{"id":21404,"date":"2024-02-15T11:32:19","date_gmt":"2024-02-15T10:32:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=21404"},"modified":"2024-02-15T11:32:23","modified_gmt":"2024-02-15T10:32:23","slug":"greenpeace-italia-e-recommon-eni-sceglie-come-consulente-chi-ha-negato-il-riscaldamento-globale-per-difendersi-dalla-causa-climatica-che-la-vede-a-processo-domani-la-prima-udienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/21404\/greenpeace-italia-e-recommon-eni-sceglie-come-consulente-chi-ha-negato-il-riscaldamento-globale-per-difendersi-dalla-causa-climatica-che-la-vede-a-processo-domani-la-prima-udienza\/","title":{"rendered":"Greenpeace italia e ReCommon: \u00abENI sceglie come consulente chi ha negato il riscaldamento globale per difendersi dalla causa climatica che la vede a processo\u00bb. Domani la prima udienza"},"content":{"rendered":"\n<p>Alla vigilia della prima udienza della causa civile intentata lo scorso 9 maggio nei confronti di ENI, Cassa Depositi e Prestiti e Ministero dell\u2019Economia e delle Finanze da 12 cittadine e cittadini, Greenpeace Italia e ReCommon, le due associazioni ambientaliste <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/rapporto\/21401\/le-consulenze-di-eni-contro-greenpeace-italia-e-recommon\/\">con un report pubblicato oggi mettono in evidenza come, nell\u2019ambito del contenzioso climatico, ENI abbia chiesto una consulenza tecnica a personalit\u00e0 tutt\u2019altro che indipendenti<\/a>. Anche a chi, a pi\u00f9 riprese, ha espresso posizioni negazioniste in fatto di riscaldamento globale. Nella fattispecie si tratta di Carlo Stagnaro, attuale direttore degli studi e delle ricerche dell\u2019Istituto Bruno Leoni, think tank liberista noto anche per aver assunto a sua volta, in pi\u00f9 occasioni, posizioni antiscientifiche sulla crisi climatica.<\/p>\n\n<p>Negli anni Stagnaro ha sostenuto tesi negazioniste diffondendo anche in Italia teorie senza fondamento sui cambiamenti climatici; lasciandosi andare a duri strali contro l\u2019IPCC, ovvero la massima autorit\u00e0 scientifica in materia a livello globale; e intessendo una fitta rete di rapporti con le pi\u00f9 note organizzazioni negazioniste globali, con tanto di partecipazione a eventi di \u201cdivulgazione\u201d organizzati da think tank che da decenni lavorano per spargere dubbi sull\u2019origine antropica dei cambiamenti climatici (se non addirittura per cercare di confutarla).<br><br>Oltre a Stagnaro, ENI ha inoltre scelto tra i propri consulenti Stefano Consonni, professore ordinario di Sistemi per l\u2019energia e l\u2019ambiente del Dipartimento di Energia del Politecnico di Milano, presentato come esperto \u201cindipendente\u201d malgrado le sue collaborazioni pluridecennali con le pi\u00f9 grandi aziende globali dei combustibili fossili, come Exxon, BP e la stessa ENI. Un legame profondo e consolidato, quello tra Consonni e il mondo delle societ\u00e0 energetiche, che lo ha portato a fare consulenze nonostante il suo ruolo di docente universitario e dipendente pubblico, tanto che nel 2021 l\u2019accademico \u00e8 stato condannato in primo grado a risarcire al Politecnico di Milano, di cui era dipendente, l&#8217;importo di 250 mila euro per aver svolto, senza autorizzazione dell\u2019universit\u00e0, incarichi in favore di societ\u00e0 profit.<br><br>\u00abSi pu\u00f2 ritenere attendibile, nell\u2019ambito di un contenzioso climatico, la consulenza di chi ha spesso sposato in prima persona e diffuso posizioni negazioniste in fatto di cambiamenti climatici? Si pu\u00f2 ritenere libero di giudizio un esperto chiamato a dare un parere in merito all\u2019operato di una azienda fossile se questo stesso esperto ha ricevuto in passato compensi da questa stessa compagnia?\u00bb, chiedono le due organizzazioni, che sottolineano di avere presentato al tribunale solo documentazioni indipendenti e affidabili. \u00abCi auguriamo che il giudice rigetti le numerose e pretestuose obiezioni mosse da ENI e dalle altre parti e istruisca invece il processo, permettendo un ampio confronto che porti a un radicale cambiamento nelle strategie industriali dell\u2019azienda, facendone un protagonista nel contrasto alla crisi climatica anzich\u00e9 uno dei principali responsabili\u00bb.<br><br>La pi\u00f9 grande multinazionale fossile italiana \u00e8 stata citata in tribunale per i danni cagionati e futuri derivanti dai cambiamenti climatici, a cui ENI ha contribuito con la sua condotta negli ultimi decenni, continuando a investire nei combustibili fossili.<br>&nbsp;<br>Greenpeace Italia e ReCommon chiedono che ENI sia obbligata a rivedere la propria strategia industriale per ridurre le emissioni derivanti dalle sue attivit\u00e0 di almeno il 45% entro il 2030 rispetto ai livelli del 2020, come indicato dalla comunit\u00e0 scientifica internazionale per mantenere l\u2019aumento della temperatura media globale entro 1,5\u00b0C e a rispettare l\u2019Accordo di Parigi sul clima. Viene poi richiesto che il Ministero dell\u2019Economia e delle Finanze e Cassa Deposito e Prestiti adottino una politica climatica che guidi la loro rispettiva partecipazione nella societ\u00e0 in linea con l\u2019Accordo di Parigi.<\/p>\n\n<p>Leggi <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/rapporto\/21401\/le-consulenze-di-eni-contro-greenpeace-italia-e-recommon\/\">il report completo&nbsp;<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alla vigilia della prima udienza della causa civile intentata lo scorso 9 maggio nei confronti di ENI, Cassa Depositi e Prestiti e Ministero dell\u2019Economia e delle Finanze da 12 cittadine&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":20308,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,24],"tags":[29,32,44],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-21404","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-scegli","tag-clima","tag-energia","tag-lagiustacausa","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21404","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=21404"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21404\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":21405,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21404\/revisions\/21405"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/20308"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=21404"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=21404"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=21404"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=21404"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}