazione, riduzione della risorsa rappresentata da neve e ghiacci. Un ulteriore segno dei cambiamenti climatici, causati principalmente dallo sfruttamento dei combustibili fossili.<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lh3.googleusercontent.com\/c8ddjb1pSoNt9mz6H7fIUJF_BqmHZpqqzpa_GYmP5R2wqMaA7rH3UkIALnFDqcpCbRMArfmdcWvBLh4XdsDyDiQAMWdLpjTNhiAlh96axej0tNRJBCbXCNLasU8nD0ucx5OixyUY5kUUonYmXAmwSKk\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Lo stress idrico nel nostro Paese: meno acqua, prelievi eccessivi&nbsp;<\/strong><\/h2>\n\n<p>Confrontando la disponibilit\u00e0 idrica media degli ultimi 30 anni con i prelievi medi degli ultimi cinque, <strong>il bacino del Po risulta l\u2019area italiana con un maggiore livello di stress idrico<\/strong>, quasi doppio rispetto a zone storicamente considerate pi\u00f9 a rischio come il Sud Italia o le grandi isole.&nbsp;<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lh6.googleusercontent.com\/0Z98zdcdvkLevECI01vg4GYGTxy59sjYhxAUShobs12qQs9ECXClYqhluMNcWYSm-7PbjubtQn_nkwOWRRAY4K4fKI3ZTH2AT9jU8vvfFsAuTnUDq6qI4BBkv9BEKTUSod1z3o8IzH5CsD8UJ3A57Ds\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n<p>Un quadro inaspettato per la terra che ospita i pi\u00f9 grandi fiumi e laghi italiani, che si spiega considerando <strong>i prelievi idrici destinati alle attivit\u00e0 umane<\/strong>: pi\u00f9 della met\u00e0 della quota nazionale \u00e8 infatti concentrata nel distretto padano, dove circa il 70% dell\u2019acqua serve all\u2019agricoltura.&nbsp;<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lh6.googleusercontent.com\/Fruv5q4Wpi-8VYUYIKA438D3oTo4P0xbBIUajWJu3bmaOXbIW0wB99B-7rY4ta1SJQN8FMIkHJ6NZFUxh9QunUEQuTRF5BaiOajwkrtFcSGkvccr7FThi6k1gNd7Tn8wdKYBdO3xdoluY_28_49N7g8\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n<p>La questione valica per\u00f2 i confini regionali: anche <strong>a livello nazionale oltre la met\u00e0 dei 30 miliardi di metri cubi prelevati \u00e8 destinata all\u2019agricoltura (56%)<\/strong>, ma se due terzi di quest\u2019acqua sono utilizzati proprio nel Bacino del Po, \u00e8 perch\u00e9 qui si concentra la produzione agricola e zootecnica di tutta Italia, con colture che richiedono molta acqua, come il mais destinato a diventare mangime. Il livello di stress idrico di quel territorio, cos\u00ec come la sua tutela, devono quindi essere affrontati in modo sistemico a livello nazionale.<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lh5.googleusercontent.com\/vvvvdOUwE0tlh8UPeIAZrpTlAFjPHmHJ-JKJGxI0l6cePLAOfLavhv3HDCWktt5YoZiG_RXaO-1GSS1XxLzE8yXoIdpGIA41NEN9jb7ukhDOb3265yVFpRhrruOqrfHnzE-DCGTqa7jsr4pZ5FntDmA\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Acqua per il cibo o per i mangimi animali?<\/strong><\/h2>\n\n<p>\u00c8 naturale che l\u2019agricoltura rappresenti l\u2019uso prioritario (e pi\u00f9 abbondante) di acqua, poich\u00e9 da essa dipende anche la nostra sicurezza alimentare. Ma \u00e8 possibile individuare delle soluzioni per alleggerire la pressione di questo settore sulle risorse idriche?&nbsp;<\/p>\n\n<p><strong>La prima esigenza \u00e8 quella conoscitiva: l&#8217;acqua utilizzata in agricoltura non viene \u201cregistrata\u201d annualmente<\/strong> come quella distribuita tramite gli acquedotti, per cui \u00e8 estremamente difficile ricostruire le modalit\u00e0 con cui viene utilizzata.&nbsp;<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lh6.googleusercontent.com\/-EJBV4gjWO3IxN3le3flzYEN9T0BGmbDu0IZPEktZzQzhU2CT2fP3zjygqZnjh3TLKEjH1-UCO6SoGN_Pn1l6PUsl2U6PUd3jdsdFKJ1MI6zsSgcBvdkug_p-h_9YNyxj7Lmw3ivTf6WWP74RSh8GkU\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n<p>Secondo le <a href=\"https:\/\/www.istat.it\/it\/files\/2014\/11\/Utilizzo_risorsa_idrica.pdf\">stime pi\u00f9 aggiornate<\/a>, <strong>un terzo dell\u2019acqua usata per irrigare le nostre coltivazioni serve a produrre mangimi per la filiera zootecnica<\/strong>: tra le coltivazioni che in Italia richiedono pi\u00f9 acqua, troviamo infatti il riso, il mais e le foraggere, le ultime due delle quali principalmente destinate agli allevamenti intensivi italiani, pur coprendo appena un quarto del loro fabbisogno.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Questo avviene perch\u00e9 il numero dei capi allevati e i livelli di consumo di prodotti di origine animale sono troppo elevati e richiedono quindi una quantit\u00e0 di risorse (acqua in primis) eccessiva per l\u2019attuale, e soprattutto futura, disponibilit\u00e0.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Senza acqua e suolo, non c\u2019\u00e8 cibo<\/strong><\/h2>\n\n<p><strong>Secondo Stefano Tersigni, primo ricercatore ISTAT, lo stress idrico rappresenta un fattore di rischio in pi\u00f9 nel favorire la desertificazione in Italia<\/strong>: <em>\u00abIl modello agricolo che si \u00e8 sviluppato negli ultimi 50 anni non \u00e8 pi\u00f9 adeguato alle risorse oggi disponibili, perch\u00e9 utilizza troppe risorse ed \u00e8 poco resiliente ai cambiamenti climatici\u00bb<\/em>. Secondo l\u2019esperto, bisogna <em>\u00abmodificare i sistemi d\u2019irrigazione e adottarne di pi\u00f9 efficienti, ma anche orientare le scelte verso coltivazioni e modelli agricoli meno idroesigenti\u00bb<\/em>.<\/p>\n\n<p>\u00c8 dunque <strong>necessario pianificare un uso efficiente della risorsa idrica nel settore agricolo<\/strong>, a partire da una riduzione delle produzioni a pi\u00f9 elevato consumo d\u2019acqua, come quelle legate al sistema degli allevamenti intensivi. Per favorire la conservazione e l\u2019infiltrazione di questa preziosa risorsa, \u00e8 inoltre <strong>urgente ripristinare la salute dei suoli<\/strong>, attraverso misure come la messa a riposo dei terreni e l\u2019aumento di aree naturali all\u2019interno delle aree agricole, funzionali non solo alla tutela della biodiversit\u00e0 ma anche alla ritenzione idrica.&nbsp;<\/p>\n\n<p>D\u2019altronde, i dati mostrano chiaramente che senza una <strong>trasformazione del nostro sistema agricolo in chiave agroecologica<\/strong>, che parta dall\u2019affrontare l\u2019agricoltura e la zootecnia intensive, nessuna soluzione che ambisca ad aumentare la disponibilit\u00e0 idrica potr\u00e0 essere sufficiente. Gi\u00e0 oggi si stima che circa il 20% del territorio italiano rischia di diventare incoltivabile: la posta in gioco \u00e8 dunque la nostra sicurezza alimentare e produrre e consumare meno carne \u00e8 un prezzo equo da pagare per costruire un sistema agroalimentare in equilibrio con le nostre risorse idriche.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><\/h3>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><\/h3>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Negli ultimi 30 anni, l\u2019Italia ha perso il 13% della sua risorsa idrica: un calo che si lega inequivocabilmente a fenomeni climatici di lungo periodo. Che cosa attendersi per il futuro e quali misure mettere in campo?<\/p>\n","protected":false},"author":41,"featured_media":18201,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,17,24],"tags":[27,42,29,26],"p4-page-type":[19],"class_list":["post-18200","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-proteggi","category-scegli","tag-agricoltura","tag-allevamenti","tag-clima","tag-cibo","p4-page-type-storia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18200","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/41"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18200"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18200\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18206,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18200\/revisions\/18206"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/18201"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18200"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18200"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18200"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=18200"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}