{"id":18902,"date":"2023-09-29T16:19:21","date_gmt":"2023-09-29T14:19:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=18902"},"modified":"2023-09-29T16:19:26","modified_gmt":"2023-09-29T14:19:26","slug":"granchio-blu-associazioni-e-ricercatori-preoccupati-per-la-proposta-di-strascisco-sottocosta-la-cura-e-peggiore-del-male","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/18902\/granchio-blu-associazioni-e-ricercatori-preoccupati-per-la-proposta-di-strascisco-sottocosta-la-cura-e-peggiore-del-male\/","title":{"rendered":"Granchio blu, associazioni e ricercatori preoccupati per la proposta di \u201cstrascisco&#8221; sottocosta: \u201cLa cura \u00e8 peggiore del male&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<p>Il <strong>WWF, Greenpeace Italia, Legambiente, Marevivo, MedReAct<\/strong> esprimono forte preoccupazione rispetto alla richiesta di una deroga del governo italiano all\u2019Unione europea, come risposta all\u2019emergenza granchio blu, particolarmente sentita in Nord Adriatico, per aprire a una pesca a strascico \u201csperimentale\u201d entro le 3 miglia. Il divieto alla pesca a strascico entro le 3 miglia \u00e8 stato introdotto dall\u2019UE nel 2006, in tutte le sue acque, considerato il forte impatto di questa tecnica di pesca nelle zone costiere. La situazione, seppur di emergenza, non giustifica secondo le associazioni questo ritorno al passato. Stessa preoccupazione \u00e8 stata espressa anche dalla <strong>comunit\u00e0 scientifica nazionale, su iniziativa dei ricercatori del Nord Adriatico, <\/strong>in una lettera congiunta inviata alla Commissione europea.<\/p>\n\n<p>Le associazioni sono&nbsp; ben consapevoli dell\u2019impatto socioeconomico dell\u2019aumento del granchio blu lungo le coste italiane &nbsp;e stanno lavorando a livelli diversi durante questa fase di emergenza, ma vogliono esprimere congiuntamente la propria ferma contrariet\u00e0 &nbsp;riguardo alla richiesta del Governo italiano alla Commissione europea e alle conseguenze che provocherebbe l\u2019utilizzo della pesca a strascico sull\u2019ecosistema costiero, tra cui, la cattura di novellame di specie ad alto valore commerciale, con impatti negativi a medio e lungo termine per tutto il settore della pesca. L\u2019utilizzo dello strascico entro le tre miglia potrebbe inoltre causare conflitti con la pesca artigianale, operante nelle stesse zone.<\/p>\n\n<p>La complessit\u00e0 della situazione richiede che qualsiasi misura proposta atta a gestire questa emergenza deve essere condivisa con tutti gli stakeholders e valutata dalla comunit\u00e0 scientifica, al fine di evitare ulteriori danni a livello di ecosistema. L\u2019emergenza granchio blu \u00e8 gi\u00e0 stata affrontata in altri paesi del Mediterraneo come Tunisia, Spagna, Grecia, e anche in Italia (caso della laguna di Lesina) senza ricorrere allo strascico, bens\u00ec adattandosi alla pesca con nasse, strumenti efficaci e pi\u00f9 selettivi, e aprendo con successo nuove filiere e linee di commercializzazione.<\/p>\n\n<p>\u00c8 fondamentale che l\u2019Italia eviti di compiere errori gestionali, come l\u2019utilizzo di questi sistemi non selettivi, imparando a gestire questa nuova risorsa alieutica che pu\u00f2 fornire una fonte di guadagno alternativa a pescatori e agli operatori di tutta la filiera, trasformando cos\u00ec l\u2019emergenza in opportunit\u00e0.<\/p>\n\n<p>Questa situazione si sarebbe potuta prevedere, ma risulta ora indispensabile gestirla in maniera appropriata senza arrecare ulteriori danni ad un ecosistema gi\u00e0 fragile e compromesso, ed avendo una visione a lungo termine che non pu\u00f2 prescindere dagli altri fattori che contribuiscono alla perdita di biodiversit\u00e0, in particolare il tema del cambiamento climatico che amplifica gli effetti della presenza di specie aliene.<\/p>\n\n<p>Specie originaria delle coste atlantiche del continente americano, dalla Nuova Scozia all\u2019Argentina, il granchio blu (<em>Callinectes sapidus<\/em>) \u00e8 stato introdotto in Europa, presumibilmente tramite le acque di zavorra delle navi, sin dagli inizi del XX secolo e si \u00e8 progressivamente diffuso lungo le coste orientali dell\u2019oceano Atlantico e del Mar Mediterraneo.<\/p>\n\n<p>Dopo una prima segnalazione in Laguna di Venezia nel 1949, questa specie si \u00e8 diffusa lungo le coste italiane gi\u00e0 dagli inizi degli anni duemila, manifestando in questi ultimi anni un aumento esponenziale delle popolazioni, principalmente negli estuari e lungo le coste dell\u2019Adriatico nord-occidentale. Ci\u00f2 sta causando crescenti problemi socioeconomici al settore della pesca, a causa della predazione del granchio blu sui molluschi bivalvi, derivanti dalle attivit\u00e0 di acquacoltura estensiva negli estuari e nelle lagune delle zone. Allo stesso tempo questa specie rappresenta una potenziale minaccia per gli ecosistemi marini delle aree interessate, gi\u00e0 duramente impoveriti e danneggiati dalle attivit\u00e0 umane e dal cambiamento climatico.<\/p>\n\n<p><strong><em>WWF, Greenpeace Italia, Legambiente, Marevivo, MedReAct<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secondo Greenpeace Italia, WWF, Legambiente, Marevivo e MedReAct l&#8217;emergenza non pu\u00f2 giustificare un ritorno al passato, dati gli impatti di questa tecnica di pesca<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":18903,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[17],"tags":[22,18],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-18902","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-proteggi","tag-biodiversita","tag-mare","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18902","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18902"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18902\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18904,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18902\/revisions\/18904"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/18903"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18902"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18902"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18902"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=18902"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}