{"id":22408,"date":"2024-03-12T12:50:03","date_gmt":"2024-03-12T11:50:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=22408"},"modified":"2024-03-12T12:51:37","modified_gmt":"2024-03-12T11:51:37","slug":"perche-non-ce-liberta-di-stampa-sulla-crisi-climatica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/22408\/perche-non-ce-liberta-di-stampa-sulla-crisi-climatica\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 libert\u00e0 di stampa sulla crisi climatica"},"content":{"rendered":"\n<p>Negli ultimi mesi del 2023 gli articoli dedicati alla crisi climatica dai principali quotidiani italiani sono diminuiti rispetto ai mesi precedenti, mentre <strong>le pubblicit\u00e0 delle aziende inquinanti hanno raggiunto livelli record<\/strong>. Intanto nei telegiornali serali, segnati dall\u2019influenza del governo Meloni sulla Rai, <strong>lo spazio per chi si oppone alla transizione ecologica \u00e8 raddoppiato<\/strong>. <\/p>\n\n<p>\u00c8 questa la sintesi sconfortante che emerge dall\u2019ultimo <strong>monitoraggio periodico <\/strong>realizzato per noi dall\u2019<strong>Osservatorio di Pavia<\/strong>, istituto di ricerca specializzato nell\u2019analisi della comunicazione, con il quale dal 2022 monitoriamo l\u2019informazione dei cambiamenti climatici in Italia. L\u2019Osservatorio analizza le notizie relative alla crisi climatica dei cinque quotidiani nazionali pi\u00f9 diffusi (<strong>Corriere della Sera, la Repubblica, Il Sole 24 Ore, Avvenire, La Stampa<\/strong>), nei telegiornali serali delle reti <strong>Rai, Mediaset e La7<\/strong> e delle 20 testate di informazione pi\u00f9 seguite su Instagram.&nbsp;<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Le aziende fossili impediscono un\u2019informazione libera e indipendente<\/strong><\/h2>\n\n<p>Gli ultimi dati relativi al periodo tra settembre e dicembre 2023 mostrano che in quei mesi <strong>i principali quotidiani italiani hanno pubblicato in media 2,9 articoli al giorno<\/strong> in cui si fa almeno un accenno alla crisi climatica, ma gli articoli realmente dedicati al problema sono <strong>meno della met\u00e0<\/strong>. Si tratta di una diminuzione rispetto al quadrimestre precedente, quando l\u2019alluvione dell\u2019Emilia-Romagna e le ondate di calore estive avevano elevato la copertura, a conferma della natura saltuaria ed emergenziale che caratterizza il racconto mediatico del riscaldamento globale.&nbsp;<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"940\" height=\"788\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/03\/a10b6a3e-progetto-senza-titolo.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-22411\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/03\/a10b6a3e-progetto-senza-titolo.jpg 940w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/03\/a10b6a3e-progetto-senza-titolo-300x251.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/03\/a10b6a3e-progetto-senza-titolo-768x644.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/03\/a10b6a3e-progetto-senza-titolo-406x340.jpg 406w\" sizes=\"auto, (max-width: 940px) 100vw, 940px\" \/><\/figure>\n\n<p>Nello stesso periodo ha invece raggiunto livelli record <strong>la dipendenza della stampa italiana dalle pubblicit\u00e0 delle aziende pi\u00f9 inquinanti <\/strong>(compagnie del gas e del petrolio, dell\u2019automotive, aeree e crocieristiche): con l\u2019unica eccezione di Avvenire, negli altri quotidiani esaminati si \u00e8 arrivati <strong>a una media di una inserzione pubblicitaria al giorno<\/strong>. L\u2019influenza del mondo economico emerge in modo eclatante anche dall\u2019analisi dei soggetti che hanno pi\u00f9 voce negli articoli sulla crisi climatica dei quotidiani: al primo posto spiccano infatti aziende ed esponenti dell\u2019imprenditoria (31%), che staccano politici e istituzioni internazionali (11%) e nazionali (9%), e persino tecnici e scienziati (11%), nonostante nel periodo in esame l\u2019evento pi\u00f9 seguito dai media sia stato il vertice ONU sul clima di Dubai (COP28), in cui le voci di politici e scienziati avrebbero dovuto prevalere.<\/p>\n\n<p>In base ai risultati dello studio, abbiamo aggiornato la <strong>classifica dei principali quotidiani italiani<\/strong> valutati mediante cinque parametri: 1) quanto parlano della crisi climatica; 2) se citano i combustibili fossili tra le cause; 3) quanta voce hanno le aziende inquinanti e 4) quanto spazio \u00e8 concesso alle loro pubblicit\u00e0; 5) se le redazioni sono trasparenti rispetto ai finanziamenti ricevuti dalle aziende inquinanti. Ancora una volta raggiunge la sufficienza soltanto <strong>Avvenire<\/strong> (con 6 punti su 10), migliora <strong>La Stampa<\/strong> (3,6 punti) mentre sprofondano le tre principali testate italiane: <strong>Il Sole 24 Ore<\/strong> (3,2 punti), <strong>Repubblica<\/strong> (3,0) e <strong>Corriere<\/strong> (2,4).&nbsp;<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/03\/96a17d5b-classifica-quotidiani-2024-03-1024x1024.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-22409\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/03\/96a17d5b-classifica-quotidiani-2024-03-1024x1024.jpeg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/03\/96a17d5b-classifica-quotidiani-2024-03-300x300.jpeg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/03\/96a17d5b-classifica-quotidiani-2024-03-150x150.jpeg 150w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/03\/96a17d5b-classifica-quotidiani-2024-03-768x768.jpeg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/03\/96a17d5b-classifica-quotidiani-2024-03-1366x1366.jpeg 1366w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/03\/96a17d5b-classifica-quotidiani-2024-03-340x340.jpeg 340w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/03\/96a17d5b-classifica-quotidiani-2024-03.jpeg 1500w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n<p>Con le vendite dei quotidiani ai minimi storici, la stampa italiana \u00e8 sempre pi\u00f9 dipendente dai finanziamenti delle aziende inquinanti. <strong>Un ricatto che investe anche telegiornali e programmi televisivi<\/strong>, dove ormai si fanno i salti mortali per evitare anche solo di nominare le responsabilit\u00e0 delle fonti fossili e dell\u2019industria del gas e del petrolio. Oltre a mettere in pericolo il clima del pianeta e le nostre vite, <strong>ENI e le altre compagnie dei combustibili fossili impediscono un\u2019informazione libera e indipendente<\/strong> su cui si basa la democrazia.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Nei TG ha pi\u00f9 spazio chi vuole rallentare le azioni per il clima<\/strong><\/h2>\n\n<p>Sui telegiornali colpisce che in quattro mesi di trasmissioni nessun telegiornale ha mai indicato un solo responsabile della crisi climatica. Allo stesso tempo, <strong>sono aumentate le narrative di resistenza alla transizione energetica<\/strong>, che raddoppiano rispetto al precedente periodo di analisi, passando dal 9,7% al 18,4%. <strong>Un sintomo dell\u2019influenza della politica e del controllo del governo Meloni sulla Rai<\/strong>, come si evince dal sensibile calo di attenzione della rete pubblica nei confronti della crisi climatica. Il <strong>TG5 e Studio Aperto<\/strong> diventano infatti i telegiornali che hanno dato pi\u00f9 spazio al riscaldamento del pianeta, con il 2,5% e il 2,4% sul totale delle notizie trasmesse, mentre per la prima volta il <strong>TG1<\/strong> scivola all\u2019ultimo posto della classifica insieme al <strong>TG4<\/strong> e al <strong>TG La7<\/strong>, con appena l\u20191,8%.&nbsp;<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1217\" height=\"694\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/03\/761d53aa-rai-radio-televisione-italiana.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-22413\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/03\/761d53aa-rai-radio-televisione-italiana.jpg 1217w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/03\/761d53aa-rai-radio-televisione-italiana-300x171.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/03\/761d53aa-rai-radio-televisione-italiana-1024x584.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/03\/761d53aa-rai-radio-televisione-italiana-768x438.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/03\/761d53aa-rai-radio-televisione-italiana-510x291.jpg 510w\" sizes=\"auto, (max-width: 1217px) 100vw, 1217px\" \/><\/figure>\n\n<p>La resistenza del governo italiano alla transizione energetica \u00e8 ancora pi\u00f9 evidente nel monitoraggio dei discorsi dei principali leader politici, in cui si riscontrano <strong>posizioni ambigue, se non addirittura contrarie, alle azioni per il clima<\/strong>. Il governo Meloni nasconde lo scarso interesse per la lotta alla crisi climatica invocando un presunto pragmatismo delle proprie politiche, che garantirebbero la sostenibilit\u00e0 e la coesione sociale del Paese, ma \u00e8 proprio questo approccio ad essere il meno pragmatico: sminuendo il problema e posticipando le soluzioni non si fa altro che <strong>mantenere uno status quo che ci porter\u00e0 a pagare un conto insostenibile<\/strong>, in termini di danni ambientali, perdite economiche e impatti sulla vita delle persone.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Anche su Instagram l\u2019informazione climatica \u00e8 in calo<\/strong><\/h2>\n\n<p>Per quanto riguarda infine le testate d\u2019informazione pi\u00f9 diffuse su <strong>Instagram<\/strong>, canale di riferimento per i pi\u00f9 giovani, <strong>le notizie sulla crisi climatica scendono dal 4,1% al 2,6% sul totale dei post pubblicati<\/strong>. Hanno trovato pi\u00f9 spazio gli aspetti politici (29%) e sociali (27%) rispetto a quelli ambientali (22%) ed economici (9%). Tra i soggetti citati o intervistati prevalgono gli esperti scientifici e le associazioni ambientaliste (17% ciascuno), che superano aziende ed esponenti dell\u2019imprenditoria (13%) Hanno dedicato pi\u00f9 attenzione alla crisi climatica <strong>tpi<\/strong> (9% sul totale dei post pubblicati), <strong>torcha<\/strong> (8%) e <strong>factanza<\/strong> (7,5%), mentre chiudono la classifica<strong> larepubblica <\/strong>(0,8%) e <strong>laveritaweb<\/strong> (0,8%).<\/p>\n\n<p>Per approfondire, leggi <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=18499\">i risultati completi<\/a> del nostro monitoraggio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;influenza della politica e delle aziende pi\u00f9 inquinanti sui principali telegiornali e quotidiani nazionali sta crescendo, secondo il monitoraggio dell&#8217;Osservatorio di Pavia.<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":22411,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"In Italia non c'\u00e8 libert\u00e0 di stampa sulla crisi climatica","p4_og_description":"Sui principali telegiornali e quotidiani nazionali sta crescendo l'influenza delle aziende inquinanti e della politica.","p4_og_image":"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/03\/761d53aa-rai-radio-televisione-italiana.jpg","p4_og_image_id":"22413","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[17],"tags":[29],"p4-page-type":[19],"class_list":["post-22408","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-proteggi","tag-clima","p4-page-type-storia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22408","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22408"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22408\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":22416,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22408\/revisions\/22416"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/22411"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22408"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=22408"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=22408"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=22408"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}