{"id":18285,"date":"2023-07-06T11:21:05","date_gmt":"2023-07-06T09:21:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=18285"},"modified":"2024-02-22T17:33:11","modified_gmt":"2024-02-22T16:33:11","slug":"prima-bozza-pniec-troppo-gas-e-biofuels-e-poche-rinnovabili-troppa-ideologia-ccs-e-nucleare-e-poche-scelte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/18285\/prima-bozza-pniec-troppo-gas-e-biofuels-e-poche-rinnovabili-troppa-ideologia-ccs-e-nucleare-e-poche-scelte\/","title":{"rendered":"Prima bozza PNIEC: Troppo gas e biofuels e poche rinnovabili, troppa ideologia (CCS e nucleare) e poche scelte"},"content":{"rendered":"\n<p><em><strong>WWF, Greenpeace, Legambiente, Kyoto Club e\u00a0Transport &amp; enviroment<\/strong> <strong>chiedono trasparenza e coerenza<\/strong><\/em><\/p>\n\n<p>Il PNIEC (Piano Nazionale Integrato Energia e Clima)&nbsp;<strong>sembra non avere una visione chiara, \u00e8 contraddittorio e, pur dicendo di voler perseguire la decarbonizzazione, prende per buoni molti diversivi per rallentarla<\/strong>: questo il giudizio di WWF, Greenpeace, Legambiente, Kyoto Club e Transport &amp; Environment alla lettura della sintesi inviata dal MASE a Bruxelles.<\/p>\n\n<p>Gli obiettivi sulle rinnovabili elettriche si fermano infatti ad un 65% al 2030 quando molte organizzazioni di settore, associazioni ambientaliste ed istituti di ricerca sostengono si possa fare decisamente di pi\u00f9. La sintesi del PNIEC stabilisce che entro il 2030 si possano installare circa 74 GW di nuova capacit\u00e0 complessiva di fotovoltaico ed eolico, ma Elettricit\u00e0 Futura aveva presentato uno studio secondo cui, nello stesso lasso di tempo,&nbsp;<strong>si potrebbero installare ben 85 GW<\/strong>. Inoltre, secondo lo studio commissionato da Greenpeace, Legambiente e WWF a ECCO e Artelys se ne potrebbero installare addirittura&nbsp;<strong>99 GW<\/strong>. Insomma, gli obiettivi assunti dal PNIEC non sarebbero adeguati al percorso zero emissioni del sistema elettrico al 2035 come simulato nel citato studio ECCO-Artelys.<\/p>\n\n<p>Allo stesso tempo il Piano continua ad assegnare un&nbsp;<strong>ruolo troppo rilevante al gas naturale<\/strong>&nbsp;(che \u00e8 un combustibile fossile costituito prevalentemente da metano, un gas con potere climalterante fino a 83 volte superiore a quello della CO2) e alle infrastrutture connesse. Si d\u00e0 persino ampio risalto ai nuovi rigassificatori di Piombino e Ravenna, decantandone l\u2019importanza strategica quando i dati ci dicono che questi impianti non solo non sono assolutamente serviti a superare la fase critica, non essendo ancora operativi, ma costeranno cari a contribuenti e consumatori. Non si prende in esame la&nbsp;<strong>gi\u00e0 nota ridondanza di infrastrutture di approvvigionamento (sia gasdotti sia rigassificatori)<\/strong>, destinati ad essere sempre pi\u00f9 inutili con il progressivo diffondersi delle fonti rinnovabili che faranno crollare massicciamente i consumi di gas (con 85 GW di nuove rinnovabili nel 2030 consumeremo 20 miliardi in meno di m3 di gas!). Ipotizzare poi che occorrano altre Aste di&nbsp;<em>capacity market<\/em>&nbsp;per&nbsp;<strong>sostenere nuovi impianti termoelettrici a gas \u00e8 assurdo e in controtendenza<\/strong>. Le future aste dovranno piuttosto focalizzarsi solo su sistemi di accumulo integrati con le rinnovabili.<\/p>\n\n<p>Particolarmente inquietante la benedizione del \u201cmetodo Piombino\u201d definito quasi una best practice da estendere a tutto: una semplificazione estrema che ha saltato tutti i passaggi che tutelano ambiente e sicurezza, anche della popolazione, mentre per le fonti rinnovabili, in particolare fotovoltaico ed eolico, le autorizzazioni continuano a impiegare anni.<\/p>\n\n<p>Le associazioni ambientaliste considerano&nbsp;<strong>del tutto ideologico il ruolo strategico attribuito alla CCS<\/strong>&nbsp;(cattura e sequestro del carbonio), una serie di pratiche poco pi\u00f9 che sperimentali, potenzialmente rischiose e oltremodo costose che sono solo funzionali solo a mantenere in piedi l\u2019industria dei combustibili fossili.&nbsp;<strong>Nessuno ha ancora&nbsp;<u>rendicontato<\/u>&nbsp;quanto si \u00e8 speso e cosa abbiano prodotto le due sperimentazioni gi\u00e0 effettuate, quella di Brindisi-Cortemaggiore e quella del Sulcis<\/strong>.<\/p>\n\n<p>WWF, Greenpeace, Legambiente, Kyoto Club e Transport &amp; Environment&nbsp;&nbsp;giudicano improprio il ruolo assegnato all\u2019idrogeno (H2).&nbsp;<strong>L\u2019idrogeno deve essere solo verde (ossia da fonti rinnovabili) e vista la limitata disponibilit\u00e0 che se ne avr\u00e0 anche in futuro andr\u00e0 destinato solo a quei settori e ambiti che non possono essere direttamente elettrificati<\/strong>.<\/p>\n\n<p>Per quanto riguarda il settore dei&nbsp;<strong>trasporti, mancando di compiere scelte chiare si manca anche di orientare in maniera utile le risorse energetiche per i differenti comparti del settore<\/strong>, quindi di dare un indirizzo chiaro al processo di decarbonizzazione.<\/p>\n\n<p>Appaiono positivi gli impegni (ancorch\u00e9 non supportati da target numerici) per la mobilit\u00e0 dolce, lo spostamento modale verso forme di trasporto pi\u00f9 sostenibili, lo sharing e il potenziamento del trasporto pubblico locale. Ugualmente positive appaiono le stime per il contributo dell\u2019elettricit\u00e0 rinnovabile al trasporto su strada e a quello su rotaia. Ma dove la bozza di PNIEC del Governo Meloni&nbsp;<strong>deve invece destare preoccupazione \u00e8 nella previsione del contributo dei biocarburanti, sostanzialmente raddoppiati e impiegati in larga misura nel settore stradale<\/strong>.<\/p>\n\n<p>Il consumo di carburanti nei motori per i trasporti rimane lo stesso: 40 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio nel 2030 come nel 2021. La nuova mobilit\u00e0 elettrica (stradale come quella ferroviaria \u00e8 prevista solo come aggiuntiva). L\u2019Italia sembra voler puntare solo su un forte incremento del consumo di carburanti di origine biologica, con l\u2019ambizione di raggiungere numeri incompatibili con la disponibilit\u00e0 di feedstock effettivamente sostenibili e&nbsp;<strong>mancando di distinguere tra biocarburanti realmente \u201cavanzati\u201d e vettori che spesso sono pi\u00f9 climalteranti degli idrocarburi fossili<\/strong>. Le associazioni ricordano che per la produzione di questi carburanti&nbsp;<strong>l\u2019Italia \u00e8 fortemente dipendente dall\u2019import (per quasi il 90%)<\/strong>; che su gran parte delle materie prime impiegate permangono forti dubbi di truffe (segnalate anche dalle istituzioni europee); e, infine, che l\u2019utilizzo di questi carburanti non incide sul gravissimo problema dell\u2019inquinamento atmosferico, che in Italia causa circa&nbsp;<strong>60.000 morti premature l\u2019anno<\/strong>.<\/p>\n\n<p>Un altro aspetto grave e puramente ideologico che emerge non tanto nel Sommario, ma nella versione completa ma apparentemente non definitiva del Piano, \u00e8 la forte e ingiustificata apertura al nucleare di cosiddetta \u201cnuova generazione\u201d. Quarta generazione, SMR (piccoli reattori modulari) sono cose di cui si discute da tempo, ma nessuna di esse \u00e8 davvero realizzabile e, soprattutto, nessuna di esse \u00e8 in grado di risolvere i problemi tecnici che da sempre affliggono il nucleare da fissione.<\/p>\n\n<p>Le associazioni sottolineano infine che la sintesi dell&#8217;aggiornamento del PNIEC e il documento integrale che sta per essere inviato a Bruxelles sono circolati solo informalmente, talvolta su siti a pagamento, ma\u00a0<strong>non sono stati pubblicati sul sito del Ministero n\u00e9 trasmessi al Parlamento<\/strong>, come minimi standard di trasparenza richiederebbero. Questa circostanza aumenta la preoccupazione gi\u00e0 espressa dalla societ\u00e0 civile che ha chiesto un\u00a0<strong>percorso trasparente e realmente partecipativo, nel quale possano esserci momenti di confronto anche con e tra interlocutori diversi (multi-stakeholders)<\/strong>. La prima fase di cosiddetta consultazione \u00e8 avvenuta\u00a0non\u00a0su un testo o almeno delle direttrici che si intendevano seguire, ma sulla base di un questionario generico e dal quale non si capiva il senso delle scelte:\u00a0un percorso di dialogo pubblico trasparente va dunque avviato e seguito quanto prima,\u00a0per dare alla societ\u00e0 civile la possibilit\u00e0 di esercitare il proprio ruolo di stimolo e di contributo propositivo.<\/p>\n\n<p><em>*Le associazioni che aderiscono:<br>WWF, Greenpeace, Legambiente, Kyoto Club e\u00a0Transport &amp; enviroment<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il PNIEC (Piano Nazionale Integrato Energia e Clima) sembra non avere una visione chiara pur dicendo di voler perseguire la decarbonizzazione, prende per buoni molti diversivi per rallentarla<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":18286,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"Prima bozza PNIEC: Troppo gas e biofuels e poche rinnovabili, troppa ideologia (CCS e nucleare) e poche scelte","p4_og_description":"Il PNIEC (Piano Nazionale Integrato Energia e Clima), pur dicendo di voler perseguire la decarbonizzazione, prende per buoni molti diversivi per rallentarla.","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,17],"tags":[29,51,32],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-18285","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-proteggi","tag-clima","tag-nucleare","tag-energia","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18285","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18285"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18285\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":21873,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18285\/revisions\/21873"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/18286"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18285"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18285"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18285"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=18285"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}