{"id":18514,"date":"2023-07-25T11:39:22","date_gmt":"2023-07-25T09:39:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=18514"},"modified":"2024-02-22T17:32:40","modified_gmt":"2024-02-22T16:32:40","slug":"nuovo-studio-di-greenpeace-su-media-e-clima-su-giornali-e-tv-oltre-il-20-delle-notizie-diffonde-argomenti-di-opposizione-alla-transizione-energetica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/18514\/nuovo-studio-di-greenpeace-su-media-e-clima-su-giornali-e-tv-oltre-il-20-delle-notizie-diffonde-argomenti-di-opposizione-alla-transizione-energetica\/","title":{"rendered":"Nuovo studio di Greenpeace su media e clima: \u00abSu giornali e tv oltre il 20% delle notizie diffonde argomenti di opposizione alla transizione energetica\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<p>Mentre sulla stampa e in televisione la crisi climatica continua ad avere scarsa visibilit\u00e0 e si conferma la dipendenza dei principali giornali italiani dai finanziamenti delle aziende inquinanti, emerge un nuovo elemento di preoccupazione: oltre il 20% delle notizie diffuse dai pi\u00f9 importanti quotidiani e telegiornali nazionali fa da megafono ad argomentazioni contro la transizione energetica e le azioni per mitigare il riscaldamento globale. \u00c8 quanto emerge dal <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/rapporto\/18499\/media-e-crisi-climatica-il-monitoraggio-periodico-di-greenpeace-su-quotidiani-tg-e-pagine-instagram\/\">nuovo rapporto che Greenpeace Italia ha commissionato all\u2019Osservatorio di Pavia<\/a>, istituto di ricerca specializzato nell\u2019analisi della comunicazione. Lo studio ha esaminato, nel periodo fra gennaio e aprile 2023, come la crisi climatica \u00e8 stata raccontata dai cinque quotidiani nazionali pi\u00f9 diffusi (Corriere della Sera, la Repubblica, Il Sole 24 Ore, Avvenire, La Stampa), dai telegiornali serali delle reti Rai, Mediaset e La7 e da un campione delle 20 testate di informazione pi\u00f9 seguite su Instagram.\u00a0<\/p>\n\n<p>La ricerca pubblicata oggi aggiorna il monitoraggio sull\u2019informazione dei cambiamenti climatici in Italia cominciato nel 2022, che proseguir\u00e0 anche per l\u2019anno in corso. I risultati mostrano che nel primo quadrimestre del 2023 i principali <strong>quotidiani<\/strong> italiani hanno pubblicato in media 2 articoli al giorno in cui si fa almeno un accenno alla crisi climatica, ma quelli realmente dedicati al problema sono stati meno della met\u00e0. Si tratta di risultati inferiori alla media del 2022 e che dimostrano la scarsa attenzione verso il riscaldamento del pianeta quando non si verificano eventi estremi come quelli che stiamo vivendo nelle ultime settimane. A riprova di questa scarsa attenzione, nella prima parte dell\u2019anno la crisi climatica non \u00e8 finita quasi mai in prima pagina: \u00e8 successo meno di una volta al mese.<\/p>\n\n<p>Resta invece elevato lo spazio offerto alle <strong>pubblicit\u00e0<\/strong> dell\u2019industria dei combustibili fossili e delle aziende dell\u2019automotive, aeree e crocieristiche, tra i maggiori responsabili del riscaldamento del pianeta: la media \u00e8 stata di 4 pubblicit\u00e0 a settimana su ogni quotidiano esaminato. L\u2019influenza del mondo economico sulla stampa \u00e8 emersa anche dall\u2019analisi dei soggetti che hanno pi\u00f9 voce nel racconto della crisi climatica: al primo posto si trovano infatti aziende ed esponenti dell\u2019imprenditoria (25%), che staccano politici e istituzioni nazionali (15%) e associazioni ambientaliste (11%), mentre tecnici e scienziati sono appena il 7%.<\/p>\n\n<p>Anche i <strong>telegiornali<\/strong> si confermano poco interessati al riscaldamento globale: nelle edizioni di prima serata, meno del 2% delle notizie trasmesse ha fatto almeno un accenno alla crisi climatica. Gli argomenti pi\u00f9 trattati sono stati alcuni eventi estremi (siccit\u00e0 e anomalie climatiche) e le proteste degli attivisti. A parlare per\u00f2 sono stati soprattutto politici e istituzioni nazionali ed europee, che rappresentano oltre il 63% dei soggetti citati o intervistati. Il TG5 (con il 2,7% sul totale delle notizie trasmesse) e il TG1 (2,4%) sono i telegiornali che hanno dato pi\u00f9 spazio ai cambiamenti climatici, mentre fanalino di coda si \u00e8 confermato ancora una volta il TG La7 di Enrico Mentana, con appena l\u20191,1% delle notizie trasmesse.&nbsp;<\/p>\n\n<p>\u00abIl risultato pi\u00f9 sconcertante del rapporto \u00e8 tuttavia l\u2019elevato numero di notizie &#8211; pi\u00f9 di una su cinque &#8211; che hanno diffuso argomenti a favore dello status quo e contro le azioni per il clima, come sostenere che la transizione ha costi eccessivi o invocare una gradualit\u00e0 negli interventi che favorisce l\u2019inazione, criticare gli attivisti climatici o le auto elettriche\u00bb, dichiara Giancarlo Sturloni, responsabile della comunicazione di Greenpeace Italia. \u00abSono narrative tossiche spesso infarcite di fake news che circolano soprattutto per bocca di politici e aziende interessate a ritardare il pi\u00f9 possibile l\u2019abbandono dei combustibili fossili, essenziale per non soccombere a un\u2019altalena di alluvioni, siccit\u00e0 e ondate di calore sempre pi\u00f9 estreme. Sui media il clima rischia di trasformarsi in un terreno di scontro politico e a farne le spese saranno purtroppo le persone pi\u00f9 esposte al caos climatico gi\u00e0 sotto gli occhi di tutti\u00bb.<\/p>\n\n<p>Per quanto riguarda infine le testate d\u2019informazione pi\u00f9 diffuse su <strong>Instagram<\/strong>, che spesso sono un punto di riferimento per i pi\u00f9 giovani, nella prima parte dell\u2019anno le notizie sulla crisi climatica sono state poco meno del 3%. Hanno trovato pi\u00f9 spazio gli aspetti sociali (32%) e ambientali (27%) rispetto a quelli politici (19%) ed economici (9%), come conferma anche l\u2019analisi dei soggetti citati o intervistati, in cui le associazioni ambientaliste e gli esperti scientifici precedono sia politici e istituzioni nazionali, sia aziende ed esponenti dell\u2019imprenditoria. Rispetto al totale dei post pubblicati, hanno dato pi\u00f9 spazio alla crisi climatica will_ita (11%), domanieditoriale (9%), torcha (7%) e il_post (6%), mentre chiudono la classifica ilfoglio (1,3%), laveritaweb (0,9%), avvenire.it (0,7%) e liberoquotidiano (0%).<\/p>\n\n<p>In base ai risultati dello studio, Greenpeace ha infine aggiornato la <strong>classifica dei principali quotidiani italiani<\/strong>, valutati mediante cinque parametri: 1) quanto parlano della crisi climatica; 2) se citano i combustibili fossili tra le cause; 3) quanta voce hanno le aziende inquinanti e 4) quanto spazio \u00e8 concesso alle loro pubblicit\u00e0; 5) se le redazioni sono trasparenti rispetto ai finanziamenti ricevuti dalle aziende inquinanti. Quest\u2019ultimo parametro \u00e8 stato valutato con un questionario che Greenpeace ha inviato ai direttori delle cinque testate, a cui ha risposto parzialmente solo Avvenire, ammettendo di ricevere finanziamenti dalle aziende inquinanti. Considerando la media dei cinque parametri, soltanto Avvenire si \u00e8 avvicinato alla sufficienza (con 5,2 punti su 10), scarsa La Stampa (4,2), bocciati la Repubblica (3,6) e il Corriere (3,4), pessimo Il Sole 24 Ore (appena 2,8).<\/p>\n\n<p>Il monitoraggio dei media italiani proseguir\u00e0 per tutto il 2023 nell\u2019ambito della campagna di Greenpeace Italia \u201cStranger Green\u201d contro il greenwashing e la disinformazione sulla crisi climatica. Con questa campagna l\u2019associazione ambientalista intende contrastare l\u2019influenza dell\u2019industria del gas e del petrolio sul sistema dell\u2019informazione, che minaccia la libert\u00e0 di stampa, impedisce di conoscere la verit\u00e0 sulla crisi climatica e ritarda gli interventi di cui abbiamo urgente bisogno per accelerare la transizione energetica verso le fonti rinnovabili.<\/p>\n\n<p>Scarica tutti i report e la classifica dei quotidiani <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/rapporto\/18499\/media-e-crisi-climatica-il-monitoraggio-periodico-di-greenpeace-su-quotidiani-tg-e-pagine-instagram\/\">QUI<\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oltre il 20% delle notizie diffuse dai pi\u00f9 importanti quotidiani e telegiornali nazionali fa da megafono ad argomentazioni contro la transizione energetica e le azioni per mitigare il riscaldamento globale<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":17517,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,17,24],"tags":[29,31,32],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-18514","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-proteggi","category-scegli","tag-clima","tag-volontariato","tag-energia","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18514","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18514"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18514\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18515,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18514\/revisions\/18515"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/17517"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18514"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18514"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18514"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=18514"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}