{"id":2270,"date":"2018-05-08T10:00:53","date_gmt":"2018-05-08T10:00:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=2270"},"modified":"2024-02-23T10:00:18","modified_gmt":"2024-02-23T09:00:18","slug":"nuovo-rapporto-petrolio-airgun-ionio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/2270\/nuovo-rapporto-petrolio-airgun-ionio\/","title":{"rendered":"Nuovo rapporto di Greenpeace: \u00abI petrolieri pronti a &#8216;bombardare&#8217; anche lo Ionio, gli air gun minacciano un&#8217;area marina di grande valore\u00bb"},"content":{"rendered":"<div class=\"leader\">\n<div>La minaccia dei petrolieri ai mari italiani, mai venuta meno negli ultimi anni, si estende ora alle acque dello Ionio, al largo di Santa Maria di Leuca.<\/div>\n<\/div>\n<div>\n<p>Si tratta di un\u2019area che, secondo la Convenzione sulla Biodiversit\u00e0 (Convention on Biological Diversity &#8211; CBD), \u00e8 classificata come\u00a0<a title=\"https:\/\/www.cbd.int\/ebsa\/\" href=\"https:\/\/www.cbd.int\/ebsa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">EBSA<\/a>, ovvero come particolarmente preziosa per l\u2019ecosistema marino nel suo complesso.<\/p>\n<p>\u00c8 quanto denuncia Greenpeace Italia con un nuovo rapporto, \u201c<a title=\"http:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/it\/ufficiostampa\/rapporti\/Troppo-rumor-per-nulla\/\" href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/rapporto\/382\/troppo-rumor-per-nulla\/\">Troppo rumor per nulla. Un altro assalto degli air gun al nostro mare, tra Adriatico e Ionio<\/a>\u201d.<\/p>\n<p>La ricerca di nuovi giacimenti di fonti fossili sotto i nostri fondali \u00e8 il fattore che muove, in questo caso, la Edison S.p.A. (Permesso di Ricerca di Idrocarburi Liquidi e Gassosi \u201cd 84F.R-EL\u201d), e avverrebbe ancora una volta con la tecnica dell\u2019air gun. Un dispositivo che, generando artificialmente onde d\u2019urto e analizzandone la riflessione sui fondali marini, permette di identificare i depositi di idrocarburi offshore. Per la ricerca di un giacimento marino sono impiegati decine di air gun, disposti su due file a una profondit\u00e0 di 5-10 metri: producono violente detonazioni ogni 10-15 secondi per settimane, continuativamente. Il rumore generato \u00e8 almeno doppio rispetto a quello del decollo di un jet.<\/p>\n<p>Gli effetti dannosi delle esplosioni sull\u2019ecosistema marino sono documentati in numerosi studi e in questo caso colpirebbero molto specie: tonni, pesci spada, squali, mobule, cetacei, tartarughe caretta. Nonch\u00e9 habitat di profondit\u00e0 con organismi come coralli e spugne che rappresentano importanti serbatoi di biodiversit\u00e0, sono aree di riproduzione di numerose specie ittiche di importanza commerciale e contribuiscono al riciclaggio di materia organica nella catena trofica.<\/p>\n<p>\u00abCi sono Paesi che hanno vietato la ricerca, e quindi l\u2019estrazione, di nuovi giacimenti fossili nei loro mari. Ultima in tal senso la Nuova Zelanda, che sta rinunciando a riserve infinitamente pi\u00f9 consistenti di quelle presenti sotto i nostri fondali, pur di proteggere questi ecosistemi, il clima e ogni altra attivit\u00e0 economica legata al mare e potenzialmente danneggiata dal petrolio. Cosa aspetta l\u2019Italia a darsi un indirizzo conseguente con gli impegni presi in sedi internazionali come l\u2019Accordo di Parigi?\u00bb, dichiara Alessandro Giann\u00ec, Direttore delle Campagne di Greenpeace Italia.<\/p>\n<p>Greenpeace ricorda nel suo rapporto che \u201cla scoperta dei banchi di coralli di acque fredde (o di profondit\u00e0, o \u201ccoralli bianchi\u201d) al largo di Santa Maria di Leuca ha fatto di questo tratto di mare un\u2019area di primissimo interesse biologico. Si tratta di comunit\u00e0 dominate da Madrepora oculata e Lophelia pertusa. Questi banchi di coralli di profondit\u00e0 sono un hot spot di biodiversit\u00e0. Ci sono non meno di 222 specie a profondit\u00e0 tra 280 e 1121 metri. Spugne (36 specie), molluschi (35), cnidari (o celenterati: coralli, anemoni\u2026: 31 specie), anellidi (24 specie, di cui una trovata qui per la prima volta nel Mediterraneo), crostacei (23), briozoi (19) e 40 specie di pesci\u201d. Secondo l\u2019associazione ambientalista la richiesta di permesso presentata da Edison per sondare i fondali di questo tratto di mare \u00e8 lacunosa ed omissiva, nel valutare i possibili impatti dell\u2019air gun sull\u2019ambiente. Per questo l\u2019associazione presenter\u00e0 le sue osservazioni nel merito al Ministero dell&#8217;Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, per chiedere il respingimento di questo ennesimo tentativo di oltraggio ai nostri mari.<\/p>\n<p>Greenpeace auspica che le istituzioni locali si attivino per contrastare una prospettiva che minaccerebbe turismo, pesca e comunit\u00e0 costiere; e auspica inoltre che sulle attivit\u00e0 di ricerca di nuovi giacimenti, che interessano l\u2019intero Adriatico e alcune aree dello Ionio, si ascolti anche la voce della societ\u00e0 civile di quei territori, da tempo e in larga misura contraria a questa prospettiva.<\/p>\n<p>Leggi il rapporto\u00a0<a title=\"http:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/it\/ufficiostampa\/rapporti\/Troppo-rumor-per-nulla\/\" href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/rapporto\/382\/troppo-rumor-per-nulla\/\">&#8220;Troppo rumor per nulla&#8221;<\/a><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La minaccia dei petrolieri ai mari italiani, mai venuta meno negli ultimi anni, si estende ora alle acque dello Ionio, al largo di Santa Maria di Leuca.<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":2280,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,17],"tags":[18,32],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-2270","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-proteggi","tag-mare","tag-energia","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2270","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2270"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2270\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6446,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2270\/revisions\/6446"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2280"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2270"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2270"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2270"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=2270"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}