{"id":18593,"date":"2023-08-01T17:02:03","date_gmt":"2023-08-01T15:02:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=18593"},"modified":"2023-08-01T17:02:09","modified_gmt":"2023-08-01T15:02:09","slug":"miniere-negli-oceani-greenpeace-nessun-via-libera-al-saccheggio-dei-mari-per-lindustria-estrattiva-ma-il-deep-sea-mining-resta-una-minaccia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/18593\/miniere-negli-oceani-greenpeace-nessun-via-libera-al-saccheggio-dei-mari-per-lindustria-estrattiva-ma-il-deep-sea-mining-resta-una-minaccia\/","title":{"rendered":"Miniere negli oceani, Greenpeace: \u00abNessun via libera al saccheggio dei mari per l\u2019industria estrattiva, ma il\u00a0deep sea mining\u00a0resta una minaccia\u00bb\u00a0"},"content":{"rendered":"\n<p>I negoziati dell\u2019Autorit\u00e0 internazionale per i fondali marini (International Seabed Authority, ISA) si concludono oggi senza alcun via libera alle alle estrazioni minerarie in alto mare (<em>deep sea mining<\/em>). Le compagnie interessate a trasformare i fondali marini in miniere di metalli rari non potranno iniziare a saccheggiare gli oceani come avrebbero voluto: cresce infatti l\u2019opposizione all\u2019industria del&nbsp;<em>deep sea mining,<\/em>&nbsp;con oltre 20 governi che chiedono uno stop.<\/p>\n\n<p>\u00abL\u2019industria del&nbsp;<em>deep sea mining<\/em>&nbsp;si stava preparando ad affondare i suoi denti meccanici nei fondali marini, ma la scommessa gli si \u00e8 ritorta contro, poich\u00e9 ha sottovalutato l\u2019importanza della scienza e l\u2019indignazione per l\u2019ingiustizia di un\u2019attivit\u00e0 pericolosa, meramente speculativa e orientata al profitto\u00bb, dichiara Louisa Casson, responsabile della campagna Oceani di Greenpeace International. \u00abGrazie anche alla crescente mobilitazione dell\u2019opinione pubblica, \u00e8 chiaro che la maggior parte dei governi non \u00e8 disposta a liberalizzare la distruzione degli oceani\u00bb.<\/p>\n\n<p>Le decisioni adottate dal Consiglio dell&#8217;ISA lo scorso 21 luglio dimostrano che la maggior parte dei Paesi \u2013 tra cui Brasile, Costa Rica, Cile, Vanuatu, Germania e Svizzera \u2013 non ha ceduto alle pressioni dell&#8217;industria, sostenuta d\u2019altro canto da nazioni come Norvegia, Nauru e Messico, per accelerare le regole per l&#8217;estrazione in acque profonde. L\u2019azienda leader nel settore,&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.nasdaq.com\/articles\/why-the-metals-company-stock-is-drowning-today\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">The Metals Company<\/a>, ha visto il prezzo delle sue azioni crollare dopo questa notizia. Ci\u00f2 nonostante, l&#8217;ISA non \u00e8 riuscita a colmare una lacuna legale che potrebbe consentire alle aziende di iniziare l&#8217;attivit\u00e0 estrattiva gi\u00e0 il prossimo anno.<\/p>\n\n<p>All&#8217;assemblea dell&#8217;ISA di questa settimana, le nazioni favorevoli al&nbsp;<em>deep sea mining&nbsp;<\/em>hanno reagito cercando di mettere a tacere la crescente resistenza all&#8217;estrazione in acque profonde: la Cina, in particolare, si \u00e8 opposta alla proposta dei governi dell&#8217;America Latina, del Pacifico e dell&#8217;Europa di dare pi\u00f9 spazio al dibattito. Questi tentativi di silenziare l&#8217;opposizione al&nbsp;<em>deep sea mining<\/em>&nbsp;si sono spinti ben oltre il tavolo dei negoziati, al punto che il segretariato dell&#8217;ISA, spesso accusato di essere troppo vicino all&#8217;industria, ha&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.commondreams.org\/opinion\/isa-deep-sea-mining\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">limitato il lavoro dei giornalisti e represso le proteste pacifiche<\/a>&nbsp;durante gli incontri.<\/p>\n\n<p>Il mondo intero, sottolinea Greenpeace, si sta rendendo conto della minaccia rappresentata dal&nbsp;<em>deep sea mining<\/em>. Agli<a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/aotearoa\/press-release\/pressure-mounts-against-deep-sea-mining-as-more-pacific-countries-take-a-stand\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">&nbsp;appelli dei popoli indigeni<\/a>&nbsp;si stanno infatti unendo persone da tutto il globo:&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.financeforbiodiversity.org\/leading-financial-institutions-call-on-governments-to-not-permit-deep-sea-mining\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">37 istituzioni finanziarie<\/a>, oltre 750 scienziati e&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/environment\/2023\/jul\/11\/seafood-industry-joins-chorus-of-groups-calling-for-a-halt-to-deep-sea-mining-plans\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">l&#8217;industria della pesca<\/a>&nbsp;hanno gi\u00e0 chiesto di fermare le attivit\u00e0. Greenpeace ritiene che per bloccare quest\u2019industria distruttiva serva una moratoria che ponga al centro la protezione degli oceani e chiede che un numero maggiore di governi si esprima in favore della loro salvaguardia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I negoziati dell\u2019Autorit\u00e0 internazionale per i fondali marini si concludono oggi senza alcun via libera alle alle estrazioni minerarie in alto mare (deep sea mining). 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