{"id":18322,"date":"2023-07-10T16:17:04","date_gmt":"2023-07-10T14:17:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=18322"},"modified":"2024-02-22T17:33:04","modified_gmt":"2024-02-22T16:33:04","slug":"forze-armate-a-tutela-dei-principali-responsabili-della-crisi-climatica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/18322\/forze-armate-a-tutela-dei-principali-responsabili-della-crisi-climatica\/","title":{"rendered":"Forze armate a tutela dei principali responsabili della crisi climatica"},"content":{"rendered":"\n<p>di <em>Sofia Basso, Unit\u00e0 investigativa Greenpeace<\/em><\/p>\n\n<p>Nonostante la <strong>crisi climatica<\/strong>, a fine giugno il Parlamento ha rinnovato tutte le <strong>missioni militari a tutela delle fonti fossili<\/strong> gi\u00e0 avviate negli anni scorsi. Secondo i nostri calcoli, il 64% della spesa italiana per le missioni militari del 2023 \u00e8 destinato a questo obiettivo: circa <strong>830 milioni di euro<\/strong>, il 60% in pi\u00f9 del 2019. Un <strong>impegno militare ed economico importante<\/strong>, deliberato anno dopo anno, senza un vero dibattito pubblico sugli interessi nazionali che il nostro Paese \u00e8 chiamato a difendere. L\u2019ultimo pretesto per insistere nella tutela di fonti energetiche inquinanti \u00e8 stato l\u2019<strong>attacco ai gasdotti Nord Stream<\/strong> del settembre 2022.<\/p>\n\n<p>A riconoscere apertamente il <strong>ruolo del gas e del petrolio<\/strong> nell\u2019impegno militare italiano \u00e8 stato il <strong>Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, Enrico Credendino<\/strong> quando, <a href=\"https:\/\/webtv.senato.it\/webtv_comm?video_evento=241939\">nel corso dell\u2019audizione del 23 febbraio 2023<\/a> davanti alla commissione Esteri e Difesa del Senato, ha mostrato una mappa con tutti i gasdotti e le principali rotte del petrolio: \u201c<em>Guardando questa cartina<\/em> &#8211; ha detto &#8211; <em>si capisce perch\u00e9 operiamo a ovest nel Golfo di Guinea, a Est nella zona Mozambico, e poi nel Golfo Persico<\/em>\u201d. Del resto, come <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/12\/e3df577f-greenpeace_report-missioni-militari-fossili_dicembre2021.pdf\">denunciato gi\u00e0 nel 2021 da un rapporto di Greenpeace<\/a>, aggiornato <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/07\/9aa1785c-briefing-missioni-2022.docx-1.pdf\">nel luglio 2022<\/a>, bastava leggere <a href=\"http:\/\/documenti.camera.it\/_dati\/leg19\/lavori\/documentiparlamentari\/IndiceETesti\/026\/001\/INTERO.pdf\">le carte ufficiali<\/a> per scoprire che il <strong>primo compito dell\u2019operazione militare italiana nel Golfo di Guinea \u00e8 proprio quello di \u201cproteggere gli&nbsp;asset&nbsp;estrattivi di Eni\u201d<\/strong>. <\/p>\n\n<p>Anche nel caso della <strong>missione nello Stretto di Hormuz, il movente energetico \u00e8 nero su bianco <a href=\"http:\/\/documenti.camera.it\/_dati\/leg18\/lavori\/documentiparlamentari\/IndiceETesti\/026\/005\/INTERO.pdf\">nei documenti governativi<\/a><\/strong>, dove si precisa che l\u2019operazione \u00e8 stata istituita \u201ca seguito delle azioni di sabotaggio ai danni di petroliere nello Stretto, da cui passa circa un terzo del petrolio movimentato via mare\u201d. Persino il <strong>ministro della Difesa Guido Crosetto<\/strong>, meno esplicito sul tema della <strong>sicurezza energetica<\/strong> rispetto al suo predecessore <strong>Lorenzo Guerini<\/strong>, nel corso dell\u2019<a href=\"https:\/\/webtv.camera.it\/evento\/22433\">audizione parlamentare del 18 maggio<\/a> ha sottolineato la \u201crilevanza strategica per l\u2019interesse nazionale\u201d del <strong>quadrante mediorientale<\/strong>, \u201ctanto per i legami storici che <strong>per l\u2019approvvigionamento energetico<\/strong>\u201d. Per quanto riguarda la partecipazione italiana alla <strong>missione militare europea in Mozambico<\/strong>, il legame con le fonti fossili \u00e8 stato sottolineato dall\u2019ammiraglio Credendino, che ha fatto esplicito riferimento alle \u201c<a href=\"https:\/\/webtv.camera.it\/evento\/21830\">attivit\u00e0 di controllo degli interessi nazionali e della sicurezza energetica in Mozambico, dove ci sono piattaforme di Eni<\/a>\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Le <strong>missioni collegate alle fonti fossili<\/strong>, per mandato operativo o secondo le dichiarazioni dei vertici politici e militari, sono una quindicina e <strong>vanno dalla Libia al Mediterraneo orientale, dal Corno d\u2019Africa all\u2019Iraq<\/strong>. In particolare, due missioni (<strong>Gabinia e Mediterraneo Sicuro<\/strong>) hanno il compito esplicito di <strong>sorvegliare e proteggere le piattaforme ENI<\/strong>. La connotazione \u201cfossile\u201d delle altre operazioni, invece, \u00e8 legata alla <strong>protezione delle rotte petrolifere o delle infrastrutture critiche nazionali<\/strong>. Tema, quest\u2019ultimo, di grande attualit\u00e0 dopo il sabotaggio dei gasdotti Nord Stream nel Mar Baltico. Come ha spiegato il <strong>Capo di Stato Maggiore della Marina Militare<\/strong> nella sua audizione di febbraio, \u201c<em>all\u2019indomani dell\u2019attentato al Nord Stream, abbiamo lanciato l\u2019operazione Fondali Sicuri, mandando in mare i nostri cacciamine a pattugliare, presidiare le condotte di gas<strong> <\/strong>che collegano Algeria, Tunisia, Libia all\u2019Italia e l\u2019Albania<\/em>\u201d. Con l\u2019eccezione dei cavi sottomarini per il traffico dati, le infrastrutture critiche marittime sono essenzialmente <strong>asset collegati alle fonti fossili, principali responsabili della crisi climatica<\/strong>: \u201c<em>Abbiamo condotte, gasdotti, abbiamo Eni che sta facendo introspezioni sotto Cipro, abbiamo piattaforme davanti alla Libia [di propriet\u00e0 Eni anche queste, ndr<\/em>]\u201d, ha spiegato <strong>Credendino<\/strong>, mostrando un elenco nel quale compaiono anche i <strong>rigassificatori<\/strong>. Non a caso, la controversa nave rigassificatrice <strong>Golar Tundra<\/strong>, di propriet\u00e0 della Snam, a fine marzo 2023 \u00e8 giunta al porto di <strong>Piombino<\/strong> <a href=\"https:\/\/www.rid.it\/shownews\/5582\/la-nave-rigassificatrice-golar-tundra-a-piombino-e-il-ruolo-dello-strumento-militare\">scortata da navi dell\u2019operazione militare Mediterraneo Sicuro<\/a>.<\/p>\n\n<p>L\u2019Italia, ovviamente, non \u00e8 l\u2019unica a essersi mossa nella direzione della protezione dei gasdotti. In gennaio, <strong>la Nato e l\u2019Unione europea hanno \u201cistituito una task force congiunta per proteggere le infrastrutture critiche\u201d<\/strong>. A met\u00e0 febbraio, <a href=\"https:\/\/www.nato.int\/cps\/en\/natohq\/news_211919.htm\">la Nato ha annunciato la creazione di una \u201cCellula di coordinamento delle infrastrutture critiche sottomarine<\/a>\u201d, spiegando che, \u201ca seguito del sabotaggio del Nord Stream, che ha mostrato in maniera lampante la vulnerabilit\u00e0 dei gasdotti sottomarini, i Paesi Nato hanno aumentato in modo significativo la loro presenza militare intorno alle infrastrutture chiave, anche con navi e aerei di pattugliamento\u201d. <\/p>\n\n<p>L\u2019<strong>ossessione bipartisan del nostro Paese per la tutela militare delle fonti fossili<\/strong>, per\u00f2, risale a ben prima delle esplosioni nel Mar Baltico. Persino la richiesta di portare la <strong>spesa militare al 2% del Pil<\/strong>, approvata a grande maggioranza dalla Camera dei Deputati nel marzo 2022, si basava sull\u2019esigenza di garantire al Paese \u201c<a href=\"https:\/\/aic.camera.it\/aic\/scheda.html?core=aic&amp;numero=9\/03491-A\/035&amp;ramo=CAMERA&amp;leg=18\">una capacit\u00e0 di deterrenza e protezione, a tutela degli interessi nazionali, anche dal punto di vista della sicurezza degli approvvigionamenti energetici<\/a>\u201d. <\/p>\n\n<p>Insomma: un incredibile aumento del bilancio della Difesa per <strong>proteggere il nostro import di gas e petrolio<\/strong>. <strong>La difesa del clima, invece, a quanto pare pu\u00f2 attendere.<\/strong><\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le missioni militari fossili italiane nel 2023<\/h2>\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table><tbody><tr><td><strong>MISSIONE MILITARE<\/strong><\/td><td><strong>AREA OPERATIVA<\/strong><\/td><td><strong>SPESA 2023<\/strong><\/td><\/tr><tr><td>Mediterraneo Sicuro<\/td><td>Mediterraneo, Libia<\/td><td>104.648.293,00 \u20ac<\/td><\/tr><tr><td>EUNAVFOR MED Irini<\/td><td>Mediterraneo centrale, Libia<\/td><td>31.847.655,00 \u20ac<\/td><\/tr><tr><td>MIASIT<\/td><td>Libia<\/td><td>26.009.964,00 \u20ac<\/td><\/tr><tr><td>Coalizione globale anti-Daesh<\/td><td>Iraq, Golfo Persico<\/td><td>241.297.305,00 \u20ac<\/td><\/tr><tr><td>NATO Iraq<\/td><td>Iraq<\/td><td>31.062.603,00 \u20ac<\/td><\/tr><tr><td>Operation Sea Guardian<\/td><td>Mediterraneo centrale e orientale<\/td><td>11.299.463,00 \u20ac<\/td><\/tr><tr><td>Operazione Gabinia<\/td><td>Golfo di Guinea<\/td><td>13.877.363,00 \u20ac<\/td><\/tr><tr><td>EUNAVFOR Operation Atalanta<\/td><td>Corno d&#8217;Africa<\/td><td>26.812.670,00 \u20ac<\/td><\/tr><tr><td>EUTM Somalia<\/td><td>Somalia<\/td><td>16.015.694,00 \u20ac<\/td><\/tr><tr><td>EMASoH<\/td><td>Golfo Persico, Stretto di Hormuz<\/td><td>19.702.823,00 \u20ac<\/td><\/tr><tr><td>UNIFIL<\/td><td>Libano, Mediterraneo orientale<\/td><td>149.661.444,00 \u20ac<\/td><\/tr><tr><td>MIBIL<\/td><td>Libano, Mediterraneo orientale<\/td><td>11.824.401,00 \u20ac<\/td><\/tr><tr><td>Fianco Sud NATO<\/td><td>Mediterraneo<\/td><td>64.394.597,00 \u20ac<\/td><\/tr><tr><td>Base militare italiana a Gibuti<\/td><td>Supporto alle missioni nel Corno d&#8217;Africa<\/td><td>12.700.037,00 \u20ac<\/td><\/tr><tr><td>Personale militare in UAE, Kuwait, Bahrain, Qatar, Tampa<\/td><td>Supporto alle missioni in Medio Oriente<\/td><td>18.282.237,00 \u20ac<\/td><\/tr><tr><td>EUTM Mozambique<\/td><td>Mozambico<\/td><td>1.995.520,00 \u20ac<\/td><\/tr><tr><td>Spesa missioni fossili (senza costi di supporto)<\/td><td><\/td><td><strong>781.432.069,00 \u20ac<\/strong><\/td><\/tr><tr><td>Spese missioni Difesa (senza costi di supporto)<\/td><td><\/td><td>1.220.338.976,00 \u20ac<\/td><\/tr><tr><td>Percentuale missioni &#8220;fossili&#8221;<\/td><td><\/td><td><strong>64%<\/strong><\/td><\/tr><tr><td>64 per cento costi supporto<\/td><td><\/td><td>51.840.000,00 \u20ac<\/td><\/tr><tr><td><strong>Totale spesa missioni militari &#8220;fossili&#8221;<\/strong><\/td><td><\/td><td><strong>833.272.069,00 \u20ac<\/strong><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Fonte: Elaborazione di Greenpeace su dati della <\/em><a href=\"http:\/\/documenti.camera.it\/_dati\/leg19\/lavori\/documentiparlamentari\/IndiceETesti\/026\/001\/INTERO.pdf\"><em>Relazione missioni internazionali 2023<\/em><\/a><em> e della <\/em><a href=\"http:\/\/documenti.camera.it\/_dati\/leg19\/lavori\/documentiparlamentari\/IndiceETesti\/025\/001\/INTERO.pdf\"><em>Deliberazione ulteriori missioni internazionali 2023<\/em><\/a><\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Parlamento ha rinnovato tutte le missioni militari a tutela delle fonti fossili. 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