{"id":21064,"date":"2024-02-05T11:19:00","date_gmt":"2024-02-05T10:19:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=21064"},"modified":"2024-02-07T09:25:41","modified_gmt":"2024-02-07T08:25:41","slug":"pfas-nuovo-report-di-greenpeace-in-piemonte-125-mila-persone-potrebbero-aver-bevuto-acqua-potabile-contaminata-da-una-sostanza-cancerogena","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/21064\/pfas-nuovo-report-di-greenpeace-in-piemonte-125-mila-persone-potrebbero-aver-bevuto-acqua-potabile-contaminata-da-una-sostanza-cancerogena\/","title":{"rendered":"Pfas, nuovo report di Greenpeace: \u00abIn Piemonte 125 mila persone potrebbero aver bevuto acqua potabile contaminata da una sostanza cancerogena\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<p><a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/rapporto\/20898\/pfas-in-piemonte-125-mila-persone-potrebbero-aver-bevuto-acqua-potabile-contaminata-da-una-sostanza-cancerogena\/\">Un nuovo rapporto pubblicato oggi da Greenpeace Italia<\/a>, basato su dati ufficiali degli enti pubblici piemontesi ottenuti dall\u2019organizzazione ambientalista tramite istanze di accesso agli atti, dimostra come la contaminazione da PFAS nelle acque potabili del Piemonte non interessi solo l\u2019area della provincia di Alessandria, in cui questo tipo di inquinamento \u00e8 noto gi\u00e0 da tempo, ma anche altre zone della citt\u00e0 metropolitana di Torino, con oltre 70 comuni coinvolti, incluso il capoluogo. Secondo una stima realizzata da Greenpeace Italia, nella regione Piemonte circa 125 mila persone potrebbero aver bevuto acqua contaminata da PFOA, una molecola del gruppo dei PFAS classificata come cancerogena per gli esseri umani.<\/p>\n\n<p>In Piemonte ha sede l\u2019unica produzione ancora attiva di questi composti in Italia, il polo chimico di Solvay Specialty Polymers a Spinetta Marengo, nel comune di Alessandria. Si tratta di uno stabilimento che, secondo lo studio Perforce del 2007, coordinato dall\u2019Universit\u00e0 di Stoccolma, gi\u00e0 allora era ritenuto la principale fonte di PFOA nel bacino del Po. L\u2019azienda rilascia da decenni nell\u2019ambiente ingenti quantit\u00e0 di sostanze pericolose, non solo attraverso le acque reflue, ma, come rivelano dati recenti di ARPA Piemonte, anche in atmosfera.<\/p>\n\n<p>Oltre ai dati ottenuti dagli enti pubblici, Greenpeace Italia ha effettuato dei campionamenti indipendenti che hanno evidenziato la presenza di PFAS anche in aree non ancora monitorate. In particolare, nel comune di Galliate, nel novarese, l\u2019organizzazione ambientalista ha trovato concentrazioni di PFOS (una molecola del gruppo dei PFAS classificata come possibile cancerogeno per gli esseri umani) che in altre nazioni non sono ritenute sicure per la salute umana. A ci\u00f2 si aggiunge l\u2019inquinamento diffuso non solo nell\u2019alessandrino ma anche nell\u2019acqua potabile di decine di comuni della citt\u00e0 metropolitana di Torino. Una situazione grave che denota come in alcune zone del Piemonte questo tipo di inquinamento non sia ancora riconosciuto n\u00e9 tantomeno possa essere considerato sotto controllo.<\/p>\n\n<p>\u00abPer anni si \u00e8 ritenuto che la contaminazione da PFAS in Italia interessasse solo il Veneto o la zona dell\u2019alessandrino in Piemonte, aree che hanno ospitato od ospitano tuttora stabilimenti industriali dedicati alla produzione di queste pericolose molecole. Purtroppo, per\u00f2, l\u2019inquinamento da PFAS \u00e8 molto pi\u00f9 esteso. Gi\u00e0 nei mesi scorsi abbiamo dimostrato come il problema riguardi anche molte aree della Lombardia. Oggi siamo costretti a denunciare che anche in Piemonte ci sono altre zone in cui il problema \u00e8 rilevante e interessa decine di migliaia di persone\u00bb, dichiara Giuseppe Ungherese, responsabile della campagna Inquinamento di Greenpeace Italia.<\/p>\n\n<p>\u00abChiediamo alle istituzioni locali un\u2019operazione di trasparenza per mettere al corrente la cittadinanza di tutti i dati in proprio possesso sulla contaminazione da PFAS e, parallelamente, di intervenire con urgenza sulle fonti inquinanti. Viste le numerose evidenze scientifiche sulla pericolosit\u00e0 per la salute umana di queste sostanze anche a basse concentrazioni, chiediamo al governo, ai ministeri e al parlamento un bando dell\u2019uso e della produzione dei PFAS. Abbiamo tutte e tutti diritto di bere acqua pulita e priva di PFAS. \u00c8 compito delle istituzioni fare in modo che ci\u00f2 accada\u00bb, conclude Ungherese.<\/p>\n\n<p>I PFAS sono un ampio gruppo di migliaia di sostanze chimiche di sintesi prodotte dalle industrie, ancora oggi ampiamente usate perch\u00e9 in Italia non esiste una legge che ne vieti la produzione e l&#8217;utilizzo. Introdotti sul mercato globale nel secolo scorso, hanno trovato ampia applicazione perch\u00e9 idrorepellenti, stabili e resistenti alle alte temperature. Una volta dispersi in natura, possono rimanere nell\u2019ambiente per tantissimo tempo, al punto da essere chiamati \u201cinquinanti eterni\u201d.<\/p>\n\n<p>Leggi <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/rapporto\/20898\/pfas-in-piemonte-125-mila-persone-potrebbero-aver-bevuto-acqua-potabile-contaminata-da-una-sostanza-cancerogena\/\">il rapporto<\/a><\/p>\n\n<p>Consulta <a href=\"https:\/\/public.tableau.com\/app\/profile\/greenpeace.italy\/viz\/PFASPiemonte_17068891804620\/PercentualePrelievi\">la mappa con i dati relativi al Piemonte<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un nuovo rapporto pubblicato oggi da Greenpeace Italia, basato su dati ufficiali degli enti pubblici piemontesi ottenuti dall\u2019organizzazione ambientalista tramite istanze di accesso agli atti, dimostra come la contaminazione da&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":20494,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,17],"tags":[21,30,43],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-21064","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-proteggi","tag-inquinamento","tag-salute","tag-pfas","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21064","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=21064"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21064\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":21065,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21064\/revisions\/21065"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/20494"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=21064"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=21064"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=21064"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=21064"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}