{"id":18648,"date":"2023-08-08T14:49:20","date_gmt":"2023-08-08T12:49:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=18648"},"modified":"2023-08-08T14:53:13","modified_gmt":"2023-08-08T12:53:13","slug":"greenpeace-ancora-troppi-incendi-in-amazzonia-53-rispetto-a-un-anno-fa-nonostante-il-calo-nella-deforestazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/18648\/greenpeace-ancora-troppi-incendi-in-amazzonia-53-rispetto-a-un-anno-fa-nonostante-il-calo-nella-deforestazione\/","title":{"rendered":"Greenpeace: ancora troppi incendi in Amazzonia, +5,3% rispetto a un anno fa, nonostante il calo nella deforestazione"},"content":{"rendered":"\n<p>Nuove immagini diffuse da Greenpeace Brasile mostrano come, nonostante il calo significativo della deforestazione in Amazzonia registrato quest\u2019anno, la foresta continui a bruciare a un ritmo allarmante. Sono 15.744 i focolai divampati in Amazzonia nel 2023, con un aumento del 5,3% rispetto al medesimo periodo del 2022. Gli incendi si concentrano principalmente negli Stati di Mato Grosso, Maranh\u00e3o e Par\u00e1, dove l\u2019industria agroalimentare continua a espandersi a scapito della pi\u00f9 grande foresta pluviale del pianeta.<\/p>\n\n<p>\u00abLe nuove immagini dimostrano che, oltre a monitorare e controllare la deforestazione, il nuovo governo brasiliano di Luiz In\u00e1cio Lula da Silva deve investire in misure pi\u00f9 efficaci per prevenire gli incendi\u00bb, dichiara Martina Borghi, campagna Foreste di Greenpeace Italia. \u00abUna stagione pi\u00f9 secca, in combinazione con il ritorno di El Ni\u00f1o, sta creando le condizioni ideali per i roghi in Amazzonia. \u00c8 urgente e necessario che il governo Lula attui un piano d&#8217;azione integrato per salvare&nbsp;questo ecosistema vitale, riconoscendo gli impatti della crisi climatica e le responsabilit\u00e0 di chi distrugge la foresta, anzich\u00e9 limitarsi a spegnere i focolai\u00bb.<\/p>\n\n<p>Oltre all\u2019influenza della siccit\u00e0 e di El Ni\u00f1o, l\u2019aumento degli incendi in Amazzonia \u00e8 dovuto anche alla deforestazione su vasta scala che fino all\u2019anno scorso ha caratterizzato l\u2019agenda anti-ambientalista del precedente governo brasiliano guidato da Jair Bolsonaro. I roghi di quest\u2019anno, infatti, colpiscono aree gi\u00e0 disboscate in passato per liberare i terreni e fare posto a nuovi pascoli e piantagioni.<\/p>\n\n<p>Ogni anno Greenpeace Brasile monitora e documenta gli incendi e la deforestazione in Amazzonia, che svolge un ruolo vitale nella lotta contro la crisi climatica e contro la perdita di biodiversit\u00e0. Secondo l\u2019associazione ambientalista, il Brasile deve passare da un modello economico basato sulla distruzione delle risorse naturali a un sistema che protegga i preziosi ecosistemi presenti nel Paese e promuova la giustizia sociale, riconoscendo i diritti e il valore della conoscenza ancestrale delle popolazioni indigene e delle comunit\u00e0 tradizionali.<\/p>\n\n<p>Proprio oggi, nella citt\u00e0 brasiliana di Bel\u00e9m, che nel 2025 ospiter\u00e0 anche la COP30 sul clima, inizia il vertice sull\u2019Amazzonia presieduto da Lula. Un summit molto atteso che riunir\u00e0 al tavolo dei negoziati i rappresentanti degli otto Paesi dell\u2019Organizzazione del trattato di cooperazione amazzonica (OCTA), Bolivia, Brasile, Colombia, Ecuador, Guyana, Peru, Suriname e Venezuela, per discutere di strategie contro la deforestazione, criminalit\u00e0 organizzata e obiettivi di sviluppo sostenibile, e individuare soluzioni condivise per fermare la distruzione dell\u2019Amazzonia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le nuove immagini dimostrano che, oltre a monitorare e controllare la deforestazione, il nuovo governo brasiliano di Lula deve investire in misure pi\u00f9 efficaci per prevenire gli incendi<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":18649,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[17],"tags":[36],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-18648","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-proteggi","tag-foreste","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18648","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18648"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18648\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18650,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18648\/revisions\/18650"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/18649"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18648"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18648"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18648"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=18648"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}