{"id":23083,"date":"2024-04-23T13:17:06","date_gmt":"2024-04-23T11:17:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=23083"},"modified":"2024-04-23T13:19:31","modified_gmt":"2024-04-23T11:19:31","slug":"report-2023-di-greenpeace-su-media-e-clima-piu-spazio-alla-crisi-climatica-ma-censura-su-cause-e-responsabili-cresce-la-dipendenza-dalle-pubblicita-di-aziende-inquinanti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/23083\/report-2023-di-greenpeace-su-media-e-clima-piu-spazio-alla-crisi-climatica-ma-censura-su-cause-e-responsabili-cresce-la-dipendenza-dalle-pubblicita-di-aziende-inquinanti\/","title":{"rendered":"Report 2023 su media e clima: \u00abPi\u00f9 spazio alla crisi climatica, ma censura su cause e responsabili. Cresce la dipendenza da pubblicit\u00e0 di aziende inquinanti\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<p>Pur restando scarsa e sporadica, nel 2023&nbsp;aumenta l\u2019attenzione dei principali media italiani nei confronti della crisi climatica, ma al tempo stesso si accentua la dipendenza economica dei quotidiani dalle pubblicit\u00e0 delle aziende inquinanti, che contribuisce a impedire un\u2019informazione corretta sulle fonti fossili come causa del riscaldamento globale e sulle responsabilit\u00e0 delle aziende del gas e del petrolio.&nbsp;\u00c8 quanto emerge dal&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/rapporto\/18499\/media-e-crisi-climatica-il-monitoraggio-periodico-di-greenpeace-su-quotidiani-tg-e-pagine-instagram\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">secondo rapporto annuale sull\u2019informazione dei cambiamenti climatici<\/a>&nbsp;nel nostro Paese, realizzato per Greenpeace Italia dall\u2019Osservatorio di Pavia, istituto di ricerca specializzato nell\u2019analisi della comunicazione. Lo studio ha esaminato, nel periodo fra gennaio e dicembre 2023, come la crisi climatica \u00e8 stata raccontata dai cinque quotidiani nazionali pi\u00f9 diffusi (<em>Corriere della Sera<\/em>,&nbsp;<em>la Repubblica<\/em>,&nbsp;<em>Il Sole 24 Ore<\/em>,&nbsp;<em>Avvenire<\/em>,&nbsp;<em>La Stampa<\/em>), dai telegiornali serali delle reti Rai, Mediaset e La7 e dalle 20 testate di informazione pi\u00f9 seguite su Instagram.<\/p>\n\n<p>I risultati mostrano un aumento degli articoli pubblicati dai principali&nbsp;<strong>quotidiani<\/strong>&nbsp;italiani&nbsp;in cui si fa almeno un accenno alla crisi climatica, pari in media a 2,7 articoli al giorno (contro una media di 2 articoli al giorno nel 2022), sebbene quelli effettivamente dedicati al clima siano appena un terzo. Ben pi\u00f9 marcato l\u2019aumento delle&nbsp;<strong>pubblicit\u00e0<\/strong>&nbsp;dell\u2019industria dei combustibili fossili e delle aziende dell\u2019automotive, aeree e crocieristiche, tra i maggiori responsabili del riscaldamento del pianeta: nel 2023 i cinque quotidiani esaminati hanno infatti ospitato 1.229 inserzioni pubblicitarie (erano 795 nel 2022), accentuando la pericolosa dipendenza della stampa italiana dai finanziamenti fossili. Questo \u00e8 uno degli elementi che spiegano perch\u00e9 si parla sempre meno delle cause del riscaldamento globale (in calo dal 22% al 15% rispetto al 2022) e di combustibili fossili (indicati come causa solo nel 5,5% degli articoli), mentre le compagnie del gas e del petrolio sono indicate come responsabili in appena 14 articoli durante l\u2019intero anno.<\/p>\n\n<p>\u00abIl monitoraggio effettuato sui principali media italiani nell\u2019anno pi\u00f9 caldo di sempre conferma che, a causa dell\u2019influenza economica di&nbsp;&nbsp;ENI e delle altre aziende inquinanti, in Italia non c\u2019\u00e8 libert\u00e0 di stampa sul clima, nonostante gli impatti sempre pi\u00f9 gravi ed evidenti del riscaldamento del pianeta\u00bb, dichiara Giancarlo Sturloni, responsabile della comunicazione di Greenpeace Italia.<\/p>\n\n<p>Sia sulla stampa che sui&nbsp;<strong>telegiornali<\/strong>&nbsp;di prima serata, i&nbsp;principali momenti di attenzione del 2023 si sono registrati in concomitanza con le alluvioni che hanno colpito l\u2019Emilia-Romagna, le Marche e la Toscana, durante il caldo record di luglio e in occasione del vertice sul clima di Dubai (COP28). In media, i sette telegiornali monitorati&nbsp;hanno parlato esplicitamente di crisi climatica nel&nbsp;2,3% delle notizie trasmesse, un dato in aumento rispetto all\u20191,9% del 2022. Tuttavia, \u00e8 accaduto una sola volta che le compagnie petrolifere fossero indicate come responsabili della crisi climatica. Il TG5 \u00e8 il telegiornale che in percentuale ha dedicato pi\u00f9 spazio al clima (con il 2,7% delle notizie trasmesse), mentre fanalino di coda si conferma il TG La7 di Enrico Mentana (con appena l\u20191,6%). Il TG1 e il TG2 scivolano rispettivamente al terzultimo e al penultimo posto, sintomo del condizionamento del governo Meloni sulla Rai.<\/p>\n\n<p>La scarsa attenzione alla crisi climatica sui media italiani si abbina a un altro preoccupante fenomeno: le narrative di resistenza alla transizione energetica trovano sempre pi\u00f9 spazio. Nel 2023 sono state veicolate dal 16% degli articoli dei quotidiani e dal 14% delle notizie dei telegiornali che parlano di clima, e si assiste inoltre a un ritorno del negazionismo climatico di vecchio stampo. Scetticismo, negazionismo e resistenza alla transizione si riscontrano anche nelle dichiarazioni sulla crisi climatica nei TG, nei quotidiani e su Facebook da parte dei principali&nbsp;<strong>leader politici<\/strong>&nbsp;della maggioranza, che pi\u00f9 dei leader degli altri schieramenti esprimono dubbi o contrariet\u00e0 verso la messa in atto di soluzioni per il clima.<\/p>\n\n<p>\u00abLa resistenza alla transizione che troviamo in articoli, servizi di telegiornale e dichiarazioni dei politici&nbsp;<strong>altro non \u00e8 che il riflesso di un complesso patto di potere in cui gli interessi dei media, della politica e del mondo industriale sono indissolubilmente legati<\/strong>, e in cui i soggetti che hanno pi\u00f9 potere di condizionare il discorso pubblico sul clima sono proprio i colossi del petrolio e del gas come ENI, maggiormente responsabili della crisi climatica\u00bb, dichiara Federico Spadini, campaigner clima di Greenpeace Italia. \u00abRompere questo legame, liberando i media dalla dipendenza dai finanziamenti dell\u2019industria fossile e ridimensionando il potere del settore petrolifero di influenzare la politica italiana, \u00e8 un\u2019azione necessaria per affrontare la crisi climatica per quel che veramente \u00e8: un\u2019emergenza che dobbiamo risolvere al pi\u00f9 presto, per il bene delle persone e del pianeta\u00bb.<\/p>\n\n<p>In base ai risultati dello studio, Greenpeace ha inoltre stilato la&nbsp;<strong>classifica per l\u2019anno 2023 dei principali quotidiani italiani<\/strong>: raggiunge la sufficienza soltanto&nbsp;<em>Avvenire<\/em>&nbsp;(con 6 punti su 10), segue&nbsp;<em>La Stampa<\/em>&nbsp;(4,2 punti) mentre risultano gravemente insufficienti&nbsp;<em>Repubblica<\/em>&nbsp;(3,8 punti),&nbsp;<em>Corriere&nbsp;<\/em>(3,2 punti) e&nbsp;<em>Il Sole 24 Ore<\/em>&nbsp;(3 punti). I giornali sono stati valutati mediante cinque parametri: 1) quanto parlano della crisi climatica; 2) se citano i combustibili fossili tra le cause; 3) quanta voce hanno le aziende inquinanti e 4) quanto spazio \u00e8 concesso alle loro pubblicit\u00e0; 5) se le redazioni sono trasparenti rispetto ai finanziamenti ricevuti dalle aziende inquinanti.<\/p>\n\n<p>Per quanto riguarda infine le testate d\u2019informazione pi\u00f9 diffuse su\u00a0<strong>Instagram<\/strong>, canale di riferimento per i pi\u00f9 giovani, le notizie sulla crisi climatica si attestano al 3,2% sul totale dei post pubblicati.\u00a0A differenza dei media tradizionali, hanno trovato pi\u00f9 spazio gli aspetti ambientali (32%) e sociali (25%) rispetto a quelli politici (21%) ed economici (9%). Hanno dedicato pi\u00f9 attenzione alla crisi climatica will_ita (9,6% sul totale dei post pubblicati), torcha (8,1%) e domanieditoriale (7,8%), mentre chiudono la classifica corriere (1,3%), ilfoglio (0,9) e\u00a0avvenire.it\u00a0(0,7%).<\/p>\n\n<p>Il monitoraggio dei media italiani proseguir\u00e0 anche nel 2024 nell\u2019ambito della campagna di Greenpeace Italia \u201cStranger Green\u201d contro il greenwashing e la disinformazione sulla crisi climatica. Con questa campagna l\u2019associazione ambientalista intende contrastare l\u2019influenza dell\u2019industria&nbsp;fossile&nbsp;sul sistema dell\u2019informazione, che minaccia la libert\u00e0 di stampa, impedisce di conoscere la verit\u00e0 sulla crisi climatica e ritarda gli interventi di cui abbiamo urgente bisogno per accelerare la transizione energetica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 quanto emerge dal\u00a0secondo rapporto annuale sull\u2019informazione dei cambiamenti climatici\u00a0nel nostro Paese, realizzato per Greenpeace Italia dall\u2019Osservatorio di Pavia.<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":23077,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"Report 2023 su media e clima di Greenpeace","p4_og_description":"Pur restando sporadica, aumenta l\u2019attenzione dei principali media italiani alla crisi climatica, ma si accentua la dipendenza economica dei quotidiani dalle pubblicit\u00e0 delle aziende inquinanti","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20],"tags":[29],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-23083","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","tag-clima","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23083","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=23083"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23083\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":23086,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23083\/revisions\/23086"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/23077"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=23083"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=23083"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=23083"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=23083"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}