{"id":23166,"date":"2024-05-07T12:07:10","date_gmt":"2024-05-07T10:07:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=23166"},"modified":"2024-05-07T13:32:52","modified_gmt":"2024-05-07T11:32:52","slug":"missioni-militari-a-tutto-gas","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/23166\/missioni-militari-a-tutto-gas\/","title":{"rendered":"Missioni militari a tutto gas"},"content":{"rendered":"\n<p>Nonostante il peggioramento della crisi climatica e la gravissima escalation dei conflitti, la Camera si appresta ad approvare tutte le operazioni militari a protezione delle rotte del gas e del petrolio. Secondo i nostri calcoli, nel 2024 la spesa italiana per le missioni militari a tutela delle fonti fossili cresce leggermente in termini assoluti <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/18322\/forze-armate-a-tutela-dei-principali-responsabili-della-crisi-climatica\/\">rispetto al 2023<\/a>: da 833 milioni di euro a 840 milioni (tabella). Un dato in costante crescita dal 2019, con un trend inverso rispetto agli obiettivi della neutralit\u00e0 climatica. Pur restando nettamente sopra la met\u00e0, la percentuale di spesa per le missioni \u201cfossili\u201d rispetto al budget totale delle missioni militari 2024 \u00e8 in lieve calo rispetto all\u2019anno precedente (dal 64 al 60%), poich\u00e9 quest\u2019anno la spesa complessiva per le operazioni militari all\u2019estero \u00e8 cresciuta in maniera significativa (da circa 1,3 miliardi di euro a oltre 1,4 miliardi).<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L\u2019ossessione del governo per le fonti fossili<\/h2>\n\n<p>Se quest\u2019anno la discussione parlamentare sulla partecipazione italiana alle missioni internazionali \u00e8 iniziata con largo anticipo rispetto agli anni precedenti, non \u00e8 per\u00f2 cambiata l\u2019ossessione del governo per le fonti fossili. Anzi,<a href=\"https:\/\/documenti.camera.it\/_dati\/leg19\/lavori\/documentiparlamentari\/IndiceETesti\/026\/002\/INTERO.pdf\"> nella relazione analitica deliberata dal Consiglio dei ministri il 26 febbraio 2024<\/a>, la questione ha conquistato un posto di primo piano: \u00ab<em>Una menzione particolare merita il tema della sicurezza energetica, che \u00e8 diventata prioritario aspetto da attenzionare in ragione del ri-orientamento dei nostri approvvigionamenti \u2013 in conseguenza della crisi russo-Ucraina \u2013 e degli attacchi alle relative infrastrutture (Nord Stream 2), nonch\u00e9 delle minacce alla sicurezza della navigazione nel Mar Rosso e nel Golfo di Aden\u00bb.<\/em><\/p>\n\n<p>In una sola frase, insomma, il governo conferma<a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/18322\/forze-armate-a-tutela-dei-principali-responsabili-della-crisi-climatica\/\"> quello che Greenpeace sostiene da tempo sull\u2019accelerazione inferta dalla guerra in Ucraina alla militarizzazione delle fonti fossili<\/a> e, in particolare, sul<a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/20629\/mar-rosso-greenpeace-missione-militare-serve-a-difendere-nostre-fonti-fossili-e-mostra-il-fallimento-della-politica-energetica-del-governo\/\"> collegamento tra la nuova missione nel Mar Rosso e la sicurezza energetica<\/a>. A dimostrare il legame tra la risposta italiana agli attacchi degli Houthi nel Mar Rosso e i nostri approvvigionamenti energetici, del resto, sono i numeri: secondo FederPetroli, dalla rotta del Canale di Suez transita il 27% dell\u2019import italiano di greggio e il 34% del nostro Gnl. Invece di puntare sulla pace e sulla de-escalation, Stati Uniti e Unione europea hanno scelto di militarizzare ulteriormente un\u2019area instabile per proteggere una rotta cruciale per le fonti fossili, principali responsabili del disastro climatico. <a href=\"https:\/\/www.eeas.europa.eu\/eeas\/red-sea-remarks-high-representativevice-president-josep-borrell-press-conference-eunavfor-aspides_en?channel=eeas_press_alerts&amp;date=2024-04-08&amp;newsid=0&amp;langid=en&amp;source=mail\">Lo stesso Josep Borrell, Alto rappresentante dell&#8217;Unione per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza, nella conferenza stampa sulla missione Aspides<\/a> dell\u20198 aprile ha sottolineato che \u00ablo stretto di Bab-el-Mandeb \u00e8 attraversato dal 30% dei container globali e dal 21% del transito globale di energia. \u00c8 un&#8217;arteria vitale. \u00c8 una vena vitale per noi<em>\u00bb<\/em>.<\/p>\n\n<p>Anche le altre due missioni europee collegate alla nuova operazione Aspides, cio\u00e8 EMASoH nello Stretto di Hormuz e Atalanta nel Golfo di Aden, svolgono da anni un ruolo di protezione dell\u2019import del petrolio e del gas. La stessa relazione governativa, dopo aver messo in relazione la sicurezza energetica con le \u00abminacce alla sicurezza della navigazione nel Mar Rosso e nel Golfo di Aden\u00bb, non manca infatti di sottolineare come \u00abla libert\u00e0 e la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz\u00bb siano \u00abstrategici per la sicurezza degli approvvigionamenti energetici nazionali\u00bb. Il costo a carico dell\u2019Italia<a href=\"https:\/\/documenti.camera.it\/_dati\/leg19\/lavori\/documentiparlamentari\/IndiceETesti\/025\/002\/INTERO.pdf\"> per queste tre operazioni militari esplicitamente a tutela delle fonti fossili \u00e8 di 42 milioni di euro<\/a>. Tanto per dare un termine di paragone, per la missione Levante di aiuto umanitario alla popolazione di Gaza, l\u2019Italia ha stanziato solo 3 milioni di euro.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La mappa delle missioni a tutela di petrolio e gas<\/h2>\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/12\/e3df577f-greenpeace_report-missioni-militari-fossili_dicembre2021.pdf\">Le principali aree delle missioni militari \u201cfossili\u201d restano quelle degli anni scorsi<\/a>, ovvero: Oceano Indiano Nord Occidentale, Medio Oriente, Mediterraneo centrale e orientale, Golfo di Guinea e Mozambico. In pratica il cosiddetto Mediterraneo allargato, cio\u00e8 l\u2019area di prioritaria attenzione per l\u2019Italia, nella quale,<a href=\"https:\/\/webtv.camera.it\/evento\/24934\"> come ha sottolineato il Capo di Stato Maggiore della Difesa, l\u2019ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, nell\u2019audizione parlamentare del 26 marzo 2024<\/a>, \u00abvediamo prendere forza una fascia di instabilit\u00e0 che minaccia l\u2019Europa, in grado di condizionare flussi commerciali, movimenti migratori, approvvigionamenti energetici\u00bb. Simile il monito del<a href=\"https:\/\/webtv.camera.it\/evento\/24868\"> ministro della Difesa Guido Crosetto che, di fronte alle commissioni Difesa ed Esteri di Camera e Senato, il 19 marzo<\/a> aveva ricordato che \u00abgli effetti di questa instabilit\u00e0, oltre che sul piano militare, si manifestano anche nell\u2019accesso a materie prime, alle<strong> <\/strong>fonti di energia, alle terre rare\u00bb.<\/p>\n\n<p>I casi pi\u00f9 eclatanti di missioni \u201cfossili\u201d rimangono l\u2019operazione Gabinia nel Golfo di Guinea <em>\u2013<\/em> che continua ad avere come primo compito la protezione degli \u00ab<a href=\"https:\/\/documenti.camera.it\/_dati\/leg19\/lavori\/documentiparlamentari\/IndiceETesti\/026\/002\/INTERO.pdf\">asset estrattivi di ENI, operando in acque internazionali<\/a>\u00bb, oltre a proteggere le petroliere e le altre imbarcazioni dagli attacchi dei pirati <em>\u2013<\/em>, e Mediterraneo Sicuro, che vede confermata l\u2019attivit\u00e0 di \u00absorveglianza e protezione delle piattaforme dell\u2019ENI ubicate nelle acque internazionali prospicienti la costa libica\u00bb. Nel 2023, segnala la relazione governativa, questa missione ha contribuito anche \u00ab<em>alla sicurezza energetica e delle comunicazioni attraverso la protezione di infrastrutture critiche (piattaforme off-shore, oleodotti, gasdotti, condotte dorsali subacquee) di interesse strategico nazionale, anche nella loro dimensione subacquea\u00bb<\/em>.<\/p>\n\n<p>Il documento governativo, infatti, precisa che \u00ab<em>il controllo e il monitoraggio delle infrastrutture energetiche da soli appaiono insufficienti a garantire tale sicurezza<\/em> (energetica, <em>ndr<\/em>)\u00bb. In questa fase, sostiene l\u2019esecutivo, \u00ab<em>acquisisce fondamentale rilievo la sicurezza delle vie di transito, da declinarsi in termini di sicurezza marittima ovvero delle infrastrutture sottomarine<\/em>\u00bb. Proprio per potenziare la sicurezza del dominio subacqueo e delle relative infrastrutture critiche (soprattutto asset energetici e cavi per le comunicazioni internet), nel dicembre 2023 \u00e8 stato inaugurato il Polo Nazionale della Subacquea con sede a La Spezia: una sorta di incubatore di tecnologie, sotto l\u2019egida della Marina Militare, per promuovere la sinergia tra istituzioni, centri di ricerca e industrie, da Leonardo ad Eni, passando per Fincantieri e Saipem.<\/p>\n\n<p>Insomma, sopra e sotto il livello dell\u2019acqua, la priorit\u00e0 dei governi italiani sembra essere sempre la stessa: fonti fossili, fonti fossili, fonti fossili. A costo di aggravare il disastro climatico e di militarizzare ulteriormente le aree di crisi.<\/p>\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tabella<\/strong> &#8211; Missioni militari fossili, costi per l&#8217;Italia:<\/h4>\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table><tbody><tr><td><\/td><td><\/td><td><\/td><td><\/td><\/tr><tr><td><strong>MISSIONE MILITARE<\/strong><\/td><td><strong>AREA OPERATIVA<\/strong><\/td><td><strong>SPESA 2023<\/strong><\/td><td><strong>SPESA 2024<\/strong><\/td><\/tr><tr><td>Operazione Mediterraneo Sicuro<\/td><td>Mediterraneo centrale e orientale<\/td><td>104,648,293.00 \u20ac<\/td><td>132,271,792.00 \u20ac<\/td><\/tr><tr><td>EUNAVFOR MED Irini<\/td><td>Mediterraneo centrale, Libia<\/td><td>31,847,655.00 \u20ac<\/td><td>36,626,527.00 \u20ac<\/td><\/tr><tr><td>Miasit<\/td><td>Libia<\/td><td>26,009,964.00 \u20ac<\/td><td>25,022,815.00 \u20ac<\/td><\/tr><tr><td>Coalizione globale anti-Daesh<\/td><td>Iraq, Golfo Persico<\/td><td>241,297,305.00 \u20ac<\/td><td>242,118,664.00 \u20ac<\/td><\/tr><tr><td>Missione NATO Iraq<\/td><td>Iraq<\/td><td>31,062,603.00 \u20ac<\/td><td>17,343,608.00 \u20ac<\/td><\/tr><tr><td>Operazione Sea Guardian<\/td><td>Mediterraneo centrale e orientale<\/td><td>11,299,463.00 \u20ac<\/td><td>9,814,015.00 \u20ac<\/td><\/tr><tr><td>Operazione Gabinia<\/td><td>Golfo di Guinea<\/td><td>13,877,363.00 \u20ac<\/td><td>11,892,998.00 \u20ac<\/td><\/tr><tr><td>EUNAVFOR Operation Atalanta<\/td><td>Mar Rosso, Golfo di Aden, Oceano Indiano<\/td><td>26,812,670.00 \u20ac<\/td><td>(inclusa in Aspides)<\/td><\/tr><tr><td>EMASoH<\/td><td>Golfo Persico, Stretto di Hormuz<\/td><td>19,702,823.00 \u20ac<\/td><td>(inclusa in Aspides)<\/td><\/tr><tr><td>Missioni Aspides\/ Atalanta\/ EMASoH<\/td><td>Mar Rosso, Golfo Persico, Golfo di Aden<\/td><td><\/td><td>42,650,121.00 \u20ac<\/td><\/tr><tr><td>EUTM Somalia<\/td><td>Somalia<\/td><td>16,015,694.00 \u20ac<\/td><td>19,632,598.00 \u20ac<\/td><\/tr><tr><td>UNIFIL<\/td><td>Libano, Mediterraneo orientale<\/td><td>149,661,444.00 \u20ac<\/td><td>160,571,082.00 \u20ac<\/td><\/tr><tr><td>MIBIL<\/td><td>Libano, Mediterraneo orientale<\/td><td>11,824,401.00 \u20ac<\/td><td>8,038,547.00 \u20ac<\/td><\/tr><tr><td>Sorveglianza navale area sud Alleanza NATO<\/td><td>Mediterraneo<\/td><td>64,394,597.00 \u20ac<\/td><td>49,372,996.00 \u20ac<\/td><\/tr><tr><td>EUTM Mozambique<\/td><td>Mozambico<\/td><td>1,995,520.00 \u20ac<\/td><td>1,497,750.00 \u20ac<\/td><\/tr><tr><td>Base militare italiana a Gibuti<\/td><td>Supporto alle missioni nel Corno d&#8217;Africa<\/td><td>12,700,037.00 \u20ac<\/td><td>11,681,268.00 \u20ac<\/td><\/tr><tr><td>Personale militare in UAE, Kuwait, Bahrain, Qatar<\/td><td>Supporto alle missioni in Medio Oriente<\/td><td>18,282,237.00 \u20ac<\/td><td>23,653,773.00 \u20ac<\/td><\/tr><tr><td>Spesa missioni &#8220;fossili&#8221; (senza costi di supporto)<\/td><td><\/td><td><strong>781,432,069.00 \u20ac<\/strong><\/td><td><strong>792,188,554.00 \u20ac<\/strong><\/td><\/tr><tr><td>Spese missioni Difesa (senza costi di supporto)<\/td><td><\/td><td>1,220,338,976.00 \u20ac<\/td><td>1,324,500,781.00 \u20ac<\/td><\/tr><tr><td>Percentuale missioni &#8220;fossili&#8221;<\/td><td><\/td><td><strong>64%<\/strong><\/td><td><strong>60%<\/strong><\/td><\/tr><tr><td>Quota costi di supporto<\/td><td><\/td><td>51,840,000.00 \u20ac<\/td><td>48,600,000.00 \u20ac<\/td><\/tr><tr><td><strong>Totale spesa missioni militari &#8220;fossili&#8221;<\/strong><\/td><td><\/td><td><strong>833,272,069.00 \u20ac<\/strong><\/td><td><strong>840,788,554.00 \u20ac<\/strong><\/td><\/tr><tr><td><\/td><td><\/td><td><\/td><td><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Fonte: Elaborazione di Greenpeace su dati della Relazione missioni internazionali 2024 e della Deliberazione ulteriori missioni internazionali 2024<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Camera si appresta ad approvare tutte le operazioni militari italiane a protezione delle fonti fossili.<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":20636,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[17,24],"tags":[49,29,32],"p4-page-type":[19],"class_list":["post-23166","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-proteggi","category-scegli","tag-pace","tag-clima","tag-energia","p4-page-type-storia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23166","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=23166"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23166\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":23167,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23166\/revisions\/23167"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/20636"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=23166"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=23166"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=23166"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=23166"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}