{"id":21010,"date":"2024-02-05T14:52:13","date_gmt":"2024-02-05T13:52:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=21010"},"modified":"2024-02-05T14:52:16","modified_gmt":"2024-02-05T13:52:16","slug":"42-organizzazioni-italiane-chiedono-un-voto-contrario-sui-nuovi-ogm","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/21010\/42-organizzazioni-italiane-chiedono-un-voto-contrario-sui-nuovi-ogm\/","title":{"rendered":"42 organizzazioni italiane chiedono un voto contrario sui nuovi OGM"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Il 7 febbraio \u00e8 atteso un voto del Parlamento Europeo che potrebbe cancellare etichettatura, tracciabilit\u00e0 e valutazione del rischio per i nuovi OGM, contaminando cos\u00ec l\u2019agricoltura e l\u2019ambiente e togliendo il diritto di scelta ai consumatori<\/em><\/p>\n\n<p>Le <strong>42 organizzazioni<\/strong> dell\u2019agricoltura contadina e biologica, ambientaliste, dei consumatori e della societ\u00e0 civile riunite nella <strong>Coalizione Italia Libera da OGM<\/strong>* lanciano un appello a tutti gli europarlamentari italiani che il prossimo 7 febbraio saranno chiamati a votare la proposta di <strong>deregolamentazione degli OGM ottenuti da nuove tecniche genomiche (New Genomic Techniques \u2013 NGT)<\/strong>: tutelate il principio di precauzione, i diritti degli agricoltori e dei consumatori, il diritto di moratoria per gli stati. <strong>Le elezioni sono vicine e questo voto verr\u00e0 ricordato<\/strong>.<\/p>\n\n<p>Le regole vigenti dal 2001 per la commercializzazione di organismi geneticamente modificati e il divieto nazionale sulla coltivazione rischiano, infatti, di essere cancellate con un colpo di spugna dal voto dell\u2019Eurocamera. Verrebbero <strong>annullati gli obblighi di valutazione del rischio secondo il principio di precauzione, tracciabilit\u00e0 delle modifiche genetiche ed etichettatura dei prodotti finali al consumatore<\/strong>. La spinta verso questa scelta irresponsabile nasce dalle organizzazioni dell\u2019agroindustria e dalle imprese sementiere transnazionali interessate a vendere <strong>nuovi OGM coperti da brevetti<\/strong>.<\/p>\n\n<p>Il tutto mentre <strong>una protesta degli agricoltori viene ampiamente strumentalizzata dalle principali organizzazioni di categoria, che stanno per somministrare ai loro associati la pillola avvelenata delle NGT facendola passare per una medicina utile contro i problemi di un modello agricolo intensivo insostenibile la cui crisi \u00e8 ormai cronica<\/strong>. Ma non saranno i nuovi OGM a garantire il reddito degli agricoltori. Tutt\u2019altro.<\/p>\n\n<p>La via d\u2019uscita non erano gli OGM di prima generazione negli anni Novanta, cos\u00ec come non lo sono oggi quelli prodotti dalle NGT. <strong>Le mutazioni genetiche fuori bersaglio<\/strong> <strong>sono all\u2019ordine del giorno con queste biotecnologie<\/strong>, propagandate invece come precise e mirate. I loro effetti sulle piante e sugli organismi viventi sono ancora largamente sconosciuti, ma vengono minimizzati da una ricerca che dipende ormai dalla vendita delle sue \u201cinnovazioni\u201d ai signori dei semi. Gli interessi in gioco sono grandi: c\u2019\u00e8 un mercato potenziale di 550 milioni di consumatori che finora non ha voluto comprare OGM e poteva contare su delle etichette obbligatorie sui prodotti per poter scegliere. E poi ci sono i milioni di agricoltori europei nei 18 paesi che si sono dichiarati \u201cOGM free\u201d. Con una deregulation, <strong>rischierebbero la contaminazione dei loro campi da parte di pollini NGT portati dagli agenti atmosferici o dagli insetti impollinatori<\/strong> e rischierebbero ad ogni semina di violare il brevetto di qualche ditta sementiera.<\/p>\n\n<p>La biocontaminazione sarebbe <strong>un dramma irreversibile per l\u2019agricoltura biologica<\/strong>, che vieta l\u2019uso di OGM in tutta la filiera. Ma sarebbe anche inevitabile vista la conformazione geografica del nostro paese e la lunghezza del viaggio che pu\u00f2 compiere il polline. L\u2019intero comparto, che oggi copre quasi il 20% della superficie agricola italiana e nutre un mercato che non \u00e8 mai calato \u2013 nemmeno durante i periodi pi\u00f9 neri dell\u2019economia \u2013 sarebbe messo in discussione da questa deregolamentazione. Lo stesso vale per <strong>una quota importante del Made in Italy<\/strong>, che non utilizza nemmeno mangimi OGM d\u2019importazione e che si \u00e8 guadagnata il suo spazio e la sua notoriet\u00e0 anche per il fatto di poter esibire un marchio \u201cNON-OGM\u201d. Per non parlare dei piccoli produttori che riproducono le proprie sementi ancora oggi anche in Italia, e <strong>potrebbero<\/strong> <strong>finire in tribunale<\/strong> con l\u2019accusa di violazione della propriet\u00e0 intellettuale se tutto d\u2019un tratto le loro piante esprimessero caratteri brevettati dalle imprese e migrati con il vento.<\/p>\n\n<p>\u201c<strong>Emendamenti civetta<\/strong>\u201d sono gi\u00e0 stati passati nelle commissioni per provare a tacitare le preoccupazioni diffuse. Ma non basta etichettare le sementi per consentire la scelta all\u2019agricoltore, se poi viene contaminato in campo e non ha meccanismi di tracciabilit\u00e0 per denunciare il fatto come parte lesa. Non basta dichiarare che questi nuovi OGM non saranno brevettabili, se poi nella realt\u00e0 occorre una riforma della Convenzione europea sui brevetti che richiede l\u2019unanimit\u00e0 e un percorso di anni. <strong>Il Parlamento deve fare regole, non dichiarazioni di intenti. E ad oggi, le regole che si appresta a disfare rompono un argine che in ventiquattro anni \u2013 da quando la direttiva 2001\/18 \u00e8 stata approvata \u2013 aveva garantito trasparenza e libert\u00e0 di scelta<\/strong>. Prima di minare queste norme di civilt\u00e0, gli europarlamentari ci pensino due volte e votino l\u2019emendamento di rigetto dell\u2019intero regolamento.<\/p>\n\n<p><strong>*La Coalizione Italia Libera da OGM<\/strong>:<\/p>\n\n<p><em>Agor\u00e0 degli Abitanti della Terra, AIAB, AltragricolturaBio, ARCI, ASCI, Assobio, Associazione Consumatori Utenti, Associazione per l\u2019agricoltura biodinamica, Associazione rurale italiana, Attac Italia, Centro internazionale Crocevia, Civilt\u00e0 Contadina, Coltivare Condividendo, Consorzio della Quarantina, Coordinamento ZeroOgm, CUB, Deafal, Demeter, Equivita, Egalit\u00e9, European Consumers Aps, Fairwatch, Federazione Nazionale Pro Natura, Federbio, FIRAB, Fondazione Seminare il Futuro, Greenpeace, ISDE, Legambiente, Lipu, Navdanya International, RIES \u2013 Rete Italiana Economia Solidale, Reorient, Ress, Seed Vicious, Slow food Italia, Terra!, Terra Nuova, Transform! Italia, USB, Verdi Ambiente e Societ\u00e0, WWF<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 7 febbraio \u00e8 atteso un voto del Parlamento Europeo che potrebbe cancellare etichettatura, tracciabilit\u00e0 e valutazione del rischio per i nuovi OGM.<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":1372,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20],"tags":[27],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-21010","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","tag-agricoltura","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21010","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=21010"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21010\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":21011,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21010\/revisions\/21011"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1372"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=21010"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=21010"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=21010"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=21010"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}